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lavoro pubblicato lunedì 1 settembre 2014
ultima lettura venerdì 15 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Where is my mind?

di tatina300. Letto 619 volte. Dallo scaffale Sogni

CAPITOLO 6:   Aprii gli occhi improvvisamente, la sveglia aveva gia suonato,pigiai la mano su di essa,poi vidi l'ora, erano le 2:35 del mattino, qualche campo magnetico aveva fatto si che suonasse, non era da meravigliassi di questi tempi,quei mos...

CAPITOLO 6: Aprii gli occhi improvvisamente, la sveglia aveva gia suonato,pigiai la mano su di essa,poi vidi l'ora, erano le 2:35 del mattino, qualche campo magnetico aveva fatto si che suonasse, non era da meravigliassi di questi tempi,quei mostri chi sà quali strani esperimenti stavano effettuando sul pianeta e sui nostri cari. Decisi di alzarmi per andare in bagno, feci pipi,poi mi lavai le mani, il rumore dell'acqua confondeva dei strani rumori che provenivano dal piano di sotto,cosi decisi d andar a dare un occhiata,mi armai di mazza e scesi.Percorsi le scale velocemente, arrivata agli ultimi gradini rallentai il passo e mi diressi in soggiorno, non vidi nessuno anche gunther che dormiva sul divano era scomparso. Poi alzai gli occhi al soffitto,nel buio vidi un ombra, era Gunther, se ne stava li con le braccia dietro la nuca a dondolarsi come se stesse su un amaca, non potevo crederci che lui sapesse fluttuare in quel modo cosi chiusi gli occhi credendo di aver avuto un allucinazione poi li riaprii e gunther sul soffitto nn c'era più. Era dietro di me! Lo guardai a bocca aperta,poi lui mettendomi un dito Sulla bocca in segno di silenzio,mi guardo come un bambino guarda il giocattolo che desidera da tanto tempo,come un esploratore che riesce a scoprire una terra nuova,come chi riesce a vincere una corsa,come chi...ti desidera da tanto tempo insomma!, io fui fulminata dal suo sguardo,non mi sentivo più me stessa,sentivo solo le mie mani che mutavano,i segni sulla mia pelle aumentare,e pure non riuscivo a muovermi,sentivo che dovevo lasciarmi andare..cosi lui si avvicino alle mie labbra,non riuscivo a non guardarlo in quei occhi cosi accesi,ero quasi ipnotizzata,ero nelle sue mani Mi baciò sulle labbra poi sul collo,prima che potessi replicare il bacio mi tolse la camicetta,guardò i miei seni con aria incuriosita,i miei capezzoli erano turgidi al suo sguardo,lui mi guardò dall'alto poi accarezzandomi i seni mi porto una mano alla bocca,già sapevo cosa si aspettava,ma nn lo feci. Lui inizio a scrutarmi,mi girò in torno come se fossi in una vetrina poi mi afferro da dietro e sentii che con una mano si sbottonava i pantaloni,non so come ma non aveva più la sua camicia a quadri rossa e nera, poi di colpo lo sentii entrarmi dentro,a ogni colpo mi stringeva sempre di più il collo,mi portava la testa all'indietro,quasi mi mancava il respiro,ma non esitai ad urlare.

Qualche ora più tardi mi svegliai ed ero dinuovo nel mio letto, la mazza da baseball era sempre accanto a me e erano quasi le sei del mattino, ricordavo vagamente ciò che era accaduto con Gunther quella notte, forse era un sogno visto che non ricordavo come fossi tornata nel mio letto dopo averlo salutato ieri sera. Misi le pantofole e feci una corsa di sotto magari era solo uno strano sogno, magari avevo sognato anche lui e sul mio divano non avrei trovato nessuno. E invece quando scesi lo ritrovai li, sveglio con le braccia corserte come se mi aspettasse.

-Mattiniero anche tu ?

-Scusa ma il tuo divano è troppo scomodo e in più credo che ci siano le pulci!

-qualche zanzara estiva vuoi dire?

-non lo so, ma ho bisogno di una doccia, scusami!

-ok ok allora ti prendo un asciugamano, o credi che in quello troverai le piattole signorino so tutto io eh?

-oh Marcelline ti prego, non urlare di primo mattino, il mio cervello dorme ancora. Comunque te ne sarei grato se mi preparassi anche qualcosa da mangiare, sto morendo di fame..

-aah pure! desidera altro sul maestà?

-si, preferirei che mi chiamassi Gunther e basta.

Innervosita mi diressi in bagno presi un asciugamano dal mobiletto e ritornai in soggiorno.

-Ecco il tuo asciugamano ora puoi anche andare.

-grazie baby.

Ammiccando scomparve dietro l'angolo, io nel frattempo aprii il frigo e cercai qualcosa da mettere sotto i denti, uova,formaggio, wurstel, e latte..mmmh bene, una colazione alla americana è ottima per iniziare la giornata!.

Mentre preparavo le uova lo sentii sbucare da dietro la cucina, si sedette al tavolo e poggiò un piede sull'altra sedia, io mi girai aveva solo l'asciugamano intorno alla vita, e un paio di ciabbattine che forse aveva trovato per puro caso in bagno, saranno state di mio padre, i suoi capelli ancora bagnati gli cadevano sulla fronte e lui era sempre pronto ad aggiustarli con un soffio, i suoi addominali possenti come le sue braccia mi facevano sentire al sicuro in quella casa, i suoi occhi riflettevano nel mio sguardo, ogni volta non potevo non guardarli, erano come una calamita per me e pure sentivo di odiarlo, non lo conoscevo, sentivo che forse qualcosa doveva andare storto, ma cercavo di non essere pessimista.

-Ey baby non hai mai visto un uomo nudo?

Quella frase mi fece ritornare in me, poi dissi:

- Si certo che domande!!

-allora perchè continui a fissarmi? ieri sera non ti è bastato?

- ieri sera? perchè era tutto vero quindi?

- beh se sono qui è ovvio, mica potevo comparire dal nulla no?

Presi la colazione sedendomi al tavolo con lui, lui tolse il piede dalla sedia e mi fece accomodare.

-Grazie eh per averlo tolto!

-ma figurati non volevo mi schiacciassi un piede, mi serve ancora sai..hahahhah.

- si certo, invece il cervello l'hai perso da tanto vero? ah ah. ok siam seri, cosa è successo ieri sera?

- davvero non ricordi?

-si.

-quindi potrei fantasticare come voglio..e farti credere ciò che voglio cara Marceline hahahahah.

-non fare il cretino voglio la verità.

-mi hai ospitato a casa tua e offerto una tazza di thè, ti ho detto della mia sorellina, e poi siamo andati a dormire , tu di sopra, e io in quel divano schifoso. tutto qui.

- solo?

-baby cosa ti aspettavi una notte di sesso?

-..no..no

- di la verità, che la prossima volta mi organizzo meglio!

-ma figuriamoci! con te poi!

- ey guarda che sono vaccinato eh!

- si..e anche contaminato!

-beh quello anche tu cara..quindi possiamo accoppiarci...

Dopo aver avuto la certezza che tutto ciò che era successo era stato solo un sogno, beh mi sentii più sicura, non era stato male ma era meglio non fidarsi di quel ragazzo. Aveva qualcosa che non mi convinceva e poi mi chiedo ancora come faceva a sapere il mio nome. Mentre ero distratta dai miei pensieri mi si avvicinò e m poggiò le mani sulle spalle si avvicinò con le labbra al mio orecchio sussurandomi: ey Marceline, non importa se non ti fidi di me, però sappi che io non sono qui per farti del male sennò già l'avrei fatto credimi. Cosi mi diede un bacio sul collo e un altro dietro l'orecchio, subito un brivido mi scese lungo la spina dorsale ma subito ritornai in me e dissi: perchè non t vesti, cosi prenderai un accidenti!

-vorrei ma non ho abiti puliti.

-ok, ti prendo qualche maglia di mio padre aspetta qui.

E invece mi segui fin in camera da letto, mi stava attaccato dietro come un cagnolino, quasi temeva che sarei scappata dalla finestra o chissà cosa.

-Ecco tieni, questa maglia dovrebbe andarti bene.

Gli porsi una maglia verde militare di mio padre e un pantaloncino di jeans, lui prese i vestiti e senza pensarci due volte fece scivolare l'asciugamano via dal suo corpo, io lo guardai a bocca aperta ma poi mi accorsi che sotto aveva un paio di slip cosi evitai di far polemiche. La sua schiena formava una esse, era perfetta, il suo fondoschiena sembrava morbido sotto quei slip a righe viola e nere, quasi mi veniva voglia di stringerlo, poi i miei pensieri cessarono quando lui disse:

-Ey chiudi la bocca che ti aspettavi che fossi nudo? .......hahhahah queste donne!

Diventai subito rossa ed imbarazzata, non sapevo come rispondergli, mica avrei potuto dirgli " e no scusa ammiravo il tuo bellissimo fondo schiena! ", avrei fatto una figuraccia, cosi gli dissi:

-ve-vedo che i vestiti ti stanno benissimo!

-grazie, ma cosa ci fai con questi vestiti da militare tu?

-beh è una lunga storia, sai era robba di mio padre..

-dai parlamene..

-beh prima avrei dovuto dirti : se te lo dicessi dopo dovrei ucciderti..ma ormai l'ho persa..

-cosa hai perso baby?

-la farfalla..

-hahhahahahaha ecco perchè non vuoi scopare eh baby!

-aah sei uno stupido coglione vedi! ..non intendevo quella!

Vide il mio viso turbato e cosi mi accarezzo una guancia, poi rassicurandomi mi disse che avrebbe fatto il serio e che mi avrebbe aiutato qualsiasi cosa fosse..

-ok Gunther! ti dirò la verità..

ritornammo giù in salotto e iniziammo a discutere come due amici che non si vedono da tanto tempo.

-beh vedi mio nonno era uno scienziato, dopo anni di studio e duro lavoro era riuscito a creare la farfalla..era cosi che lui la chiamava. E' davvero una farfalla, ma è meccanica, è una chiave che apre tutte le porte di questo mondo, e io l'ho persa!

-ey piccola su non fare cosi.. smettila di tremare e spiegami meglio di cosa si tratta cosi ti darò una mano a trovarla!

-mio nonno insieme a mio padre lavoravano per il servizio militare e lui inisieme a un altro gruppo di scienziati riuscirono a costruire questa chiave, ovvero la farfalla, che permetteva di attraversare, tramite un portale, lo spazio-tempo, attraverso una scomposizione e ricomposizione delle molecole del notro corpo da un pianeta parallelo all'altro.

-in pratica mi stai dicendo che aveva creato una specie di macchina del tempo per viaggiare dal nostro mondo alla terra?

- si ma il proggetto farfalla fu incompiuto perche i militari non vollero più finanziargli questa cosa, perchè dicevano che se sarebbe capitata in mani sbagliate, il destino della terra sarebbe andato a puttane!.

-quindi è inutile cercarla baby se non funziona!

-uffa la smetti di chiamarmi baby?

-ok scusa dolce Marceline.

-comunque no, la chiave funziona, mio nonno dopo la pensione ed esser stato concedato decise di dedicarsi a questo proggetto, cosi portò a termire il proggetto farfalla da solo.

-ma è stato mai accertato che funzioni?

-si mio nonno l'ha provata ma qualcosa è andato storto, invece di programmarla per il mondo degli umani, essa l'ha portato nel mondo di quei mostri, e al suo ritorno ne ha portati due con se, credendo di poter far degli esperimenti su di loro. Ma appena tornati qui quegli esseri si sono ribellati e hanno creato caos e distruzione moltiplicandosi sul nostro pianeta.

-ecco perchè ci sono quei mostri allora! la colpa è di tuo nonno!

-non esattamente, quei mostri servivano solo a scopo scientifico e invece i militari appena videro che mio nonno riusci a far funzionare quella chiave e a portare quegli essere qui sul nostro pianeta, fecero irruzione in casa mia, ruppero la teca di vetro anti proiettili dove erano conservati quegli esseri e rapirono mio nonno, dopo varie torture lui non svelò il segreto e si lascio morire, nel frattempo mio padre nascose la chiave, e la diete a me, prima che quei mostri si moltiplicassero e prenderssero il sopravvento sul nostro pianeta.

-ma tua madre?

-mia madre non ha mai saputo nulla di tutto questo, mio padre diceva che io ero una persona speciale e che meritavo di sapere, altri avrebbero soltando creato casini su casini!

-quindi tuo padre è scappato?

-non lo so, dopo il casino che è accaduto 2 settimane fa in questa casa credo proprio di si, non credo si sia fatto uccidere, non da quei mostri, mio padre è troppo orgoglioso per farlo.

-quindi ora sappiamo con certezza che la chiave sei tu!

-sappiamo? .Dissi con aria incuriosita e turbata.

-si insomma io ora so chi ha la chiave..

-sei uno di loro vero? vai viaaaa!!

-nono calmati marcy!

Presi la mazza da baseball che avevo lasciato la mattina sul divano e l'agitai contro di lui, mentre lui indietreggiava con le mani avanti per parare i colpi.Ma improvvisamente mi placcò le mani, la mazza cadde a terra e mi bacio selvaggiamente, poi si allontanò e mi guardò negli occhi.

-Marceline. ascoltami! forse hai paura di me, ma io voglio il tuo aiuto e voglio aiutarti..se per te questa farfalla è importante la ritroveremo stai tranquilla. Ora se vuoi sfogarti fallo pure, ma quando avrai finito sappi che ci aspetta una grande avventura insieme, e possiamo farcela!

Vedevo i suoi occhi luccicare dentro i miei, troppo vicini per parlargli, troppo lontano per baciarlo, mi stavo calmando, la mia forza stava diminuendo, mentre la sua aumentava contro le mie braccia, poi se ne accorse e allentò la presa.

-Marceline, calmati ora devo andare.. tornerò presto, devo procurarmi un pò di vestiti che ho lasciato tra le macerie di casa mia.

Cosi mi diete un bacio sulla fronte e a passo svelto usci da casa mia senza voltarsi neanche una volta.

Pub.one 01settembre2014

Firmato TATINA300



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