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lavoro pubblicato domenica 14 settembre 2014
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CON UN PIEDE CONTRO IL CUORE

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 450 volte. Dallo scaffale Viaggi

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CON UN PIEDE CONTRO IL CUORE

La bellezza ci ha preso per mano ci ha condotti lontano dal proprio cuore ci ha condotti in un villaggio abbandonato in mezzo ad indigeni a geni mutanti ,ci ha condotto per mano su un filo teso tra un ramo e l'altro , ci ha condotto sull’orlo di un precipizio in un gioco omofobo , incapaci d'intendere e di volere di comprendere ciò che saremo ,di comprendere ciò che faremo mentre la televisione divora lascivi personaggi . Confusi in programmi simili a tarli dell'intelletto, pustole pieni d'umori acquei . Volgendo la prua della nave verso isole verdeggianti , cuore continui a battere all'unisono con popolazioni ed esseri simili agli animali, incapaci di perdonare di giungere alla pace, ad un bene comune ,morte dai molti nomi madre di questa follia. Proseguendo verso est incredulo in sella ad una moto con bandana intorno al capo , con il dubbio che rode dentro ,correre , ed oltre appare non sincero. Cielo di altri nazioni , popoli minuti ,concludere la propria missione nella promessa fatta. Orme et orme movimenti inconsulti ,punti uniti che giungono ad una efebica conclusione. Se morte potesse chiudere nel fosso gli imbecilli, i falsi profeti. Se potrei di nuovo indossare i miei unici calzoni dal largo squarcio. Pollicino sognatore, in corsa sgranavo rime. Il mio castello era l'Orsa Maggiore. Le mie stelle in cielo facevano un dolce fru-fru. Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade, nelle calme sere di settembre in cui sentivo sulla fronte le gocce di rugiada, come un vino vigoroso; Come dolce credere in qualcosa in altre illusioni ,intendimenti vari tradotte in lingue sante et orsi e foreste. Come era bello andare sotto le stelle al caldo della ragione che ogni cosa traduce. Oh filistei o magni giganti della filosofia o meste ancelle custode di un magico libro. Verso altre vocali, verso se stesso senza indietreggiare nella buona nella cattiva sorte ogni cosa si compie per mano di Ulisse . Scendere , salire dai tram sotto mentite spoglie , alzare la spada contro l'intimo nemico e tanti nani ballerini dagli occhi piccolini che portano via il cadavere della bella addormentata. L'autista è un diavolo in trasferta sostituisce Caronte porta tutti all'inferno . Gli chiedo per favore mi ferma alla prossima fermata , lui mi guarda con occhi di brace alza il capello mi mostra le corna , caccia la lingua ed accelera . Addio notti e stelle addio gioie e dolori, addio domani incerto, strana parentesi graffa che circuisce le donzelle ,le scolarette gli scolari ribelli. Il buon uomo si rosola al fuoco, braccia storte, labbra sul ventre: sente le sue cosce slittare nel fuoco le le sue brache bruciacchiarsi, e spegnersi la pipa; qualcosa come un uccello rimuove un poco il suo ventre sereno come un mucchio di trippa! Si consola con poco si crede invisibile . Nessuno lo guarda nessun conosce il suo nome ,la rivolta e vicina si prendano le armi si chiami il meccanico si dica all'onorevole topo di come i gatti son pronti alla guerra. Ora che tutti sono vicino a questo cuore si studia, si ammira, lo senti pulsare un tic e tac e poi un altro tic tac tutti son pensosi ,tutti hanno grandi idee son geni mutanti son iene son troie saccheggiate da orde di achei inferociti. All'armi ,all'armi gridano dalla torretta l'uomo nero s'avvicina ,s'avvicina la cinciallegra, s'avvicina il domani incerto. Certamente è un tipo pericoloso ,senza nome e senza patria questo discolo va punito. Va cercata una soluzione un modo per dissuaderlo da falsi intendimenti, qui bisogna fare una riunione ,parlare , discutere del più e del meno , qui bisogna poi chiamare l'incorruttibile, il magno, l'invincibile. Ed una nave va, piena di cadaveri ,va sull'onda in mezzo al mare va lenta ,ondeggiando , in una lagna sembra una cagna ed il mare bagna le coste, bagna l'animo sofferente, bagna e battezza, che spensieratezza che emozione sedere accanto ad un simile bestione. Un calore scorante riempie la stretta camera; il cervello del buon uomo e` pieno di stracci. Egli sente i peli spingere nella madida pelle e talvolta in singulti buffoneschi se ne esce, scuotendo lo sgabello che zoppica...scuotendo se stessi la vana sorte scuotendo l'esperienza l'atto che segue il fatto , la tavola imbandita i tanti commensali pronti a divorarti , pronti a mangiare il povero politico ,la nazione intera in nome di vecchi ideali , in nome di una conoscenza fallace le stelle continuano a far fru, fru, la strada ti conduce via sotto queste stella a forma di cuore disegnata in mezzo al cielo solo per te.



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