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lavoro pubblicato sabato 16 agosto 2014
ultima lettura domenica 29 novembre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Lost in subspace

di kamate. Letto 734 volte. Dallo scaffale Eros

c'era stata dunque un'onda bianca di dolore, mentre la calda vampa dell'alienazione m'avvolgeva interamente, come in un bozzolo di seta.

Per quanto tempo ero rimasta in sospensione?

Ricordavo solo d'aver sentito l'ordine secco d'abbandono della nave. Ero stata io stessa a darlo, oppure il comandante? O, più probabilmente, era solo un'illusione incapsulata nella galassia dell'immaginazione; perché in fondo al buco nero del mio cuore sapevo bene che non avrei, per nulla al mondo, rinunciato all'esplorazione del microcosmo emozionale; dei miei stessi limiti, del mio più intimo piacere.

C'era stata dunque un'onda bianca di dolore, mentre la calda vampa dell'alienazione m'avvolgeva interamente, come in un bozzolo di seta.

Poi nulla più se non me stessa, immersa nell'odore di mille rose rosse andate in fiamme, e una ragazza che assomigliava tanto a quel ricordo amato della fanciulla che non fui mai, inquadrata nell'apertura di una stanza senza tempo, che mi fissava dritta, attraverso l'arcana dimensione miei stessi grandi occhi azzurri. E sorrideva.

Percepii d'un tratto la solidità del corpo liquefarsi, come un mutar di stato, e gli occhi dell'introspezione mi si riempirono di luce; lacrime salate sgorgarono da quelli aperti al cosmo, la bocca colma di saliva, di caldo muco il naso; mi colò bava il sesso. Avvertii del sangue la rincorsa, quasi volesse sfondarmi l'epidermide, e tutti i pori della pelle dilatarsi per poi annegare, un dopo l'altro, in un'onda refrigerante di sudore.

Ebbi improvvisamente la chiara, netta e totale percezione di quanto fosse sporco e laido e motivato il mio bisogno di soffrire; e ne godetti immensamente. Svanì improvvisamente il fardello degli anni luce spesi a filare il sottile filo nero del desiderio, crocifissi come ladri a quelle mie quattro piccole ed innocue perversioni; nascosti all'universo intero, incatenati nella segreta di un orgasmo sottaciuto troppe volte.

Infine un brivido di freddo mi scosse al pari del sonaglio d'un serpente, i capezzoli conficcati in petto come due proiettili di piombo, sparati con incredibil mira da quel cecchino beffardo ch'è Destino: uno al cuore e l'altro dritto all'ego. Fu allora che mi travolse l'incontenibile tentazione di pisciarmi addosso, come una bestia, cui, dopo un ultimo tremito d'esitazione, non opposi più la benché minima resistenza.



Commenti

pubblicato il 04/09/2014 13.14.06
MadameWu, ha scritto: mooooooooooooolto bello, mooooolto , sei proprio bravo kamate :)

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