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lavoro pubblicato mercoledì 9 aprile 2014
ultima lettura giovedì 13 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

|Forgiati dall'odio.|

di Nel. Letto 531 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 4Se quella donna pensava di essergli superiore solo perché era un Drago, si sbagliava di grosso, solo una persona poteva in qualche m...

CAPITOLO 4

Se quella donna pensava di essergli superiore solo perché era un Drago, si sbagliava di grosso, solo una persona poteva in qualche modo ritenersi in grado di dargli ordini, ad una persona era fedele oltre se stesso, quella persona era Dorian. Ma nessun'altro si sarebbe potuto permettere anche solo di pensare che Sebastian poteva abbassarsi ad obbedire. Perché la sua natura era ribelle, se qualcuno gli dava un ordine lui automaticamente disobbediva facendo irritare la persona e raggiungendo al tempo stesso il suo scopo, perché per lui era divertente riuscire a vedere la rabbia negli occhi, l'adrenalina di chi sta per uscire dai gangheri, di chi sta per avventarglisi contro. Era simile a quella sensazione di piacere assoluto che raggiungeva quando giaceva con una donna, o perché no anche con due, la luce negli occhi era quasi la stessa, il suo tremare per l'eccitazione era pressoché identico. E così come avrebbe voluto possedere quella donna così scaltra in quel preciso istante, vederla inginocchiata e colpita in pieno dal suo pugnale, veder il suo sangue sporcare le sua veste, lo eccitò tantissimo, tanto da accendere nel suo volto un terribile sorriso, colmo di malvagità e perversione e non c'era istante in cui non volesse ucciderla. Desiderare prima una cosa e poi un altra non voleva dire esser incoerenti, nel suo caso era un po diverso, dato il carattere strano in se. La verità era che Sebastian era leale ai suoi ideali, ma questo non voleva dir smettere di divertirsi, anzi probabilmente da quando aveva posato gli occhi su quella figura femminile si era accesa in lui una scintilla mista a desiderio carnale e desiderio di morte, non era strano, per niente, ma sapendo che razza di creatura fosse beh...era tutto amplificato, un po come succede ai vampiri,se si odia qualcuno il sentimento è amplificato a dismisura, ma Sebastian era così anche senza essere una di quelle creature, sembrava nato per odiare ed essere odiato, a volte lo faceva apposta a comportarsi sgarbatamente, altre volte evitava la gente e basta, perché sapeva che avrebbe attaccato briga con qualcuno e non gli andava di combattere contro dei semplici umani, non ci sarebbe stato nulla di divertente. La cosa era ben diversa in quella situazione, non c'era nient'altro nei suoi pensieri che quell'unico obiettivo di avere la testa di quella donna in una teca di vetro immacolata, sarebbe stata in esposizione e lui l'avrebbe ammirata come un trofeo vinto sudando sangue, letteralmente. Per l'appunto vedendola così vulnerabile era arrivato a pensare che avrebbe anche potuto ucciderla in quel momento, ma lei non era una donna comune, e come donna voleva l'ultima parola, voleva credere di aver la risposta per far zittire un uomo che per anni e anni ha imparato mille metodi per far tacere per sempre qualcuno, voleva dare lezioni a lui cui non interessava minimamente imparare qualcosa da qualcuno che non fosse un cacciatore esperto. Ma i cacciatori esperti, quali gli Harris, erano tutti estinti escluso Sebastian, quindi no, nessuno poteva dargli lezioni su cosa fare, come comportarsi, o come uccidere le sue fottute vittime. L'unico punto a favore della ragazza era proprio l'ignoranza di Sebastian in materia di Draghi, non ne aveva mai incontrato uno fino a quel momento, nemmeno credeva che esistessero ancora, non aveva nessun tipo di arma che potesse ucciderli, non sapeva nemmeno quale arma o incantesimo avrebbe potuto anche solo avvicinarsi ad annientare una creatura simile, l'unico che lo sapeva era il Dovakiin, colui che lei temeva, e ovviamente la ragazza stessa, ma escluse a priori che lei gli avesse detto volentieri quale tipo di arma l'avrebbe uccisa, insomma non ad un uomo che l'aveva appena ferita.

-"Chiamami Andromedìa." Gli aveva detto in maniera molto diretta e secca, un po come parlava anche lui. Su tante cose Sebastian era irascibile, tutto dava nutrimento all'odio, tutti i gesti sbagliati alimentavano a dismisura la sua irritazione ma non poteva farla proprio passare liscia a qualcuno che lo interrompeva. Mai, mai Sebastian si era permesso di interrompere qualcuno che lo rispettasse o meno, mai si sarebbe azzardato a farlo perché lui era educato, non come quella donnetta schifosamente vanesia e gonfia del suo essere Drago, non l'avrebbe uccisa, no... aveva ben altro in mente, ma l'avrebbe educata lui a dovere se fosse stato necessario. La sua espressione tramutò bruscamente, da quello strano sorriso dipinto sul volto, comparve un espressione di rabbia, gli occhi fissarono i suoi e la trafissero con lo sguardo. Caricò la mano di traverso e schiaffeggiò con violenza la guancia sinistra della ragazza, facendole comparire un rossore che contrastava con il suo viso pallido.

-Non osare interrompermi un altra volta... Andromedia. Credo tu stia un po esagerando con questa mania di egocentrismo, i draghi non sono immortali... non saprò come ucciderti, si lo ammetto, non ho paura di te, ma di certo so come farti urlare di dolore. La minacciò guardandola ancora con il mento alzato, come a dirle che minacciava la persona sbagliata. Se pensava di metter paura a lui aveva proprio preso un granchio. Molte volte aveva immaginato la sua morte e in tutti i casi lui ne sarebbe uscito vincitore, sarebbe morto col sorriso sulle labbra, non aveva paura della Morte e una volta faccia a faccia lo avrebbe seguito fiero di ciò che aveva fatto. La ragazza si rialzò lentamente ma a quanto pareva perfettamente in grado di muoversi senza alcun problema, nonostante il sangue rosso le avesse macchiato buona parte del corpetto. Quella di Sebastian nei confronti della donna era morbosa curiosità di conoscere altro, non paura di venir ucciso carbonizzato, figuriamoci, e in ogni caso non lo avrebbe mai permesso, proprio un Harris non era il tipo di uomo che si arrendeva facilmente, avrebbe davvero fatto e provato di tutto per evitare di morire, un cacciatore non era un Harris se non moriva lottando.

-""Non do mai nulla per scontato, non tutto ciò che penso si rivela essere corretto, preferisco avere certezze e su queste ultime basare le mie azioni."? Qual'è dunque.. la tua certezza, per aver agito in questo modo?" Inarcò un sopracciglio, e qual'era il suo impellente bisogno di ripetere una ad una le sue parole? La donna aveva parlato accompagnando i suoi gesti con uno sguardo che sfiorava la delicatezza eppure al tempo stesso così freddo e incurante che Sebastian non poté fare a meno di sorriderne beffardamente. Si chiese come potesse domandargli una cosa simile, la verità era che forse la risposta era ovvia solo ai suoi occhi, se lo avesse trovato corretto avrebbe ignorato la domanda lasciandola così senza alcuna risposta, lasciando i suoi dubbi marcire e putrefarsi tanto da farli sparire e dimenticarsi di lui.

-"Oh.. ci sono così tante cose che devi ancora sapere .. di noi e di me, Sir Harris.. Per esempio, che le nostre squame.. non possono essere.. scalfite.. da un pugnaletto come quello che hai utilizzato..Ti ripeto la domanda, dunque.. come pensi io sia sopravvissuta per tutti questi lunghi anni? La scaltrezza.. Harris.. e la furbizia. Stai attento alle tue azioni.." Non gli piaceva essere minacciato, e ancor meno da una donna. Schifava davvero quelle creature, erano lascive, oche e dannatamente stronze, ne avrebbe uccise a centinaia se non fosse per il fatto che gli servivano a raggiungere un piacere estremamente personale, uno di quei piaceri che non raggiungi con nessun'altro che con la donna di cui ti importa in quel momento. Si capiva, lui non era il tipo d'uomo che si sarebbe sistemato, con una moglie e dei figli, non era fatto per queste cose, lui puntava al piacere, in ogni cosa e in qualunque contesto, poteva essere il piacere sessuale come il piacere di vincere una battaglia, o il piacere di uccidere. Sebastian decise di allontanarsi dalla donna, appoggiò la schiena ad un tronco di un albero sempreverde e mettendosi a braccia conserte fece tornare sul suo volto l'espressione furba e cattiva che adornava da sempre il suo viso dai lineamenti così maschili. ;a nessuno dei due distolse lo sguardo, nel frattempo lei gli si era avvicinata incurante forse, di quale animalesco istinto albergasse nei meandri dei suoi pensieri macchiati da ogni genere di peccato. Fece dunque tuonare nell'aria la sua voce bassa e imponente.

-Vorrei specificare per l'ennesima volta che non devo renderti conto delle mie azioni, ma te lo dirò comunque giusto perché è l'ultima volta che lo dico. Il fatto che non so come ucciderti mi rende furioso eppure mi intriga al tempo stesso... Non solo ti ho fermata perché voglio scoprire ogni tuo punto debole, ma anche per capire chi ti vuole morta e come hanno intenzione di ucciderti. E non era affatto detto che l'avrebbe salvata dal Dovakiin, se avesse voluto, Sebastian avrebbe stretto con lui una specie di accordo, sempre e solo se il cacciatore avesse accettato, in caso contrario anche il Dovakiin avrebbe visto le fiamme eterne. Ovviamente il suo piano era già tutto impostato, li avrebbe seguiti fingendosi un cacciatore di Draghi e poi al momento opportuno li avrebbe derubati dell'arma che avrebbe scoperto esser fatale ad Andromedìa. Ma per esserne certo avrebbe dovuto veder la ragazza morire sotto i suoi occhi, non sarebbe stato facile, anzi era anche piuttosto improbabile che fossero disposti ad ascoltarlo, a credergli, ma come ho già detto un Harris non si arrende mai, prova e riprova finché non riesce nell'intento. Tralasciò di risponderle sulla sua domanda su come fosse sopravvissuta, era sicuro che ci sarebbe stato un secondo per risponderle in maniera secca, ma non in quel momento, non in quel frangente in cui furono circondati dai cacciatori. Lui era solo e volendo, avrebbe avuto la donna dalla sua parte, e gli altri erano una moltitudine e nemmeno poteva dirsi sicuro che fossero quelli che il loro campo visivo permetteva di vedere. Dunque due contro x, difficile, interessante, proprio ciò cui serviva a Sebastian per darsi una bella scossa, combattere veder scorrere del sangue.

-" hai detto che provi interesse per me e per la mia razza. Quindi non mi tradirai ancora, non mi colpirai alle spalle come hai fatto poco fa.. come un codardo.. vero, Sebastian?" La ragazza l'aveva presa troppo seriamente, cosa pensava, che lui fosse un suo alleato? Avvicinò il suo volto a quello di lei come se avesse voluto baciarla, ed invece le scostò una ciocca di capelli contornando le forme del suo viso con la punta del pollice. Povera illusa, mai fidarsi di un Harris, mai dare una chance ad un uomo che non ne concedeva mai. Sorrise e annuì in modo impercettibile sicuro che lei avrebbe capito.

-La codardia non fa parte di me Donna... e lo vedrai coi tuoi stessi occhi. Disse prima di darle le spalle e vedendo due uomini lanciarsi contro di lui. Dunque Sebastian rimase fermo, pronto a difendersi ma visibilmente perplesso, perché diamine stavano attaccando anche lui? Non dovevano prendere solo il Drago o si era perso qualcosa? Non ci arrivò immediatamente, ci volle del tempo, tempo che impiegò prendendo due coltelli da lancio che conficcò con violenza nelle rispettive fronti dei due avversari, il sangue che schizzò gli macchiò il volto e altri due si avventarono su di lui. Si spostò deviando i loro attacchi e prese l'uomo per il braccio con la sua forza sovrumana lo scaraventò con violenza inaudita contro il tronco dell'albero su cui si era poggiato poco prima, non contento gli piantò il coltello tra gli occhi in modo da esser certo fosse morto. Quasi si era dimenticato dell'altro che stava correndo verso di lui con una spada protesa che colpì in pieno la corteccia dell'albero facendola vibrare, l'uomo senza l'arma non valeva nemmeno un decimo di Sebastian, decise di ucciderlo torcendogli la testa a mani nude e di prenderlo per le gambe e con il corpo di quello respingere gli altri. Ma venne ben presto preso di mira da due uomini, uno davanti a lui che prendeva la rincorsa con la spada puntando al suo cuore, e uno dietro che puntava alle gambe. Stava per reagire quando qualcun'altro agì per lui: sentì il tonfo dell'uomo dietro di lui cadere pesantemente a terra e l'altro fece la stessa fine in una manciata di secondi. Si voltò verso la donna che aveva sul volto un raggiante sorriso dovuto forse, all'orgoglio di se. Sebastian sperò che non avesse preteso ringraziamenti, perché anche la sola richiesta sarebbe stata ridicola, lui non ringraziava nessuno perché lui stesso era responsabile della sua vita, non accettava l'aiuto di nessuno perché sapeva difendersi da solo e si, anche perché l'orgoglio smisurato che lo faceva muovere e pensare, glielo avrebbe impedito. La battaglia andò avanti, sgozzò altri due uomini e usando le loro stesse armi aprì la gabbia toracica di altri quattro cacciatori, che tale non potevano dirsi, erano solo pedine, burattini che gettavano la vita per volere di un altro più potente, colui che muoveva i fili: il Dovakiin. Sebastian lo aspettava, quello si che era un codardo, nascondersi dietro la folta vegetazione osservando da un posto sicuro l'andamento della battaglia. Dillo Andromedìa, che è Sebastian il codardo che combatte senza sosta e vorrebbe altro sangue, colui che ti cerca è un codardo, non sei che una misera femmina infondo. Tempo al tempo, non riuscì neanche a fare mezzo respiro che la Donna, quella squallida creatura gli puntò la lama al collo minacciando di sgozzarlo. Fissò senza batter ciglio gli occhi gialli della donna, quando avrebbe dato per ucciderla proprio in quel momento, veder sgorgare da quegli occhi splendidi, lacrime di sangue, e veder la sua anima risucchiata all'inferno proprio dove prima o poi l'avrebbe mandata con le sue stesse mani. Lui era il codardo che non avrebbe dovuto tradirla? E ora cosa stava forse facendo quella stolta ragazza, non era forse la medesima cosa?

-Stai per uccidere la tua unica speranza di salvezza, quanto devi essere stolta? Non sei forse tu adesso la codarda..? Chiese delicatamente eppure con tono profondo, era dannatamente furioso ma dalla sua espressione non sembrò esserlo.

-" Basta così!" Disse una voce nuova che risuonò cristallina in quella radura in cui l'aria non poteva essere più tesa. La donna gli chiese per quale motivo non avrebbe dovuto ucciderlo in quel momento, ma lui ignorò completamente la domanda dato che le aveva risposto pochi secondi prima, avrebbe anche dovuto impararle a porre le domande giuste. Il suo novo interesse era la voce maschile che aveva interrotto quella battaglia sanguinosa.

- Drago! Abbassa la lama! DRAGO! Abbassa la lama! Siete circondati non potete fare niente! Prendete i feriti. Loro li portiamo al Maniero.." Sebastian non si curò della donna, se allontanò o meno il coltello e allargò le spalle cominciando a dare segni di nervosismo. Capì solo in quell'istante quale potesse essere il motivo del suo coinvolgimento, lo credevano suo amico, non poteva essere altro, da un lato li capiva erano arrivati in ritardo senza sentire le minacce che minuti fa si erano scambiati, ma dall'altro lato non poteva accettare di esser portato via per qualcosa in cui lui non centrava nulla e oltretutto insieme a quella donna.

-Oh state commettendo uno sbaglio... Non solo osate toccarmi, ma tentate anche far di me un ostaggio? Povero questo mondo che ospita creature ottuse come voi. Vi ucciderò dal primo all'ultimo, è una promessa. E potevano star certi che l'avrebbe mantenuta. Lo incatenarono come fecero pure con Andromedìa, e guardandola mentre si lasciava intrappolare la guardava pensando a quanto potesse essere stolta, perché non si era trasformata in Drago liberandosi in fretta da lui e dal Dovakiin? Voleva forse morire quel giorno cercando di capire quanta stupidità regnasse in quel frangente di terra? Intanto Sebastian non aveva fatto resistenze solo perchè raggiungere il maniero era ormai diventato il suo scopo principale, vedere cosa ne avrebbero fatto di loro, cosa avevano intenzione di fare.

-"Non sai che cosa hai creato, Harris.. non sai a che cosa hai dato vita. Ma ti ripagherò, di ogni singolo sussurro.. te lo prometto." Le sorrise affabile, ebbene quella donna non poteva sbagliarsi di più, era fin troppo consapevole in che razza di guaio si erano cacciati, lo aveva fatto apposta e non si era minimamente pentito di ciò, non avrebbero ucciso nessuno dei due poiché entrambi servivano, ne era certo.

-Non vedo l'ora.. Disse respirando e saziandosi dell'alito di quella che sembrava esser diventata la sua vittima prelibata, ormai era marchiata a fuoco. Avrebbe potuto baciarla se solo avesse voluto, avrebbe potuto violarle quelle labbra color lampone e gustarsi quel prelibato piacere, ma non ci fu ne il tempo ne lui volle darle la soddisfazione di farla credere così importante da ricevere una sua attenzione. I soldati la portarono via da lui e la sua lontananza lo innervosiva, non perché le importasse di lei quanto perché non voleva che la uccidessero senza che lui vedesse. Poi improvvisamente uno dei soldati strattonò Sebastian per cominciare a perquisirlo e in risposta ricevette un calciò potente ai genitali.

-Prendete pure le mie armi, tanto le riavrò e vi farò esalare l'ultimo respiro uccidendovi con la vostra stessa lama. Il soldato che andò a perquisirlo ingoiò rumorosamente un groppo di saliva, Sebastian fece un sorriso sghembo e cominciò poi a camminare con i soldati a debita distanza da lui. Osservava da dietro l'ancheggiare della femmina di drago, nemmeno lui sapeva esattamente quanto le piacesse, era sfrontata e sicura di se e tanto bastava a far di lei un'avversaria da domare. Anche lui camminava con passo sicuro, per nulla intimorito, non dava per niente l 'idea di uno che sta andando a morire. Dopo circa mezz'ora e oltre di cammino arrivarono al maniero, era gigantesco ed emanava una stranissima aurea negativa, ma era certo che Andromedìa se ne fosse accorta chissà quanto tempo prima di lui. Li condussero nell'atrio e successivamente li fecero entrare in una stanza che con un passaggio segreto e delle scale, conduceva ai piani inferiori che si rivelarono essere i sotterranei, ancora più in basso vi erano le prigioni proprio il luogo in cui erano diretti. Arrivarono cinque minuti dopo e quando uno era intento ad aprire la cella altri due annuirono per concordarsi e quando la cella fu aperta spinsero con forza Sebastian in modo da buttarcelo dentro e spintonarono Andromedìa chiudendo dentro anche lei. Sebastian quasi ringhiò, il ferro che rivestiva le inferriate era resistente, sia per lui che per le magie o qualunque altro trucchetto che usasse lei. Erano in prigione, e soprattutto nella stessa cella, e questo significava guai.



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