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lavoro pubblicato giovedì 24 luglio 2014
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

DEI DA MARCIAPIEDE

di jackpeenses. Letto 498 volte. Dallo scaffale Pulp

  Un tempo, prima di cominciare il viaggio, giocavo con le sorprese, il fresco miracolo di chi ha gli occhi di un bambino, andavo per paesi stranieri con un sacco vuoto, mi promisi di riempirlo, di qualcosa che mi sarebbe servito in futuro; qualc...

Un tempo, prima di cominciare il viaggio, giocavo con le sorprese, il fresco miracolo di chi ha gli occhi di un bambino, andavo per paesi stranieri con un sacco vuoto, mi promisi di riempirlo, di qualcosa che mi sarebbe servito in futuro; qualcosa che ancora non comprendevo.

Cominciarono le stagioni, i giorni divini, e le follie di chi era un terreno fertile per i pensieri altrui.

Non mi aspettavo un risultato così: una condanna, il viaggio non si è concluso come era decantato,

la magia dei poeti, i libri e le strade vuote. Grandi del passato prendevo in esempio, senza però averne capito veramente il significato delle loro parole. Così nacquero il Jack e la sua storia infinita.

Si narra di un uomo, con gli occhi di un bambino, divenuto un evaso, un falso poeta, un narratore, un profeta dei pensieri altrui, un dio da marciapiede, rinchiuso in quel posteggio; dove si accampano aspettando i nuovi arrivati, domandando loro se qualcosa sia cambiato.

Uomini di tutte le generazioni sono lì presenti, guardano la storia, la scienza, le religioni, fare il loro corso, arresi si sono, alla battaglia finale, e continuano a perdere ogni volta che un nuovo dio arriva, in questo posteggio infinito. La condanna che hanno ricevuto è uguale alla mia: la conoscenza dell’umanità, i loro pensieri scorrono, come dei film, nella nostra mente, impotenti siamo sull’andamento delle storie, anche sapendo la conclusione di ognuna di loro.

Ho cominciato non sapendo il perché e ho finito non capendo il perché: due perché differenti; due domande rimaste senza risposta, forse è vero che gli avvenimenti accadono senza un perché, accadono e basta, bisognerebbe accettarla e convivere con questa regola inventata.



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