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lavoro pubblicato venerdì 23 maggio 2014
ultima lettura martedì 15 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L' uomo misterioso

di darkett1. Letto 270 volte. Dallo scaffale Sogni

Era un natale gelido quello del duemilaquattro ,  mi trovavo nei pressi della stazione della mia città a conversare con un tizio intento a rifilarmi degli opuscoli sui testimoni di Geova, ne presi uno ringraziandolo poi questo andò v.......

Era un natale gelido quello del duemilaquattro , mi trovavo nei pressi della stazione della mia città a conversare con un tizio intento a rifilarmi degli opuscoli sui testimoni di Geova, ne presi uno ringraziandolo poi questo andò via. C’ erano dei bambini che festeggiavano Gesù bambino con i petardi. Faceva freddo. Decisi di andare alla villa comunale proprio li vicino dove mi avevano detto che c’ erano un presepe ed un albero addobbato enormi. Mi diressi li vedevo persone comprare i regali all’ ultimo momento, il natale è una festa di consumo ma in fondo non si riesce a non dargli importanza, quell’ anno sapevo che il natale volevo passarlo con persone vere , sincere e possibilmente non bastarde, mi ritrovai in villa davanti a me un presepe gigante, mi sarei voluto trovare io al posto del bambinello a cui tutti portano doni. Vicino a me c’ era una persona, maschio, forse trentenne o su di li, vestito con abiti grigio fumo, carnagione scura, occhi e capelli neri, mi fissava con aria interessata come se gli facesse piacere stare accanto a me ad un tratto mi chiese se avevo un fazzolettino di carta , non ne avevo dopo mi sorrise e andò via. Quell’ uomo aveva tutta l’ aria di uno che poteva dirmi cose non solite, che forse quel natale insieme a lui sarebbe andato non come previsto. Mia madre era in ospedale per una vertebra schiacciata, tornando a casa trovai mio padre davanti al televisore con un cartone di vino ed un bicchiere accanto, telefonai a mia sorella per darle gli auguri a mezzanotte in punto , mi addormentai e sognai quell’ uomo vestito bene che mi sorrideva chiedendomi un fazzoletto con un sorriso in faccia, svegliandomi abbracciai la notte riaddormentandomi serenamente.

Le festività natalizie passarono come giorni in cui mi ritrovavo a casa ad ascoltare canzoni dei Tuxedomoon e con amici che mi venivano a trovare per farmi compagnia, il giorno dieci gennaio duemilacinque andai a trovare mia madre in ospedale, presi il treno per andare da lei, l’ avevano finalmente operata, parlai con il dottore il quale mi disse che l’ operazione andò benissimo e che sarebbe tornata a casa dopo pochi giorni. Parlai a mia madre con voce pacata, aveva bisogno di riposare, le dissi che il natale andò bene ma senza la sua presenza non era quello di sempre, le diedi una carezza tra i capelli e mi disse che non vedeva l ‘ora di tornare a casa, mia sorella mi disse che le avrebbe fatto una sorpresa per quando sarebbe ritornata io ovviamente non le dissi nulla, avrei rovinato tutto, salutai mia madre con un bacio e poi andai via dall’ ospedale. Mi ritrovai per strada , dovevo recarmi subito in stazione per non perdere l’ ultimo treno , arrivai li con qualche minuto di anticipo allungando il passo più del dovuto, una porta scorrevole davanti a me si aprì e presi posto nel centro. Durante il viaggio ricevetti una telefonata da Gianmaria uno dei miei amici più stretti

Mi disse di aver trascorso una giornata intensa e che al ritorno verso casa aveva incontrato un tipo che aveva chiesto di me, io gli chiesi chi mai sarebbe potuto essere e lui mi disse che si trattava di un certo Mario , frugai nella mia mente ma non mi sovvenne nessuno, questo Mario chiese di me lasciando a Gianmaria un biglietto con su scritto il suo numero di telefono e che avrebbe dovuto darlo a me gli dissi che quando ci saremmo visti avrebbe potuto darmelo. Il treno arrivò alla meta, mentre scendevo ero ancora a telefono con Gianmaria che mi salutò dandoci la buonanotte alle ventitre esatte.

Rientrando trovai una casa buia, mio padre già dormiva , la mia mente si tormentava per quel fatto che mi riferì Gianmaria, non sapevo davvero chi mai sarebbe potuto essere quel tipo del numero telefonico, mi misi a letto ascoltando le ultime due canzoni della playlist del walkman e mi addormentai…Quel supermarket mi apparve come la scena madre di un film horror, spingevo avanti a me il carrello con noia, mi fissai su una marca di spumante scadentissima, nel mio carrello c’ erano dei prodotti come verdure, frutta e la cosa più particolare due dadi tutti e due con numeri pari, un otto , mi recai alla cassa dove c’ erano tre tipi tutti con un camice blu e una targhetta alla loro sinistra, pagai i miei acquisti e mi ritrovai fuori da quel luogo con due buste di plastica nelle mani. Avanti alla mia strada c’ erano dei bambini che giocavano a calcio con un pallone grigio , ne erano quattro, il pallone arrivò vicino ai miei piedi , uno di loro lo riprese tra le sue mani intimidito, c’ era un prete che chiedeva una questua a due signore anziane, uno spazzino che puliva la strada adiacente ad un bar con il numero civico uno, tre ragazzi seduti su una panchina mi chiesero l’ ora , li risposi che erano le nove in punto. Mi svegliai e capii di aver sognato qualcosa di molto strano, che aveva a che fare con qualcosa che sarebbe successo il giorno dopo, mi alzai dal letto per andare a bere e non volendomi più riaddormentare nella mia stanza dove sognai presi un plaid e mi riaddormentai sul divano.

Gianmaria il giorno seguente mi attendeva sotto casa per andare al corso di serigrafia, scesi e lo salutai con un “buongiorno” più che assonnato, mi diede il biglietto di Mario con scritto sopra il suo numero 8324121139, quei numeri mi ricordarono del sogno che feci nella notte , cestinai quel biglietto lasciando tutto nel mistero.



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