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lavoro pubblicato martedì 9 settembre 2014
ultima lettura domenica 13 settembre 2020

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Where is my mind?

di tatina300. Letto 606 volte. Dallo scaffale Sogni

CAPITOLO 11: Mi rassicurai quando la vidi scappare. Ora c'era solo da capire cosa fosse quello strano suono che avevo sentito in precedenza, entrai in quel che restava di quella stanza, parati macchiati e ingialliti dal tempo giacevano sulle due pareti...

CAPITOLO 11: Mi rassicurai quando la vidi scappare. Ora c'era solo da capire cosa fosse quello strano suono che avevo sentito in precedenza, entrai in quel che restava di quella stanza, parati macchiati e ingialliti dal tempo giacevano sulle due pareti parallele, quello che rimaneva della centrale erano soltando macerie e polvere che incombravano tutta la stanza. Sul soffitto invece un grosso buco sbucava formando un fascio di luce che illuminava un baule antico, sembrava uno di quelli citati in Piter Pan,mi ricordò la mia infanzia ma prima di avvicinarmi a esso continuai a guardarmi intorno, credo che prima quella stanza sarebbe stata una cameretta per bambini o comunque una stanza dei giochi visto che potevo scrutare sotto le macerie alcune bambole di porcellana, ovunque mi girarsi trovavo un braccio, una gamba o un occhio di una bambola dispersa. Ora che ci penso magari era la ex cameretta della sorellina di Gunther, ma i miei pensieri furono interrotti da un suono, sembrava il suono di un bongo, cosi mi girai e vidi che proveniva da quel baule ma più cercavo di ignorarlo e più il suono diventava assordante cosi mi avvicinai inginocchiandomi difronte a esso presi un ferretto dai miei capelli e cercai di forzare la serratura arruginita del baule, dovevo capire cosa ci fosse li dentro. Dando un piccolo colpetto finale riuscii ad aprirlo ed all'interno non c'era nulla, "ma come un baule chiuso a chiave e poi è vuoto? non è possibile!" mi dissi. Cosi vidi che aveva un doppio fondo, presi la pistola e colpii di forza lo strato di cartone che divideva il baule. Cosi da sfondarlo, lo alzai e usci fuori un altra scatoletta di metallo con bordi lucchicosi in bronzo, sul retro aveva una chiave a manovella, cosi la girai e la scatoletta si aprii, un profumo di antico inebriò le mie narici, piccoli ingranaggi si muovevano a tempo sprigionando fuori una dolce melodia, mentre su un piedistallo c'era una piccola ballerina dal tutù verde acqua che danzava leggiadra sui suoi piedini fatti in porcellana con piccole giuture in ottone che gli permettevano di muoversi con la sua eleganza e leggerezza. Era la cosa più bella e rimasta intatta in quella stanza, non aveva un graffio, non era sporco, quasi sembrava nuovo cosi decisi di portarlo via con me sicuramente aveva un grosso valore per essere rinchiuso nel doppio fondo di un baule antico, e poi se Gunther era venuto fin qui magari cercava proprio quello ma a che scopo nasconderlo?.Per il momento non dirò nulla a Gunther, tantomeno dirò di averlo seguito e di esser salito a casa sua. Vidi l'ora era tardi e dovevo tornare, magari Gunther era già tornato a casa mia e non mi aveva trovato, dovevo trovare una scusa per la mia assenza, cosi scesi velocemente le scale ma al 5 gradino la scala crollò e io rimasi bloccata li su, ero indecisa se saltare o cadere nel vuoto cosi poi cercai di trovare un altra uscita, ritornai nel corridoio sporco di fuligine e ragiunsi il bagno, anch'esso sporco e addirittura animalacci come insetti e scarafaggi invadevano il lavandino, ormai era un bagno sudicio e inutilizzabile, mi tappai il naso e raggiunsi la finestra, mi affacciai e vidi che sotto di essa c'era la piscina ovviamente sporca e mal curata ma forse era la mia salvezza visto che il passaggio per le scale ormai era distrutto cosi mi sedetti sul davanzale chiusi gli occhi e contai fin a 5 prima di saltare ma arrivata al numero 4 un insetto strisciante mi stava camminando sulla spalla cosi dalla paura saltai. Affondai in quell'acqua torbida, lo schianto fu pesante infatti credo che scesi un paio di metri sotto il livello dell'acqua, non mi aspettavo fosse cosi profonda, ma per fortuna lo era, bevvi un bel pò prima di risalire ma quando fui fuori da quella piscina puzzolente non ero più nel giardino di Gunther ma al piano di sopra, come se non fossi mai caduta, come se non ci fosse mai stato nessun incendio, come se tutto fosse nuovo e abitabile cosi decisi di dare un occhiata a questa assurdità. Entrai nel soggiorno era tappezzato di quadri e specchi, non sembrava una camera antica come l'incendio l'aveva descritta...poi sentii dei rumori provenire da fuori cosi mi nascosi sul divano posto di lato alla porta centrale, chiunque fosse entrato non mi avrebbe vista se non si fosse voltato alle spalle. La porta si aprii ed entrò una sagoma umana femminile che si faceva luce con un cellulare, improvvisamente capii che fuori era arrivata una tempesta, i lampi e fulmini erano le uniche luci naturali che potevo intravedere tra le fessure della serranda. La ragazza accese l'interrutore della luce e diede un urlo appena mi vide, io rimasi immobilizzata mentre le gocce di quell'acqua sporca mi bagnavano ancora il viso.Ora capisco chi era quella ragazza era lei..la mia salvatrice..avrei dovuto parlargli, non so come sono arrivata cosi da lei ma forse se sono in un suo sogno ora posso approfittarne e parlargli. Cosi lei un pò spaventata mi si avvicinò io cercai di rialzarmi ma mi cadde il carillon dalla tasca, esso si aprii e la sua dolce melodia invase la stanza, poi il vuoto.

Pub.one 09settembre2014

Firmato TATINA300



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