ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 25 luglio 2014
ultima lettura venerdì 27 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La fuga di Gino e Sandokan

di MadameWu. Letto 576 volte. Dallo scaffale Fantasia

Da tre mesi Gino aveva cambiato ditta e adesso guidava i camion bestiame. Trasportare acciaio, finestre, mattoni non gli aveva mai dato nessun problem...

Da tre mesi Gino aveva cambiato ditta e adesso guidava i camion bestiame. Trasportare acciaio, finestre, mattoni non gli aveva mai dato nessun problema, ma portare bestie vive era diverso. Ad ogni curva facevano dei versi pazzeschi, rotolavano a terra e si ammassavano di qua e di là e così il camion perdeva stabilità . Accidenti, doveva andar più piano e i suoi tempi di percorrenza non erano graditi al capo. Un giorno si era fermato per prendersi un caffè e quando ritornò al camion diede un’occhiata alle bestie: erano maiali, grossi, grassi, con dei musi buffi e quei musi lo fissavano mentre lui fissava loro. Uno in particolare lo guardava con un’aria sofferta e sembrava quasi sul punto di mettersi a piangere. Gino si avvicinò, guardò meglio e vide che il maiale aveva una zampa rotta in due punti, evidente conseguenza di qualche sballottamento durante il tragitto. Riguardò la bestia negli occhi e così, senza nemmeno averci pensato, allungò un braccio dentro al rimorchio e fece una cosa che nemmeno lui si sarebbe mai immaginato di fare: accarezzò il maiale. Il maiale sembrò sorridere e per dimostrare la sua contentezza diede una gran leccata alla mano del camionista. Bastarono pochi secondi e Gino capì quel che doveva fare.

- Sai che ti dico, amico? Ce la svignamo! disse rivolto al maiale, poi salì sul camion e partì adagio.

Guidò piano, ben attento a far curve morbide in modo che i maiali non dovessero far tanta fatica a reggersi in piedi e si fermò solo quando vide il mare.

Gino portò il grosso camion fin sulla spiaggia; era inverno e non c’era nessuno in giro così potè far scendere tutti i maiali che presero a zampettare grufolando nella sabbia. Il maiale con la zampa rotta aveva avuto alcune difficoltà a scendere ma Gino lo aveva aiutato e adesso anche lui se ne stava felice a guardare il mare seduto di fianco a Gino. Fu lì che a un certo punto il maiale parlò.

- Ti volevo ringraziare, amico!

A Gino prese un colpo ma non si mosse e anzi, senza che il suo cervello lo avesse ordinato, alzò il braccio destro che andò a cingere le spalle del maiale.

- Sandokan, piacere, disse il maiale.

- Gino, piacere mio.

- Ora cosa pensi che potremmo fare, Gino?

- Non so, la mia idea si è fermata qui.

- Va bene, allora adesso ci pensiamo noi, concluse Sandokan.

Il maiale prese a grugnire forte e gli altri animali si fermarono e si girarono tutti verso di lui. Grugnì per qualche minuto e come tacque risalirono tutti sul camion.

- Ora tu ci devi traghettare, disse alla fine Sandokan.

- E dove? E con cosa soprattutto? chiese un po’ stupito Gino.

- Tu porta il camion in mare, poi ti dirò io dove andare.

- Ma come, il camion in mare? Ma affonda, non è mica una barca!

- Non preoccuparti, Gino, tu portalo dentro l’acqua, fidati di me!, concluse Sandokan la cui zampa rotta stava incredibilmente guarendo.

Gino pensò che ormai , avendo fatto trenta, poteva anche fare trentuno. Si mise al posto di guida dopo aver aiutato Sandokan a sedersi al suo fianco; mise in moto e partì, adagio, dritto dentro il mare. E con suo grande stupore il camion avanzò nell’acqua rimanendo a galla mentre Sandokan al suo fianco gli sorrideva soddisfatto.

Fu dopo qualche kilometro, ormai non si vedeva più la riva, che apparve la cosa luminosa. I maiali nel camion esultarono e Sandokan disse a Gino di prepararsi per il trasbordo.

- Quel bastardo, quel ladrone! Lo dicevo io che ci metteva troppo tempo per consegnare le bestie!

- Sai che ti dico? Quello stava progettando di rubare un camion dal primo giorno che è arrivato qui!

- Ah si , si, è possibile! Adesso lo avrà già rivenduto e fra camion e maiali quello si è messo in tasca un sacco di soldi, MIEI, soldi MIEI, porco qui porco là.

Rosa e Guido son stesi in mezzo a un prato a guardare le nuvole.

- Guarda quella, sembra un elefante con la proboscide alzata!

- E quell’altra lì, guarda, un coccodrillo!

- Si ma adesso baciami.

- Si! ….

- Rosa, guarda quella nube, sembra un volto umano…

- Oh si …sai che assomiglia a mio padre?

- Davvero? Non ho mai visto tuo padre… ti manca molto?

- Un po’, si…più di un po’…molto, si, mi manca molto…

- Ma davvero non si è mai più ritrovato niente?

- Niente.

- Incredibile però, sparire così, con un camion pieno di maiali…che strana storia!

- Dicono che lo abbia rubato per poter scappare all’estero.

- Eh si ma qualche traccia avrebbe dovuto lasciarla, almeno i pezzi del camion…non so…la pula lo sa dove rivendono i pezzi dei camion smontati, insomma, c’era di mezzo una persona scomparsa…

- Ehi, guarda quelle nuvolette in fila, sembrano maialini, non trovi?

- Quali? Ah si, quelle…si si, ahahah, sembran proprio dei maialini!



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: