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lavoro pubblicato lunedì 19 maggio 2014
ultima lettura venerdì 27 marzo 2020

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LE FIGLIE DI CARRIE BRADSHAW

di Alisir. Letto 962 volte. Dallo scaffale Pensieri

Capita che i film influenzino la nostra vita, le nostre decisioni. Sex and the City è stato un cult, un telefilm che ha segnato una generazione, milioni di ragazze, ancora oggi dopo sedici anni. Come Carrie Bradshaw ha influenzato la mia vita.

LE FIGLIE DI CARRIE BRADSHAW

Vorrei sapere come sono diventate le adolescenti cresciute negli anni ’90 a pane e Sex and the City. Qualche settimana ho iniziato finalmente a vedere questa serie cult nata sul finire del secondo millennio. Le protagoniste sono quattro donne newyorkesi intorno ai 35 anni, tutte belle, indipendenti, economicamente e sentimentalmente, non hanno una relazione stabile, ma cambiano spesso partner; uomini belli, brutti, in carriera, più sfigatelli. In una città come New York c’è un’ampia gamma di scelta del genere maschile, e femminile.

Stavo pensando al giorno in cui questa serie sbarcò oltreoceano, nella vecchia Europa. Correva l’anno 2000, mia madre aveva 31 anni e già due figli all’attivo, lei non ha mai visto Sex and the City ma qualcuno sicuramente sì, le donne e le adolescenti italiane del 2000 si ritrovarono in televisione quattro americane dai facili costumi e in carriera. Avrei voluto vedere le loro reazioni, nel mio piccolo paesino di campagna si sarà sicuramente gridato allo scandalo, qui, dove le donne cucinano e puliscono un modello femminile così lontano da quello tradizionale avrà sicuramente spaventato le casalinghe italiane. Tuttavia sarebbe interessante sapere cosa pensarono le adolescenti del belpaese di Carrie, Charlotte, Samantha e Miranda; donne così diverse dalle loro madri, non puliscono, non cucinano (cibo take away), non vanno in chiesa, non fanno bambini, le quattro newyorkesi fanno carriera, vanno alle sfilate di moda, abitano da sole in un appartamento che pagano da sole, prendono il taxi, mettono i tacchi alti tutti i giorni e fanno l’amore, sempre.

Sex and the city ha portato in Italia una ventata di aria fresca, vento che soffia da ovest, da quel posto lontano che chiamano America, fino alle colline toscane, alle pianure venete, alle spiagge siciliane, grazie alla televisione questa nuova donna raggiunge tutti gli angoli del mondo. Non dico che questo stile di vita debba essere preso come oro colato, l’unico possibile, ma rappresenta un’alternativa, un punto di vista diverso, la donna può essere ANCHE in quel modo.

Oggi pensiamo che ormai il vecchio cliché della donna “moglie e madre” sia stato sdoganato da un pezzo, in realtà non è così; molte mie amiche fremono all’idea di sposarsi, costruire una casa, partorire bambini, lavarli, crescerli, cucinare per loro, mentre i mariti stanno tutto il giorno fuori casa, tornano a orario pasti (preparati dalla moglie) e poi si piazzano sul divano.

Mi piacerebbe vedere ragazze intraprendenti, che studiano non giusto per avere la laurea, ma per arrivare in alto, per essere in grado di prendere decisioni importanti, donne che abbiano le stesse opportunità degli uomini, che non debbano aver paura di fidanzarsi o di mettere al mondo dei bambini perché altrimenti gli verrebbero chiuse in faccia tutte le porte e quel posto da manager andrebbe al collega maschio, donne indipendenti, che non abbiano bisogno di un uomo al loro fianco per sentirsi più sicure ma che ricerchino nel rapporto di coppia uno strumento per confrontarsi, da pari a pari.

Mi piacerebbe vedere uomini che non danno per scontate le loro mogli, che non tornano a casa sicuri del pollo arrosto nel forno preparato con cura dalla consorte, uomini che non siano così arroganti da voler guidare la macchina sempre e solo loro, credendo che il genere femminile sia geneticamente impedito.

Mia madre mi dice di stare con i piedi per terra, ma io non sono sua figlia, sono figlia di Carrie Bradshaw



Commenti

pubblicato il 19/05/2014 22.25.53
Ilrenudo, ha scritto: Onestamente mi ha percorso un brivido nel sentire che tu sei figlia della Bradshaw e non di tua madre. Quello è un telefilm, la realtà è lievemente diversa... Cosa penseresti di 4 maschietti che si ritrovano al bar e si raccontano delle loro scopate, che parlano delle loro squadre di calcio e di automobili sportive? (cosa che accade tutti i giorni in tutti i bar!) A me da l'idea che questo sex in the city sia un po' questo, il ribaltamento degli stereotipi del maschio al femminile, può essere una bella trovata commerciale e d'intrattenimento, ma non credo che possa essere considerato un esempio di emancipazione! Ognuno trovi la sua strada (facile o difficile che sia) ma non perché te lo dice un telefilm americano! Pensa cosa dovrebbero fare tutti i fans di Dexter (telefilm di un serial killer) Come esempi femminili puoi anche prendere donne che hanno realmente vissuto sulla propria pelle le proprie storie. Ti consiglio di leggere le biografie di Oriana Fallaci, Ipazia di Alessandria, Martha Graham, Rosa Parks... Insomma donne reali con storie reali. Lo so, è un po' bacchettone come consiglio, ma ti garantisco che c'è una bella differenza tra la realtà e la finzione. il re nudo non si vergogna... ha solo freddo
pubblicato il 20/05/2014 21.29.43
Alisir, ha scritto: Ciao ilrenudo, so perfettamente che c'è differenza tra la vita reale e una fiction, conosco tutte le donne che hai citato, Ipazia, per esempio, l'ho portata all'esame di maturità, nel io pezzo mi volevo soffermare più sull'indipendenza delle quattro di Sex and the City e non particolarmente sulla loro vita sessuale. Sai, queste quattro donne sono affermate, lavorano in proprio (avvocato, giornalista, manager, direttrice di una galleria d'arte), sono più ricche di molti uomini e sono single, il significato che voglio dare alla parola single non è tanto il momento di stasi sentimentale tra un uomo e l'altro, ma l'essere indipendenti; non avere bisogno di un uomo per sentirsi completa o più sicura, sembra banale ma ci sono molte donne che decidono di sposarsi per la sicurezza, lasciano il lavoro e diventano totalmente dipendenti dal marito. Se vuoi invece soffermarti solo sul lato sessuale del telefilm, bhe, in questo caso, come hai detto tu, quelle quattro ragazze fanno esattamente ciò che fanno gli uomini solo che loro possono/devono essere etichettate come "superficiali" o "poco di buono" in quanto i ruoli tradizionali del maschio e della femmina non prevedono simile "intraprendenza" da parte del gentil sesso. Per quanto riguarda mia madre, ha lasciato una promettente carriera per mettere su famiglia giovanissima e ora si ritrova sola a dover mantenere tutti (con un lavoro per il quale è sprecatissima), mia madre è la donna più forte del mondo e vorrei somigliare a lei almeno un po' invece siamo molto diverse, per lei il mio sogno di inseguire una determinata carriera deve essere inquadrato nell'ottica futura di costruire una famiglia, perchè, secondo lei, dovrei fare un lavoro che mi permetta di mettere a tavola il pranzo e la cena ai giusti orari, crescere i figli e sistemare la casa, meglio ancora trovare un marito che mi mantenga. Semplicemente per questo dico di sentirmi più figlia di Carrie Bradshaw.
pubblicato il 21/05/2014 0.36.54
Ilrenudo, ha scritto: Buonasera Ok ma neanch'io mi ero soffermato solo sul lato sessuale L'indipendenza è una questione mentale... secondo me poco pratica. I maschietti che al bar si vantano delle loro avventure (spesso palle colossali) sono degli sfigati, stesso vale per le donne che li imitano Ho conosciuto anche casalinghe estremamente libere e donne manager schiave di mille cose Non penso che l' indipendenza pratica sia indipendenza totale ripeto che secondo me è uno stato mentale. La vera libertà mentale prevede una vita complicata... poiché fuori dagli schemi preordinati in cui bisognerebbe stare Saluti Il re nudo non su vergogna... ha solo freddo

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