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lavoro pubblicato martedì 8 luglio 2014
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Ciliegiata di Tassodine

di sybarrett. Letto 965 volte. Dallo scaffale Fiabe

La Tassodinata 3.0 è lieta di presentare :La Ciliegiata di Tassodine C'era una volta, in una ridente località chiamata Tassodine, una vecchia Volpe.Era ormai anziana, e l'artrite non le permetteva di cacciare quasi più nulla. Vagav...

La Tassodinata 3.0 è lieta di presentare :

La Ciliegiata di Tassodine

C'era una volta, in una ridente località chiamata Tassodine, una vecchia Volpe.
Era ormai anziana, e l'artrite non le permetteva di cacciare quasi più nulla. Vagava per la valle alla perenne ricerca di cibo da sbafare per placare le voci che dal suo stomaco giungevano e suonavano più o meno così: "Ehi lassù! C'è qualcuno? C'è da aspettare ancora molto per veder arrivare un boccone?"
Un giorno di primavera, mentre gironzolava affamata, incontrò un papà Tasso e i suoi sette cuccioli. In teoria i piccini sarebbero potuti diventare il suo prossimo pranzo, ma la vecchia Volpe sapeva bene quanto i papà tasso fossero pericolosi quando si trattava di difendere la propria famiglia. E poi faceva troppo caldo per cacciare!
"Buongiorno signor Tasso" disse la Volpe. "Buongiorno signora Volpe" rispose il Tasso. "Su, da bravi, salutate la signora Volpe!". I piccoli tassi, che seguivano il papà in fila indiana, pronunciarono all'unisono : "Buongiorno signora Volpe!"
"Non vi ho mai visti da queste parti. Venite da molto lontano?" domandò la Volpe sedendosi all'ombra di un albero. "Oh, non da molto lontano. Giusto due valli più in là, verso est. Siamo arrivati ieri!" sorrise papà Tasso, sinceramente contento di fare amicizia con il nuovo vicino. "Ah, conosco quella valle, ci abita mio cugino. E come mai da queste parti signor Tasso? Non vi piaceva più la vostra vecchia casa?" chiese la Volpe che, come tutti sanno, oltre ad essere furba è anche molto curiosa. "A dire il vero adoravamo la nostra casetta: era molto grande, e avesse visto il mobilio! Una sciccheria!" replicò papà Tasso gonfiando orgogliosamente il petto. "Sì sì! Una sciccheria!" gridarono tutti insieme i cuccioli. "Non ne dubito monsieur! E' risaputo che i tassi hanno molto gusto nell'arredare. Mi ricordo l'appartamento di una famiglia di tassi che abitava vicino a mia zia....Vabbè, questa è un'altra storia..." sospirò la Volpe, pensando a quanto tempo era passato da quei bei tempi di gioventù, e di pappa abbondante! Cacciò indietro la tristezza e chiese: "E perché mai, signor Tasso, avete lasciato la vostra bella casa per trasferirvi in questa valle?" "Per mangiare!" rispose risoluto il Tasso. "Come sarebbe a dire per mangiare?!" trasalì la Volpe, sorpresa da una risposta così bizzarra. Il suo stomaco era fondo come il pozzo del contadino e questi si erano trasferiti qui per mangiare! "Sì, per mangiare! Come ben saprà, signora Volpe, a giorni comincerà la Ciliegiata, e noi siamo venuti apposta!"
"La Ciliegiata! Per mille fagiani, e che diavoleria è questa?" sobbalzò la Volpe, drizzando le orecchie. "Non mi dica che non lo sa. Lei è un po' distratta signora Volpe" sogghignò il signor Tasso. "In queste settimane le ciliegie sono mature e, come è noto in tutto il regno, in questa valle ci sono molti, moltissimi ciliegi! E vedesse che frutti fanno! Rossi come il fuoco, e grandi come...come..." "Come albicocche! Grandi come albicocche!" suggerirono i piccini. "Su su, ora non esagerate bambini!" ammonì papà Tasso.
La volpe, che fino ad allora non aveva mai preso in considerazione di placare lo stomaco con quelle strane bacche rosse, si fece sempre più interessata. "Davvero? E sono buone queste..queste cipieghe?" "Ciliegie, signora Volpe, si dice ciliegie. Ah, sono squisite, una vera leccornìa. Noi domani cominceremo a coglierle: partiremo con quelle cadute dagli alberi, e poi ci arrampicheremo sui rami per prenderne altre. Sarò divertente, vero ragazzi?" "Divertente! Divertente papà!" gridarono saltellando i piccoli. "Ora la saluto, noi andiamo a sistemare i bagagli nella nuova casa. Noi stiamo laggiù, vicino al ruscello, vede? Se volesse venire a trovarci ci farebbe enormemente piacere. A presto madame!" "A presto monsieur".

Venne la notte del giorno dopo e la Volpe cominciò a mettere in pratica il suo piano. Si avvicinò di soppiatto alla casa dei tassi, senza far il minimo rumore. "Sarò anche diventata vecchia, ma il mio mestiere lo so fare ancora benone!" si disse. Striscia striscia la Volpe arrivò al deposito del cibo e provò a tirare la maniglia. Caspiterina! Era aperto! Che sciocco papà Tasso, pensò, non ha nemmeno messo un lucchetto.
Aprì la porta con cautela. Era pieno di cipieghe! Come aveva previsto! Ne assaggiò subito una, curiosa di sapere se papà Tasso avesse ragione. Squisita!
Dal suo stomaco si sentirono trombe che suonavano a festa. Finalmente qualcosa da mettere sotto i denti! Si guardò a destra. Si guardò a sinistra. Prese quante più ciliegie potesse e scappò nel buio della notte.
La mattina seguente la Volpe stava sonnecchiando sotto il solito albero e, tutto ad un tratto, spuntò fuori la famiglia dei Tassi. "Buongiorno signora Volpe" salutò il signor Tasso. La volpe, sorpresa e imbarazzata, cercò di tirarsi su, ma la sua pancia sembrava una mongolfiera tanto era piena. "Forse ho mangiato troppe cipieghe" pensò. "Buo...uff...Buon..anf...Buuu-oongi-oorno a..a lei signor Tasso" riuscì finalmente a dire la Volpe sforzandosi di mettersi in piedi. "Oh, signora Volpe, che brutta cera ha questa mattina. Stia pure giù, non si preoccupi. Le è forse successo qualcosa? E' per caso malata?" chiese il signor Tasso preoccupato. "Io malata? Certo che no...sono solo pien..." la volpe si morse la lingua. Chiacchierona che non era altro! "Ehm, sì sì, a pensarci bene sono un po' malata, ma nulla di grave. Sa, l'età..." "Capisco." sospirò papà Tasso. "Posso esserle d'aiuto in qualche modo?" La volpe si distese di nuovo e ringraziò : "No, si figuri. Voi piuttosto? State bene?" "Oh sì certo, stiamo tutti bene, grazie madame!" La volpe, che non sapeva tenere chiusa quella boccaccia, chiese di soppiatto : "E ieri, come è andata la raccolta delle cipieghe?" "Ah, vuole dire le ciliegie! Bene, anzi benissimo! Anche se devo dire che ieri notte è accaduto qualcosa di veramente strano." si rammaricò il Tasso. "Strano?! E che caspita può essere successo di strano? Su su..racconti, sono tutto orecchi!" recitò la Volpe, che non tradì nessun disagio. "E' una cosa alquanto curiosa : ieri abbiamo raccolto le ciliegie, appunto, e mettendole nel deposito ne abbiamo approfittato per contarle. E' stato un buon esercizio di aritmetica per i miei piccoli. Erano milleduecentocinquantatre, vero bambini?" "Milleduecentotrentacinque papà! Milleduecentotrentacinque!" corressero in coro i cuccioli. "Ok, bimbi, milleduecentotrentacinque. Sta di fatto, signora Volpe, che questa mattina mi sono ricordato di aver lasciato l'aspirapolvere in fondo al deposito, dietro tutte le ciliegie! Con santa pazienza, dunque, le abbiamo dovute levare tutte. E non era forse un'altra occasione per ripassare le tabelline con le mie creature, signora Volpe? Conta e conta, alla fine le ciliegie risultavano settecentoventinove, vero bambini?" "Settecentonovantedue papà! Settecentonovantedue!" precisarono le vocine. "Va bene, settecentonovantedue. Ad ogni modo signora Volpe, se la mia mente non mi inganna, mancavano all'appello circa cinquecento ciliegie. E' un fatto molto strano. Lei cosa ne dice?" chiese papà Tasso. La Volpe, fredda e tranquilla si alzò e, allontanandosi proferì : "Cosa ne penso? Penso che sia arrivato il momento, per lei e i suoi piccoli, di ripassare la matematica. Ora mi scusi, ma ho molto da fare. Arrivederci monsieur."


Passarono i giorni, e passarono anche le notti. Gli alberi di ciliegio erano stracolmi di frutti maturi e la Volpe proseguì nel suo piano: con il favore della notte scendeva al deposito dei tassi e portava via grandi quantità di ciliegie. Le mangiava poi con tutta tranquillità a casa sua e pensava : "Questa sì che è pacchia. Loro raccolgono, e io ho sempre la pancia piena! Altro che cacciare!" A volte la Volpe si sentiva un po' in colpa, soprattutto dopo i frequenti incontri che aveva con la famiglia di tassi, sempre gentili e mai sospettosi di nulla. Poi però ritornava ad essere la Volpe di un tempo e diceva tra sé e sé : "Se sono così tonti, non è certo colpa mia! Viva le cipieghe!"


Una sera come tante altre, finito di cenare papà Tasso accompagnò i cuccioli nella loro camera da letto. Rimboccò loro le coperte, lesse una favola e, quando gli sembrò che tutto fosse pronto per accogliere il dio Morfeo, spense la candela e in punta di piedi uscì dalla stanza. Mentre scendeva le scale a chiocciola si fermò, si batté una mano sulla fronte e, rimproverandosi di essere uno smemorato, risalì i gradini. Entrò nella camera e bisbigliò : "Bambini...bambini...State già dormendo?" Sette vocine lievi risposero tutte insieme : "No papà, il dio Morfeo non è ancora arrivato." Papà Tasso, sollevato per non aver disturbato i sogni dei suoi angeli, chiese : "Vi siete ricordati di togliere il lucchetto al deposito?" "Certo papà, come ogni sera." risposero ubbidienti.
"Bravi bambini" sussurrò soddisfatto papà Tasso. "Anche questa notte quella povera Volpe tutta sola avrà di che mangiare. Buona notte, miei adorati."



Commenti

pubblicato il 08/07/2014 20.39.23
TheMentalist, ha scritto: Bellissima ed educativa. Ne consiglierei a chiunque la lettura!
pubblicato il 08/07/2014 20.39.26
TheMentalist, ha scritto: Bellissima ed educativa. Ne consiglierei a chiunque la lettura!
pubblicato il 08/07/2014 21.20.41
sybarrett, ha scritto: Oh, grazie TheMentalist! Gentilissimo!

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