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lavoro pubblicato giovedì 4 settembre 2014
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ha un nome e mille volti...

di Reb. Letto 341 volte. Dallo scaffale Viaggi

La mia Africa, il suo sorriso d'ebano, le mani di vecchio che stringono le mie con la forza della sua età. Ha 14 anni e siamo a casa sua: Guilongou, Burkina faso.

"Ha le scarpe bucate sotto i talloni, ormai i calli non andranno più via.
Ha gli occhi del colore della terra che ha sotto i piedi nudi: di un marrone che brilla di rosso sotto i cocenti raggi del sole equatoriale.
Dorme appoggiando la testa alle mie gambe polverose.
Siamo distesi a terra sul piccolo spiazzo davanti alla sua casa.
Si è preso la malaria.
Non capisco se sia preoccupato o se sia il dolore a tormentarlo tanto.
I suoi occhi sono contornati da un alone di serenità. Ha lavorato tutto il giorno e tutta la notte solo per la voglia di farlo con l'entusiasmo che solo i bambini e pochi altri fortunati riescono ad avere.

Ha un nome ma io non ve lo dirò perché in realtà non ne ha uno solo.
Ha un volto, un naso, delle labbra carnose e degli occhi che brillano... o forse ne ha più di due.
Le su mani sono come quelle di mio nonno anche se ha sessanta anni di meno.
Sorride sempre.
Guarda attraverso un vetro di sogno. Ogni sua parola è gratitudine e speranza.
Io sono qui.
È tutto ciò che, con i miei venti anni, posso fare.
Sono ad imparare.
Sono ad ascoltare.
Sono qui perché adesso nelle foto riconosco i suoi volti.
Il caldo è soffocante, anche le galline si riparano all'ombra della casa.
Davanti a me cantano una canzone senza seguire nessun ritmo preciso. Cantano naturalmente, come stessero parlando.
Una lingua che non posso capire ma so che stanno cantando a Dio ( l'unica parola che ho imparato con sicurezza: WENNA)... eppure non è domenica.
La domenica ad ogni angolo appaiono sorrisi vestiti a festa.
La domenica si mette l'abito buono e chi le possiede indossa le scarpe.

Non conosco tutte le sue storie ma vuole fare il prete fotografo, vuole insegnare, vuole fare la suora, vuole una famiglia, sta per entrare in seminario, vorrebbe studiare.
Non so tutte le sue storie ma vedo sogni che passeggiano per strada:
Portare la cena a casa, far vestire il figlio, tornare a zappare sperando sia nata un'altra patata.
Sono qui: li vedi passeggiare per il mercato, li vedi camminare tra i motorini e la terra, girano per il villaggio e ogni giorno sono più grandi...assurdo ma non si affievoliscono.
Al mio passaggio sembrano farsi belli o forse lo sembrano a confronto dei miei sogni sfuocati.
Ha un paio di scarpe ma le indossa solo per la festa."

Anche ora sogno quel sorriso!



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