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lavoro pubblicato venerdì 27 giugno 2014
ultima lettura martedì 14 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Revel, magico chicco!

di ANGELA PRESTIANNI. Letto 699 volte. Dallo scaffale Fiabe

La cucina era intrisa di un fragrante aroma di caffè. <E’ stupendo iniziare la giornata sorseggiando, in tutta calma, il liquido scuro, forte, aromatico che stordisce i pensieri> disse ad alta voce Laura mentre spegneva i...

La cucina era intrisa di un fragrante aroma di caffè.

<E’ stupendo iniziare la giornata sorseggiando, in tutta calma, il liquido scuro, forte, aromatico che stordisce i pensieri> disse ad alta voce Laura mentre spegneva il gas ed ascoltava il gorgoglio allegro della caffettiera.

<Mamma, mamma tu bevi sempre il caffè, ma cos’è questo caffè, me lo spieghi?>

<Va bene piccolina, siediti qui che ti racconto una bella favola sul caffè!>…

…Un piccolo chicco di caffè, un giorno, fuoriuscì dal sacco di juta che conteneva lui e centinaia di altri piccoli chicchi. Da quando era stato infilato in quel sacco era stato sballottato e sballonzonato tanto da sentire tutto quanto girare e girare. Però che strano tutto intorno a lui girava e girava, anzi meglio dondolava e dondolava. Cercò di capire dove si trovasse, ma ogni cosa era a lui sconosciuta e non riusciva a comunicare con i suoi fratellini rimasti chiusi nel sacco.

I sacchi erano proprio tanti, impilati uno sopra l’altro e si perdevano a vista d’occhio in quella grande stanza che dondolava e dondolava.

Un rumore di ferraglia spaventò Revel, questo era il nome del piccolo chicco di caffè. Si fece più piccolo di quel che già era al fondo della cassa di legno in cui era rovinosamente caduto. Si aprì una pesante porta ed entrarono due uomini. Gli uomini li conosceva. Nella piantagione dove era nato, gli uomini coltivavano le piante e da quelle piante pregiate venivano al mondo frutti molto particolari che venivano raccolti da mani sapienti ed esperte. Anche lui faceva parte di quei frutti particolari che contengono semi preziosi. Questi uomini erano un po’ diversi…però! Indossavano magliette a righe bianche e blu e pantaloni impermeabili invece dei leggeri abiti di cotone bianco dei contadini indiani.

<Senti come balla questa nave stasera. Il mare è ruggente come un grosso leone!> esclamò uno dei due uomini.

<Per noi marinai non è certo un problema, l’importante che non capiti nessun guaio al nostro prezioso carico!> rispose il compagno.

<Marinai, dunque sono marinai!> constatò il nostro piccolo chicco di caffè.

I due uomini si sdraiarono su dei sacchi disposti accanto alla porta della stiva e dopo pochi minuti iniziarono un concertino assordante con il loro russare.

Il nostro Revel, rassegnato, iniziò a guardarsi intorno per cercare una soluzione. Già voleva tornare nel sacco da cui era caduto per raggiungere i suoi amici. Si sentiva così solo ed indifeso! Da quando Madre natura lo aveva fatto nascere sulla pianta di caffè era stato curato e protetto amorevolmente. Il frutto a forma di ciliegia lo aveva nutrito e riparato dalle intemperie. Quando era stato raccolto, lo avevano trattato con la massima attenzione. Era stato deposto in soffici contenitori e portato in un luogo particolare, dove il vento di monsone per giorni lo aveva cullato ed asciugato.

In quel posto magico regnava un profumo estasiante: I chicchi, ora dopo ora, si trasformavano in un elemento prezioso ed unico al mondo. Madre Natura andava orgogliosa di quella magica trasformazione. Era stato difficile e lungo far capire agli uomini quali trattamenti andassero fatti ai chicchi raccolti, ma alla fine era soddisfatta del buon operato compiuto.

All’improvviso, Revel, si sentì raccogliere e vide il suo nascondiglio allontanarsi sempre più. Era completamente congelato per la paura. Che stava succedendo? I marinai non potevano essere, il russare si sentiva ancora assordante e continuo. Si ritrovò di fronte a due grandi occhi neri di un’intensità sconvolgente.

Revel, terrorizzato, vide che si trovava sul palmo della mano di una ragazzina che lo stava osservando meravigliata.

<Cosa ci fai qui piccolino! Dovresti essere in uno di questi sacchi!>

<Sono…sono caduto> Rispose spaventatissimo.

<Non tremare così, suvvia, non ho intenzione di farti alcun male!>

<Chi…chi sei tu>

<Sono la principessa del Malabal…sono la tua Principessa, tutto ciò che si trova in quella terra mi appartiene!>

<Posso sapere cosa ci fa una Principessa in un posto come questo?>

<Domanda legittima, devo dire! Dunque ci troviamo su una grande nave che sta trasportando un prezioso carico di caffè verso terre lontane, laggiù in Europa e precisamente in Italia>

<Europa, Italia…io…io non conosco questi nomi! Finora ho conosciuto solo la pianta che mi ha dato la vita, mi ha protetto e nutrito e poi l’uomo che mi ha raccolto e mi ha deposto in un posto magico dove un vento gentile mi ha fatto diventare profumato di una fragranza degna di un re…così dicevano i contadini mentre mi rigiravano con gesti delicati!>

<Certo questo tuo profumo particolare te lo ha regalato il vento dei monsoni perché tu possa deliziare il palato esigente di donne e uomini che vivono in terre lontane e di culture diverse dalla nostra>

<Mia Principessa, ma tu cosa ci fai su questa nave? Non mi pare un luogo adatto a Vostra altezza!>

<Questa è la stiva caro amico mio, lassù, nella parte alta della nave, ci sono altri locali arredati con tappeti e mobili preziosi e con una folta servitù pronta ad esaudire ogni mio ordine. Mi annoiavo molto, molti stanno soffrendo il mal di mare, come puoi notare dal forte dondolio, per fortuna, io non patisco la furia del vento e del mare e così sono riuscita a sfuggire alle mie dame di compagnia e sono uscita per perlustrare la nave>

<Potrebbe essere molto pericoloso per Voi, mia Principessa, guardate laggiù quei due come se la dormono, ma se dovessero svegliarsi sarebbero guai seri!>

<Secondo me, dormiranno per un bel pezzo dal numero di bottiglie di rum che rotolano avanti ed indietro sul pavimento!>

<Già ci vorrebbe un buon caffè per far riprendere loro la ragione!>

<Giusto piccolino, grazie a generosi chicchi come te tutto il mondo occidentale ha potuto conoscere, apprezzare ed amare le fragranze aromatiche che si sprigionano dal caldo liquido che fuoriesce da magiche caffettiere>

<Sono tanto triste, però, Principessa!>

<E perché mai mio caro Revel?>

<In quei luoghi che hai nominato prima ci andranno i miei fratellini rimasti nel sacco, io resterò nella cassetta per sempre!

<Assolutamente no! Facciamo così se vuoi resterai con me e viaggeremo insieme!>

Così la Principessa del Malabal prese con sé il piccolo Revel e lo portò nelle sue magiche stanze sature di profumi d’oriente ed arredate con superbe suppellettili e mobili magistralmente intarsiati da artigiani indiani. Il viaggio durò per più di un mese ed i due nuovi amici divennero inseparabili. La Principessa fece incastonare un minuscolo scrigno tra uno smeraldo ed un rubino su un ciondolo d’oro. Revel si trovava benissimo in quella posizione perché era sempre con la sua affascinante amica e giorno dopo giorno imparò a conoscere mondi nuovi e misteriosi

Una bella mattina la nave attraccò in un porto di una città chiamata Savona ed in mezzo ad una allegra confusione la Principessa e Revel, al sicuro nel ciondolo, si ritrovarono su una comoda carrozza. Iniziò un nuovo viaggio questa volta via terra.

Passarono altri giorni e giorni, ogni sera dopo il tramonto si fermavano in luoghi diversi ospiti in castelli sfarzosi ed accolti con feste grandiose.

Finalmente giunsero su una bella collina adornata da vigneti ed ogni sorta di albero da frutta. Un elegante signore uscì per accogliere la bella Principessa proveniente dalla lontana India e con lei il piccolo Revel.

<Benvenuta, Altezza reale! Benvenuta!...Benvenuto anche il carico di caffè che portate con Voi! Non vedo l’ora di mettermi all’opera per ottenerne una miscela che sbalordirà tutti gli intenditori…Riesco già ad immaginarne il profumo intenso, l’aroma speciale, la fragranza…Sarà un caffè eccellente, eccellente!>

<Sicuramente sarete in grado di creare una miscela magica che estasierà gli intenditori! Avrei una richiesta se possibile, visto che sono giunta sino qui per portarvi personalmente questo oro scuro>

<Ogni Vostra richiesta sarà esaudita mia Principessa>

<Questo caffè che creerete grazie ai miei chicchi potrà chiamarsi Revello? Sapete un mio carissimo amico che mi accompagna sempre in ogni luogo ed in ogni dove si chiama Revel e vorrei che il Vostro caffè sia dedicato proprio a lui!>

La Principessa schiacciò l’occhio al suo piccolo amico che era al culmine della felicità. Quel viaggio non era iniziato bene, era convinto di essersi perso per sempre lontano dai suoi fratellini ed ora si ritrovava addirittura a sentire che sarebbe nato un nuovo tipo di caffè e che lo avrebbero chiamato col suo nome!!!

Dal Malabal a Cherasco, un magico paese collinare piemontese, dai Monsoni alle fresche brezze cariche di afrore dei vini. Un valore aggiunto dava ancora più risalto a questa terra nobile: l’abilità di creare miscele speciali di caffè.

Sapete il piccolo Revel non finì mai nei sacchi destinati alla torrefazione, ma fu donato dalla Principessa all’elegante signore che li aveva accolti. Tutte le volte che si apprestava a creare una nuova miscela indossava il prezioso ciondolo e vuolà il risultato sotto la guida di Revel diveniva stupefacente!

<Che bella questa favola, mamma!> Esclamò la bimba

<Posso assaggiare anche io il caffè di Revel>

<Va bene, un pochino nel latte, ma poi fila a preparati la scuola non aspetta>



Commenti

pubblicato il 21/07/2014 17.40.10
Adeliopanero, ha scritto: Oltre a dimostrare una perfetta conoscenza dell'argomento, l'Autrice ha scritto una favola con una leggerezza e leggiadria che denotano una grande sensibilita' e nobiltà d'animo...bravissima

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