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lavoro pubblicato lunedì 21 luglio 2014
ultima lettura mercoledì 19 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Diario di Alessandra Corvaglia

di Ragazzodegliannizero. Letto 519 volte. Dallo scaffale Pensieri

Il seguente racconto parla di una ragazza, di nome Alessandra, che disprezza la vita. Come contrappasso le viene data l'immortalità; ma dopo capisce che la vita è un dono.Il testo è ambientato tra le due guerre mondiali, con poesie e pagine di diario....

"Et fuit ita quominus ceciderunt animum meum.
Tamen non ceciderunt corpus meum.
Colaphus indelebilis."


Cuore stanco,
cuore avvizzito.
Quanto serve vivere
se si è perso tutto?
Risposta non c'è
ma decisi di far di testa mia.
Il dono maledetto ricevetti
ma corpo non mi fu tolto.
Accetta nell'anima
irremovibile...
Silenzio sperduto,
rosa perenne.
Certamente cercai d'ignorare
la novità,
ma il ghiaccio non può sfuggire al sole per sempre.
Là, dove la foglia cade,
cadrò anch'io.

Lecce, 22/04/1916
Caro diario,
è da un po' che non ti scrivo. La Grande Guerra me l'ha impedito...
Sai, sei fortunato: puoi non sentire il mondo di fuori, fregartene. Io invece sono costretta a patire la fame: i prezzi non fanno che aumentare e il pane costa caro; qui tutto è diventato oro, caro.
Non ho notizie di mio marito da tempo, prego ogni giorno per la sua venuta. Ma si vede che sono una delle tante stupide che s'illude di poter vedere la propria dolce metà.
Ma ho imparato che la pazienza paga...
Ma un anno di assenza inizia a farsi sentire. Mai una sua lettera. Ogni volta che ritiro una messaggio spero che sia un qualche cosa di suo, ma si rivela sempre essere una cartella esattoriale.
Da quando ha smesso di pensare al giardino, hanno iniziato a crescere le erbacce e a venire gli animali per piazzare il loro nido.
Le tue vecchie, sagge pagine sorreggono il mio peso; talvolta mi chiedo se pure te hai bisogno di conforto.
A volte ho pensato di farla finita sai... Chi si accorgerebbe della morte di una donna sola?
Nessuno.
Non riesco più a scrivere... ci sentiamo domani.
Alessandra Corvaglia


Freddo.
Gelo.
Vento...
Foglie autunnali nell'aria tempestosa,
che volano,
senza meta.
Le gocce d'acqua arrivano sulla pelle
consolandola con i loro umidi abbracci.
Per tale importante momento
persino gli uccelli
furono depauperati della loro candida voce.
Anima mia, vola lontano...



Alessandra non sapeva dove si trovava.
Sapeva solo che tutto era molto buio.
E freddo.
Un lampo in mezzo alla tempesta...
Finalmente! Un bagliore almeno.
Il sole stava iniziando a sorgere. Il cielo era nuvoloso, percorso da lampi e fulmini; il vento fischiava nelle orecchie, percuotendo gli alberi lungo il sentiero. E non accennava a smettere.
Non vi era anima viva: addirittura le formiche avevano preferito rimanere rintanate nel calduccio dei loro formicai. A stento la ragazza seguì il sentiero; i suoi capelli grondavano acqua da tutte le parti e temeva di essersi presa un malanno bell'e grosso, ma non sapeva quello che l'aspettava...
Trovò una grotta: non era per niente invitante dal momento che era molto buia e stormi di pipistrelli facevano un gran via vai, ma pensò che era meglio di nulla. L'umidità era tangibile, respirabile, un luogo perfetto per il letargo degli orsi. Il freddo divorava le ossa di Alessandra; si procurò dei rami secchi e una pietra focaia, per accendere un fuoco.
Tante domande le ronzavano in testa: come sono arrivata qui? Perché sono qui? Come faccio a tornare a casa?
All'improvviso, spuntò un uomo dal nulla e si sedette accanto a lei, senza trovare alcuna resistenza. Il freddo e la pioggia annullavano ogni sospetto. A un certo punto il forestiero disse "Hai paura Alessandra?"
"Ehi ma... come sai il mio nome?"
"Ciò non importa; rispondi alla mia domanda"
"Sì, ho molta paura... Tu invece chi sei?" chiese lei con uno sguardo misto tra sorpresa e inquietudine.
"Io non ho nome, ma vengo chiamato da tutti "il Forestiero""
"Bene Forestiero, tu sai cosa diavolo ci faccio qui?"
"Ricordi cosa è successo prima che tu venisti qui?"
"Sinceramente no, mi ricordo solo di aver provato un gran dolore al collo"
"Beh ti devo rifrescare le idee... Prima che tu venisti qui, hai posto fine alla tua vita"
"Ma... Ma... Non mi ricordo nulla di tutto ciò!"
"Non importa quali siano i tuoi ricordi, importa ciò che hai fatto"
Alessandra di colpo iniziò a ricordare: le complicazioni della guerra... la corda... l'albero...
Si ricordava tutto perfettamente.
"Non ho chiesto io di vivere" disse lei, tutto d'un fiato
"Non dire sciocchezze! La vita non è un giocattolo. È un dono"
"Ciò non produce più alcun interesse in me"
"Bene! Ora ti dirò una cosa..."
"Cosa...?"
"Sarai costretta a vivere"
"Non puoi obbligarmi! Tanto sai cosa farei a quel punto"
"Ti accorgerai che certe cose non possono essere rifiutate..."
E detto questo si alzò e se ne andò. Alessandra non lo vide più, ma rimpianse per molto tempo la sua scomparsa.
Molto tempo...



"Falsa imago infinita."


Vecchie pagine ingiallite
contengono la mia infinità.
Gli abbracci, i baci, gli schiaffi
scivolano su di me,
inafferrabili.
Ma io vivo.
Io resisto.
Canne di bambù al vento.

Lecce, 13/08/1919
Caro diario,
è da tre anni che non ti scrivo.
Sono successe molte cose, e ora mi sono ripresa dalla depressione. Ma non mi sono ancora ripresa dal fatto che io sia resuscitata dal mondo dei morti... E quel sogno... Mi perseguita ancora.
Nel 1917 ricevetti la comunicazione della morte di mio marito, una bella lettera con il timbro del Ministero della Guerra. Me l'aspettavo dopotutto; nulla vive per sempre.
L'anno scorso mi sono risposata con un famoso architetto. Di questo almeno non mi pento.
Mi ricordo ancora il giorno del nostro matrimonio: il sole di luglio che illuminava la spiaggia e il mare.
Dopo la fine della Guerra i prezzi si sono abbassati e mi sono potuta permettere più cose, tant'è che ora posso comprare dei vestiti nuovi più spesso. Fino a qualche anno fa sarebbe stata una bestemmia, uno schiaffo alla povertà.
La città è tornata a pullulare di vita: oramai la piazza di Sant'Oronzo è sempre piena di gente, il Duomo sembra essere tornato a sorridere. Ma leggo chiaramente sui volti delle persone ancora dei tratti di paura.
Effettivamente li capisco.
Ma almeno i bambini che giocano nelle piazze fanno tornare il buon umore... Quasi li invidio per la loro noncuranza dei pericoli.
Una cosa ancora non riesco a digerire... mi hanno diagnosticato una sterilità genitoriale, e non potrò avere figli. Nessun figlio a cui voler bene...
Ma se il Forestiero ha deciso così, non posso farci nulla.
Spero vivamente che tu, almeno tu, non mi tradisca mai.
A presto,
Alessandra Corvaglia


Lui avanza,
io arretro.
Pelle candida
ancora ho,
capelli bianchi lui si ritrova.
Ma il dolce sentimento
non permette
ai nostri fragili cuori
di allontanarci.
Marmo puro sembriamo.
"Tamen nihilum durat ad aeternum"


Lecce, 17/09/1942
Caro diario,
le tue vecchie e fedeli pagine sono ancora qui.
Negli ultimi anni mi sono accorta di una cosa sconcertante...
Mentre mio marito invecchia, io rimango perennemente giovane.
Ora capisco cosa intendeva il Forestiero quando diceva che sarei stata costretta a vivere...
Ma non speravo fino a questi punti.
I primi capelli bianchi del mio consorte sono spuntati nl 1932. Me lo ricordo come se fossi ieri. Vorrei tanto, tanto rimediare ai miei errori, cosicché da poter ottenere di poter invecchiare con lui.
Ma tanto più spero, tanto meno ottengo...
Purtroppo, con l'entrata dell'Italia nella guerra, mio marito è stato chiamato alla leva obbligatoria. Di nuovo sola, perfetto. Ma stavolta non farò lo stesso errore.
Oggi sono andata al mercato, ma ho trovato poco. Con l'istituzione della tessera annonaria, si può fare ben poco.
Mussolini, il duce, sta peggiorando il Paese, al contrario di quanto afferma. Lo so, se i fascisti trovassero questi scritti mi fucilerebbero, ma le cose vanno dette per quello che sono. Mi opporrei fermamente a questa cosa, se ne avessi i mezzi.
Ho aderito ai movimenti di Liberazione clandestini. Almeno lì posso dire la mia. Come con te, caro diario.
A presto (si spera),
Alessandra Corvaglia



"Dies libertatis.
Diluculum novi diei"

Alba,
nuovo giorno.
Gli uccelli cinguettano al primo
raggio solare
per avvertire
che la bandiera straniera
deve andarsene.
La svastica in Italia non esiste più.
Da Lecce a Reggio Emilia,
da Cagliari a Ancona,
il sacro diritto fu riscattato.
Volenti
o nolenti
i rovi saranno bruciati.

Torino, 25/04/1945
Caro diario,
il piede straniero è stato sradicato.
Non mi sono mai sentita così... viva.
Combattere per la libertà: un onore grandissimo.
Mesi fa ci siamo accampati sulle Alpi; uno stremante allenamento mi aspettava. Scarpinate sulla neve, trasporto di oggetti in salita, creazione di accampamenti eccetera...
I Tedeschi se ne sono andati e con loro Mussolini... chissà se è stato catturato in qualche altra città. Ho intenzione di informarmene. E di occuparmene personalmente se ci fosse la possibilità.
Mi sento orgogliosa di essere me, di essere una Corvaglia. Sento il sangue nelle mie vene che vuole far sentire le sue origini. E così posso smentire la leggenda diffusa nel Nord Italia che afferma che le persone del Sud sono dei fannulloni. Mai calunnia più grande.
Sono ansiosa di tornare a Lecce per diffondere la notizia della ritirata tedesca. E vorrei riabbracciare mio marito.
E voglio rivedere la mia città. Penso che per prima cosa andrò al Duomo...
Sono molto contenta. Anzi direi, euforica.
Ora ti devo lasciare che sta per partire il treno che mi ripoterà a casa.
A presto,
Alessandra Corvaglia



"Finis advenit"

Gioia tornò.
Luce tornò.
Il sorriso tornò.
E con loro
mi venne a far visita
l'Estremo Abbraccio,
mio vecchio amico.
Fummo divisi per molti anni.
Lacrima perforante
sulla mia guancia.
Luce candida dei miei occhi,
chissà cosa il Forestiero
ha riservato per me.
Capello bianco di primo mattino,
il segno.

Lecce, 13/05/1980
Caro diario,
ho scoperto che posso finalmente invecchiare in pace. Stamattina mi sono alzata, come al solito. Ho salutato mio marito prima che andasse al lavoro. Mi sono messa allo specchio, per pettinarmi: i raggi del sole hanno illuminato i miei capelli. E tra quelli ve ne era uno bianco.
Il Forestiero ha finalmente deciso di graziarmi forse? Chissà.
So solo che adesso posso invecchiare con mio marito. E ciò mi rende felice.
Stamattina il sole è particolarmente brillante. Penso che andrò al mare a farmi un bel bagno.
È da secoli che non me ne concedo uno.
Voglio viaggiare: New York, Praga, Dublino, Londra, Parigi, Ottawa... Vorrei proprio visitare queste città, ma mi ci vorrebbe una vita. Come quella che ho vissuto fin troppo bene...
Beh come si suole dire "I Corvaglia vincitori", si è rivelato un'altra volta vero.
Chissà, magari qualcuno potrà trovare questo vecchio diario e leggere delle mie "avventure". Sarebbe bellissimo.
Lecce la mia città, la mia culla, la mia casa.
"Hic mori impossibile est".
Ci sentiamo presto,
Alessandra Corvaglia


"Lucem viderunt"

Qui, dove la pace
e il silenzio regnano indisturbati,
posso andare.
La mia terra dovetti lasciare,
ma io so che qualcun altro
prenderà il mio posto.
Amore mi seguì:
e io non rifiutai.
Me ne vado.
Cerco il silenzio.
Qui, dove il calore assedia il mio cuore,
sentirò l'aulire della vita.


Alessandra si risvegliò in un immenso prato pieno di rose. Non aveva idea di come era finita lì.
Ma poi improvvisamente
la sua vita le passò davanti agli occhi,
un flashback tagliente.
Una timida lacrima le solcava la guancia. Sapeva cosa le era successo. Era morta.
Ma stavolta era diverso. Non c'era la stessa aria cupa che rivestiva la sua ultima visita; anzi non riusciva a trattenersi dalla gioia.
Alessandra aveva accettato la vita e con lei, la morte.
Iniziò a camminare lungo un sentiero decorato di ricchi mosaici eclettici, fino a che non arrivò a una fontana.
E lì con gran stupore, trovò suo marito seduto su una panchina.
"Ce l'hai fatta finalmente!" disse dolcemente lui, invitandola a sedere.
"Ma... questo è il paradiso?"
"Potrebbe esserlo. Dipende da te"
"Abbiamo un sacco di cose da dirci... da quando te ne sei andato, la mia vita non è stata più la stessa"
Ma il consorte si mise il dito sulla bocca, intimandola al silenzio. Era veramente il posto più bello del mondo: piante ornamentali ovunque, cinguettii di usignoli, affreschi, quadri e mosaici da tutte le parti. La ciliegina sulla torta era il rumore rilassante di una cascata lì vicino.
I loro capelli argentei indicavano la loro veneranda età: ma questo non impediva loro di amarsi ancora.
In mezzo agli alberi e le piante comparve il Forestiero. Questa volta era vestito diversamente: a differenza della prima non portava vestiti vecchi e lacerati, bensì portava vestiti eleganti, con tanto di papillon sul collo.
"Vedo che sei tornata" disse lui, come si fossero visti il giorno prima.
"Sì. Come mai mi ritrovo qui? Non avevi detto che la mia condanna sarebbe stata eterna?"
"Non ho mai detto quanto sarebbe durata, cara mia. Io solo ti dissi quale sarebbe stata: Ricorda che le parole hanno un grande potere."
"Come hai creato tutto questo?"
"La volontà cara, solo pura forza di volontà. Quella che a te, il 25/04/1945 non è mancata: insieme avete liberato l'Italia, riportandola sui giusti binari"
"Giornata indimenticabile..."
Alessandra si voltò e con grande stupore ritrovò quelle vecchie pagine ingiallite dove esprimeva la sua esistenza. Erano ancora intatte, come le aveva lasciate lei. Un'altra lacrima le solcò le guance e cadde su una pagina, bagnandola, quasi a formare una firma, un segno.
Il Forestiero si girò e se ne andò. E non tornò più.
I due coniugi si misero a camminare: un lontano puntino all'orizzonte.
"E ora cosa facciamo?" chiese il marito.
"Viviamo."
E poi scomparvero nella luce del tramonto.



Commenti

pubblicato il 03/08/2014 11.30.10
NICOLAMAZZILLIliberopensatore, ha scritto: ******************************************************** il silenzio della rabbia ******************************************************** * mai avrei immaginato d'aver visto già tutto ma poco ho vissuto, son passati tanti anni, plasmato e corroso dalla forza bruta dell'uomo, d'una società di persone, per niente umane stancarmi come la furia della natura a volte mi rivedo in quel film spettatore passivo, aggressivo riflesso un semplice bagliore... e tuono. * NICOLA MAZZILLI (libero pensatore) 03.08.2014 ore 09.39 nicola.liberopensatore@virgilio.it * * una mia riflessione a Diario di Alessandra Corvaglia Ragazzodegliannizero ******************************************************** * è il mio modo di rispondere al tuo bussare alle mie parole.. visitandole, visitandoti. buona domenica buona. :) *
pubblicato il 03/08/2014 11.36.09
NICOLAMAZZILLIliberopensatore, ha scritto: **************************************************************************************************************** stesso marasma della rete LA NOSTRA VITA (IR)REALE **************************************************************************************************************** la rete una giungla senza regole dove tutto o quasi non è quello che sembra nella nostra vita reale è la stessa cosa. NICOLA MAZZILLI (libero pensatore) 03.08.2014 ore 09.39 nicola.liberopensatore@virgilio.it **************************************************************************************************************** una mia riflessione a Diario di Alessandra Corvaglia Ragazzodegliannizero ho iniziato a leggere il DIARIO DI ALESSANDRA CORVAGLIA immagino un nome di fantasia, non conoscendo lo spaccato della GRANDE GUERRA nella TERRA a te vicina. ancora oggi cerchiamo di rimarginare quelle ferite... ancora troppo profonde dove anche i nostri pronipoti pagheranno il prezzo per qualcosa di cui non hanno colpa nemmeno i loro genitori, se ne hanno avuto uno. cercavo d'intuire il perché alla tua scelta sul nome al femminile per questi tuoi pensieri quando il tuo sopranome lascia immaginarti al maschile. la mia fantasia curiosa ti collocherebbe agli inizi d'un ISTITUTO LICEALE CLASSICO avendo scritto o quantomeno utilizzato una citazione in LATINO alternare scritti e poesie un po salva la mia pigrizia nella lettura che mai è mi è stata inculcata dalla scuola e nei miei tempi. non vedo il titolo alla tua prima poesia. ma è grande la sensazione in lettura come un piacere gustativo che hai saputo utilizzare nella sua chiusa. piaciuta assai. Il seguito al prossimo passaggio ciao. il NI 03.08.2014 ore 11.14 : )
pubblicato il 03/08/2014 11.50.52
Ragazzodegliannizero, ha scritto: Caro Nicola, ti ringrazio per la nota positiva da te rilasciata. Devo dirti che io non ho ancora iniziato il liceo, anche se non sto per andare a un classico bensì a uno scientifico. Ho iniziato a studiare il latino da autodidatta qualche mese fa, intorno a gennaio. Devo dire che mi è piaciuto molto anche se allo stesso modo mi attirano le materie scientifiche. Ti ringrazio nuovamente, a presto, Ragazzodegliannizero

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