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lavoro pubblicato giovedì 19 giugno 2014
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Angel and Demons Night

di Smith982. Letto 472 volte. Dallo scaffale Fantasia

Angel and Demons Night Prologo "Dio creò il mondo in sei giorni il settimo si riposò. Creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, scacciò gli angeli ribelli dal paradiso e li confinò insieme al traditore Lucifero nelle profondità della terra, l'inferno.

Capitolo Uno: Il peso della menzogna.

Capitolo Uno: Il peso della menzogna.

Le 00.45 del 1 gennaio 2013, il capodanno passato da poco, con i festeggiamenti ancora in corso,

nella residenza più famosa del pianeta, la White House. Il salone immenso e lussuoso della dimora

presidenziale, ospita i più facoltosi uomini d'affari d' America, le loro donne bellissime, i loro figli

nati nel lusso e nella ricchezza, le più alte cariche dello stato , campioni dello sport e un infinito

numero di agenti in nero che si gode la prima notte dell'anno, eppure tra loro, la mancanza della

figura principale del paese non si nota. Nessuno dei presenti, tanto meno gli agenti incaricati della

sua sicurezza si sono accorti che il presidente non è lì con loro.

Distante, rinchiusa nello studio ovale, Yelena Gadiani, la donna più potente del mondo libero non è

in vena di festeggiamenti. Indossa il suo abito migliore, nero ed in pura seta, realizzato su misura

per lei dallo stilista italiano Valentino. Le sue scarpe, con quel tacco vertiginoso in nero lucido,

marchiate Prada, i lunghi capelli biondi , lisci e lunghi fino alla schiena, tanto da coprire la generosa

scollatura del vestito. In mano un calice di puro cristallo, stranamente vuoto. Non ha nulla ha cui

brindare la donna, mentre con occhi languidi e pieni di lacrime rinchiuse al loro interno osserva

dalla vetrata dello studio i pochi fuochi rimasti.

Il suo volto non reca alcun segno di felicità, nonostante la sua bellezza, la sua ricchezza ed il ruolo

che ricopre, l'americana non riesce a trovare nulla per cui dover festeggiare il nuovo anno.

< Accidenti a te, accidenti al tuo mondo, alla tua guerra …..> La voce rotta da quelle lacrime che

non fa scendere, il groppo in gola per una donna che ha l'intero mondo hai suoi piedi.

Elegante, raffinata eppure immobile davanti a quella vetrata, con gli occhi fissi in quello che per lei

è solo un eterno vuoto.

< Hai rovinato tutto... te ne sei andato, ve ne siete andati ed io sono rimasta sola.> Parole dette

contro un qualcuno che non è li con lei, un male che l'affligge dentro e sempre toglierle anche quel

finto sorriso che da sempre mostra. Non c'è quiete in quella stanza, non c'è che oscurità, rotta

solamente in alcune parti, per via della luce proveniente dalla vetrata.

L'animo inquieto di una donna che dovrebbe gridare felicità al mondo, ma che ora ha solo parole

dure contro qualcuno che non c'è, che sembra averla abbandonata per sempre insieme ad altri.

< Eri il mio mondo, eravate il mio mondo tu e lei, siete andati via, lasciandomi il peso della vostra

menzogna sulle spalle, perché non posso non ricordare come tutti, perché avete scelto me per questa

maledizione?> Il tono più alto, ora coperto da singhiozzi di pianto che troppo Yelena aveva

trattenuto dentro, lacrime calde e salate che gli rigano il volto, scendendo fino alle labbra.

Pensieri che dentro la sua mente esplodono , il bicchiere tenuto in mano che viene frantumato senza

lasciare il minimo segno di danno su di lei.

< La mia maledetta forza che ora non vorrei.> Urla il presidente, in una notte dove nessuno sembra
sentirla, il muoversi elegante, dando ora le spalle alla vetrata, il viso ancora coperto di lacrime e
quell'urlo di disperazione che lancia nello studio, cercando di contenere la sua rabbia.
< Non era la mia guerra Smith, era la tua e di Sandra, non la mia, che tu sia maledetto … che tu
sia....> Non riesce a far uscire ancora quel maledetto, bloccato in gola, mentre quella figura che tutti
avevano sempre visto come invincibile ed incrollabile cade in ginocchio su stessa, come una
semplice donna.
Così fragile ora Yelena, che nella sua mente rivede i ricordi che solo lei ora possiede, indifesa
nonostante la sua forza, vulnerabile , come una semplice umana, che in realtà non è.
Angeli e Demoni, così parlavano i libri sacri, ma lei non era un angelo, non era nemmeno un
demone, ma un ibrido creato dal Padre.
< Troppo buona per essere un demone, troppo cattiva per essere un angelo....> Sono sussurri quelle
parole, bisbigli amari di una donna diversa dalle altre, diversa da un angelo e da un demone, una
guerriera del genere umano, una protettrice, una risolutrice.
Così in passato, con quelle parole che sente nella sua mente era stata definita da lui, dall'uomo che
cerca di odiare e maledire con tutta se stessa ma che non riesce a cancellare dal cuore.
Protettrice e guerriera, veniva considerata da quella donna con i capelli biondi e gli occhi azzurri
come il cielo, di cui non riesce nemmeno a pronunciare il nome.
Fragilità di una donna verso un altra, la donna , che insieme a quell'uomo che gli tormenta cuore ed
anima sembra averla lasciata sola, in balia di quello che lei vede come una maledizione, la
conoscenza della verità sull'origine dell'uomo, sulla guerra tra il bene ed il male, un peso che negli
ultimi anni ha sempre portato da sola.



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