ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 19 aprile 2014
ultima lettura martedì 29 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

onirica

di menade. Letto 542 volte. Dallo scaffale Sogni

Un triangolo di luce sul muro.Solo questo. Sono questo.Non ti toccherò mai, non ti annuserò. Non avrò i tuoi capelli fra le dita.Non asciugherò mai le tue lacrime.(Non accostare la tenda, non farlo ancora.)Prendi il tuo caff.......


Un triangolo di luce sul muro.
Solo questo. Sono questo.
Non ti toccherò mai, non ti annuserò. Non avrò i tuoi capelli fra le dita.
Non asciugherò mai le tue lacrime.



(Non accostare la tenda, non farlo ancora)



Prendi il tuo caffè, la Bialetti ruota fra le tue dita, non ti vedo gli occhi.
Ora si.
Stai pensando.
Quando pensi, ti fermi.
Non c'è la Bialetti, non c'è la mattina da affrontare, non esistono finestre con un mondo fuori, se tu pensi.
È per lui che ti fermi, per lui soltanto non esiste l'ora giusta, ma tutte le ore.
Gli hai dato il tempo.

Nel tuo caffè c'è scritto tutto, la tua giornata è lì, nella grazia del tuo volto o nel tintinnio del cucchiaino, costante, angosciante ed angosciato come le tue mani tremanti.

Nel tuo caffè ci saranno lacrime o sorrisi di una sera come tante.



-mmmm. Dove sei...



Cosa aspetti? Cosa aspetti...
Seduta lì, dammi il suo sogno.
Dammi tutte le volte che vi siete guardati, dimmi dei suoi occhi, di dove arrivavano, di cosa sfioravano una volta entrati nello spiraglio delle tue labbra socchiuse...

Ed ora?
Aspetti nella sua nuvola, che la mattina diventi l'ora di vestirsi, di comprare i fiori che odi, tenerli a testa in su e lasciarli morire nel tempo della tua passeggiata.
Non avere una meta ti porta posti nuovi.
Lasci i tuoi fiori finiti su quella panchina e guardi in alto, ci rimani il tempo di smettere di farlo, le tue braccia lungo il corpo. Una bambola di nessuno.

Ti piace stare con gli occhi chiusi, nelle giornate di sole. E ogni tanto, provi a fare quella cosa che ti fa tanto ridere.
Ti alzi dalla tua panchina, senza aprire gli occhi, e inizi a camminare. Senti quel brivido strano della mancanza di equilibrio, senti le gambe indecise e morbide.
Il respiro che aumenta.

Chissà se ti guardano.

Cammini un po', sei nel tuo parco, ti piace sfidare l'istinto di aprire gli occhi e salvarti, vuoi resistere sempre un po' di più...


***

Sono qui.
Immobile, attraversato da piccole ombre. La tenda che oscilla se lasci la finestra aperta, mi fa morire e poi vivere.
Morire e poi vivere ancora.

Ti vedrò rientrare. Vedrò le tue spalle, il sole spegnersi.
Ora sono la tua penombra, divento malinconico, quando arriva il buio, che non ti vedo mai mentre ti addormenti.

Non ci sono più.

***


Il giorno nuovo è la mia speranza e il tuo tormento.
Cercherai le fragole fuori stagione?
Se sarà il tuo ultimo giorno, ricorda di abbassare le serrande, che sia l'ultimo anche per me.

Appari e sei essenziale, nessun pranzo a contaminarti e nemmeno parole.
Lo leggo sai?
Nello sbuffo che va tra i tuoi capelli, che ne hai voglia.
Un ginocchio sul divano, e tutto ai tuoi piedi, ascolto il piacere nelle tue dita, tra l'ultimo scorcio di te e il tessuto.
Se avessi uno sguardo lo abbasserei. Cos'è il pudore?
Senza occhi, sono solo idee.

Fatti pensare ancora, fatti esistere.


Hai riattaccato dicendo di sì, allora hai deciso.

Se avessi un naso, vorrei infilarlo tra le gocce rosse. Annusarle sarebbe la mia compagnia e il mio accompagnarti, ti lascerei fare, sai?
Ora sei spettinata e messa a caso sul divano, guardi già dove verrai straziata, dove le risposte che non arriveranno chiuderanno il tuo cerchio e spingeranno a fondo con te. Finalmente.

Sembri ricordare ogni dettaglio di tutti i tuoi anni, buttata lì.
Ricordi e cancelli.
Ricordi e metti via.
Ricordi e rinunci.

Senza lacrime. Abbracci tutto e lo metti da parte, che oggi sai davvero che la vita è troppo bella per essere trascurata. Che vederne solo uno scorcio, ti rende assassina e inaccettabile, che aver provato e scegliere che era l'ultimo tentativo, ti è insopportabile.
Lo è alla vita, a come tu la pensi.

[Sognando] Loro. Che si graffiavano con quel che restava del riflesso di ognuno.


Poi il gatto agitò l'aria.
Lei rinvenne. Scompiglandosi i capelli si stropicciava gli occhi, e si accorse che non stava piangendo.

Sangue a truccarle le guance.
Guerriera ancora in lotta sebbene i suoi occhi implorassero la resa.

Si chiedeva se fosse bella.




Solo una carezza. Dall'angolo in penombra della stanza, una risposta.
Ogni dito diceva si...



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: