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lavoro pubblicato lunedì 15 settembre 2014
ultima lettura martedì 29 gennaio 2019

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Touch me

di francychan86. Letto 670 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 1: Nuovi colleghi Kate non riusciva a credere ai propri occhi. Lo spiazzo principale della Police Central Station di New Tokyo non era mai stata così tirata a lucido. Se ne stava in fila assieme agli altri cadetti guardandosi intor...........

CAPITOLO 1: Nuovi colleghi



Kate non riusciva a credere ai propri occhi. Lo spiazzo principale della Police Central Station di New Tokyo non era mai stata così tirata a lucido. Se ne stava in fila assieme agli altri cadetti guardandosi intorno, in attesa che lassù, sul balcone centrale, il Capo della Polizia Soprannaturale facesse il suo ingresso per dare il benvenuto ai nuovi acquisti delle forze dell'ordine. Il silenzio sceso nella piazza era carico d'attesa e poi esplose in un boato di gioia quando il Capo fece il suo ingresso.

Era un uomo dalla corporatura massiccia, baffoni e capelli brizzolati legati a coda di cavallo adornavano un viso severo, sul quale però dominava l'azzurro di due occhi buoni.

Cari ragazzi...”. La sua voce bronzea risuonò per tutto il piazzale. “Benvenuti a questo giorno speciale! Oggi cessate di essere cadetti ed entrate a far parte di una delle forze di Polizia più qualificate di tutta New Tokyo! Sarete dei detective del soprannaturale! Il vostro compito sarà proteggere gli esseri umani dalle creature demoniache penetrate nel nostro mondo quando le dimensioni si sono scontrate e...”

Kate ricordava benissimo quella storia. Un tempo, molto lontano nella storia, le barriere fra le varie dimensioni erano solide e nessuna realtà percepiva o aveva coscienza delle altre. Purtroppo però il Caos aveva portato le dimensioni ad avvicinarsi sempre più e col tempo si erano aperti dei varchi interdimensionali fra i vari mondi. Alcuni conducevano in mondi popolati da esseri pacifici (come ad esempio gli Elfi Arborei di Naturalia, il mondo del Sole Verde). Altri purtroppo avevano aperto delle vere e proprie bocche dell'Inferno, sguinzagliando nel mondo umano Demoni ed esseri malvagi di ogni sorta. Compito della Polizia Soprannaturale era sorvegliare i varchi e punire i trasgressori. Qualunque demone attentasse alla vita degli umani andava fermato e consegnato immediatamente alle autorità. Questo sarebbe stato d'ora in poi il compito di Kate.

... Ed è per questo che siete stati scelti voi fra tutti i migliori”, continuò il capo. “Dare la caccia ai Demoni non è affatto un compito facile. Richiede astuzia, destrezza e autentiche qualità magiche. Per questo, durante il primo anno del vostro noviziato sarete accoppiati ad un collega anziano, un senpai, che vi supporterà nelle vostre prime missioni su strada e vi insegnerà ciò che in nessun'altra scuola si può imparare!”

ah, quindi lavoreremo in team, si disse Kate fra sé. Questo potrebbe essere un problema.

Lei non aveva tempo per distrarsi. Voleva ricevere il distintivo quanto prima e diventare un vero Detective.

Lo voleva più di ogni altra cosa.


Sdraiata sul letto della nuova stanza, Kate guardava fuori dalla finestra i grattacieli di New Tokyo stagliarsi verso il cielo. Era quasi buio ormai eppure lei si sentiva tutt'altro che stanca. L'adrenalina le scorreva in corpo come energia liquida simile a mercurio impedendole di provare anche solo a riposare.

Domani incontrerò il mio senpai... pensò, abbracciando il cuscino. Chissà che tipo di maestro le sarebbe capitato. Di certo all'Accademia dei cadetti lei aveva imparato molto, e nell'addestramento alla lotta era sempre stata fra i primi della classe. Il combattimento a distanza era il suo punto di forza. Nessuno era stato in grado di avvicinarsi a lei negli scontri, anche se imparare a farlo era stata più una necessità che una decisione...

Quel pensierò la rattristò. Si chiese se avrebbe mai avuto il coraggio di spiegare al suo maestro come stavano le cose e se lui (o lei) avrebbe capito. Con un sospiro andò davanti allo specchio e si studio: un giunco flessuoso con il viso pieno di lentiggini, gli occhi color del muschio e una cascata di capelli rossi simili ad onde di fuoco.

Si sbottonò la giacca d'ordinanza e la lasciò scivolare lungo il corpo fino a terra, poi si liberò anche della maglia.

Nello specchio apparve un busto magro, longilineo, deturpato da una profonda cicatrice che andava dalla spalla sinistra al fianco destro. Kate sfiorò il tessuto roseo e deforme e rabbrividì. Sarebbe mai riuscita a far luce sull'origine di quella cicatrice? Sarebbe mai riuscita a liberarsi delle sue paure?


***


Sid se ne stava seduto con gli altri a bere una birra nel solito bar di fronte alla centrale. Era piacevole trascorrere qualche ora in compagnia di amici senza dover pensare ai suoi incarichi. A breve però quella tanto amata libertà sarebbe stata messa a dura prova. Erano colleghi anziani, e questo non poteva significare altro che guai.

Allora ragazzi! Che ne dite di un brindisi?”, fece Kail. Il suo amico di sempre. alzò verso gli altri un bel boccale di birra e quelli lo imitarono.

Alla salute!”

A differenza loro, Sid non era affatto in vena di festeggiamenti. Kail se ne accorse in in un nano secondo. “Hey, fratello-amico-compagno, che ti succede? Non vuoi festeggiare con noi?”

Sid si voltò verso di lui con aria indulgente. “No. Non sono in vena”

Ma come?”, domandò un altro ragazzo mezzo brillo. “Non sei curioso di conoscere il tuo cadetto? Se fosse un ragazzo lo addestrerò come si conviene! Ne farò un vero soldato pieno di coraggio!”

E se fosse una donna?”, domandò Kail.

Beh, se fosse una donzella vorrei solo che avesse un gran bel paio di...”

Ok! Ok! Risparmiaci i dettagli per favore!”

Tutto il gruppo esplose in una risata.

I cadetti sono delle seccature!”. L'urlo di Sid gettò una secchiata d'acqua fredda sull'entusiasmo dei ragazzi. “Non si può andare in giro come si vuole, ti seguono come dei cagnolini e bisogna sempre tenerli d'occhio. Inoltre vigilare su di loro per evitare che si facciano ammazzare da qualche demone di infimo livello è un'autentica rottura!”

Tutti quanti lo guardavano ammutoliti. Lo stesso Sid si sentiva in imbarazzo per quella reazione esagerata, tuttavia... per quale motivo si era tanto arrabbiato? Non era colpa degli amici se l'idea di insegnare a qualcuno il mestiere li eccitava.

Scusate...”

Stai bene amico?”, domandò Kail, premuroso.

Si, credo. Lasciatemi perdere per oggi”

E con quelle parole si alzò per uscire.

Maledizione! Ma che cosa mi prende?

Il terrazzino del bar era più tranquillo. La gente era quasi tutta all'interno, così lui ne approfittò per prendere una boccata d'aria.

Non c'è motivo di essere nervosi. Questa volta non fallirò! Questa volta sarò un'insegnante migliore!

Con un gesto automatico strinse fra le mani la targhetta di metallo che portava al collo. Era un dolce ricordo... L'unico di lei che aveva tenuto per sé.

La porta alle sue spalle cigolò e Kail si materializzò vicino a lui.

Hey, amico.... Sapevo che ti avrei trovato qui”

Con gesto fraterno, gli scompigliò la zazzera bruna e si appoggiò alla ringhiera di schiena. Così poteva guardare Sid negli occhi pur essendo al suo fianco senza fatica.

E' per Carry, vero?”

Silenzio. Sid si morse un labbro.

Lo sapevo. Ma devi smetterla di preoccuparti. Non è stata colpa tua”

Come puoi dirlo? Io ero il suo Senpai! Lei contava su di me ed io non l'ho protetta!”

Hai fatto quello che potevi. Lei questo lo sa. L'importante e che anche con il nuovo cadetto tu faccia del tuo meglio, come tutti noi. Questo lei vorrebbe”

Io non so se...”

Sid... Sai di essere come un fratello per me, no?”

Sì, certo che lo so”

Pensi che potrei considerarti uno di famiglia, se Carry non si fosse fidata di te? Mia sorella sapeva chi eri e le volte che parlava di te le brillavano gli occhi. Mia sorella non l'ha mai detto apertamente perchè era presa dai suoi doveri, ma credo... anzi! Sono certo che ti amasse dal più profondo del cuore. Per questo vorrei che andassi avanti pensando che comunque vada lei sarà sempre fiera di te”

E con quelle parole tirò fuori la sua targhetta. Identica a quella che Sid custodiva vicino al cuore tanto gelosamente.

Capito, fratello?”

Capito”

Per la prima volta da quand'era entrato nel bar Sid sorride. Grazie al suo amico e al ricordo di Carry ora aveva il cuore più leggero.






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