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lavoro pubblicato giovedì 10 aprile 2014
ultima lettura sabato 17 agosto 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Aurora: Aurora, Aurora.

di Maurizio74. Letto 4493 volte. Dallo scaffale Eros

  Dopo cena si mise in pigiama, e si sedette sul divano vicino a me con la testa appoggiata sulla mia spalla sinistra,dicendomi a bassa voce, scusa se sono entrata in camera tua senza bussare? Verso le dieci si rintanò in camera sua. Dopo m...

Dopo cena si mise in pigiama, e si sedette sul divano vicino a me con la testa appoggiata sulla mia spalla sinistra,dicendomi a bassa voce, scusa se sono entrata in camera tua senza bussare? Verso le dieci si rintanò in camera sua. Dopo mezz'ora dissi ai miei che me ne andavo a letto. ( per accedere alle camere e bagno, c'è la porta del corridoio ). Mentre passavo per andare in bagno per lavarmi i denti, sentì dei rumori in camera di Aurora, ma pensai che fosse la tv di Aurora e non diedi importanza. Lavati i denti, stavo per entrare in camera mia che cavolo non era la tv. Bussai ad Aurora dicendogli: va tutto bene? Posso entrare? Mi rispose sì sì tutto bene, aspetta un minuto. Ok adesso puoi entrare. Era rossa in viso, imbarazzatissima. Le dissi che mi sembrava che si sentisse male. Il suo imbarazzo le fece tenere la testa bassa e, evitava di incrociare il mio sguardo. Le diedi un bacio sulla testa, le dissi buonanotte. Era sabato durante il pranzo i nostri genitori dissero che nel pomeriggio uscivano e rientravano per orario di cena. Erano le due, Io uscivo da camera mia, Aurora si mise comoda sul divano e guardava la tv. Le dissi che avrei fatto un salto al bar per un caffè e che poi sarei tornato a casa. Dopo un ora tornai, in sala Aurora stava dormendo. Indossava la sua tutina preferita, i pantaloni le stavano aderenti, valorizzandole il sedere La scossi piano piano, lei si sveglio e, le dissi che se doveva dormire, almeno di andarsene in stanza. E così fece. Io trafficai un po' in camera mia, che Aurora venne a bussarmi. Le dissi avanti. Entrò dicendomi che cavolo stassi combinando. Io ero a petto nudo, indossando solo i jeans, le risposi che volevo farmi una doccia. E che se voleva poteva lavarmi la schiena. Entrai in bagno e avvertivo una sensazione come se fossi spiato. Iniziai a far venire giù l acqua, mi tolsi i jeans e mutande. Entrai in doccia e quella sensazione la avvertivo ancora. Finita la doccia chiusi l'acqua e scii di doccia, presi un asciugamano mi asciugai. Me lo avvolsi in vita, sentii passi veloci allontanarsi. Entrai in camera per vestirmi e mi domandai se mi stasse spiando. Se Aurora mi stasse spiando per vedermi il cazzo. Mi infilai boxer e pantaloni della tuta, andai in cucina per bere. Aurora in sala non c'era. Così mi piazzai davanti alla sua stanza e gurdai dalla serratura. Aurora stava per fare ancora un ditalino, si stava spogliando. Iniziai a vedere che si toccava seno e fica, iniziò a gemere. Il mio cazzo si gonfiava. Ero deciso ancora qualche secondo e irrompo. Lei gemeva e gemeva. Avevo un bel rigonfiamento. Senza bussare entrai di botto. E mi avvicinai al letto. Lei saltò sul letto cercò di coprirsi con i vestiti, era rossa in viso. Le dissi: che cazzo stai combinando. Le dissi che era stata fortunata che ero entrato io è non mamma o papà. Poi si accorse del mio gonfiore. Mi disse. E tu? Allora li cosa hai, allora mi stavi spiando? Tu sei pazza le dissi, ti sentivo dalla mia stanza. E poi tu farti un ditalino sei proprio una porcella, non è che tu mi hai spiato mentre ero nudo in bagno e poi sei venuta in stanza a fare questo. Mi sono eccitato sentendo i tuoi gemiti, cara sorella. ( Io avevo sempre il cazzo duro e si notava molto ). Le dissi per spaventarla che avrei detto tutto a mamma, che ti avevo sorpresa a fare porcherie. Lei mi scongiurò di non farlo e che avrebbe fatto di tutto. Allora osai. Mi tolsi i pantaloni e boxer. Avevo il cazzo dritto e duro. Dai sorellina, tu mi hai eccitato, tu devi rimediare, se vuoi che non dica niente. Gettò i vestiti si avvicinò e sedette a bordo letto e mi disse cosa vuoi che faccia. Le dissi. Leccamelo poi prendilo in bocca mia porcellina. Quando fece per prenderlo in bocca, gli afferrai la testa e le misi tutto il cazzo in bocca. E con movimento del bacino iniziai a fare dentro e fuori. Poi la spinsi a sdraiarsi, le aprii le gambe, la sua fica rosea, rasata e piccola, la iniziai a leccare. Fremeva e gemeva. Mi fermai e le dissi stai godendo? E ripresi subito a leccargliela. Lei non riuscì a rispondermi, gemeva, fremeva é inarcava la schiena. Mi staccai la feci mettere bene sul letto, mi misi sopra a lei e iniziai a penetrarle la fica. La penetravo a fondo. Fremeva e gemeva a sentire il mio cazzo dentro di lei. Mentre la montavo le dicevo che era stata cattiva e che doveva essere punita. Le venni sul pancino e le dissi di non farlo più, che se l avrei scoperta un altra volta, io non avrei mai detto niente. Così sapeva che se l avrei beccata ancora doveva fare qualsiasi cosa. Continua....


Commenti

pubblicato il 10/04/2014 23.29.52
Luxsuria, ha scritto: Madonna che ansia!! Dove siamo, quanti siamo, cosa facciamo, dove andiamo, quando andiamo...quando si scopa. Troppi ma troppi se. Devi essere di primo pelo.

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