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lavoro pubblicato giovedì 19 giugno 2014
ultima lettura venerdì 15 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Angel and Demons Night Capitolo Quattro

di Smith982. Letto 355 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO QUATTRO: IL RISVEGLIO (scritto da Yelena) Ancora una notte tormentata.Mi sveglio più stanca di quando mi sono addormentata.Eppure quella voce era reale.Ma so perfettamente che non è possibile.Quanti rimpianti. Quanti rimorsi.Era ...

CAPITOLO QUATTRO: IL RISVEGLIO (scritto da Yelena)

Ancora una notte tormentata.
Mi sveglio più stanca di quando mi sono addormentata.
Eppure quella voce era reale.
Ma so perfettamente che non è possibile.
Quanti rimpianti. Quanti rimorsi.
Era il mio Maestro, il mio Mentore, la mia Guida.
Lo ammiravo.
Lo rispettavo.
Non c’è mai stata una parola fuori posto.
Non c’è mai stato un tocco improprio.
Non c’è mai stata malizia.
In fondo lui era sposato e con figli.
E io non ho mai considerato gli uomini occupati.
Non so nemmeno quanto tutto questo è cambiato. Forse quella stessa maledetta notte in cui l’ho perso, in
cui lui è svanito per sempre dalla mia vita.
Semplicemente non c’è più stato e io ho scoperto nel mio cuore un baratro senza fondo. Non ho avuto il
tempo di salutarlo, non l’ho mai sfiorato con dolcezza, non l’ho mai baciato.
Ora mi ritrovo sola ad abbracciare il vuoto che ho nell’anima.
Mi dedico alle mie solite attività, cerco di concentrarmi. Cerco di mantenere intatta la maschera di formalità
perfetta ed integra. Ma questo sforzo sta diventando ogni giorno che passa un peso sempre più greve.
Mi sta logorando dentro.
Mi sto spegnendo.
Senza considerare la mia stessa sanità mentale.
Me ne rendo conto ogni giorno che passa: sto impazzendo. Inequivocabilmente.
Non riesco più a reggere il peso del lascito da sola. Le mie spalle non sono abbastanza larghe per farlo.
Mi hai sopravvalutato.
E stanotte sarà un’altra notte da sola, cullata dai miei rimpianti. Prendo un paio di sonniferi e mi infilo tra le
coltri. Ormai è da diverso tempo che ne faccio uso per quanto sia praticamente inutile.
Chiudo gli occhi.
Sono scivolata nel sonno? Forse.
Anzi. Deve essere così.
Perché sei qui con me.
Sento le tue braccia, sento le tue labbra.
Non voglio più svegliarmi. Voglio rimanere qua dove sono. Con te.
Tremo. Il mio stesso essere sta tremando per l’intensità delle emozioni. Sono sensazioni così reali.
Il mio cuore canta libero.
Ma la mia mente non accetta scappatoie e mi riorda come una doccia fredda che è solo una presa in giro.
Rivedo ancora quella notte. Il mio raziocinio ne lo fa rivedere e quando scompari per l’ennesima volta, la
mia mente crolla.
Definitivamente.
Mi sveglio urlando e Mc Dougal è lì, che cerca di rincuorarmi, di calmarmi.
Ma cosa ne sa lui dei miei sogni? Cosa sa lui dei miei rimpianti? Nulla. NULLA!!
L’ira mi colma e satura ogni fibra del mio corpo e avviene ciò che da anni non succede.
Muto.
Mi trasformo.
La mia natura riaffiora potente. La mia aura si dilata e lascia che il dolore la pervada. Il potere scorre libero.
Segni arcaici si disegnano rossi sulla pelle nuda e mi avvolgo in un manto nero.
Forse è rimasto qualcuno che sa, che conosce la verità. E questa notte dovrà parlare. Istintivamente mi
teletrasporto al Lincoln Memorial. Nella statua del Presidente risiedeva un angelo, una volta. Non controllo
nemmeno se ci sono altre persone. Non mi interessa più niente.
Voglio sapere. Devo sapere.
Sono pazza?
E la mia disperazione si mostra in tutta la sua violenza con un urlo gutturale e potente mentre afferro per il
collo la statua del Presidente Lincoln.
- Lo so che ci sei. E adesso parla. PARLA!! Te lo ordino! Lui è tornato, vero? E’ qua? Dimmelo! O
diventerai finalmente pietra, come quella in cui ti nascondi!
Il dado è oramai tratto. Non mi resta che aspettare il verdetto.


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