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lavoro pubblicato venerdì 25 aprile 2014
ultima lettura lunedì 5 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

i vivi,i morti,gli indecisi

di charles. Letto 552 volte. Dallo scaffale Sogni

Il coltello dell'assassino recide ,impietoso ed inesorabile, la vena della vittima. La sconfinante banalità che echeggia nelle mura amiche dell...

Il coltello dell'assassino recide ,impietoso ed inesorabile, la vena della vittima. La sconfinante banalità che echeggia nelle mura amiche della mia dimora, indebolisce il mio animo. Il mio talento, il mio estro, la mia abilità, non le conosco più. Talvolta in luoghi sconosciuti, talvolta in posti già visti, vago per trovare qualcosa. Per coloro che, bramosi di successo hanno completamente dimenticato la fatale bellezza dell'insoddisfazione, non ho che parole d'ammirazione, per coloro che, come me, non trovano più ragioni per stare al mondo, son compassionevole, tutti voi altri tacete. Sono un artista, uno scrittore, un poeta, un mago, un mercante di menzogne, sono il più lucente dei soli ed il più sublime dei piaceri, odo solo voci confuse, schiamazzi di sagome imbruttite dallo scempio dell'ordinarietà, tra le quali si nasconde il mio viso confuso e disperato.Lacrime velenose e sangue purpureo stritolano ora il corpo del morituro, le sue lancinanti urla di dolore, traffigono come freccie, la silenziosa brezza del crepuscolo,in un'angolo la morte lo attende, screanzata e distratta.Allo stesso modo sto morendo io, lentamente e con dolore. La notte, specialmente se accompagnata da maestosi banchetti e divertenti discussioni alimentate dall'incoscienza di una sbronza, funge da scudo per la tristezza. L'illusione della spensieratezza;ecco cosa si prova.Un sapore che diventa inevitabilmente disgustoso. Senza meta ed apparentemente senza scopo, vagabondo disorientato nelle strade, illuminate dal buio, il quale, avidamente, si prende ogni angolo della terra, senza sosta e senza sforzo. Gli abitanti della notte sono misteriosi, sono vuoti e sono finti, permeati dalla vanità dell'ignoto attraversano alla ricerca d'avventure, sorretti da un' insindacabile speranza di trovare qualcosa,una massa informe che avanza sontuosa senza metà, verso il chiarore dell'alba.Il momento più bello della notte, è quando finisce, quando ci si raccontano le imprese appena compiute. Non ho mai trovato nulla di più divertente che andare via da una festa, solo per ritrovarsi con i propri amici, a discutere di essa stessa.

Poi ci siamo noi, disperati, viaggiatori casuali e smarriti. Non apperteniamo a quel mondo, a quella stirpe, abbiamo altre idee ed un altro pensiero. Spesso ci incontriamo, personaggi strani, siamo personaggi strani.Speravo d'imbattermi in una sorta di fiera del grottesco, d'incontrare qualche essere umano curioso, qualche esemplare alieno o una donna a sette teste, ma non fù così, incontrai solo persone normali, comuni. Il nostro viaggio inizia in quel magico momento, Quando la notte arriva alla metà del suo corso,quando suonano le campane, quando i ragazzi troppo giovani per star fuori vanno a casa, mentre quelli troppo vecchi escono. Mi allontanavo dalla via principale della città, per raggiungere quei luoghi ostili,dove si trovano i bar fumosi, le puttane ed i barboni, qualche uomo attratto dalla magia della puntura e qualche uomo che invano rincorre la vita, sono sempre stato così attratto da loro. Meravigliose creature! Ma probabilmente era presto, troppo presto per loro. Mi girai e rigirai nella noia , la solitudine ogni tanto, osa fornirne molta, altre volte è la chiave del divertimento. Ma questa è un'altra storia.

Poi ci sono loro, fortuna che esistono. Lavorano tutto l’anno, senza ferie e senza orari. Notte e giorno non fa differenza. I mendicanti. Mi fanno sentire grande e ricco, a questo servono, solo a questo. Infondo c’è gloria anche per loro. Io non ho mai dato nulla a sti stronzi, non per cattiveria o per miseria, ma perchè non se lo meritano, non fanno niente. Ma In un angolo buio, quasi invisibile, evitando di farsi guardare si nasconde un'uomo di questo tipo, sullla quarantina.Mi avvicino a lui, non sapendo bene che cosa fare, mi siedo vicino a lui.Aveva qualcosa di speciale, non saprei dire cosa. Forse perché aveva i miei stessi occhi di un azzurro unico. "Sono stato un grande artista sa.Ero smisuratamente grande. Ma più è profondo il mare della gloria, più è difficile sopportare l'annegamento.Adesso mi vede in questa merda, ma una volta non era così, una volta ero ricco.Lei,che è un ricco scrittore, mi dia qualcosa!”. Per casualità, per presunzione o per follia, gli diedi qualche moneta, poi gli sorrisi in modo finto, mi alzai per andarmene ed egli mi prese il braccio. “ Non mi guardare così, io sono come te. Sono solo più vecchio.” Quelle parole incisero un profondo solco nella mia altezzosa anima, non pretendo che mi si parli così. Ho scritto grandi libri io. Allora gli dissi “ Non ti seguo. Lasciami il braccio. Ti ho dato una moneta, ma che vuoi di più? Poi perché dovrei essere come te? Voi mendicanti siete tutti stronzi.”

Tirai con vemenza il braccio, mi aveva sporcato la giacca ed ero arrabbiato. Lui tirò su lo sguardo e mi fissò, quanto mi assomigliava! Non avevo mai visto i miei occhi se non allo specchio. Egli allora mi rispose “ Mia moglie è morta da ormai due anni sai. Ero un grande clown io, il migliore. Spettacoli, feste, circo. Ero ovunque! Solcavo i mari ed ingannavo i cieli, viaggiavo , viaggiavo. Ma ora guarda i miei occhi, cpsa vedi? Non cìè più nulla. Non sono più nulla. Attento, caro “ Lombardi”. Fuggi, fallo ora, fallo davvero. Scappa da te stesso. Io sono solo più vecchio di te, nulla di più.”

Camminavo per una via ricolma di sprizzante vitalità notturna, volgarmente definita" Movida". Ormai tutto è volgare, le donne sfoggiano solo tacchi tanti alti quanto frivoli , poco più lunghi delle loro gonne, una vistosa maschera di trucco e delle vertiginose scollature. Più si cresce più si vuole essere diversi, ma perchè mai?. Le donne veramente belle non hanno bisogno di acrobazie simili, a loro basta lo specchio per sentirsi vive, non hanno bisogno di trucco ed abiti succinti , si crogiolano nel loro ego, si alimentano della loro bellezza, vera e pura. Per par condicio è doverso spendere due parole anche sugli uomini. Rozzi e gretti, la stirpe degli uomini eleganti si è ormai estinta, siamo rimasti in così pochi a non essere miserabili, io non lo sono.

Perdersi nella pochezza di quelle bestie era il mio unico obbiettivo, guardavo quella fauna e continuavo a pensare di essere superiore, poi pensavo alle parole di quell’uomo, lì la tragedia. Pensare provoca un incredibile vuoto,bisognerebbe vivere nella “miopia intellettuale.”. Un libidinoso stato di pressapochezza, che spesso conduce alla felicità.Ero parecchio nervoso, la notte non voleva finire e quello che cercavo sembrava non esistere. Ma infondo che andavo cercando? Non c’è più nulla d’interessante, il mondo è diventato un museo talmente esteso da essere considerato normale. Non c’è più nulla di interessante di cui scrivere, niente più fetenti da deridere o imprese da glorificare. Un piattume esistenziale, un vortice vacuo di disvalori in cui i sensi si fanno trasportare. Per pigrizia, mica per altro.Decisi di tornare a casa, rimuginando e ripensando agli occhi di quell’uomo, a quei fantasmi che infestano la notte. Se fossi veramente giunto il momento di morire? Io non ho il coraggio, io sono un codardo, sono così confuso da non vedere più nulla.

È Meglio rifugiarsi nel passato,nelle onde e nei fiori, che nascono e imponenti si innalzano, è meglio applaudire i morti che regalano urla stridenti nella notte, è meglio scordarsi i vivi, che non hanno solo lacrime da offrire a questo silenzio,abbandonarsi all’effimera ed ingannevole illusione dell’ignoto è quello che attende un povero scrittore che nulla più ha da dire.Forse devo scappare, forse devo restare, forse devo vivere,forse devo morire.Restare sarebbe un folle martirio, fuggire un nuovo battesimo.

Nella mia vita sono sempre stato pieno di sogni, uno di questi è arrivare fino alla fine del mare, dove dicono si nasconda molto più che la notte, forse il paradiso, forse l’inferno.

Voglio che il buio nasconda la mia ombra,l’ombra di quello che sono stato.

Che il mare mi culli e che il vento mi guidi. Fuggiamo!Viviamo!



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