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lavoro pubblicato lunedì 21 luglio 2014
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I quattro punti cardinali

di ViperaRossa. Letto 348 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Se è un epidemia la causa di tutte queste morti, allora chi può dire di essere contagiato e chi no?" Avevo la mente invasa da...


"Se è un epidemia la causa di tutte queste morti, allora chi può dire di essere contagiato e chi no?" Avevo la mente invasa da pensieri raccapriccianti. L'intera sala, stranamente piena di alchimisti e taumaturgi, era in subbuglio. Gulthur e i suoi nani stavano borbottando tra di loro, quasi a formare un piccolo consiglio all'interno del consiglio stesso, alcuni alchimisti umani, provenienti dai posti più diversi, parlavano del come e del perché. Gli elfi, dal canto loro, erano i più eleganti nel tessere le loro conversazioni.
Varus Homat portava con rispetto il suo cognome da bastardo. Proprio così, nella città di Goldenleaf i bastardi erano chiamati Homat, non ricordo da dove derivi questo strano appellativo.
Goldenleaf è una città grande e sporca, ma è difficile tenere pulito qualcosa di enorme, no? Non sto parlando della pulizia delle strade, del rispetto per l'ambiente e tutte queste scemenze, no. Intendo che questa città è piena di briganti, ladri e poco di buono. Per il resto era una classica città, divisa in quartieri, quello dei Senza Casta - di cui ho già parlato -, quello degli artigiani e del popolino e quello dei nobili. Il quartiere dei nobili e dei cavalieri è direttamente collegato alla Magnifica Torre.

Varus Homat il mago di corte, picchiò il pugno sulla Tavola di Vetro e, per qualche strano sortilegio, il suono rimbombò a un volume più alto del normale. Tornò il silenzio e il mago bastardo continuò.
«Signori. Fatemi finire per favore.» Varus ciondolò sulle gambe, una mano era appoggiata sulla Tavola di Vetro mentre l'altra giocava con la barba del mago.
«Come ho detto, siete i migliori alchimisti di questo mondo. Quello che vogliamo, effettivamente, è presto detto. Vi dividerete in due squadre, a loro volta suddivise in squadre meno numerose. La prima divisione si recherà al laboratorio del Re, che ricordo essere il più fornito. La seconda divisione partirà. Si sparpaglierà per il mondo alla ricerca di informazioni, ma sopratutto alla ricerca di una cura. Una cura che possa salvare la...» Varus non fece in tempo a finire la frase che dietro di lui spuntò re Jagad Esterlan, l'Astuto.
«Basta così, Varus. Hanno abbastanza informazioni per agire.» Dicendo quella frase il re non guardò altro che il suo mago di corte, l'espressione triste e scocciata del re poteva voler dire molte cose.
«Fate entrare il banchetto!» disse l'Astuto poco prima di dissolversi tra una schiera di cuochi reali.
Mi chiesi dove fosse la figlia del re, nata diciannove anni prima in seguito alla relazione con la regina Maguvial Carter. La regina era morta pochi anni prima in seguito a una strana malattia, ma il consiglio reale non lasciò trapelare nulla di quella tragedia. La giovane Lady Eliries Esterlan, probabilmente, era al castello, nei suoi alloggi, intenta a risolvere le mansioni di una Lady del suo lignaggio. Era comunque strano che non fosse presente a quella riunione, così importante e delicata.

Il banchetto del re fu veramente eccezionale. Gli inservienti portarono maiali interi, con la caratteristica mela in bocca, anatre cotte col miele e una moltitudine di erbe aromatiche, spiedini di verdura e di carne d'agnello, il tutto ricoperto da salse esotiche e erbe deliziose, tra i tavoli erano sparsi anche cesti ricolmi di pane fritto alle olive. Neanche il vino del sud mancò. Mangiai e bevvi come non ebbi mai fatto prima e Gomo dovette faticare per riportarmi al laboratorio tutto intero.

La mattina dopo venni svegliato da un vigoroso bussare alla porta di frassino del laboratorio, alzandomi dal letto notai Jade accanto a me, avvolta nelle lenzuola che ancora dormiva. I piccoli seni pallidi erano in vista, mi fermai un attimo a guardarli prima di raggiungere il piano terra.
Aprì la porta e con grande sorpresa non notai nessuno. "I soliti scherzi dei ragazzetti di Goldenleaf". Abbassai lo sguardo e notai una missiva riportante il sigillo del re. Aprendola, lessi il contenuto più e più volte.

"Questo pomeriggio, dopo pranzo, raccolta alla caserma del quartiere dei nobili.
V.H."

Le iniziali di Varus Homat mi fecero svegliare anche mentalmente. Quello stesso giorno sarei dovuto andare alla caserma dei nobili per continuare con questa strana faccenda dell'epidemia. "Probabilmente ci daranno più indiscrezioni e consigli sul da farsi."
La mattina passò svelta, quando Jade raggiunse il piano terra e mi salutò, capì definitivamente il motivo della mia scelta nei suo confronti: Avevo giurato di starle accanto per tutta la vita e i suoi capelli rossi scompigliati e disordinati, i suoi occhi azzurri e il suo viso delicato e pallido mi ricordarono il perché. Non solo l'amavo ma era indiscutibilmente bellissima. Ci conoscevamo fin da bambini, giocavamo insieme e, in fondo, ci siamo sempre piaciuti e amati. Ma la nostra è un altra storia e non me la sento di raccontarla interamente. Le dissi brevemente della lettera e le affidai il laboratorio.
«Ci dovremo salutare Jade, per un bel po'»
«Non se ne parla, io vengo con te!» La ragazza si avvicinò lesta e mi abbracciò, instantaneo mi nacque un sorriso sulle labbra. "Jade è una ragazza sveglia, portarla con me non può che aiutarmi."
«Anche io ti voglio con me, Jade. Vedrò che posso fare. Il laboratorio possiamo pure chiuderlo per qualche...mese? C'è sempre Makar.» Makar era un'altro giovane alchimista che da poco aveva aperto un laboratorio a qualche centinaio di metri di distanza dal mio.
«Perfetto allora, vado a prepararmi per quando ritornerai!» Jade si staccò da me e senza che io potessi ribattere si scagliò nei sui alloggi. Quanto l'amavo.

Feci fatica a trovare la caserma, dovetti chiedere a una Lady che passava per le strade del quartiere dei nobili per avere qualche indicazione. Alla fine raggiunsi l'edificio e vidi gli stendardi della città di Goldenleaf, gli ho visti tante volte, ma ogni volta che li rivedo sono contento di abitare nella capitale.
Il simbolo di Goldenleaf è una foglia d'acero dorata su sfondo verde scuro. Non è molto elaborato, ma a volte la semplicità è la cosa migliore. Gli altri alchimisti erano già arrivati.
Dopo essermi unito all'allegra combriccola e dopo aver scambiato qualche parola con alcuni alchimisti mi accorsi di un uomo che conoscevo di fama.
Il capo della guardia cittadina, ser Galvan Carter, il fratello della regina deceduta qualche anno prima. ser Galvan indossava un farsetto di cuoio verde, sopra il petto portava la foglia dorata, simbolo della città e distintivo delle guardie cittadine. Portava anche stivali da cavaliere malridotti e sporchi di fango.
«Un saluto a te Alchimista.» la sua galanteria era perfetta, dopo il saluto mi rivolse un accenno di inchino. Dopo avermi appena salutato raggiunse un palco sopraelevato, in modo da poter parlare a tutto il gruppo di alchimisti. Da quella posizione era possibile osservarlo in tutta la sua possanza, era un vero cavaliere. Aveva ormai perso quasi tutti i capelli, in compenso aveva una fitta barba grigia e dei baffi di una tonalità più scura. Legata alla cintura aveva la sua spada lunga. "Gli Déi solo sanno quante volte ha levato quella spada in nome di Goldenleaf, di Jagad e della defunta sorella."
«Alchimisti, il mio nome è ser Galvan Carter e sono ormai troppo vecchio per queste cose, ma se avessi ancora i riflessi di un tempo, mi unirei a voi in questa fondamentale missione. L'epidemia di cui parliamo, fortunatamente, è circoscritta a Goldenleaf e dintorni.» ser Galvan appoggiò la mano al pomello della sua spada lunga.
«Dopo aver studiato questa malattia siamo giunti alla conclusione che partà dal basso. Mi spiego meglio. I primi casi si sono verificati tra la gente dei Senza Casta, quindi tra la povertà più lercia. Proprio come sette anni or sono.» Guardai meglio il ser, stringendo gli occhi. "Sette anni or sono? Cosa avrà voluto dire quel cavaliere così anziano e provato?" Lasciai perdere la faccenda, probabilmente gli anni non erano stati particolarmente gentili con lui.
Il capo della guardia cittadina continuò. «Per questo motivo, la prima divisione svolgerà ricerche nei bassifondi di Goldenleaf, tra i Senza Casta e allo stesso tempo svolgerà ricerche al castello del re. La seconda sarà composta da solamente quattro di voi, sto parlando di Gulthur Drover dal Nord, Hujam Eramil dal Sud, Ludiel Gladomain dai boschi dell'Est e infine L'Alchimista di Goldenleaf.
Percepii le mie orecchie arrossarsi, ero stato scelto per far parte di quella divisione, sarei dovuto partire per il mondo esterno, fuori dall'accogliente Goldenleaf. Non mi ero mai spinto oltre il Sentiero dei Larici.
«Gulthur andrà a cercare una cura al Nord, Hujam al Sud, Ludiel nei suoi boschi dell'Est e invece l'Alchimista di Goldenleaf andrà ad ovest, superando il deserto. Questi quattro partiranno all'inizio del prossimo ciclo lunare e si potranno portare massimo due persone, cavalli esclusi. Questo è quanto, la prima divisione inizierà domani con le ricerche, spero che abbiate più fortuna di me.»

Una volta tornato a casa vidi Jade ad accogliermi con un'infinità di domande riguardanti l'incontro con ser Galvan Carter. Mi sedetti su una sedia di legno, la ragazza continuava a parlare da sola, pensando che l'ascoltassi. Alzai l'indice e lo rivolsi verso il soffitto, non per indicarlo ma per avere la parola.
«Jade. Dobbiamo partire per ovest, verso il deserto, superarlo e trovare una cura per questa malvagia epidemia, hai presente quant'è mortifero il deserto dell'ovest? Dobbiamo oltrepassarlo.» Non riuscivo a credere alla difficoltà del nostro compito, non conoscevo nessuno che avesse superato quel deserto, anzi a pensarci bene uno c'era. Ser Galvan Carter di Goldenleaf.


Continua...

Indice dei capitoli de "I fantastici viaggi dell'Alchimista"

1. Le epidemie partono dal basso
2. La Tavola di Vetro
3. I quattro punti cardinali


Personaggi incontrati fino a questo punto

Alchimista, il protagonista, venticinquenne alchimista della capitale Goldenleaf.

Jade Sterm, apprendista dell'Alchimista e amante.

Varus Homat, mago di corte. Bastardo. Il cognome Homat viene assegnato ai bastardi della città di Goldenleaf.

Re Jagad II Esterlan, detto l'Astuto, re di tutto il regno e della città di Goldenleaf.

Regina Maguvial Carter, regina di tutto il regno e della città di Goldenleaf, deceduta qualche anno prima delle vicende.

Lady Eliries Esterlan, figlia di Re Jagad e della regina Maguvial.

Gulthur Drover, nano alchimista proveniente dal profondo nord.

Hujam Eremil, uomo dalla carnagione d'ebano, abile alchimista proveniente dalle giungle del sud.

Ludiel Gladomain, elfa alchimista, proveniente dai boschi dell'est.

ser Galvan Carter, capo della guardia cittadina, abilissimo cavaliere e fratello della regina Maguvial.



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