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lavoro pubblicato martedì 2 settembre 2014
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Racconto di un abbraccio

di Lara982. Letto 1176 volte. Dallo scaffale Pensieri

Cosa può raccontare un abbraccio? Parole... no, che dico, interi discorsi si nascondono in due corpi stretti, in braccia che si stringono e si ...

Cosa può raccontare un abbraccio?

Parole... no, che dico, interi discorsi si nascondono in due corpi stretti, in braccia che si stringono e si cercano dolcemente...

Accarezzarne il collo, sentirne le mani sui fianchi; e la bocca... sfiora delicatamente gola e spalla.

Il suo corpo piacevolmente umido di acqua e sudore, le mie mani che desiderano solo di poter correre lungo la sua schiena, ascoltarne i muscoli, delinearli con le dita, imprimerli nella mente...E l'odore, un odore dolcemente maschile che sa di aspettative e promesse ricacciate in gola. Un odore che sento stretto tanto quanto le sue braccia, un odore che mi accarezza e mi avvolge, che sembra sia nato per attrarmi come una calamita tra quelle braccia.

Il silenzio delle parole raccolte lì, in quel nodo alla gola, è denso e presente...

Tutto in quel luogo sembra stringersi nel medesimo abbraccio; oggetti che sembrano sempre più familiari, che sussurrano parole dal sapore caldo e ormai familiare.

Tento di districarmi, ma le sue braccia restano avvinghiate al mio corpo, il suo respiro sul mio collo non vuole saperne di allontanarsi, non accenna a lasciarmi andare...

Allora inizio a credere... forse non è un abbraccio come gli altri, forse non è un piacevole incontro di corpi dettato dalle circostanze... le sue mani salgono fino a cingere il mio collo, la sua fronte si posa sulla mia... i suoi occhi sono chiusi, io invece lo osservo bene. La barba rasata da poche ore, i capelli profumati di shampoo maschile, la pelle color cioccolato, i muscoli del collo tesi... osservo avidamente ogni dettaglio cercando di imprimerlo nella mia mente; poi, un bacio fugace e il tentativo di allontanarsi.

Nulla. Le sue braccia si stringono attorno alle mie spalle. Non vuol saperne di cedere il passo alla realtà...

Ora è così strano... diventa incomprensibile il suo comportamento.

O forse fin troppo chiaro.

Questa volta lo stringo davvero; sento i seni che premono sul suo torace così ben definito, sento i nostri fianchi allacciati in quel continuo dialogo.

Eppure avevo previsto un discorso così chiaro... avevo calcolato quasi ogni parola.

Non avevo previsto quella accogliente sensazione di calore e appartenenza.

Premo un po' le mani sul suo torace.

Lui sa. Io so. Non sarà.

Potrei dirglielo ora, spiegargli le mie ragioni, porlo di fronte alla realtà.

Il suo sguardo così dolce e malinconico si posa sui miei occhi. Un fiume di parole non dette aleggiano nell'aria.

-Vuoi un bicchiere d'acqua?

-Si, grazie.

Ecco.

Addio.



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