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lavoro pubblicato domenica 29 giugno 2014
ultima lettura martedì 12 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dawn Of Dreams

di EstelleJansen777. Letto 614 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ispirato al videogioco DMC: Devil May Cry... commentate per farmi sapere cosa ne pensate miraccomando :)

Ti ricordi? C’era la neve alta, una cosa mai vista prima. Poi per essere nel Limbo, era proprio assurda. Eravamo lì, non so nemmeno a che fare, su quel precipizio che sprofondava. Ti ricordi? Ci lanciavamo dentro i sassi per vedere dopo quanto sentivamo il rumore.

La prima volta che ti ho visto pensavo non fossi reale. Avevi tutto di fuori, compreso il pene. Eh si, perché la prima volta che ho bussato alla tua porta eri nudo e mezzo addormentato, con gli occhi vitrei di chi si è appena fatto una canna.

- E tu chi sei?

Mi chiese con quell’aria da non rompetemi le palle. Io sommessa e poco convinta, mi impettì per sembrare più alta e schiarì la voce con dei colpi di tosse

- Io faccio parte di un’associazione segreta, formata da demoni…come te e volevo sapere se…

- Come ti chiami?

- Kat. Come stavo dicendo, faccio parte di un’associazione…

- Senti ti va di entrare? Ho freddo…

Ti credo sei completamente nudo! E non voglio sapere il perché…

- Splendore entri oppure continui a fissarmi il cazzo…dai che se sei brava te lo faccio assaggiare!

Lo fissai intensamente, poi scossi la testa ed entrai dandogli una spallata e sbuffando. Lui sorrise e chiuse la porta sbattendola, poi mi fisso un po’ e, dopo un lungo sbadiglio, mi fece cenno di sedermi. La sedia che mi offrì era sudicia e sporca, probabilmente marcia : optai per restare in piedi.

- Allora zuccherino cosa ti por…

- Per l’amor del cielo vestiti! O non ti dirò un bel nulla!

- Ok, ok non scaldarti!

Si infilò un paio di pantaloni di pelle e una canottiera grigia (sporca, non colorata). Notai il ciondolo luccicante al collo: sembrava una pietra, un rubino di una forma inusuale che brillava ad ogni battito del suo cuore. Si sedette brandendo la sedia capovolgendone schienale verso il suo petto, si accese una sigaretta e mi fece cenno di continuare il discorso

- Come stavo dicendo…io lavoro con un’associazione chiamata “L’Ordine” che si occupa beh…

- Di riportare l’ordine?

Sbuffai rumorosamente e gli feci cenno di smettere di fare il cretino, scuotendo le braccia velocemente.

- Dai va beh, dimmi di che si occupa la tua associazione…

- Beh, eliminiamo tutti coloro che ci possono ostacolare…

- Tipo?

- Beh… Kyle Ryder, Lilith, Bob Barbas…

- Ok ok ok tutto chiaro…e io a che ti servo?

- Secondo te?

- Dimmelo tu, principessa, amo il tuo accento di voce…inglese vero?

- Veramente vengo dalla Norvergia…comunque tu sei un Nephilim vero?

- E come fai a saperlo?

- Ho le mie fonti…

- Wikipedia?

Alzo gli occhi al cielo e mettendomi la mano sulla fronte comincio a pensare che sto sbagliando da qualche parte..l’approccio forse? Ma no, non credo…allora è lui…si è colpa sua…

- No…tuo fratello

- Io non fratelli

- Fino ad ora….ti ricordi chi sono i tuoi genitori?

- Un maschio e una femmina…credo..

- No, i loro nomi, a che specie appartenevano

- Ah…scusa non avevo capito… comunque no, non ricordo nulla di loro

- I tuoi genitori hanno fatto…

- Sesso? Guarda che so come nascono i bambini!

- Ma la vuoi smettere! I tuoi genitori erano un demone e un angelo e fra di loro non può esserci nulla di nulla, men che meno il sesso!

- Non conoscevo questo lato sporcaccione degli angeli che si vanno a scopare i demoni per rendere il tutto più piccante

- SMETTILA!

gli urlai contro e lo schiaffeggiai, evidentemente non capiva la gravità della situazione

- tua madre e tuo padre hanno fatto una cosa indicibile, il reato peggiore di tutti, si sono amati e non avrebbero dovuto e siete nati voi, tuo e tuo fratello, delle creature così forti da essere invincibili!

Avevo le lacrime agli occhi e non capivo perché. Sono una ragazza e le storie d’amore impossibili le trovo bellissime. Lui mi fissava silenziosamente, si era incupito molto dopo il mio schiaffo, sinceramente sembra incazzato e mi aspettavo che me lo ridesse, magari più forte. Invece si avvicino e mi chiese

- Come si chiamava?

- Chi?

- Mia madre, mio padre si chiamava Sparda, è inciso qui sulla mia spada e so che me l’ha regalata lui

Me la lanciò e per poco non mi tagliai, ma aveva ragione : sulla lama luccicante era inciso il nome Sparda in una calligrafia gotica. Gliela porsi e risposi alla sua precedente domanda

- Eva, il suo nome era Eva

Annuisce senza aggiungere una parola. Noto però che il suo sguardo si era illuminato

- Eva, Eva, Eva….bel nome vero?

- Si?!

- È un nome bellissimo, suona come qualcosa di angelico

Lo guardo aggrottando le sopracciglia e lo fisso. È proprio bellissimo…ma che cavolo sto dicendo? Scuoto la testa e mi do un picciolo colpo sulla testa con il palmo della mano…

- Ehi che hai?

- Nulla, tranquillo mi sono dimenticata una cosa importante da dirti…

- E cosa sarebbe?

- Se ci stai…

- Con te? Beh, ti conosco da poco ma si, mi sembri una di quelle tranquille ma che poi al letto…

- Razza di demente!! Nel senso ci stai con la nostra associazione?

- Ma si, andiamo a calciare qualche culo di demone

Buon Dio! Credo di aver fatto la scelta sbagliata, ma ormai che faccio? Nulla cerco di sorridere e non sembrare preoccupata. Usciamo di casa, lui dietro di me, riesco a percepire il fiato sul collo quindi mi giro e gli mollo un ceffone

- Cammina come Dio comanda! Non farti notare e soprattutto, NON RESPIRARMI ADOSSO!

- Stai calma dai, non sto…

- Ti do un altro schiaffo che a questo giro ti uccido!

Alza gli occhi al cielo e passeggia per la strada, calciando le lattine e facendo l’occhio lungo su qualche fondoschiena. Io lo ammazzo. Giuro su Dio che gli spacco la testa. Poi lo beccai a fissare il mio, e lì fu guerra mi voltai e lo minacciai di smettere immediatamente; lui sbuffò e, accelerando il passo, mi sorpasso incominciando a fischiettare come un ebete

- Contenta ora splendore?

- Ma vai a qual paese!

Finimmo di parlare. Lui ogni tanto si voltata e ridacchiava, poi continuava a passeggiare sculettando e imitandomi. L’istinto di sparargli un proiettile sulla nuca mi balzava in testa ogni cinque minuti. Ma strinsi i denti e continuai a camminare.

- Senti angelo, parlami di come i miei si sono conosciuti i miei…il tuo ragazzo te l’avrà detto, no?

- Ehi cretino! Tuo fratello, il mio capo, non è il mio ragazzo! E’ il mio capo e basta!!!

- Scusami tanto, siamo un fiorellino permaloso eh?

- La vuoi sapere la storia si o no?

- Certo, ho bisogno di qualcosa a cui pensare mentre sono sotto la doccia, i giornali sconci che ho a casa li ho letti tutti almeno dieci volte

Digrignai i denti e, dopo un lungo respiro, cominciai la storia

“ Eva era scappata dal Paradiso perché tuo padre, Sparda, le aveva rubato un ciondolo dorato al quale lei teneva moltissimo. Così una notte scappò e andò all’Inferno, pronta a riprendersi ciò che era suo di diritto. Era buio fuori e lei non vedeva ad un palmo dal naso, nonostante ciò prosegui la ricerca. Una volta entrata all’Inferno lo spettacolo che vide era raccapricciante : orge ad ogni angolo, fuochi che bruciavano con fiamme alte centinaia di metri, di sottofondo musica metal e le grida dei torturati che facevano uscire fiumi di sangue dalle loro gole lacerate. Eva aveva paura e si nascondeva ovunque, infondo lei era l’unica vestita e con le ali da angelo bianche come la neve. Sparda l’aveva notata da lontano e non le aveva mai staccato i suoi occhi rossi di dosso, nemmeno un secondo. Dopo un paio d’ore di scrutamento, il Re dei demoni tolse le sue labbra da quelle della diavolessa con cui si stava baciando e, una volta pulitosi, si spostò verso Eva in gran fretta. Lei era girata di spalle e, quando si voltò, l’enorme demone era proprio sopra di lei, con gli occhi rossi e i denti acuminati come quelli di uno squalo. Le sue ali nere come la pece avvolgevano il piccolo angelo che si sentiva indifesa e terrorizzata da quel Sparda così voglioso e affamato; lui la condusse lontano, in una chiesa abbandonata con le vetrate però ancora tutte intatte. Lei gli chiese di restituirle la collana e lui gliela porse senza battere ciglio. Nel farlo, però, strinse Eva così forte a sé da farla quasi soffocare e la baciò : un bacio peno d’amore e sentimento, per la preda più ambita al mondo. Si stesero a terra e fecero l’amore…per ore ed ore, senza mai smettere per un secondo; non erano più un angelo ed un demone ad amarsi così intensamente su quel pavimento così freddo: erano due anime che mai come altre si appartenevano. Tua madre scoprì di essere incinta poche settimane dopo quella notte. Tuo padre fece di tutto perché non si scoprisse nulla dell’accaduto, ma non fu così: quando la pancia di tua madre divenne ormai grande e gonfia la verità venne a galla…lei venne uccisa e il suo cuore le fu strappato dal petto, lui venne imprigionato per sempre e privato di tutti i suoi poteri. Prima di questo, però, riuscirono a farvi nascere e a salvarvi, separandovi e donandovi dei regali speciali : a te tuo padre dette la sua spada e tua madre ti donò il ciondolo rosso che porti sempre al collo, a tuo fratello vennero dati una katana e un ciondolo come il tuo, ma blu.”

Mi guarda squotendo la testa, poi sorride si gira verso la cameriera e,dandole uno schiaffo sul sedere dice con voce squillante

- Un doppio Whisky grazie…anzi tesoro, portami l’intera bottiglia

Esordisco con un Gesù! Urlato nella mia testa, che palle questo ragazzo! Se Vergil mi avesse detto che era così, non avrei mai accettato. Arriva la cameriera, che sembrava prorpio il suo tipo: seno prorompente mezzo di fuori, capelli rossi e spettinati, occhi verdi e un paio di piercing sulla faccia.

- Grazie tesoro…senti te la pago domani che oggi non ho spicci…

- Non importa tranquillo, ci vediamo sta sera?

- Certo, amore mio!

Sorseggia rumorosamente quella bottiglia giallognola piena di uno strano liquido aranciato. Non so che cavolo era ma, solo dopo qualche sorsata, era di buonissimo umore e non la smetteva più di parlare. Che cretino affascinante! Affa…che?? Non posso credere che ho pensato una cosa del genere! Ma guardalo bene Kat! Mi metto a fissarlo e mi perdo nei suoi occhi grigi che diventano sempre sempre più vitrei….awn! credo di essere innamorata…di un deficiente! Sento il cuore che esplode ogni volta che sorride. Mi perdo nei suoi occhi immaginandomi con lui a passeggiare mano nella mano con quei suoi occhi da cerbiatto che mi fissano e sembrano entrarmi sotto pelle e coccolarmi. Mi immagino io e lui che ci baciamo sul pontile, mentre lui mi stinge forte e le nostre labbra si intrecciano come per magia. Poi l’idea di avere dei rapporti con lui, mi riempe il cuore di gioia. Immaginate fare sesso con un demone in persona, mi farei possedere come poche al mondo, non curandomi dei rischi per una come me di farlo con uno come lui.

- Cucciola, andiamo? Sei rimasta incantata per quasi venti minuti!

- Come se tu sapessi leggere l’orologio con le lancette!

- Infatti, quello è digitale tesoruccio.

Fisso il suo braccio ipermuscoloso (chissà perché eh?!) che indica l’orologio fuori, seguito da uno sguardo di sufficienza. Mentre ero persa su cosa potesse mai fare con quel braccio comincio a notare che il cielo cambia colore e diventa rosso e viola.

- Dante siamo entrati nel Limbo! Qualcuno ci ha trascinati qui!

- Che non ti piace?? Io ci passo gran parte del mio tempo…

- Cioè quando non scopi??

- Ahah…sei fantastica!

Lo so che detto da uno come lui non mi dovrebbe farmi nulla…ma un brivido mi passa lungo tutta la schiena e mi viene da sorridere

- Grazie!

- Qualcuno doveva pur dirtelo!

Imbraccia la sua spada, le pistole e esce dal bar correndo. Io lo guardo da dietro il bancone mentre, con una certa disivoltura, fa fuori il Cacciatore che lo ha trascinato qui. Lo ammiro mentre maneggia le pistole poi prende la spada, poi di nuovo le pistole e il sudore gli rende la pelle argentata e brillante. Che sexy! Mi viene da ridere come una scolaretta e nel frattempo che fantasticavo sul suo corpo sudato sotto la doccia sento una pacca sulla schiena e sobbalzo di colpo

- Ho fatto, amore mio! Andiamo dal tuo fidanzato?

- Per l’ultima volta è solo il mio capo! Non è il mio fidanzato! Io ho solo diciannove anni!

- Davvero? Sei così giovane??

- Si, si ma sono matura a differenza di qualcuno!

- Ehi, non giudicarmi, guarda che sono giovane anch’io.

Distolgo lo sguardo dai quegli occhi color ghiaccio e incomnicio a camminare. Dopo un po’ arriviamo fino alla sede dell’Ordine…mi rendo conto che mi fissava il sedere e ogni tanto provava ad allungare le mani poi sento che si poggia sul mio fianco e mi da un bacio sul collo e mi fissa…

- È un peccato…

- Cosa?

- Che sei fidanzata….

Sorrido e lo accarezzo un po’ facendo dei movimenti dolci su suo viso e gli urlo

- Per l’ultima cazzo di volta, io NON ho un fidanzato…

- Per me, è la notizia più bella della giornata

Si avvinghia a me e si avvicina pericolosamente alle mie labbra, inuminendo le sue con la saliva e mi guarda, con quegli occhi grgi da maniaco, comincio a sudare e ho la battarella…il cuore mi sta esplodendo in petto e il fiato si fa sempre più agitato e frenetico…i suoi occhi…

Non avevo mai ricevuto in tutta la mia vita un bacio più erotico di quello. Era come se non ci fosse nulla intorno a noi: solo io,Dante e quella cosa che gli usciva dalla bocca che la sentivo arrivare fino alle tonsille. Mi stringeva così forte che mi sentivo soffocare dal suo corpo. Visto che lui mi stava avvinghiando come se fosse parte di me, io comincio a mordegli le labbra e gli metto le braccia intorno al collo. Riesco a sentire le sue mani che mi accarezzano tutto il corpo e si fermano sul mio petto

- Come ti batte forte il cuore! Hai paura o cosa?

- E tu perché hai il fiatone?

- Ho sempre il fiatone quando faccio qualcosa di eccitante…

- Ah, sono eccitante?

- Beh…cavolo guardati! Hai un fisico da urlo! Hai le curve al posto giusto e in più…

- Cosa?

Mi da un altro bacio analogo a quello di prima. Poi si ferma mi fissa in mezzo alla scollatura e mi dice

- ….e in più baci da favola!

Mentre ci fissavamo negli occhi come due veri innamorati, ecco comparire il mio capo, Vergil, che ci guarda aggrottando le sopracciglia

- Ma che cavolo state facendo voi due? Kat, ti avevo detto di prendere Dante e portarmelo qui…cosa c’entrava quel bacio?

- Tu devi essere il ragazzo di Kat, vero? Sei un po’ troppo geloso per i miei gusti!

Vergil non disse nulla. Sospirò e mi guardò incupendosi, non era soddisfatto di quello che avevo fatto, nemmeno un po’. Ma io lo conoscevo bene: non mi avrebbe tenuto il muso per molto, gli sarebbe passata dopo poche ore, ne ero certa.

- Kat, comunque sei stata brava a trovarlo…non deve essere stato un tipo facile

- No, considerando che mi ha aperto nudo…

Ridacchia e comincia ad osservare Dante. Vergil aveva i capelli bianchi e gli occhi color ghiaccio, come quelli di Dante; vestiva sempre con un lungo cappotto nero ed un cappello simile ad una bombetta inglese, sempre di colore nero. Inoltre amava passeggiare con un bastone adornato di un diamante (finto) blu chiaro come i suoi occhi…sinceramente il suo stile non lo capirò mai! Lo invecchiava moltissimo : ha solo due anni più di me e ne dimostrava almeno una trentina. Anche lui era un bel ragazzo, proprio come Dante, ma aveva la testa sulle spalle, nessun problema di alcolismo e non ricordava un maniaco sessuale incaliito. Lui era il mio capo e l’unico amico che avessi mai avuto, sia qui che nel Limbo: mi fidavo cecamente di lui, gli avrei affidato la vita e non solo. Mi aveva salvato da quel mostro di mio padre, un demone succhia sangue che ogni singola notte, fino ai miei 13 anni, mi violentava fisicamente picchiandomi, graffiandomi e mordendomi. Vergil lo ha ucciso senza pietà e io non lo ringrazierò mai abbastanza per questo!

- Io sono Dante, spero di non essere il vostro testimone di nozze, insomma dopo questo…

- Ma chi si sposa, Kat ti sposi?

- No, questo scemo intendeva fra me e te! E’ convito che siamo fidanzati

- Magari Kat, sarei l’uomo più fortunato della terra ad averti come sposa

Arrosisco. Lui è dolcissimo, è un vero signore…ma ecco come quel deficiente rovina il momento idilliaco

- Wow Virgel! Se fossi stata una puttana ti avrei fatto un pompino gratis!

Rovinare tutto era la specialità di Dante. Vergil scosse la testa e mi guardò, mi fece un cenno perhcè aprissi la porta del nostro covo e io lo feci senza pensarci troppo.

- E comunque mi chiamo Vergil, non Virgel…capito?

- Si,si ovvio! Comunque sei arrabbiato per prima?

Sbuffa e si gira verso destra e indica il portale che avevo appena aperto.

- Brava tesorina! Che bel disegno che hai fatto!

- Non è un diegno! È un portale che può trascinarti nel Limbo, se lo vuoi sapere…

Mi accarezza sulla spalla e mi aiuta a rialsarmi da terra. Dante sei fantastico, l’uomo dei miei sogni…se solo avessi la testa di Vergil. Mi abbraccia e poi si posiziona sopra il portale e con la sua voce maniaco e si avvicina al mio orecchio e sussurra

- Questa sera, alle 20.30 non fare tardi, vestiti carina…

Lo guardo interrogata e mentre scompaio vedo la figura di Vergil, lì impettita che non dice nulla e si siede.

- Sei arrabbiato?

- No…sono…sono…deluso…

- Da me?

- Si da te…io ti…

Scuote la testa e poi mi dice con un mezzo sorriso..

- Ho visto un vestito niente male sul mondo Reale…

- Ahah e vuoi che lo metta…??

- Si appena torna Dante lo andiamo a comprare ok?

- Si ok…

Torna Dante, sporco di sangue e un po’ acciacato. Mi dice, preoccupato, che c’è una talpa nel mondo Reale che si nasconde in uno strip club…

- Beh, allora sta sera si va la?

- È per questo che serve il vestito!

Così andiamo nel negozietto. Loro si prendono dei comuni vestiti da rockstar: pantaloni di pelle, camincie e panciotti neri. Confesso che ho i brividi solo a guardarli, poi noto nel mio camerino il “vestito” di cui parlava Vergil…deglutisco e mi faccio coraggio. Dopo quasi un’ora che mi aspettano esco fuori esordendo con un….

- E che cazzo! Io così in giro non ci vado sembro una…

- Puttana? Perfetto allora funziona! Mettiti la parrucca rosa e andiamo

- Sarà…Dante se non è una buona idea ti uccido.

- Tranquilla ti ho mai deluso fino ad ora?

- Beh…

- Lo prendo per un no…allora andiamo?

Mi siedo sul marciapiede e mi vedo riflessa su una pozzanghera: vestitINO rosso cremisi di pelle che, deve essere almeno tre taglie più piccole di quelle che porto io, stivali neri anch’essi di pelle alti fino alle cosce e come “tocco di classe” (almeno così ha detto Dante) una parrucca rosa fluorescente a caschetto…

- Guarda che sei splendida! Smettila di andare in paranoia!

- Non sono in paranoia, Dante! Mi sento come dire...ridicola! Andiamo voi due siete…

- Fichi? Carini? Sexy? Arrapanti?

- Mi viene da piangere!

Si siede accanto me accende quella che sembrava essere una sigaretta. Guardo il fumo che gli esce dal naso e dalla bocca, riesco a percepire il suo petto che si gonfia quando inspira.

- Come puzza questa sigaretta!! Mi farai soffocare!

- Non conosci l’odore della felicità?

- Non credo che puzzi così la felicita!

- È erba! Cazzo Dante posala immediatamente! Non si fuma davanti ad una ragazza!

- E tu che ne sai Virgin?

Cominciamo a prendersi a spintoni e poi vengono alle mani. Si azzuffano come due gatti: si graffiano si mordono e danno dei pugni micidiali e cominciano a sanguinare. Tutto questo per me? Devo fermarli

- Ehi cretini!

- ??

- Sentitemi bene: smettetela di picchiarvi, ricomponetevi, lavatevi i vestiti, spegni quella sigaretta o canna che cazzo sia, ripettinatevi…e basta discutere!

- Ehi, mamma perché sei così…incazzata!?

- Perché porca miseria! Sono vestita come una puttana, ho il trucco di un trans, il vestito è tre taglie più piccolo, sento le tette che mi esplodono in faccia e le scarpe mi fanno un male cane…allora vi decidete a fare quello che voglio io o vi devo uccidere?

Annuiscono e si ricompongono così, con i piedi doloranti e la rabbia negli occhi, entro nel locale con aria sicura di me e chiedo di incontrare la proprietaria. Dunque mi portano in una saletta con mobilio rosso e divani di pelle; mi invitano a sedermi e mi dicono che il capo arriverà a momenti.

- Ciao splendida! Come ti chiami?

- Io…K…

- Come scusa? Non ho capito…

Cerco disperatamente in giro qualcosa che possa darmi ispirazione per un nome convincente e vedo la mia figura riflessa nello specchio…

- Strawberry!

- Che nome particolare…! Non fa nulla, almeno non devo sprecare tempo ad inventarti un nome d’arte…

- Già…invece lei come si chiama?

- Lilith…e sono la proprietaria di questo FAVOLOSO posto…

- Interessante, beh io sono qui in cerca di un lavoro….

- Meraviglioso! Stavo giusto cercando una ragazza che sostituisse Ronda che, cadendo dal palco, si è rotta la schiena e non può più ballare…

- Palco?

- Si, che pensi che fanno qui le ragazze? Ballano!

- Ehm…

Fantastico! Sono una puttana…ma almeno sono dentro! Così mi affaccio alla porta con la scusa di una sigaretta e faccio cenno a Dante e Vergil di entrare. Si intrufolano senza dare troppo nell’occhio (almeno uno dei due) e si siedono sul divanetto davanti al palco e ordinano da bere. Faccio un respiro profondo e aspetto che quella ‘cosa’ mi introduca sul palcoscenico e sono pronta per salire, noto che Dante è proprio appoggiato al palco e mi fa un gesto con il pollice in segno di approvazione, come se mi avesse visto da dietro la tenda.

- Falli fessi tesorino!

Lilith mi da una pacca sul sedere e mi trascina sul palco. Sono io, davanti a tutti (Dante compreso). Sola, sto cominciando a sudare e tremo poi, penso solo per un secondo… io amo Dante, tutto quello che rappresenta e voglio che LUI provi la stessa cosa…ma come faccio?

Semplice, ballo! Sento la musica che parte, mi giro e vedo il dj che mi fa cenno di iniziare. Comincio a muovermi, mi piace…sento i fianchi che vanno da soli, come se non li comandassi io. Muovo i capelli sinuosamente da una parte all’altra mentre mi passo le mani per tutto il corpo e lo fisso. Si, non so perché ma mi è venuto istintivo, ho occhi solo per lui, che non mi stacca lo sguardo nemmeno per un secondo. Segue ogni movimento che faccio con gli occhi pietrificati sul mio corpo. Così, come atto finale della mia performance, mi ritrovo fradicia di sudore con gli occhi infiammati dalla vista di Dante e mi precipito sul palo che avevo dietro e faccio due giri e una spaccata. Finisco con gli applausi e gli urli di tutti: uomini e donne comprese. Mi giro a sinistra e vedo Mundus che fa segnale di attaccarmi così urlo

- Dobbiamo fuggire!

Scendo dal palco di corsa e vado verso Vergil che è già fuori dal locale mentre Dante, nel tentativo di rialzarsi, cade come un fesso per terra. Così Vergil lo aiuta e gli urla

- Dante, lo sai che alla lunga ci si diventa ciechi? Vero?

- Come se tu ne sapessi qualcosa!

Mi giro e Vergil sta aiutando Dante a rialzarsi da terra. Sinceramente, non voglio sapere il perché della sua caduta… me lo posso immaginare. Continuo a correre e percepisco che i due mi stanno seguendo e ciò mi da sicurezza, ho sempre paura di un attacco alle spalle; stanno discutendo animatamente ma non capisco di cosa, sento solo che Vergil è incazzato nero. Mi volto velocemente e scorgo solo il mio capo che da un pugno in testa a Dante con abbastanza forza da fargli cacciare un piccolo urletto di dolore…insomma ma non capiscono la gravità della situazione? Ad un tratto, Vergil mi prende per un braccio e mi scaraventa in un vicolo buio urlandomi di nascondermi perché quelli che lo inseguivano stavano trascinando Dante e lui nel limbo e non voleva che ci finissi anche io…che pensiero gentile da parte sua! Mi nascosi dietro ad un bidone della spazzatura e trattenni il fiato, sperando di non essere notata. In effetti i demoni non mi notarono, ma i due furono trascinati nel Limbo senza pietà: li sentivo combattere ed imprecare…ma sapevo che non potevo fare nulla se non nascondermi nel covo e aspettare che Vergil e Dante tornassero sani e salvi.

Decisi di tornare al covo e farmi una doccia, sono sporca come un porcellino e puzzo come Dante. Praticamente sono un repellente per esseri umani! Arrivata nel covo faccio un respiro profondo. Voglio prendermi qualche minuto per me, per capire dove sono arrivata e che cosa sto facendo. Mentre passeggio nel silenzio ascoltando il rumore delle mie scarpe ripenso alla prima volta che ho visto Vergil e ho pensato che sarebbe stato lui il ragazzo per me: mi aveva tirato fuori dai guai, mi ha dato un posto dove vivere, mi nutre , mi coccola quando la notte mi sento sola, mi compra i cupcake al burro d’arachidi e cioccolata quando sto male…d’ altro canto Dante è romantico, gentile, un po’ maiale e quando mi da le testate come un cucciolo per farsi accarezzare i capelli lo ucciderei di baci. Poi i suoi abbracci, mio Dio quando mi avvinghia in quel mondo, riesco percepire i muscoli che si contraggono e il cuore che gli batte…sono PAZZA di lui. Scuoto la testa e decido di fare la doccia o, per meglio dire, un bel bagno caldo con tanto di candele e biscotti. Così preparo l’atmosfera e comincio a spogliarmi, lascio tutti i vestiti in giro per il covo, tanto poi li avrei messi a posto. Mi immergo fino al collo e sento l’acqua che mi tocca e mi bagna tutto il corpo. Ora sto bene , le cicatrici che mi ha lasciato mio padre non le noto quasi più. È Vergil che mi ha fatto uscire da quel casino altrimenti sarei morta ora da tempo. Immergo anche i capelli, già che ci sono lavo anche quelli, passo il sapone profumato alla fragola per tutto il corpo e cerco di non pensare a nulla per un po’. Completamente presa dai miei pensieri percepisco improvvisamente un rumore alle mie spalle, pensando fosse la finestra lo ignoro e mi rigiro…poi di colpo sento un tonfo sordo e allora mi volto di scatto…

- Ehi, piccola c’è posto anche per me?

- Che ti devo dire…ormai sei dentro!

Era Dante. Nudo come il giorno che l’ho incontrato, con qualche graffio qua e la e un occhio pesto. Stava tranquillamente appoggiato sul bordo della vasca e mi circondava il corpo. Aveva una strana presenza come se…come se non fosse più lui ma qualcos’altro...magari lo dico solo perché mi sento a disagio a fare il bagno con un uomo…dato che non lo avevo mai fatto fin ora. Così decido di buttarmi all’indietro e di appoggiarmi sui suoi pettorali. Non parlammo mai, nemmeno un secondo, stavamo solo lì appoggiati l’uno sull’altro mentre ridevamo e ci abbracciavamo. Era un lato di lui che non avevo mai conosciuto e che pensavo non esistesse: Dante è molto sensibile…anche troppo per essere un cacciatore di demoni! Mi stringe forte…molto forte e allora io mi lascio completamente andare. Chiudo gli occhi e mi risveglio dopo un paio di minuti (non più di dieci) e Dante è fra le mie gambe che mi accarezza i capelli e , vedendomi sveglia, mi sorride

- È stato come magico

- Cosa?

- Quando ti sei addormentata…io di solito appena una ragazza si appisola scappo…mentre con te, volevo restare…

- E perché?

- Io credo di essermi innamorato…

- Di me?

- Si, di te credo di amarti…sei splendida e sei dolcissima e in più non mi vedi come uno sporco pervertito che sta dormendo nudo in mezzo alle tue gambe…

- Non mi dai fastidio…anzi…

Mi prese di peso e mi mise sul letto. Appoggiai la testa sul fondo del letto, e la piegai all’indietro aspettandolo. Si appoggia sul mio corpo e comincia a darmi dei baci sul collo , sempre più intensi finchè non mi da un lieve morso e allora io mi poso sulla sua testa e ansimo. Anche lui fa una specie di verso, tipo un ringhio e mi bacia, io mi sentivo completamente in trans come se non stessi realmente vivendo quell’emozione. Sentivo la sua saliva che mi entrava nella gola, il sudore che mi bagnava e i miei occhi che ogni tanto si incontravano con i suoi e,ogni volta che lo fanno, mi sorride e mi chiede se sto bene, annuisco e continua, continua. Mi risveglio dopo un’ora, coperta solo di un lenzuolo e i miei vestiti sparsi ovunque. Mi giro e c’è Dante che dorme a pancia sotto, con il lenzuolo che copre solo la parte inferiore del suo corpo. Ha il braccio sotto il cuscino e sembra sorridere, si agita un po’ e si sveglia…

- Ciao…

Mi saluta muovendo la mano e facendo un versetto con la voce. Così faccio un saltino e mi avvicino appoggiandomi ai suoi muscoli, inspiro forte e gli do un bacio sulle labbra

- Come sono stata?

- Fantastica, si vede che sei così dolce e poi…sei così piccola, mi fai tenerezza

- Tu sei stato molto educato non mi hai fatto male…

- E da quando fare sesso fa male?

- Mio padre mi faceva male…

- Tuo padre non faceva sesso…si chiama violentare una ragazzina innocente

- Ah, e che differenza fa?

- Che lui non provava amore, io si…

- L’hai fatto con amore tu?

- Tutto quello che avevo per te l’ho donato oggi pomeriggio…

Divento rossa paonazza e mi alzo di colpo dal letto, portandomi via la coperta e cercando un paio di mutande pulite e la mia felpa, vado in bagno e mi rivesto, vedo il mio riflesso e noto i morsi che Dante mi ha lasciato su tutto il corpo. Mentre mi infilo la felpa entra Dante e mi abbraccia, poi mi da una specie di collana e mi dice che l’ha trovata per terra, c’era un cuoricino allora ha pensato di regararmela

- Oddio! Quanto ti amo!

Gli salto al collo che sto quasi per piangere, poi mi ricompongo e vado a cercare Vergil…

- Vergil! Ciao lo sai che…

- Tu e Dante avete fatto sesso? Tranquilla non c’è essere in tutto l’Universo che non l’abbia sentito

- Che hai?

- Nulla! E che mi avevi detto che avevi paura…

- Lo so ma Dante mi ha coccolata non ho sentito dolore per nulla anzi mi è piaciuto da morire!

- Kat, che hai al collo?

- Me l’ha regalato Dante carino eh?

Gli mostro la collanina con il cuore che brilla tra le mie mani...l’osserva e poi dice

- Non hai paura di rimanere incinta?

- E perché dovrei?

- Dante non usa precauzioni ed è un demone…

- Non aver paura Vergil, per ora sto bene, anzi benissimo, mi sento viva e meravigliosamente…bella!

In effetti non lo ero. Anche perché se fossi stata incinta sarei morta dai dolori. Dante, da questo punto di vista, mi aveva tranquillizzato molto. Dante si sveglia qualche ora dopo di me e mi bacia sulla guancia, poi apre il frigo e si stappa una birra che beve tutta d’un sorso. E’ così bello, porca miseria! Sorride a Vergil e, dopo un rutto, gli chiede che cosa doveva fare per uccidere quello che stava al potere. Vergil è seduto a tavola, sorseggia una Vanilla Latte e lo guarda

- Beh, lo dobbiamo attirare lontano dalla porta degli inferi…

- Ah, una cazzata insomma! Tu vieni principessa?

- Lei NO

- Come no? Deve venire…lei è…

- Il tuo tutto?

Stringe i pugni e si gira, lo guarda negli occhi e sbatte la mani sul tavolo ribaltandolo

- Lei è la mia ragazza!

- Cosa?

Lo abbraccio e gli do un bacio sulla guancia e mi metto seduta sul divano…io sto insieme ad un uomo meraviglioso .

Usciamo fuori e vedo che il cielo si è colorato di rosso cremisi. Capisco che stiamo entrando nel Limbo e guardo Dante, mi sorride e mi bacia ….

C’era la neve alta, una cosa mai vista prima. Poi per essere nel Limbo, era proprio assurda. Eravamo lì, non so nemmeno a che fare, su quel precipizio che sprofondava. Ti ricordi? Ci lanciavamo dentro i sassi per vedere dopo quanto sentivamo il rumore. Ti sei girato verso di me e mentre andavi da Mundus mi hai detto

- Ti amo Kat!

Io arrossisco e tra le lacrime gli urlo

- Anch’io cretino!



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