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lavoro pubblicato lunedì 16 giugno 2014
ultima lettura lunedì 21 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Prospettive di una storia. 3

di Alexa. Letto 563 volte. Dallo scaffale Amore

LUI. Meno male che hanno inventato FacebookIl risveglio il giorno dopo una festa è sempre qualcosa di tragico. Mi rigiro nel letto per almeno mezz'ora ad occhi chiusi, con le tempie pulsanti e la bocca impastata, prima di avere il coraggio di re...

LUI. Meno male che hanno inventato Facebook
Il risveglio il giorno dopo una festa è sempre qualcosa di tragico. Mi rigiro nel letto per almeno mezz'ora ad occhi chiusi, con le tempie pulsanti e la bocca impastata, prima di avere il coraggio di recuperare il cellulare in carica e guardare l'ora.
Le due di pomeriggio.
Un orario abbastanza normale dopo una balla.
Faccio così tanto sforzo ad uscire dal letto che mi sembra di star spostando una gru. Cerco a tentoni le ciabatte ma chissà dove sono. Mi dirigo in bagno a piedi nudi, e la fredda piastrella ha l'effetto di una scarica elettrica al cervello.
Mentre mi aggiro come uno zombie tra wc e lavabo mi si affollano nella mente le immagini della serata, come se avessi premuto il tasto REW. Le immagini, da molto sfocate (le ultime ovviamente), diventano sempre più nitide, finché non si fermano su un viso come magicamente illuminato rispetto all'oscurità intorno, come se emettesse luce propria.
Ricordo quel viso, lei che si presenta e...
Maledizione, ho dimenticato il suo nome!!!
Panico. Ho passato tre ore a guardarla di sottecchi mentre amoreggiava con il fidanzato, che gelosamente le cingeva la vita come a voler sottolineare la sua proprietà. Tre ore ad ascoltare ogni sua parola, ad ammirare ogni suo sorriso. Lei si presenta e io mi dimentico il nome. Che testa di cazzo!
Prendo voracemente il cellulare, sperando che su Facebook qualcuno l'abbia taggata in una foto. Vedo i numeretti rossi indicanti le notifiche e un paio di richieste d'amicizia, ma passo oltre e inizio a scorrere la bacheca alla velocità della luce.
Niente.
Torno in cima alla pagina e ricomincio, questa volta lentamente, senza tralasciare nulla.
Sempre niente.
Perdo le speranze per un momento. Poi mi riprometto di scorrere l'intero elenco degli amici di Alessandro o di Luca dopo il caffè. Ma potrebbe anche non avere Facebook...
Intanto controllo le notifiche e le richieste di amicizia.
Ed eccolo lì quel sorriso, e quegli occhi che mi guardano ridenti dalla foto di Angela nella richiesta d'amicizia.
L'accetto in un nanosecondo, e poi mi immergo nel suo mondo.



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