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lavoro pubblicato martedì 16 settembre 2014
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Tette grosse, alito di cenere

di AaronGrolli. Letto 628 volte. Dallo scaffale Pulp

Sì era bella da morire lei. Era bella, cazzo se era bella! Sentivo il suo profumo una volta tornato a casa. Aveva qualcosa come 16 anni... Avrei potuto finire in galera, ma cosa me ne fregava, era bella. Quello era il punto. Avrei potutto passar.........

Sì era bella da morire lei. Era bella, cazzo se era bella!

Sentivo il suo profumo una volta tornato a casa.

Aveva qualcosa come 16 anni... Avrei potuto finire in galera, ma cosa me ne fregava, era bella. Quello era il punto.

Avrei potuto passare un sacco di serate a crogiolarmi nell'infinito dei miei pensieri, mi sarei fattto una camomilla e sarei andato in branda come la solito... Epppure avevo un fottutissimo pensiero nella testa.

Lo psycho dei Cramps mi rimbalzava nel cervello e mentre cercavo di trovare un ponte tra la "normalità!" e il quieto vivere pensavo a lei, ai suoi capelli biondi , al suo culo (soprattutto), alle sue tette grosse e dure come quelle di una giovane donna che corre su una spiaggia deserta in cerca di qualcosa o qualcuno.

Perchè poi il senso è che loro si ritrovano a essere donne prima che se lo aspettino, senza alcun tipo di anticorpo e sprovvedute. E a me piacevano così: indolenti e strafatte di vita!

E me ne tornai tra quelle quattro mura, l'odore di muffa nell'aria, lo stesso odore che percepivo nel guardare la gente. Il disprezzo verso la vita mi spaventava ma al contempo mi rendeva felice, del resto non avevo ancora terminato le mie provvigioni alcoliche e qualcosa al di là mi stava aspettando, nascosta.

Infondo l'ipocrisia e il prenderci per il culo l'uno con l'altro è ciò che ci tiene in vita, tutti, cadaveri di quello strano incantesimo chiamato realtà. E anche della nostra età. In preda al rincorrere "chissachecosa", vittime del capitalismo strisciante, della nullità e soprattuto della realtà.

Visi vuoti, visi pallidi, vecchie bobine di un film in bianco e nero che facilmente prendono fuoco... Ecco cosa siamo, minuscoli atomi pieni di dolore... Pieni di non voglia di vivere, pieni di quelle stronzate che chiamiamo voglia di vivere.

E mentre piangevo mi accorsi che le lacrime non sono altro che il ghiaccio che abbiamo in fondo all'anima quando decide di sciogliersi!



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