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lavoro pubblicato sabato 26 luglio 2014
ultima lettura giovedì 15 ottobre 2020

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DISCHI STORICI RIASCOLTATI PER VOI LOU REED – TRASFORMER -

di jankadjstrummer. Letto 775 volte. Dallo scaffale Musica

LouLou ha scelto proprio la domenica mattina ( Sunday morning) per lasciarci “ sto cadendo, ho una sensazione che non voglio sapere, albeggia presto, domenica mattina sono tutte quelle strade che hai attraversato”, quella domenica del 1966 aveva cominc

DISCHI STORICI RIASCOLTATI PER VOI LOU REED - TRASFORMER -

1. Vicious

2. Andy's Chest

3. Perfect Day

4. Hangin' Round

5. Walk on the Wild Side

6. Make Up

7. Satellite of Love

8. Wagon Wheel

9. New York Telephone Conversation

10. I'm So Free

11. Goodnight Ladies

Corre l'anno 1972 le nuove generazioni si sono lasciati alle spalle il movimenti hippie, i grandi ideali di "paece & love" per approdare nella frenesia del divertimento, del disimpegno, in quello che viene indicata come l'era del rock decadente racchiuso nel motto "sesso droga e rock'n'roll" A quel punto il rock diventa glam: sesso, ambiguità, eccessi, sfida alle convenzioni borghesi, rifiuto dei modelli dominanti, il gusto per il travestimento, l'ostentazione della bisessualità, il rock come teatralità, trucco, parrucche, abiti luccicanti di lustrini da dive anni ‘30 L' Inghilterra è la patria del glam, Gary Glitter, Alice Cooper, Brian Ferry dei Roxy Music, Marc Bolan dei T-Rex e David Bowie reduce dal successo di Ziggy Stardust , in cui impersona un alieno androgino. E' proprio il Duca Bianco che, affascinato ed ispirato dai Velvet Underground il gruppo più influente e importante della rock d'avanguardia, non accetta che un talento così grande come l'ex chirarrista Lou Reed finisca nel dimenticatoio. Infatti il primo album solista, di Lou Reed", malgrado alcune buone canzoni, fu un flop clamoroso. Bowie si propone di collaborare alla produzione del suo secondo album,Lou Reed non rifiuta questa opportunità e vola a Londra, subito affascinato dall'ambiguità sessuale, dalla intelligenza e dalla classe di David Bowie, tanto simile a quello di Andy Warhol. L'album che ne viene fuori " Transformer" è da shock, rivoluzionario per il linguaggio usato, anticipa il cambiamento del costume e della morale. Già la copertina è provocatoria raffigura Lou Reed dai colori molto contrastati che sembra di assomigli ad un "Frankenstein del rock", opera del fotografo Mick Rock mentre sul retro una doppia immagine dello stesso modello, in versione sia da travestito sexy, sia da maschio a cui infilano una banana nei pantaloni per simulare un'erezione. Pateticamente l'edizione italiana fu censurata e venne coperto l'inguine del travestito ritratto.

Lou Reed canta le sue canzoni, accompagnandosi con la chitarra suonata con un pedale wah-wah premuto a metà ed impreziosite dai raffinati arrangiamenti di archi, fiati e delle parti di pianoforte che rendono il suono ben definito. Questo suono metropolitano coniugato benissimo con la melassa del glam ha partorito piccoli capolavori che mantengono nel tempo una freschezza incredibile Ma riascoltiamo il disco, si parte con "Vicious", il cui testo fu suggerito da Warhol che gli chiese di scrivere una canzone sull'essere viziosi, lui ironicamente propose l'ambiguità, " Vicious/ you hit me with a flower/ You do it every hour/ oh baby, you're so vicious". Il frustino sadomaso diventa un fiore. Assolutamente geniale anche negli arrangiamenti formati solo da un riff di chitarra distorta" "Andy's Chest", una dolce canzone d'amore abbellita da splendidi cori e dedicata ad Andy Warhol che, nel 1968, rischiò di morire per mano di una folle che gli sparò nel petto. Poi parte "Perfect Day" che esprime la grandezza dell'opera di Reed la sublimazione di un "giorno perfetto" e lo fa con una semplicità e una poesia tali da lasciare interdetti. Sembra che l'abbia scritta per la moglie che aveva a quei tempi. Una dolce ballata arricchita da gli arrangiamenti per pianoforte e archi, una interpretazione sentita che ci dice, come può essere un giorno perfetto, senza i problemi e le angosce quotidiane. In "Hangin'Around" si mettono alla berlina coloro i quali pensano di essere trasgressivi ma sfiorano il patetico il ttuuto con un sound canzonatorio di pianoforte e chitarra. Poi parte lo swing e il famoso giro di basso di "Walk on the Wild Side", un nostalgico ricordo dei personaggi che affollavano la Factory, il laboratorio artistico creato da Warhol, tutti alla ricerca dei 15 minuti di celebrità che non si negano a nessuno.

Ogni strofa della canzone rappresenta la vita e le caratteristiche di uno dei personaggi che affollano la New York trasgressiva, viziosa mostrando con semplicità l'asltra faccia della realtà perbenista. In "Walk On The Wild Side" si sprecano i riferimenti ad un mondo sommerso di chi vive sul lato selvaggio della strada, travestiti, prostituti, pratiche sessuali

"Make Up", rappresenta il primo manifesto dell'orgoglio omosessuale celebrato con suoni molto melodici. Stiamo uscendo. Fuori dalle nostre tane, per le strade!

"Satellite of Love" è una ballate glam accompagnata dalla splendida voce di Bowie, Lou Reed qui si diverte a scherzare sulla gelosia. La base armonica è più aperta, costruita in gran parte da accordi in tonalità maggiore, e lo strumento principe è il pianoforte.

C'è molto rock, invece in "Wagon Wheel", che pare sia stata scritta da Bowie, in cui emergono i malesseri legati al suo rapporto di coppia. "New York Telephone Conversation", è accompagnato da un pianoforte stile belle èpoque, il testo è dedicato a Warhol a cui piace fare chiacchere e pettegolezzi. "I'm So Free" è pezzone rock tirato, in cui primeggia un bellissimo assolo di chitarra, forse il pezzo più gioioso dell'album, il testo è un inno a "Mother Nature" che in gergo è la marijuana e i suoi figli sono i consumatori. L'album si chiude con "Goodnight Ladies" in cui si parla di solitudine e amori finiti. "Transformer", ebbe una staordinaria forza: restituire fiducia e trasformare Lou Reed da figura underground di culto in rockstar, è un album senza tempo una collana di perle scelte che lo rende un capolavoro del rock degli anni '70.

Consiglio per chi volesse approfondire il libro di

Victor Bockris, Transformer - La vita di Lou Reed, Arcana Editrice, Roma, 1999, pag. 203



Commenti

pubblicato il 26/07/2014 18.10.23
jankadjstrummer, ha scritto: LouLou ha scelto proprio la domenica mattina ( Sunday morning) per lasciarci " sto cadendo, ho una sensazione che non voglio sapere, albeggia presto, domenica mattina sono tutte quelle strade che hai attraversato", quella domenica del 1966 aveva cominciato la sua avventura con i Velvet Underground, Lou Reed uno dei più grandi rocker degli ultimi cinquant'anni, tante volte dato per spacciato per quella vita segnata dalle droghe ma sempre rinato per l'eccessivo amore per la musica , questa volta non ce l'ha fatta , il grande chitarrista ed autore che ha influenzato stuoli di musicisti , ha scelto il giorno perfetto ( A perfect day ) per lasciare la sua eredità fatta di suoni scarni di chitarra e liriche spesso borderline. L'eroe maledetto era nato, 71 anni fa, a New York e più precisamente in quella Coney Island che fu fonte di tante canzoni diventate famose e, così come la Coney Island baby che il sabato pomeriggio si fa bella per raggiungere in metro Manatthan, il centro del glamour, occasione per una vita diversa anche lui cercò l'avventura con la musica ma senza percorrere strade comode ma percorrendo il lato selvaggio della strada «Walk on the Wild Side". Un omaggio a Lou Reed e alla sua musica in bilico tra la melodia e il rumore che ha portato le sue liriche rock verso la poesia pura. RIP lou Lou!

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