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lavoro pubblicato giovedì 19 giugno 2014
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Angel and Demons Night Capitolo Tre

di Smith982. Letto 508 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo Tre: Un momento di ordinaria.... follia ( scritto  con Yelena) A volte penso di stare scivolando verso la pazzia.Mi pare di sentire voci, di vedere volti … volti e voci di chi non c’è più da anni.Come stase...

Capitolo Tre: Un momento di ordinaria.... follia

( scritto con Yelena)

A volte penso di stare scivolando verso la pazzia.
Mi pare di sentire voci, di vedere volti … volti e voci di chi non c’è più da anni.
Come stasera.
Posso sentire l’ansia di Mc Dougal; certo è un uomo fidato e la sua preoccupazione è sincera, ma a volte ho
bisogno di stare sola.
Quindi mi concentro e mi materializzo nel garage auto della Casa Bianca con un abbigliamento decisamente
più sportivo: stivaletti, jeans bootcut, golf e giaccone pesante. Mi sciolgo i capelli e monto su un SUV nero,
anonimo.
Inizio a guidare per le strade della città e presto mi dirigo verso la periferia, verso un locale su una strada
provinciale. E’ un biker pub, niente di elegante… anzi.
Entro e mi siedo al bancone. Ordino una birra mentre un gruppetto di ubriaconi biascica canzoncine
natalizie. Gli altri presenti sono come me, anime solitarie che annegano in mari di malinconia. Non saluto
nessuno e nessuno saluta me.
E mi va bene così.
Posso stare da sola con i miei ricordi. Nessuno mi riconosce come il Presidente e chi nota la somiglianza,
pensa ad una sosia.
Finisco il drink, pago ed esco nella notte fredda.
Affondo le mani nelle tasche del giubbotto e raggiungo il SUV parcheggiato poco distante dall’ingresso del
locale. L’aria è immobile e cristallina, però c’è qualcosa che non mi quadra.
Mi guardo in giro, non noto nulla di anormale e quindi salgo in auto; prima mi abbandono contro lo
schienale del sedile, poi intreccio le braccia sul volante e piego in avanti il busto chinando anche i capo.
Stanotte la solitudine è così opprimente.
- Ehi straniera… -
La voce leggermente baritonale, tono canzonatorio proviene dai sedili posteriori.
Non mi spavento, semplicemente mi raddrizzo ed aggiusto lo specchietto retrovisore per accertare
l’identità dell’ospite inatteso.
Intravedo il viso, intuisco i lineamenti decisi ed il sorriso sfrontato che sicuramente si disegna sulle labbra.
- Ace…. Buon Anno anche a te –
Lo saluto semplicemente. Mi volto e ne cerco lo sguardo protendendo i busto verso il retro dell’auto tra i
due sedili anteriori
- Cosa ci fai qua in una sera come questa? Ti credevo in giro a folleggiare in qualche locale…-
- No, ero ad una cena e mi stavo annoiando, quindi ho mollato tutto e sono uscita. E tu? Che ci fai
qua? –
- Aspettavo te. Hai intenzione di lasciarmi qua dietro da solo a lungo? –
Già… Con Ace ha sempre funzionato così. La tensione erotica tra noi è sempre stata ed è altissima.
Lui allunga una mano ed io gli offro una delle mie per aiutarmi a scavalcare i sedili.
Tempo fa l’avrei sicuramente definito un vero demonio e pure di alto lignaggio perché Ace ha la grande
capacità di sapere cosa voglio, quando lo voglio e come lo voglio. Non gli devo spiegare nulla. Lo fa e basta.
E questa non è una dote comune.
La passione divampa presto rovente tra noi.
Mi fa sentire bella, desiderata. Mi fa sentire femmina.
Non so se sappia la mia reale identità. Io, di certo, so che è un criminale. Ace è il suo nome di battaglia, in
realtà si chiama semplicemente Rick. Fa parte di una gang di bikers dedita al contrabbando di armi e con
agganci nella pornografia. Non risultano a suo carico imputazioni per droga, ma non mi stupirebbe affatto
se la vendesse. Ha anche diverse condanne a suo carico. Niente di eclatante: disturbo della quiete pubblica,
rissa, resistenza a pubblico ufficiale, ma l’FBI ha un nutrito fascicolo su di lui e i suoi compari.
Forse è proprio questo che mi affascina di lui, la sua aura di pericolo, di proibito e di selvaggio.
A guardarlo bene non è nemmeno bellissimo. Biondo, occhi azzurri slavati, capelli leggermente lunghi, fisico
asciutto, ma non palestrato. Trascura parecchio il suo aspetto, perché se lo facesse sarebbe sicuramente
un tipo molto interessante e molto probabilmente con uno stuolo di femmine adoranti ai suoi piedi.
E poi… poi non penso a niente, sovrastata dalla marea di sensazioni che Ace riesce ogni volta a scatenare in
me. Stanotte è particolarmente dolce ed appassionato perché credo intuisca il freddo che questa notte
stritola il mio cuore. E’ giovane, generoso e resistente. Molto.
Per diverse ore la mia mente smette di funzionare.
Esiste solo il mio corpo e la passione bruciante che lo divora ed il piacere che scioglie ogni singola cellula.
Per quel lasso di tempo che passo su quei sedili posteriori sono semplicemente una donna e tanto mi basta.
Mi lascia silenziosamente e con un bacio alle prime luci di un’alba pallida.
Mi ricompongo e guido nuovamente verso la mia prigione dorata, la White House.
Gli agenti di guardia si sorprendono quando mi vedono bellamente rientrare a piedi, ma non presto loro
molta attenzione. Sono deliziosamente stanca e oggi non ho appuntamenti.
Quindi mi dirigo verso le mie stanze e mi infilo sotto la doccia.
Canticchio, rilassata.
Com’è che si dice…? “Gallina che canta ha fatto l’uovo” ?... Nel mio caso direi che è quanto mai calzante.
Mi infilo sotto le coperte e mi preparo ad un buon sorriso ristoratore, senza sogni.
Ma basta chiudere gli occhi per vedere i suoi, di un azzurro intenso, il suo sorriso sfacciato e strafottente.
E solo allora risuona quella voce, la sua voce, bassa, distinta, chiara “Ti sto aspettando”.
La mia deriva verso la pazzia continua.


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