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lavoro pubblicato giovedì 24 luglio 2014
ultima lettura giovedì 17 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Nel tuo letto

di VittorioT. Letto 2202 volte. Dallo scaffale Eros

I primi raggi del sole filtravano tra le imposte e illuminavano il tuo corpo, non quello di una top model ma comunque attraente, almeno per me. Grazie al caldo estivo potevo ammirarlo senza veli, nudo, come la natura te ne aveva fatto dono. Stavi dorm...

I primi raggi del sole filtravano tra le imposte e illuminavano il tuo corpo, non quello di una top model ma comunque attraente, almeno per me. Grazie al caldo estivo potevo ammirarlo senza veli, nudo, come la natura te ne aveva fatto dono. Stavi dormendo saporitamente, probabilmente cullata da uno dei tuoi paradisiaci sogni romantici. Ne approfittai per abbracciarti ed avvicinarti a me. Sentivo il calore del tuo corpo, il sussurro del tuo respiro, il tuo cuore che batteva. Ti accarezzai i capelli. Li avevi lunghi e setosi, un intreccio di fili dorati sfavillanti che davano l'impressione di danzare ogni volta che ti muovevi. Le labbra rosse naturali, senza alcun tipo di rossetto, parevano due gocce di lava incandescente, tanto erano calde e ardenti di passione. Anche se le palpebre erano chiuse sapevo che, lì dietro, i tuoi occhi si erano impossessati di una spicchio di cielo azzurro. Ti guardavo, ti ammiravo, ti desideravo. Anche se avrei voluto fare l'amore con te, non ebbi il coraggio di svegliarti. Non dal sogno che ti faceva sorridere anche mentre dormivi. Così mi limitai a ripercorrere, con la fantasia, la notte appena trascorsa. Eravamo entrambi nudi, io sopra di te, intento a rubarti l'anima con i miei baci. Con le mani ti accarezzavo il collo, ti piacque al punto che potevo percepire i tuoi brividi di piacere. Toccò alle mie labbra percorrere il tuo viso e giungere al lobo dell'orecchio. Anche se stavi cercando di ricambiare con le mani non ci riuscisti, eri troppo presa dall'eccitazione. Eri stata completamente rapita in un mondo costellato da gemiti e tocchi lussuriosi. Con le mani ti accarezzai i capezzoli, poi li baciai, li leccai. Mi tenevi la testa con le mani, volevi che continuassi senza sosta ad assaporarli. Non cedetti, il mio obiettivo era un altro. Scesi più giù, fino al tuo ventre. Mani e bocca diventarono complici silenziosi delle mie carezze. Le tue cosce si allargarono per non ostacolarmi. Avevi capito le mie intenzioni ma decisi di non assecondarle. Invece che dirigermi all'interno delle gambe scelsi quella sinistra e mi limitai a baciarla. Con le mani ti accarezzai quella destra. Eri rimasta completamente scoperta al centro. Sapevo che mi volevi dentro, perciò feci finta di non essere interessato. Scesi fino ai piedi, per baciarli. Con le mani iniziasti a toccarti, ad accarezzarti, a penetrarti con le dita perché io mi rifiutavo di farlo. Le allontanai con le mie. Non era ancora il momento. Volevo vederti bagnata senza esserti ancora dentro. Ci mettesti davvero poco ad esaudire involontariamente la mia richiesta. Era quello l'attimo propizio. Iniziai ad infilartelo, mentre sentivo il tuo caldo nettare avvolgermi come speravo facesse. Anche se eri riuscita a controllarti, alla fine i tuoi gemiti di piacere iniziarono a diffondersi per la camera. Ero completamente dentro di te. Le tue contrazioni di piacere non facevano che accrescere in me il piacere di spingere. Eravamo completamente uniti, anima e corpo. Giungemmo all'orgasmo simultaneamente e poi ci baciammo, lieti di essere stati complici amanti di un rapporto carnale che ci legava sempre più l'uno all'altra.

Tornai a fissare il tuo corpo, ancora parzialmente illuminato dai tenuti raggi del sole. Ti baciai. Ti svegliasti. Ci salutammo. Ci saremmo rivisti la sera stessa. Per me era il momento di tornare da mia moglie.



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