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lavoro pubblicato venerdì 9 maggio 2014
ultima lettura sabato 5 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

scoperte senza tempo

di ElisonS3vans. Letto 459 volte. Dallo scaffale Fantasia

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Il frinire dei grilli e lo scricchiolare delle foglie le facevano da sottofondo in quella notte completamente buia. Dio com’era spaventoso . Non c’era una sola parte del suo corpo che non volesse scappare via da quel luogo che almeno una volta era stato il palcoscenico perfetto per i suoi incubi . Tutto quello che aveva fatto durante la sua vita l’aveva portata a questo . Un cimitero , lapidi , ombre che si allungavano sul terreno , mille fotografie , mille volti a cui corrispondeva un nome . Quella notte si era svegliata di scatto e aveva capito tutto. Non aveva perso tempo a spazzolare i suoi lunghi capelli neri ,o a cercare di coprile le occhiaie che ormai da tempo le incorniciavano i suoi occhi .Aveva preso solo un cappotto abbastanza lungo per nascondere il pigiama .

Prima di uscire aveva guardato per l’ultima volta la sua casa , i mobili , i quadri alle pareti , in fine una cornice che raffigurava una mappa o meglio le macerie di un vecchio santuario , sepolto da una frana avvenuta qualche secolo prima . Pensava erroneamente che non ci fosse modo per poter entrare in quelle misteriose stanze , ma si sbagliava . Quando il nonno era morto la sua vita era completamente cambiata , si era crogiolata nel ricordo e nella tristezza , fino a quando il notaio non le aveva portato il testamento e una mappa che risaliva al tempo dei crociati, arricchita da strani simboli ai margini della pagina . Grazie a qualche ricerca era riuscita a scovare il significato di quel simbolo egiziano , la rinascita . All’inizio aveva pensato che glielo avesse regalato perché lei era una storica . Il nonno aveva insistito fin da piccola che imparasse questa disciplina . Diceva sempre che” la carne è una mera barriera che l’uomo ha per non volare verso l’infinito” e continuava dicendo “ solo la conoscenza potrà annullare questo limite”.

Crociati ed Egiziani , in una terra dove i Maya avevano piantato le loro radici . C’era solo una cosa che poteva accomunare queste tre diverse culture e probabilmente l’intera razza umana.

I tredici teschi .

Nel 1927 Hedges era riuscito a trovare il primo manufatto storico in Gran Bretagna e col passare degli anni ne erano stati ritrovati altri due . Nessuno studioso analizzandoli era riuscito a capire a quale epoche appartenessero. Una sensitiva toccandoli , riuscì però ad avere una specie di visione , confermando anche quello che molti testi affermavano . Questi teschi non erano altro che l’equivalente preistorico di una pen-drive . Contenevano in se una serie cosi elevata di informazioni e di conoscenze superiori , tali per cui i più grandi misteri della storia non sarebbero più stati tali . Vi sarebbe stata una spiegazione per tutto ma soprattutto e questo la fece rabbrividire, vi sarebbe sta una guerra e le più grandi nazioni si sarebbero scontrate per ottenere la conoscenza . Ricordava di essersi messa a ridere quando aveva letto l’articolo che citava la sensitiva come un canale diretto con il teschio . Come se antichi reperti potessero parlare con una megera , una ciarlatana che probabilmente alle elementari aveva studiato bene la lezione e ricordava questi particolari . Ora però era costretta ricredersi . Il nonno faceva parte della commissione che era stata interpellata quando meno di un mese fa era stato ritrovato il quarto teschio . Pochi giorni prima della sua morte le aveva spiegato come al solo contatto , una scarica elettrica gli fosse risalita sul braccio , lasciandogli uno strano formicolio e la sensazione incredibile di potere . Era quindi convinta che la sua morte fosse in qualche modo collegata con quel cristallo e che il nonno prima di spirare le avesse lasciato tramite quella mappa la soluzione all’enigma .

Pensiero che venne brutalmente interrotto quando si ritrovò davanti al mausoleo . Era cosi antico che non si riusciva nemmeno più a leggere a quale famiglia fosse appartenuto . Sopra la porta l’incisione greca “conosci te stesso” . Dopo aver forzato la porta riuscì quindi ad entrare , la mappa era chiara , a sinistra vi doveva essere la tomba di un certo Delerou . Il suo obiettivo era quello di aprirla , sotto avrebbe trovato delle scale che l’avrebbero condotta al piano sottostante . L’unico problema era quello di spostare il corpo che a ben vedere dall’anno della sepoltura doveva ormai essere ridotto in cenere. Poté tirare un sospiro di sollievo dopo che , con innumerevole sforzo aveva spostato la lastra e vi aveva trovato solo delle scale .

-ora forza , sono quasi arrivata- disse Elison tra se , col cuore che le batteva a mille . Peccato che assordata da quel rumore non si rese conto dei passi pesanti che venivano da dietro di lei . I gradini sotto i suoi piedi erano irregolari e questo la spingeva a rallentare . Quando finalmente riuscì a toccare un pavimento liscio , fece una breve preghiera alla sua buona stella . Non vi erano trappole all’apparenza . Si vedeva solo un enorme sala , i pavimenti rovinati dal tempo e … 13 mezze colonne , nove delle quali sormontate da cristalli che indubbiamente erano i teschi. Incerta fece un passo in avanti poi due , finche non si ritrovò faccia a faccia con quest’ultimi . Ora riusciva a capire cosa intendesse suo nonno, si sentiva inebriata da una sorta di potere.

-Metti giù le mani –

Elison sussultò , davanti a lei c’era un uomo interamente coperto da un cappuccio , con una pistola in mano , come poteva essere stata cosi sciocca da non sentirlo arrivare?

-Metti via le mani da quel coso o detto – e poi tutto successe al rallentatore , nello stesso momento che stacco la mano dal cristallo , il tizio le sparò. Non senti neanche il suo corpo che toccava terra , l’unico pensiero che ebbe fu : “speriamo che non cada in mani sbagliate ” da questo dipendeva l’intera salvezza del genere umano.



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