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lavoro pubblicato giovedì 24 luglio 2014
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La vasca da bagno

di Mario Vecchione . Letto 1820 volte. Dallo scaffale Horror

Era stata una giornata faticosaper Laura in ufficio. Ora ci voleva solo un bel bagno caldo. Giàpregustava, mentre tornava verso casa, l'immersi...


Era stata una giornata faticosa
per Laura in ufficio. Ora ci voleva solo un bel bagno caldo. Già
pregustava, mentre tornava verso casa, l'immersione nella sua vasca
azzurrina con sali da bagno profumato, un tocco di musica come
sottofondo ed un a dose abbondante di schocth, e 'fanculo il lavoro,
i colleghi, quello stronzo del capo sempre a farle il filo, sempre a
cogliere l'occasione per posarle le mani sul culo. Aveva bisogno di
lavorare, altrimenti da tempo avrebbe lasciato quell'ufficio di
merda. Salì le scale affaticata, aprì la porta del suo appartamento
ed accese la luce. Mi se il chiavistello e si assicurò d'aver dato
tutte le mandate. Anzi vi accostò, per sua sicurezza psicologica,
una sedia. La sua casa era composta di due camere: un
soggiorno-cucina, una camera da letto piccola e un bagno, il suo
adorato bagno. Posò la borsa sul tavolo, fece volare per la stanza
le scarpe coi tacchi alti, si massaggiò le caviglie e si recò in
bagno. Accese le luci. La sua vasca era lì, lucida, netta,
splendente con la rubinetteria cromata, da un lato una mensolina con
i suoi cosmetici, appeso da qualche parte il suo accappatoio rosa
confetto. Sorrise fra se. S'avvicinò ed aprì acqua calda e fredda,
miscelandola. Poi prese u barattolo color pesca, tolse il tappo, ne
annusò il contenuto e ne versò un bel po' nell'acqua che si stava
raccogliendo rapidamente. Regolo i flussi e ritornò di là. Mise in
funzione la filodiffusione, si liberò del tailleur, della camicetta,
delle calze e della biancheria e, nuda, si preparò da bere e poi si
diresse verso il suo benessere. In bagno l'ambiente era soffuso di
una nuvoletta profumata di vapore. Nell'acqua c'era una bella
schiuma, invitante, vellutata. Si osservò nello specchio,
compiaciuta. Era un bel tocco di manza. Si scrollò nelle spalle ed
entrò nella vasca, calandosi fino al mento. Una sensazione unica.
Quasi d'un colpo avvertì la stanchezza sparire. Si sentì il corpo
attraversare da una corrente sottile di piacere. Beve un sorso dal
bicchiere che le infiammò il sangue. Molto bello tutto ciò. La
musica era quella giusta, calda, avvolgente, da piano bar, ma da
atmosfera. Imprecò a bassa voce con se stessa per nona aver staccato
il telefono, ma ormai era andata e comunque non avrebbe risposto,
potevano suonare pure per tutta la sera. Si crogiolò nell'acqua
odorosa, si senti lambire i muscoli, tutte le fibre del suo corpo.
C'era molto silenzio quella sera, tranne per un fastidioso gorgogliò
dallo scarico della vasca. Avrebbe dovuto avvertire Tom all'indomani
per fargli dare un'occhiata. Non ci pensò più, ma il gorgogliò
diventava più forte, fino a diventare un fischio. Che cazzo stava
succedendo? Cercò si sollevarsi per uscire e guardare meglio, dopo
aver fatto scaricare tutta l'acqua, ma non fece in tempo. Una
colonna d'acqua s'alzò all'improvviso, proveniente dall'apertura e
tutta l'acqua defluì rapidamente. Si vide nella vasca, di colpo
diventata asciutta. Cominciò a percepire uno strano brivido. La
griglia dello scarico era saltata del tutto. Ora si scorgeva un buco
nero che emanava u fetore pazzesco. Si raggomitolò. Sentì che la
paura la stava paralizzando. Ad un tratto dal buco emerse la testa
triangolare di un grosso serpente che scuoteva l'aria con la sua
lingua biforcuta. Era spaventoso! Verdastro. Il corpo affusolato,
velocemente, fuoriuscì del tutto, gigantesco ed orribile. Gli occhi,
saettanti e sanguigni, la fissavano, gelidi. Laura non ebbe la forza
di urlare. La bestia strisciò verso di lei e le piombò addosso. La
ragazza scivolò sul fondo, inerte e il serpente l'avvolse nelle sue
spire nel giro di qualche secondo, tanto da ricoprirla tutta,
stringendola con una forza inaudita. Le vene di Laura esplosero. Il
sangue sprizzò dappertutto, gli occhi uscirono fuori dalle orbite.
La bestia stringeva, stringeva, soffocandola, stritolandola, fino a
quando la ragazza, senza un grido, stramazzò sul marmo afflosciata
in un a pozza di sangue. Poi iniziò il pasto orrendo. Il serpente,
un'anaconda dalle proporzioni smisurate, s'apprestò ad ingoiare il
cadavere. Ci avrebbe nesso un bel po', ma aveva tutta la notte per
se...



Commenti

pubblicato il 01/08/2014 12.36.53
MrThriller, ha scritto: Bel racconto, anche scritto bene. Io sono nuovo di questo sito ed è il primo che leggo, e deve dire che è un buon inizio. Complimenti ancora! MrThriller
pubblicato il 01/08/2014 12.37.40
MrThriller, ha scritto: Bel racconto, anche scritto bene. Io sono nuovo di questo sito ed è il primo che leggo, e devo dire che è un buon inizio. Complimenti ancora!
pubblicato il 22/08/2014 0.15.00
sartisa, ha scritto: Sembra un racconto ambientato negli anni 80. Dove le porte blindate non esistevano, dove i cellulari li usavano solo i militari. L'unica cosa che posso dire è che le molestie verso le donne, putroppo, quelle non cambiano, passa il tempo ma quelle rimangono. Comunque raccontino carino.

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