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lavoro pubblicato venerdì 23 maggio 2014
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Frammento del viaggio di vita di uno studente

di Shaoluga. Letto 355 volte. Dallo scaffale Viaggi

Questa non è la classica storia di studenti innamorati che coronano il loro sogno o di ragazzi depressi e disperati che tentano il suicidio, questa non è altro che un frammento di vita di uno studente, nulla di più, nulla di meno.

Sono sempre stato un ragazzo solitario, o meglio, sono sempre stato socievole, ero amico di tutti, ma comunque restavo sempre isolato sulla mia isola personale, sulla quale nessuno poteva accedere e sulla quale tenevo segregate tutte le mie emozioni. Non mi sono neanche mai interessate le relazioni sociali, ne quelle di amicizia, ne quelle di amicizia, ne tantomeno quelle amorose.

Tutto questo, ovviamente, era prima che io conoscessi lei. Successe tutto un anno fa, ero al II anno di superiori, lei era al primo e molto probabilmente, se non sicuramente, non la avrei mai conosciuta se non ci fossero stati problemi con la destinazione del viaggio di fine anno della mia classe. Normalmente, infatti, le varie classi vanno in gita con le altre del proprio anno, ma a noi successe che, saltata la gita prevista a Monaco, ci fu proposto di unirci alle I per non perdere la tanto attesa gita di fine anno.

Fu così che io e la mia classe ci ritrovammo sullo stesso pullman per Roma con lei e la sua classe.

Partiamo dal concetto che la gita fu un disastro su tutta la linea, l’albergo nella peggiore zona della città, per non parlare del fatto che definirlo albergo è come definire una scialuppa Titanic, non c’erano i riscaldamenti, le tubature erano particolarmente discutibili e il cibo faceva così schifo da farci credere che i titolari dell’hotel ci volessero avvelenare. Due camere si allagarono e il II giorno ci fu un diluvio che causò un’inondazione per le strade, bloccando tutta la circolazione per circa due ore.

Detto questo è facile pensare che per alcuni questa sia stata una delle peggiori gite di sempre, ma per me è stata la migliore di cui abbia ricordo, be, topi a parte.

Tutto accadde la sera del II giorno, dopo l’alluvione riuscimmo a tornare in albergo e la sera decidemmo di fare una partita a poker, un mio compagno di stanza aveva portato le chips, ma purtroppo si era dimenticato le carte, così ci adattammo giocando a briscola come se fosse poker. Ci stavamo divertendo come dei pazzi quando l’altro mio compagno di stanza arrivò con una ragazza con cui era convinto di concludere qualcosa, ma non essendo una cima la abbandonò per più di un’ora in camera con noi mentre lui si faceva la doccia. Fu così che per puro caso lei entrò nella mia vita, non fui io a cercarla, fu lei che arrivò, qualcuno direbbe come un uragano, ma per me fu come una visione, arrivò, aveva un pigiama rosa con dei risvolti delicatissimi sulle maniche, dalla sua faccia e dal suo sorriso soprattutto, facevano trapelare la sua spontaneità e la sua dolcezza, le stesse che nel giro di un paio di mesi mi rubarono il cuore.

Non so ancora cosa successe quella sera, quando divisi con lei il mio cobo spazzatura, tutto ciò che so’ è che quella sera, per caso, tutto cambiò.



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