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lavoro pubblicato martedì 2 settembre 2014
ultima lettura martedì 22 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Anna e l'invasione zombi

di Aiko. Letto 746 volte. Dallo scaffale Generico

Storiella scritta in realtà piuttosto velocemente, per esplorare un mondo, quello degli zombi, che non mi appartiene per niente.

L'edificio più alto di quel piccolo paesino disperso nel bel mezzo del nulla, era un magazzino. Era un edificio vecchio e solido, formato da cinque piani e segnato dalle intemperie. Era il primo edificio che catturava lo sguardo, se passavi per caso vicino a quel paesino. Non che qualcuno passasse per caso nei dintorni. Era esattamente li che gli umani avevano creato la loro base dopo che l'invasione zombi era iniziata. Era esattamente li che, tra scatoloni, barattoli di vernice, teloni e quant'altro Anna camminava avanti e indietro senza posa. le serviva un' idea, un' idea che non arrivava, e allora continuava a camminare. su e giù, su e giù, su e giù. Alla fine stanca di vedere sempre il solito panorama da tre giorni, salì le scale per raggiungere i piani più alti che ospitavano vuoti uffici e si affacciò alla finestra, posando il suo arco su un tavolino vuoto lì vicino. Strana arma un arco, per difendersi dagli zombi, ma era l'unica arma che avesse in casa all'inizio dell'invasione, e di conseguenza l'unica che si fosse portata dietro quando era scappata per arrivare al rifugio. Era comunque più di quello che molta gente si era portata dietro; pochi avevano portato armi, sopratutto perchè quasi nessuno in quel paese aveva armi in casa, non se n'era mai sentita la necessità; alcuni avevano portato cibo, ma non abbastanza per resistere a lungo, moltissimi, nella fretta non vevano portato nulla. Non era una bella situazione.

Anna riusciva quasi a vedere gli enormi occhi di quei mostri brillare nella sera alla luce dei lampioni; un giorno e mezzo prima avevano circondato l'edificio, impedendo a chiunque di uscire. Anna non aveva mai letto storie su quegli esseri, ma era piuttosto sicura fossero descritte come creature stupide e prive di logica che si muovevano seguendo solo istinto e voglia di sangue; be quelli la fuori non erano così; di certo non erano stupidi, anzi, si poteva dire fossero discretamente intelligenti. Sempre guidati dalla fame ovviamente, ma abbastanza astuti da creare un piano per ottenere "cibo"; come l'idea di circondare l'edificio impedendo agli umani di scappare. Quei mostri erano anche più pericolosi del normale, era per questo che serviva un piano per eliminarli, e in fretta. Ma come?

Immersa nei suoi pensieri, Anna non si accorse dei sinistri rumori che provenivano dal soffitto finchè non fu troppo tardi. Con un immenso boato una parte del soffitto crollò giù e uno di quegli esseri atterrò sui detriti. in mezzo allo stupore e alla paura nella mente di Anna si affacciò anche una domanda: come diavolo aveva fatto quella creatura a sfondare il soffitto? doveva essere crollato spontaneamente, era impossibile che avesse fatto tutto da solo!

Lo zombi la fissava con bianchi occhi malvagi, teneva una postura spezzata e ingobbita, ma quando avanzò non protese le braccia in avanti come un macabro sonnambulo, si limitò semplicemente a trascinarsele dietro, ignorandole finchè non fosse venuto il momento di utilizzarle. Lo zombi avanzava e Anna indietreggiava, un sordo terrore si impadroniva di lei a ogni passo. Continuò a indietreggiare finchè non si trovò con le spalle al muro. Cercò il suo arco con gli occhi, era troppo lontano per riuscire a prenderlo. Maledizione. Ma in fondo a cosa le sarebbe servito un arco? a rallentare la creatura, a distrarla forse, ma non a ucciderla. Archi, pistole, fucili, nessuna delle poche armi a loro disposizione aveva mai sortito un grande effetto.

mentre cercava di arretrare ancora un po' sentì qualcosa urtarle la gamba. La creatura era sempre più vicina. guardò in basso... la faretra! la creatura stava praticamente per saltarle addosso. Veloce, Anna prese una freccia, la tenne stretta tra le mani, puntandola davanti a se come una spada, chiuse gli occhi e attese. Attese ancora. Niente. Lentamente riaprì gli occhi. Lo zombi era ancora davanti a lei, ma era immobile, anzi, si stava sgretolando, il suo corpo si stava riducendo in polvere a partire dalle estremità. Com'era possibile? Anna guardò la freccia, negli ultimi giorni ogni vola che prendevano di mira uno zombi puntavano alla testa, questa volta la sua freccia era andata a conficcarsi con precisione nel cuore della creatura. Anna dovette aspettare che lo zombi si riducesse completamente in polvere prima che il pensiero si formasse nella sua testa. Ho scoperto il punto debole degli zombi. Non trovava altra spiegazione per ciò che era appena accaduto davanti ai suoi occhi, ma doveva esserne sicura. Incoccò una freccia e uscì dalla stanza, forse c'erano altri zombi in agguato? a far compagnia a quello che aveva appena distrutto? girò tutto il piano, ma era vuoto; salì al piano di sopra e controllò anche quello, poi scese e controllò il piano di sotto; vuoti. Evidentemente lo zombi si era introdotto nell'edificio da solo. Scese un altro piano e controllò tutte le finesrte finchè non trovò quello che cercava; quasi non riusciva a credere a tanta fortuna. Uno zombi si aggirava solitario all'esterno dell'edificio, era solo e per di più camminava nella sua direzione, offrendole il petto rivestito da una sudicia maglietta stinta; niente di meglio per confermare la sua teoria. Anna aprì la finestra e tese l'arco, la creatura non si era accorta di nulla. Grazie alla sua innata mira Anna centrò il cuore dello zombi, che iniziò immediatamente a sgretolarsi come il suo collega; Anna non riusciva a crederci. C'è l'aveva fatta, aveva trovato la soluzione! scese ad avvisare gli altri cittadini.

L'infestazione zombi terminò quella sera stessa.



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