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lavoro pubblicato sabato 12 aprile 2014
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

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La Iena

di livioricci. Letto 441 volte. Dallo scaffale Fantasia

Fu la iena, l'inizio della fine. La roccia, in quel tempo lontano dominava l'intero universo, ogni essere vivente viveva in funzione della linfa vitale che scorreva come sangue all'interno delle crepe e delle fessure che da sotto i pavimenti grigi...

Fu la iena, l'inizio della fine.

La roccia, in quel tempo lontano dominava l'intero universo, ogni essere vivente viveva in funzione della linfa vitale che scorreva come sangue all'interno delle crepe e delle fessure che da sotto i pavimenti grigi e rossi sgorgavano all'esterno e creavano vita.

In quel periodo tutti i viventi vivevano in pace ed armonia, ognuno aveva ciò di cui aveva bisogno grazie ai giochi : il topo giocava contro il leone, la zanzara sfidava l'elefante, lo squalo il tonno. Quando un animale perdeva nei giochi, con il cuore colmo di gioia sacrificava la sua vita alle rocce e permetteva all'altro essere di perpetuare le sue vicissitudini fino a quando non avesse perduto anch'esso.

Le rocce assorbivano le anime degli animali caduti e ,come degli immensi calderoni ribollenti, da esse uscivano schizzi di anima che andavano a ripopolare il mondo animale e permettevano la continuazione e la costruzione di un mondo sempre più denso e dinamico.

Camminava un giorno per le vie del deserto Romiri l'uomo, " il saggio" o almeno così solevano chiamarlo gli altri viventi, per via della sua straordinaria capacità di dirigere i giochi e di influenzarli, c'erano storie terribili, novelle che venivano raccontate solo nelle notti senza luna, in cui si narrava di quando l'ippopotamo Jal decise di affrontare Romiri nel fango del grande fiume, la lancia di Romiri e le zanne di Jal si scontrarono con tale intensità da fermare lo spazio e il tempo per anni interi, fino a quando il combattimento non terminò con la vittoria di Romiri e la sottomissione del signore del fiume.

Camminava Romiri, l'uomo, il direttore dei giochi, combattente valoroso e pieno di gioia nella contemplazione della vita e della roccia.

Camminava Romiri, l'uomo, rispettato da tutte le forme viventi e non viventi che lo incrociavano sulla strada e che lo salutavano con rapidi cenni del capo.

Camminava Romiri, l'uomo, quando Selek, la iena lo incontrò e rise di lui.

Romiri guardò Selek con dolcezza e disse - Selek, la mangiacadaveri, dimmi: chi hai vinto tu per essere così felice da ridere in qualsiasi momento, anche quando mi hai incontrato?-

Selek rispose ridendo sguaiatamente - Rido di te Romiri l'uomo, Romiri il saggio, perchè tu sarai la rovina del mondo-

Romiri turbato provò odio verso quell'animale così spietato e malefico, famoso per insinuare nelle menti il germe del dubbio e della paura e disse - Mi stai forse sfidando al gioco delle pietre?- Un suono simile ad un lamento si sentiva provenire da sotto il manto roccioso, cresceva sempre di più e diveniva quasi un urlo per alcuni momenti.

Selek iniziò a ridere più forte - Se io ti sfidassi tu mi uccideresti subito, non rido con voglia di insultarti, rido perchè ho visto, rido perchè non potrò far nulla per cambiare le cose, rido perchè il tuo potere sciamano saggio e leale ormai è troppo potente e tu non puoi più controllarlo-

la testa della iena iniziò a rotolare sulla roccia, il sangue dal busto entrava nelle fessure e scuriva il terreno. In quel momento Romiri cambiò, divenne più simile ad una fiera che ad un nobile animale, la malvagità lo aveva dominato.

Fu da quel momento che la terra smise di parlare con l'uomo.

Fu la iena, l'inizio della fine.



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