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lavoro pubblicato lunedì 21 luglio 2014
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ho visto, ho vissuto.

di Roberto. Letto 832 volte. Dallo scaffale Poesia

Ho visto tramonti intramontabiliHo assistito ad albe inenarrabiliHo sentito i sorrisi fasulliStrisciando per gli oscuri baratri dell'ambiguità....

Ho visto tramonti intramontabili
Ho assistito ad albe inenarrabili

Ho sentito i sorrisi fasulli
Strisciando per gli oscuri baratri dell'ambiguità.

Ho vagato per i colli dell'inarrivabile Conoscenza
Rotolando verso pianure di sconfinata chiaroveggenza

Perdendomi fra le nebbie degli oppiacei più opulenti
Navigando poi, nelle verdi acque d'assenzio, deridendo deficienti.

Son rimasto impietrito, dinanzi alla bucolica bellezza
Son rimasto inorridito, dal pigro Menefreghismo
Ho camminato sulle impervie e imperitùre vie dell'Incertezza.
Ho appreso prima e infine rinnegato, le stantìe teorie dell'Acritico Assolutismo.

Ho ascoltato gli ululati dei sofferenti
Le sonate e serenate, dei viandanti senza destino.

Come una chiatta senza timone, ho disceso i torrenti della pura curiosità
Immerso nelle acque salmastre, assetato di dubbi e domande
Annegando nei vortici del Paradosso.



Ho annusato la paura più ansiosa e il suo odore tachicardico
Sniffato le più bianche polveri dei circoli viziosi.



Ho riempito di amare e liete lacrime
Antiche anfore cretesi
Tante, troppe, troppe lacrime sperperate
Sicchè, ad ora, si sono estinte...
Prosciugate anfore affittàte
Dileguate lacrime variopinte.



Ho baciato belle labbra di donne dannate
Ho accarezzato l'animo di quelle meno ambìte
Ma ho deluso le mie aspettative, ingannato dall'apparenza.


Mi son soffermato, col respiro affannato
a scrutare fredde gocce d'acqua
inseguire calde gocce di sudore
susseguendosi entrambe
per poi sostare, d'improvviso e senza logica
sulle tiepide piastrelle rosate
del bagno di una casa accogliente
nella nera notte silente.


Son riuscito a diventare ognuno di Voi
Abbandonandovi poi, alle vostre trascurabili certezze.

Non mi bastavo più
Mi sono strappato la pelle dal petto
L'ho gettata in terra, ridendo, per farle un dispetto.

Ancora pronto sono a perìre
Per risorgere più aspro e fatalista
Ma sempre meno incline, forse, a ferìre.



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