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lavoro pubblicato domenica 30 marzo 2014
ultima lettura martedì 17 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ace Of Spades: L'arrivo di Fenrer

di EstelleJansen777. Letto 921 volte. Dallo scaffale Fantasia

Scusate ma mi si è cancellato il file :( è la stessa della settimana scorsa se vi va di rileggerla non ci sono problemi :) Buona lettura a tutti..

La pioggia martellava sul marciapiede mentre Sakura cammina spedita con solo il cappuccio della felpa come protezione. Questo però non la preoccupava perché il rumore della pioggia le distendeva i nervi e i capelli bagnati le davano una strana aria sensuale che, riflessa sulle pozzanghere, era veramente splendida. Aveva solo diciassette anni ma ne dimostrava venti; nonostante non fosse molto formosa era alta quasi un metro e novanta con due grandi occhi verdi sempre truccati con il rimmel e la matita nera sia dentro che fuori che la faceva sembrare una bambolina di porcellana di quelle da collezione che al mercato vengo via per qualche milione. Frequentava la scuola del suo paese dove andavano tutti i suoi amici, compreso il ragazzo che le piace da morire. È alto, ha gli occhi neri e i cappelli blu pettinati come un punk e come se non bastasse ha un fisico da urlo. L’unico difetto che ha è che è una persona molto fredda e distaccata per cui Sakura con lui ha un rapporto molto indifferente tipo ciao la mattina e all’ora di pranzo quando escono da scuola. Dopo venti minuti sotto l’acqua Sakura arriva all’ingresso di scuola e entra velocemente perché ormai è stufa di essere zuppa. Raggiunge la sua classe velocemente passando vicino ai termosifoni per scaldarsi un po’ e incontra Sasuke che oggi non è freddo come al solito anzi tutt’altro si è avvicinato e con la sua voce fredda disse

- Ciao! Sei tutta bagnata vieni qua!!

L’abbraccia. Lei rimane paralizzata non riesce nemmeno a muovere le braccia però lui insiste e lei si muove e ricambia l’abbraccio. Rimangono così per circa un paio di minuti e lui attacca a parlare come con un amico di vecchia data

- Dai andiamo in classe che stiamo facendo tardi!

- Già ma non capisco il tuo atteggiamento...

- Sai ho fatto un nuovo piercing..

- Fico...dove?

- Sulla lingua...

Quindi tira fuori la sua lingua e le mostra la pallina argento e nera che sembra deliacamente poggiata come una farfalla su un fiore. L’istinto di baciarla è immediato ma la povera Sakura deve contenersi perché lui non è tipo da queste cose. Quindi lo congeda velocemente e si fionda in classe.

Il professore è già entrato ma non le dice nulla dato che alla campanella mancano all’incirca dieci minuti. Si sistema subito sul suo banco in ultima fila, vicino alla finestra così si gode quel poco di sole di Settembre che faceva capolino dal cielo plumbeo e nero come la pece. La sua migliore amica la raggiunge subito, sedendosi accanto a lei e poggiando l’ombrello zuppo d’acqua sopra il banco di suo cugino che esordisce con una bestemmia guardando il banco alla sua destra. Questi due adorabili cuginetti si chiamano Neji e Hinata. Neji ha diciotto anni e Hiny ne ha sedici. Fanno la stessa classe semplicemente perché qui, all’Accademia Ninja, le classi sono divise per livelli:noi siamo Genin. Mentre il nostro adorato prof. Kakashi è un jonin due livelli sopra di noi.

- Ciao Saki come va?

- Bene grazie tante...tu?

- Benino...ieri ho parlato con Naruto...

Allora, Naruto è il ragazzo che le piace tantissimo alto, biondo con gli occhi azzurri. Non male, peccato sia un po’ svitato. Comunque ho notato che Sasu non la smette di fissarmi. È strano dato che non l’ha mai fatto in vita sua finchè non si è alzato, è venuto da me e mi ha detto

- Dolcezza, sta sera sei in chat?

- ...come scusa?

- Sta sera ci sei in chat?

- Penso di si...non lo so vedo...

Allora dovreste sapere che la nostra classe ha una chat propria dove tutte le sere o i pomeriggi ci colleghiamo e parliamo magari ci mettiamo d’accordo se usciamo in discoteca, o la cena di classe. Naturalmente sparliamo dei prof. (ma chi non lo fa del resto?)

- Ma daai??

- Cosa?

- Lo hai sentito?? “ci sei in chat” ti vuole parlare, magari gli piaci pure...

- Hinata sta zitta!!! Ma di che cosa ti fai??

- Nulla...solo che...

- Ragazze fate silenzio! Sto cercando di fare lezione...-

- Scusi prof.

Sasuke si gira e si mette a ridere guardandomi negli occhi con uno sguardo che brillava come un diamante io lo fisso a mia volta, però il mio non è intenso come il suo...mi fa l’occhiolino e si rigira.

Finite le lezioni mattutine vado a pranzo con Hiny, Kiba (il suo ex), Neji, Naruto e si aggrega anche Sasu così andiamo alla mensa. Mentre passeggiamo Kiba accenna alla chat che la sua è rotta e il suo computer scrive solo “A”. così ci facciamo quattro risate,mentre continuo a fissarlo con insistenza. Oggi ha qualcosa di strano come di magico, i suoi occhi neri come la pece sono lucenti e le sue labbra sono fine e umide. Vorrei baciarlo,ma mi limito a mordermi il labbro inferiore con insistenza.

- Senti bambola! Muovi il culo o ti devo spingerti io??

- Kiba! Come sei impertinente!! Ma non lo vedi che sta fissando Sa...

- Hiny! Tappati la bocca!

- Ehi! Non mi offendo se mi fissi anzi...

- Ma smettila! Non ti stavo fissando! Guardavo il menù dietro di te...

- Ok va bene...

Nel complesso siamo i più rumorosi di tutta la scuola infatti tutti si girano a guardarci. Qui successe il fatto...mi sono girata un secondo perché avevo la sensazione che Hinata mi avesse chiamato e, quando mi rigiro, mi ritrovo le labbra di Sasuke stampate sulle mie a mo’ di francobollo. Che bello! Una sensazione magnifica, mi sento eccitata e spaventata. Comincio a sentire il suo fiatone e percepisco la pallina d’argento della sue lingua sulla mia, le sue braccia mi contornano i fianchi allora io prendo le mie braccia intorno al suo collo.

Tutti ci fissano attoniti Hiny comincia a ridacchiare, ma in realtà lo fanno tutti anzi si sente un coretto tipo “ooh”. Il problema è che non riesco a staccarmi da lui, come se mi avesse rinchiuso in una morsa di acciaio.

- Lasciami...non respiro...

- Scusami e che non ci riesco..

- Ma smettila! Mi fai male...

- Adesso mi stacco dolcezza...

Kiba, che fra tutti è il più sveglio, si mette in mezzo e comincia a ringhiare mostrando i denti, come di solito fanno i cani. Sasuke indietreggia con aria impaurita mostrando le mani in alto e sparisce indietro sulle scale. Io rimango atterrita a guardarlo mentre se ne va e mi accorgo di essere tutta rossa di vergogna e ho un po’ di bava(non mia) sul lato della labbra. Mi mordo il labbro e guado Kiba con un aria quasi cattiva come a dire “perché l’hai fatto pezzo di merda?” lui mi fissa e sorride mostrandomi i suoi sette canini come quelli di un cane molto pericoloso.

- Hey piccola! Stavi quasi per soffocare...non guardarmi così...

- Vorrei sapere perché cazzo l’hai fatto...

- già Kiba! Per una volta che Sasuke le da attenzione tu lo cacci...

Naruto ci ha degnato della sua presenza dato ce fino ad ora ha solo annuito e ci ha seguito a testa bassa.

- Grazie amo’! ma non ce ne era bisogno...

- Hey baby adesso sono il tuo amore? Fino a due minuti fa a momenti mi sputavi in fronte!

- Naruto non fare il coglione lo sai che ti voglio bene...

- Senti Sakura secondo me lui mira a qualcos’altro..

- Tipo? Hiny spiegati meglio..

- non è che ha sentito dire in giro che sei una che la da via facilmente e allora ti cerca solo per fare sesso?

- Non credo proprio!

Vado convinta perché lo so. Lui è freddo e manipolatore per quale fottuto motivo dovrebbe venire da me per una notte di sesso? Vada da una puttana o qualcosa del genere. Finito di pranzare (loro perché io non ho messo in bocca nemmeno il pane perché mi sapeva tutto di metallo) andiamo in palestra per la lezione con il maestro Gai. Prendiamo le divise dagli armadietti e scendiamo...naturalmente quello scemo di Kiba prova subito a sbirciare nello spogliatoio femminile senza successo. Mi infilo il reggiseno sportivo e gli shorts, esco e mi metto fuori per sentire la brezza dopo pioggia di Settembre sulla pelle.

- Mi dispiace per prima...

- Di niente capirai Kiba è molto istintivo..

- Mi piacciono le tue gambe...

- ??

- Le trovo...sexy così affusolate

- Sei malato? Fino a ieri nemmeno mi parlavi oggi in sole tre ore mi ha baciato e riempito di complimenti..

- Un ragazzo non ti può nemmeno fare un complimento?

- Si ma che centra..

- Mi piacciono anche i tuoi fianchi...sai dovresti fare la modella

- Smettila sennò ti picchio...

- Sta sera ci sei?

- Dove?

- In chat...ti devo parlare..

- E non lo puoi fare ora?

- No...

Menomale arriva Hinata che, con la sua quinta abbondante, lo distrae un po’ giusto il tempo di alzarmi e andare da lei... è una ragazza dolcissima amata da tutti, Kiba compreso. In più di un occasione lo abbiamo beccato a montarla come fanno i cani, ma lei semplicemente rideva e con un aria dolcissima gli diceva “levati dalle palle o te le faccio ingoiare”. Per questo dopo due anni si sono lasciati perché lei era troppo buona lui un porco di prima categoria quindi non andavano bene insieme. Ora però le manca di avere un fidanzato ma un contendente già ce l’ha: Naruto. Gli sbava dietro e la tratta come una regina, solo che lei non se ne rende conto.

- Ragazze...che belle che siete...Hinata guarda che pocce...

- La metti in imbarazzo Naruto...

- Io volevo essere carino nei tuoi confronti...

- Grazie ma ne rendo conto da sola...non mi vedo i piedi...

- Come sei dolce! Appena si parla del tuo aspetto fisico diventi tutta rossa..

- Già magari perché non mi piace che se ne parli...

- Basta dirlo..

- Ok...

- Andiamo che maestro Gai ci sta cercando..

- Si andiamo...

Maestro Gai è forse uno dei pochi pazzi scriteriati che non hanno rinchiuso in un manicomio. È alto, capelli con una pettinatura indecorosa, la pelle arancione per le troppe lampade e un sorriso bianco quasi catarifrangente. Ci fa fare una valanga di esercizi finché, arrivati all’ultima ora, non ci reggiamo in piedi e cadiamo come sacchi di patate. Finite queste due ore massacranti con esercizi di coppia a dir poco ridicoli, ci cambiamo e torniamo a casa. Nella strada che faccio per tornare al mio piccolo appartamento mi passa vicino Sasuke in moto e mi fa cenno di salire. Ovviamente rifiuto: a me le moto fanno paura. Allora lui si limita a salutarmi e se ne va. Quando torno a casa mia madre ha preparato il pollo e le patate arrosto. La tavola è apparecchiata per due con le solite posate e i piatti di plastica.

- Amore come è andata la giornata?

- Bene ma’....Sasu mi ha baciata..

- Davvero?? Oh... ma che bella notizia via vado a prendere la birra...si festeggia...

- Mamma senti ma non ti pare strano?

- Che un ragazzo ti baci? Perché mai dovrei farlo..

- No ma...proprio lui...

- Dai che ti importa? Ora mangiamo cara che sennò si fredda tutto...

- Ok mamma

Fu il pranzo più silenzioso mai avuto. La madre di Sakura si chiamava Kira ed era una giovane trentenne divorziata con i capelli rosa come la figlia solo che lei aveva gli occhi marroni e le labbra carnose come se fossero state rifatte. Finito di pranzare Sakura sparecchia, lava i piatti e sale in camera sua. In cima alle scale sulla sinistra c’era una stanza con un soppalco: la sua camera da letto. Entrati davanti si vede un terrazzo con un tavolino ed una sedia dove di solito Sakura faceva i compiti estivi per il recupero di matematica. A sinistra il letto matrimoniale con i cuscini rosa e neri ricoperto di peluches e ninnoli vari. Davanti al letto c’era una cassapanca dove teneva tutte le cose della sua infanzia (vestitini, giocattoli, foto..) stile anni ’70. A destra la scrivania fatta di plastica trasparente con attaccati dei giornali e delle riviste con foto di cantanti quadri o animali; l’aveva fatta a tredici anni come progetto di decupage e a sua madre piacque così tanto che se la portò a casa e non la fece vedere a nessuno, nemmeno ai docenti. Ora sopra c’era il suo computer rosa con tanti adesivi attaccati sopra, un paio di quaderni e una specie di vasetto contente delle penne, matite ed evidenziatori con la stessa fantasia della scrivania. Entrata in camera poggia il giacchetto di jeans (ancora zuppo) sopra la sedia bianca a righe rosa che le aveva regalato Hinata per Natale. Guarda il soppalco dove c’era un letto singolo con la coperta blu e i cuscini sul bianco con una fantasia a nuvole azzurre. Sopra il letto c’era una bacheca a dir poco gigantesca con mille foto di qualsiasi cosa ma la sua preferita rimane la gigantografia in bianco e nero di lei, sua madre e Hinata l’ultimo dell’anno: a sinistra Hiny sfoggia un vestito a pagliette nere cortissimo con un compri spalle in tinta e i suoi capelli boccolosi color pece le fanno cornice a quel meraviglioso visetto angelico che quella volta era truccati di eye-liner stile Cleopatra e un blash rosa fluo. In mezzo la mamma di Sakura con il suo solito tubino rosa pesco, i capelli lisci e il viso poco più che truccato, giusto un po’ di rimmel e un ombretto color oro solo le labbra spiccano, rosse come delle rose in primavera che la rendevano sexy ed irresistibile. A destra Sakura con una fascia nera a pagliette sotto un vestito bianco anch’esso molto corto, lei invece aveva i cappelli fatti con il frisé e gli occhi truccatissimi con l’ombretto di tre colori. Oro,blu e nero; le labbra erano fucsia acceso. Tutte e tre sorridevano naturalmente come se quella foto fosse stata improvvisata, una felicità che solo quel giorno provarono tutte insieme. Dopo questa breve pausa a ripensare a quella bellissima serata accende il computer e si connette alla chat della classe. Subito Kiba scrive

- hola raga’! che fate

- io nulla tu?

- Boh...fumo mentre sto cercando di ricordarmi che cazzo di compiti ci ha dato Kakashi oggi

- Scusami....ma il tuo computer non era rotto?

- Si in effetti questo è quello di mia madre...

- Ok....

Hinata entra nella conversazione

- Kiba! Non fumare che ti fa male poi ci ha dato solo da studiare

- Bene così non faccio un cazzo..

- Non essere volgare Kiba!

- Naruto tappati quel cesso di bocca....che oggi a scuola la tua dose di sconcerie le hai dette...a proposito...

- Kiba non dirlo...

- Hiny non è che dai na succhiata al coso de Naruto?

- Kiba!

- Naruto!

- Ragazzi...che schifo!

- Dici bene cara...Hiny mi dispiace

- Che orrore che schifo!!!

- Oh raga c’è Sasuke..

- Ciao di che parliamo?

- Di bocchini

- Kiba!!!!

- Sto scherzando! Parliamo dei compiti per domani

- Ok tanto io non li faccio

- Ben detto siamo tutti con te

- Ok io vado...

- A fare un coso a Naruto?

- No a comprare le scarpe idiota ci si vede sta sera

- Ciao raga io vado...

- Ciao Naru...anche io vado devo fare i compiti

Così tutti si scollegarono e lo stava per fare Sakura quando Sasuke la interpella

- Hey piccola ti va di scambiarci i numeri di telefono?

- Ehm...ok va bene

Dopo questa breve conversazione, Sakura si ferma a guardare fuori dalla finestra dove la pioggia incessante aveva allagato tutto il terrazzo. Perchè a me continuava a ripetersi. Il pomeriggio passò abbastanza anonimo, guardando fuori dalla finestra e chiacchierando con sua madre. Verso le otto dopo aver cenato e lavato i piatti fa la doccia e si ficca a letto con il pigiama rosso e i cappelli legati con due codine. Prima di andare a dormire saluta sua madre che stava guardando per la millesima volta Love Story poi a va a guardare il cellulare ed ecco su che compare la scritta “un nuovo messaggio” da un numero sconosciuto: era Sasuke. Apre il messaggio dove c’è scritto “dolcezza che fai?”, l’istinto di cancellare e chiudere il telefono è forte ma dato che è la prima volta che Sasuke le da delle attenzioni decide di scrivergli “nulla sto guardando un film” “che film?” “uno romantico” “ti voglio bene” “la smetti stronzo? Tu mi stai solo prendendo in giro” “anche se fosse ? non ti prendo per il culo mica...” “ok scusa...ti va se ne parliamo domani?” “si...ora voglio andare a letto” “magari ci fossi io con te....” “Vaffanculo” dopo questo messaggio spenge il telefono con rabbia e va a dormire alle dieci meno venti. La notte è stata nervosa, la pioggia era snervante e la gattina Molly aveva una giornata no quindi le ha graffiato tutte le cosce. Almeno ora Sasuke non le avrebbe detto che aveva delle bellissime gambe. La mattina alle sei e trenta la sveglia suona ininterrotta e la mamma di Sakura la viene a spegnere. Si sveglia con un’aria accigliata e i cappelli spettinati. Va a fare collazione con il cappuccino e due biscotti al cioccolato. Sale di sopra al bagno, si lava i denti, si trucca e si pettina poi si trasferisce in camera sua dove si veste: indossa la sua maglietta leopardata con lo scollo a barca e i suoi jeans preferiti prende le sue converse rosa ed esce...lo zaino! Torna indietro e poi prosegue avanti per la stradine che la porta a scuola. Grazie a Dio oggi non piove e le pozzanghere a terra sono uno spettacolo di uccelli che si abbeverano e di bambini o si schizzano fra loro. Arrivata a scuola c’è Sasuke l’aspetta davanti mentre sta fumando una sigaretta insieme a Kiba che, come al solito, sta cercando di abbordare Hinata per farsi dare un bacio. Che urto! È insopportabile così Sakura affretta il passo e si avvicina ai due caccia via Kiba che se ne va sbuffando e rimangono solo lei e Sasuke che l’abbraccia e la bacia sulla guancia

- Sasuke perché ti piaccio?

- Non è che mi piaci..solo che ti trovo arrapante

- ??? smettila coglione!

- Mi dispiace se ti offendo...senti ti va di uscire questo sabato? Sai mi hanno invitato in discoteca...

- Chi?

- Tutti...così volevo sapere se ci venivi anche tu..

- Si ovvio! Mi diverto troppo in discoteca!

Ed era proprio così. Di solito lei ed Hinata si vestivano nella maniera più provocante che conoscevano e uscivano per rimorchiare qualcuno (di solito però era Kiba o Kakashi) e per una notte di sesso: si entrambe non erano più vergini ma non se ne vantavano più di tanto. Le lezioni sono noiose però Sakura sembra non curarsene perché era molto pensosa...voleva andare a letto con Sasuke quel sabato infatti per la testa aveva solo il suo guardaroba che virtualmente era proiettato nella sua mente sfogliava rapidamente i suoi abiti; non era troppo freddo pensò ad un vestito che aveva messo a una festa l’estate scorsa. Tornando a casa prende il telefonino e chiama Hinata per spiegarle la situazione...naturalmente gli urli e le parolacce non mancarono con una rabbia disumana...infatti la piccola Hiny le chiese se voleva venire a pranzo a casa sua per farle passare la rabbia. Senza nemmeno pensarci accetta e invia un messaggio a sua mamma. La casa di Hinata era sempre la stessa; rosa pesco con il tetto color mattone. Fuori c’era ad aspettarla con una maglietta lunga dei Lakers e i calzettoni neri di spugna. La fissa mentre attraversa il cancello e le salta al collo come se non la vedesse da una mese. Entrano in casa dove Neji stava giocando all’X-Box in sala e la sua amata sorellina stava sul tappeto del tinello a giocare con le bambole.

- Sakura! Ciao! Come sei carina

- Grazie Hanabi anche tu sei molto carina

- Lo so...ti va di giocare con me?

- Magari dopo che ora ho fame!

- Ok Neji vieni a mangiare?

- Arrivo piccola...

- Wow non sapevo c’erano ospiti..

Si presenta alla porta della sala con tutto il suo splendore la quinta essenza del visual key: capelli verdi con delle ciocche leopardate tendenti al blu, occhi truccatissimi di eye-liner e ombretto nero, borchie e catene ovunque. In poche parole? Un fico oltre ogni misura.

- Sei bellissima cara, com’è?

- Non mi lamento..tu?

- Nemmeno io...la mia cuginetta oggi ha marinato la scuola...

- Non è vero...e che dovevo fare le analisi del sangue e non sono venuta...

- Non fa nulla...sono stata seduta vicino a Kiba...

Mi trattengo da una crisi di pianto

- Mi dispiace da morire!!!! Quante volte ha provato a toccarti???

- ....Venti milioni??

- Poco per lui...un nuovo record..

- Già....

scoppiamo tutti e tre a ridere e Hani ci guarda male dato che ha solo sette anni e non capisce queste cose..

- Hani che ti faccio da pranzo?

- La cotoletta

- E cotoletta sia...

- Cameriera a me fai una bistecca?

- Neji tappati la bocca con il tuo ca...

Si girò a dare un’occhiata alla sorella e proseguì

- ...cacchio di senso dell’umorismo..

Molto meglio. La volgarità di Hinata è giustificata...del resto è stata due anni con Kiba. Il pranzo è stato silenzioso...aiuto a sparecchiare e ci fiondiamo in sala mentre la lavastoviglie lavora come una matta facendo un rumore di sottofondo abbastanza rilassante. Neji giocava indisturbato all’X-Box con Playboy. Che volgare,si vede che lui e Kiba sono migliori amici condividono gli stessi interessi: le tette e il sesso. Spero che Naruto non sia così o faccio in modo che Hinata non ci si metta insieme. Hanabi fissava lo schermo, probabilmente senza capire, mentre io e Hinata ridacchiavamo e commentava. Siamo due ragazze senza peli sulla lingua, ma penso che si era capito. Chiama mamma e le dico che torno all’ora di cena e che Hiny rimane a dormire da noi. Facciamo in tempo a prendere la roba per dormire e ci avviamo in macchina a casa mia. Ebbene sì Neji ha l’auto e visto che usciva, ci ha dato uno strappo fino a destinazione. Solo che guida come un matto e, per fare cento metri, mi ha fatto venire il mal d’auto.

- Mami siamo a casa..

- Ciao care come state??

- Bene

- Ho il mal di macchina..

- Ha guidato Neji?

Annuiamo in silenzio. Saliamo di sopra in camera e mi squilla il telefono. Sasuke.

- Hiny è lui...rispondo?

- Ovvio che fai?

Prendo il telefono in mano e, con molto coraggio, rispondo

- Oi..

- Hey! Che fai?

- Nulla che ti interessi

- Fai la misteriosa?

- No...la riservata...

- Chi c’è li con te?

- Hinata perché?

- Nulla Naruto la saluta...ha detto che non vede l’ora che arrivi sabato

- Lo compatisco...sai lui non ha mai...lasciamo perdere perchè mi hai chiamato?

- Così per sapere come stavi...

- Bene...ora che fai?

- Aspetto la tua domanda...

Seccata e sbuffando ribatto

- E tu come stai?

- Bene..penso a te...

- Bugiardo...

- Ok...stai calma...bene ora ti lascio è arrivato mio fratello

- dimmi che è più carino di te...

- sì ma è gay...

- a posto...

- ok ci vediamo ciao

- ciao

finalmente chiudo quella chiamata infernale. Comincio ad odiarlo. Non so perché ma tutto il suo affetto puzza di cadavere in putrefazione. Tolgo dalla vista qualsiasi flash di CSI e torno da Hinata che nel frattempo si stava spogliando. Aveva un bellissimo tatuaggio all’altezza della spalla sinistra dove c’era disegnata una fatina con le ali azzurre e i capelli rosa avvolta in una polvere di stelle nere...però mi cadde l’occhio su un graffio all’altezza dei fianchi...

- che hai fatto li?

- Sesso con Kiba...

- Ah...ti ha fatto male?

- Non troppo poi gli ho dato un cazzotto in testa...

- Ok...la mia fatina sta bene...

- Si mi guarda sempre le spalle...la tua farfalla?

- Mi protegge sempre da eventuali “aggressori” del mio tempio...

Scoppiamo tutte e due a ridere. È vero in effetti il mio tatuaggio era nato per difendermi dagli stupri...era una farfalla all’altezza del basso ventre con le ali gialle e verdi con delle venature blu. Era splendida. Mia madre la trovava deliziosa anche se continua a ribadire che, semmai fossi rimasta incinta, sarebbe diventata un Condor della California. Ma io non mi preoccupo, ho già deciso:niente figli. Si, in effetti sono troppo difficili e poi trovi uno stronzo come mio padre che ti abbandona il giorno in cui gli dici che aspetti un figlio...va beh, abbandono questo pensiero e mi fiondo in bagno per riempire la vasca: una Iakuzi sapete mio padre non è così stronzo; quando mia madre era incinta di me gli ha lasciato una casa enorme (tutta arredata, ovvio) con un conto in banca a sei zeri. Comunque, entro in bagno e c’era Hinata che parlava al cellulare, niente di strano. Solo che stava parlando con Kiba.

- Con chi parli?

- Con Kiba...una cosa di scuola...

Era un bleff.

- Dimmi la verità...

- Parliamo di domani

- Non andarci a letto un’altra volta che senno ti uccido!

- Va bene...

Vale la pena riferire quello che gli ha detto...

- Senti, io sono a casa di Sakura abbiamo parlato e tu non puoi venire a letto con me...non fare domande tu e il tuo amato coso ve ne andate a ‘fanculo...

Che grande! Ora si che poteva fare il bagno con me, perché senno l’avrei cacciata di casa.

- Allora che facciamo?

- Domani è Sabato..non c’è scuola...

- Ti va di vedere un film?

- Prima però la doccia...

- Va bene...”mammina”

- Smettila tonta!

Lo ammetto; su di lei avevo anche delle fantasie a sfondo non amichevole: non perché io sia lesbica, per carità, ma devo ammettere che era davvero bellissima. Quando facevamo il bagno eravamo come bambine: ci schizzavamo, prendevo i pupazzetti di mamma e li insaponavo per bene mentre guardavo i grandi occhi di Hiny che brillavano riflessi nell’acqua. Le bollicine erano davvero spassose: piangevamo dal ridere...rimanevamo dentro anche per delle ore...

- Amori miei sono quasi le dieci..io vado

- Dove?

- A lavorare...ora mi hanno dato il turno di notte

- Va bene a che ora torni?

- Alle sei del mattino..se non vi trovo a letto per quell’ora vi picchio giuro...

- Ok mamma ciao!

- Ciao Kira!

Come volevasi dimostrare alle undici e mezza dormivamo tutte e due sul divanetto. Poi a mezzanotte e un quarto sveglio Hiny e ci trasferiamo in camera. Alle dieci e quaranta della mattina mi sveglio che la mia gattina mi aveva svegliato con le sue fusa. Hiny era già sveglie e vestita, mi fissava dal fondo del letto con gli occhi di una pantera.

- Ciao cara....dormito bene?

- Si...da quando sei sveglia..

- Ad occhio e croce un’oretta...

- Mi dispiace che non mi sono svegliata con te

- Senti amore si vedeva che eri stanca

- Così mi hai lasciato dormire...

- Esatto! Dai vieni disotto che ho fatto le cialde!

- Bello...

La notte avevo sognato Sasuke che faceva sesso con me...riuscivo a percepire le sue unghie sulla mia pelle...magari fosse stato così è vero che lo odiavo...ma per lui provavo un senso carnale spasmodico. Infatti finito di vestirmi mi sono fiondata in camera per decidere cosa mettere. Dopo due ore opto per una fascia nera con degli shorts di jeans e i miei soliti stivali alti fino al ginocchio. Hinata mi ruba la mia maglietta con lo scollo a barca verde e la sua minigonna di jeans, scarpe Converse. Ci guardiamo negli occhi e ci facciamo una risata. Mi piace proprio stare con lei. Durante tutto il giorno ci siamo truccate, fatte le unghie e vestite. Poi verso le una abbiamo pranzato e alle cinque siamo andate a letto; ci ha svegliate verso le dieci meno venti Kiba con una sgassata della sua moto

- Che fanatico!

- Già...

- Che ore sono?

- Quasi le dieci

- Dai alziamoci

Ci alziamo dal letto e ci infiliamo le scarpe.

- Muovete il culo?

- Zitto !

Hinata ha sempre la parola pronta. Tutto ciò è dovuto alla sua relazione con quello scimmione. La trovo semplicemente fantastica

- Senti ho portato un mio amico…

- Va bene…

In realtà il nostro “va bene” non era molto sentito. Ma non perchè ci dava fastidio che Kiba avesse portato un amico, ma per il semplice fatto che I suoi amici sono sexy, pieni di fascino e ammalianti in una sola parola:fantastici. Scese di casa, chiusa la porta con due mandate ci ritroviamo davanti un ficone assurdo. Occhi neri truccati come Neji solo che i suoi erano tipo uno smoke eye molto ricercato, si riusciva a vedere una riga di matita color rame dentro e fuori l’occhio. La pelle era perfetta, né troppo abbronzata né troppo bianca, non aveva nemmeno un brufolo e aveva la barba fatta solo con un piccolo pizzetto lasciato sotto il labbro inferiore; i capelli però erano la parte più bella:corti e verde acqua marina, non naturali perché riuscivo a vedere la ricrescita ramata alla base dei capelli. Aveva tre orecchini sul destro e sul sinistro aveva una specie di dente di T-Rex come dilatatore. Indosso aveva dei jeans a vita bassa tutti rotti tanti che riuscivo a vedergli le mutande nere, converse nere forse appartenute a qualche povero diavolo della seconda guerra mondiale per quanto erano malridotte. La maglietta era nera, attillatissima tanto che non lasciava spazio all’immaginazione infatti il nostro ragazzo era semplicemente muscolosissimo. Sul retro della maglietta c’era una scritta “Papa Roach”. Un altro pazzo come Kiba che ascolta quella musica martellante e assordante. Ci saluta con un cenno della mano...che ci crediate o no aveva le unghie smaltate di nero.

- Ragazze questo è Sunsuke...lavora con mio padre e il sottoscritto all’officina di macchine e oggi ha deciso di venire con me visto che gli ho detto che uscivo con due gnocche....che naturalmente non siete voi....

- Ma no dai non sono male....come vi chiamate?

- Sakura e Hinata...

- Te ti conosco sei venuta ogni tanto in officina...come mai ora non ci vieni più?

- Perché io e Kiba ci siamo lasciati...

- Ah! Sei formosa come raccontano..

- Stronzo! Non sai dire nulla di più sensato sulla tua ex a parte che ha un quinta?

- Si?!..

- Capisco...ti odio!

- Cominciamo bene...

- Tu invece che hai di speciale?

- Nulla...

- Nulla?? Questa la da via come il pane...

Ok. Non so cosa mi sia preso ma ho quasi mandato Kiba all’ospedale...credo di avergli rotto una costola...e staccato la marmitta della sua moto per dargliela in testa.

- Penso che sarebbe meglio dire che “questa” picchia duro...

- Saggio...

- Dai bellezza che vorrà dire che tu vieni in moto con me

- Puoi ripetere?

- Tu vieni in moto con me...

- Io chi? Io Sakura?

- Penso di si sai...dopo ‘sta scenata Kiba non ti ci vuole...

- Stai scherzando?? Io non ci vengo con te

- Allora vai a piedi

- Da qua..

Gli tolgo il casco dalle mani e me lo infilo in testa. Poi mi siedo dietro e aspetto. Nel frattempo Kiba si è ripreso è venuto da me, mi ha chiesto scusa ci diamo un bacio a stampo e mi saluta con una pacca sulla schiena: a volte mi dimentico che è un licantropo quindi, se si incazza davvero, ne esco morta.

- Sei pronta?

- Sono nata pronta...

Il viaggio è stato veloce...non so se perché era il tragitto breve o perché lui andava come un matto anche se sono tentata per la seconda; sta di fatto che arrivati in discoteca c’è Sasuke che mi aspettava fuori con il suo solito drum in mano e la birra per terra vicino a lui. Non era vestito male, solita camicia slacciata fino a metà con il tatuaggio della fenice in piena vista, soliti jeans neri e solite scarpe Nike.

- Ciao chi è il tuo amico?

- Chiedilo a Kiba..

- Sei arrabbiata?

- No...dammi qua un po’

Dovreste sapere che io fumo solo quando Sasuke fuma.

- Senti dolcezza davvero chi è?

- Un amico di Kiba

- È simpatico??

- Che ne so c’ho parlato cinque minuti

- Come ti è sembrato

- Muscoloso...

Si vede che non ho voglia di parlare con lui per il semplice fatto che ho l’impressione che mi stia prendendo per il culo.

- Senti in questo periodo tu soprattutto ti stai comportando in maniera fredda..

- Scherzi? Tu invece sei l’orsetto Teddy

- Ok...io non sono un santo ma tu non sei un angelo...

- Sta zitto! Senti non so che ti prende ma io per te provavo qualcosa di vero...

- Davvero? Tu eri innamorata di me?

- Almeno...tu che dici?

- Non lo sapevo...mi stupisci...e questo mi piace....

- Beh...è uno dei miei tanti pregi...

- Senti entriamo ok?

Senza nemmeno rispondere entro. La discoteca è sempre la solita: mega sala da ballo con il dj e la sua console, i cubi per le ragazze, il bar a lato della pista e di sopra i divanetti con i bagni. Subito vedo Hinata seduta su un divanetti che sbraccia con un cocktail color zaffiro.

Salgo di sopra e trovo Kiba,lei,Naruto e l’amico di Kiba. Incrocio i loro sguardi e mi metto seduta su un divanetto con Sasuke, ordino un Sex On The Beach e Sasuke una birra Asahi (anche se ne ha bevute già due).

- Arrivi con il tuo ragazzo?

- Non è il mio ragazzo...eravamo fuori a fumare e siamo entrati

- Comunque mi chiamano Sunsuke...

- Come mai?

- Perché era fico come nome no?? A me piace molto...

- Ok allora ti chiamiamo Sunsuke?

- Senti dolcezza tu puoi chiamarmi anche Terminetor...

- Non ti capisco...

- Senti Hiny....se ti posso chiamare così non sei tanto male

- Grazie!

- Di nulla senti ti va di ballare?

- Ehm...ok

Alzandosi Hinata si da una sistemata ai capelli, tira giù la gonna che essendosi seduta le era salita di qualche centimetro (con tutti i fischi del caso) e scende facendomi l’occhiolino con lo sguardo di chi sta per fare jackpot. E così fu.

- Stenti tu che vuoi fare?

- Parli con me?

- Si cara...

- Te che ti va di fare Sasu?

- Ehi ora ho anche un soprannome?

- Il tuo nome è troppo lungo...

- Ok va bene....io te ne posso dare uno?

- Si..ok perché no...

- Ok...ti va bene farfalla?

- È lungo...

- Mari?

- E che centra?

- Mariposa...vuol dire farfalla in spagnolo...

- E chi te l’ha detto?

- Mio fratello...

- Ok...

- Allora che fai?

- Scendo in pista...tu vieni?

- Certo..

Scese la scalette e scesa sulla pista, devo essere sincera, non mi ricordo molto...cioè qualcosa si.

Eravamo solo io e lui. Nessun altro. Nessuna ragazzina che gli correva dietro o un prof che lo chiami o sta fuori a fumare. Solo io e lui. La canzone di sottofondo era love games di Lady Gaga era la canzone perfetta per quello che stavo provando....mi ricordo che mi aveva preso per un braccio e riuscivo a sentire il suo petto sulla mia schiena, e le sue mani sulle cosce...con la coda dell’occhio vedo che Hinata si stava baciando con Sunsuke...lei era attaccata al muro ed era sollevata si circa un metro. Le mani di lui erano sotto il suo sedere e le labbra erano incollate. Riuscivo a vedere che stava sorridendo. Sono felicissima per lei. Vedendomi di lontano mi fa un cenno con la mano...tipo una specie di pollice in su. Ricambio con lo stesso gesto e girandomi mi rendo conto di trovarmi con Sasuke davanti che mi spinge verso il muro mentre mi da dei bacetti a stampo. Dietro di me sentivo lo stucco rovinato e alcune scritte in rilievo: deduco che sono arrivata. Poi,davvero, non mi ricordo nulla. Solo che mi veniva da vomitare perché la sua pallina del piercing mi solleticava le tonsille. Le sue mani erano ovunque e le mie invece erano paralizzate lungo il corpo. Era un momento...magico. In effetti, dopo circa due minuti, ha puntato i piedi e ho deciso di salire di sopra insieme a tutti

- Aspetta! Voglio offrirti un drink...

- Va bene...prendimi un Bloody Mary corretto...

- Ok...senti ti volevo chiedere una cosa...

- Dimmi...

- Ti va di essere la mia ragazza??

- Non lo so...

- Dai dimmi si o no...

- Va bene....si...

Ok. Devo ammettere di non essere molto convinta di questa risposta ma...almeno il mio sogno è diventato realtà...mi sono messa con il ragazzo che mi piace...

- Ecco il tuo drink...saliamo di sopra?

- Si ok...senti ma io ti trovo un po’ strano...

- In che senso??

- Non lo so hai qualcosa di particolare

- Boh...non capisco cosa intendi..

Io invece credo che lui sappia perfettamente di cosa io stia parlando. Penso che lui sia una creatura mistica...

- Hey! Ragazzi...

- Hiny ma lo sai che ci siamo messi insieme?

- Tu e lui?

- Già io e il mio Sasuke...

- Che bello!! Sono orgogliosa di te...

- Tu che hai fatto in queste due ore?

- Nulla...ho fatto sesso con Sunsuke...

- Ah ok...e come lo fa?

- Bene...’na via di mezzo...

- Ok...senti tesoro, che ore sono?

- Quasi le due...

- Io vado a casa...vieni con me?

- No...torno con Neji..

- Allora ti saluto, ciao!

- Ciao!

Passano un paio di settimane e un giorno qualunque, una domenica, Sasuke venne a casa mia. Eravamo seduti sula mia poltrona, io in braccio a lui ci guardavamo negli occhi.

- Senti tesoro, io vado a fare la doccia...

- Va bene cara...ti aspetto in camera...posso usare il tuo pc?

- Ovvio...fai come se fossi a casa tua...

Ero immersa nella vasca fino al collo. I miei pensieri mi martellavano il cervello ed ero completamente assorta, credo che se qualcuno fosse entrato in bagno, non me ne sarei accorta. E così fu. In fatti entrò Sasuke che saltò nella vasca e si mise a guardarmi negli occhi (spero). Mi fissava, poi ad un certo punto si avvicinò a me, con aria sexy e ammaliante.

- Ti va se mi avvicino?

- Si certo tesoro...

E in un momento lui era sopra di me e con una certo non so che mi baciò. Ragazzi, che spettacolo! Non lo so perché ma d’ora in poi se voglio fare sesso solo in acqua. Sentivo il suo fiato caldo sulla pelle, il mio battito cardiaco che stava aumentando a dismisura. Poi lui si è steso dall’altra parte della vasca con lo schiena appoggia ad un lato. Mi cade l’occhio sul tatuaggio con la fenice

- Quando l’hai fatto?

- In terza media...quando mio fratello ha fatto diciotto anni...

- Davvero?

- Si...l’ho fatto come regalo...se ti avvicini vedi che c’è una I in mezzo al fuoco...

Mi avvicinai e lo rifacemmo di nuovo. Quanto mi piaceva sentire l’acqua sulla pelle, le sue labbra umide e l’odore di schiuma alla lavanda nell’aria. Mentre lo facevamo, ad un certo punto, ho cominciato a sentirlo ansimare, ma non come un umano che è stanco, somigliava più ad un fiatone di un demone.

- Ma...tu...sei...

- Cosa...

- Un....demone?

- ...

- Rispondi cazzo!

- Si...perchè?

- Ti pare poco...

- Se vuoi ti spiego...

Uscii dall’acqua, mi avvolsi intorno al mio asciugamano rosso e a lui ne offrì uno sul blu. Mentre ci avvicinavamo alla camera sentivo il suo fiatone sul collo. Dio solo la quanto lo amo. Entrammo in camera, presi la sua maglietta accartocciata per terra e la infilai per la testa.

- Raccontami tesoro...

- Allora, circa due anni fa, io e mio fratello eravamo in auto, lui era ubriaco e anch’io. Pioveva fortissimo,la macchina slittava e siamo finiti in un burrone; io ero praticamente moribondo mentre mio fratello se l’era cavata con qualche graffio. Li successe li fatto: il diavolo comparve davanti ai miei occhi e mi disse “dammi la tua amina che ti renderò immortale” e secondo te cosa dovevo fare? Rischiavo di morire

- Quindi hai accettato?

- Certo! Secondo te? Anche se all’inizio ho avuto paura...

- Immagino ma adesso come stai?

- Bene...insomma...

Passarono altre due settimane e io mi ammalai...avevo un febbrone tremendo... mi girava la testa e mi veniva da vomitare. Poi successe una cosa a dir poco sconvolgente...erano le tre del mattino e mi svegliai all’ospedale...

- Mamma ma che ci faccio qui? E perché ho una flebo attaccata al mio braccio...

- Vedi, tesoro mio...sta notte ti ho trovata in una pozza di sangue priva di sensi...

- Come?

- Non lo so amore...ho subito chiamato Sasuke e dice che è normale...insomma...

- Normale cosa? Perché lo hai chiamato? Mamma...

Ovvio che scoppiai in una crisi di pianto...aveva una paura matta...tremavo tutta e non riuscivo a smettere di piangere...

- Stai calma amore!

- Mamma ho paura....e se morirò?

- Ma non dire così...ecco Sasuke...

- Amore che hai?

- Secondo te? Sono un bagno di sangue, ho avuto una crisi isterica e non ho ancora capito per quale cazzo di motivo sono qui...

- Amore...tu sei incinta!

Ok...ricordo che sono svenuta di nuovo...per circa dieci minuti poi appena sono rinvenuta ho detto

- Davvero? Io? E di chi?

- Mia tesoro! Tu diventerai mamma!

- Mamma? Ma tu sei...

- Lo so non ti preoccupare lo risolveremo insieme...

- Lo sa mia madre?

- Si gliel’ho accennato al telefono...

- Accennato??

- Più o meno...cioè non l’ha presa male...

- Ok...

I mesi della gravidanza furono infernali. Lo ripeto infernali. Per prima cosa, non potei andare a scuola per tutto il tempo così i professori furono costretti a bocciarmi.... poi li passai attaccata a una flebo di sangue, facendo trasfusioni, mangiando pillole al ferro che sapevano di ruggine ed ero diventata bianca come un lenzuolo. L’ unico lato positivo è che il mio amore si era trasferito a casa mia perché non poteva lasciarmi sola nemmeno un momento. Dormivamo sul mio lettone, ogni tanto mi svegliavo e lo vedevo che accarezzava la mia pancia, una volta l’ho beccato pure che mi baciava all’altezza dell’ombelico e parlava con il piccolo. Sasuke mi aveva spiegato cosa sarebbe successo: dovete sapere che i piccoli di demone nascono cianotici e privi di sangue, cioè si nutrono del tuo sangue e ti lasciano a secco; infatti, di solito, le madri-demone muoiono rinsecchite come delle prugne. Per questo sono diventata albina e Sasuke mi imbottisce di ferro e sangue,per evitare che io muoia. Come se non bastasse, però, questa gravidanza mi lasciava completamente fusa. Alla fine di ogni giornata, mi sdraiavo sul letto, attaccavo la flebo all’ago sul mio braccio, mi distendevo e provavo a dormire. L’unico fatto era che il mio piccolo diavolo era veramente fastidioso; io non potevo dormire perché calciava,urlava e si lamentava. Più che un bambino, mi sembrava di vivere una scena dell’Esorcista. Ero stanca,avvilita e non vedevo l’ora di partorire.

Un giorno poi mi recai dalla ginecologa. Per un semplice controllo.

- Senti tesoro...ma qui vedo qualcosa di strano..

- E come mai? Non ha mai visto una diciassettenne incinta?

- Si mai il suo bambino è strano...

- Ma no sarà solo una sua impressione...

- Magari sarà così...come sta andando questa gravidanza?

- Insomma...sa prego sempre Dio che lo faccia nascere il più presto possibile... perché così è un inferno..

E le mie preghiere furono ascoltate perché, il 23 Giugno 2012 il piccolo Ferner aveva deciso di nascere.

- Allora Kiba, voglio vedere la tua nuova auto...

- Va bene Sakura, ti accompagno in officina, anche se ho paura...

- Non ti preoccupare, sentendo la ginecologa, dovrei partorire verso la fine del mese...

- Ok...però occhio...

L’officina di Kiba era esattamente come me l’ero aspettata. Poster di ragazze e motori ovunque, fustacci piegati a destra e a manca su un motore o una macchina, chiavi inglesi e tronchesi a pappagallo ovunque.

- Dov’è?

- Li dietro aspetta che ti ci porto...

- Va bene...

Qui fu l’attimo cruciale. In un secondo sentì un morso alla pancia e comincia a perdere sangue da in mezzo alle gambe. Sentivo una voce lieve venire dal mio stomaco “fammi uscire mamma”. Mio Dio, mio figlio mi stava parlando e non era nemmeno nato! All’improvviso mi sentii mancare ma non era il momento di svenire anche perché, se minimamente mi fossi dimostrata debole, Fenrer mi avrebbe lacerato la pancia e sarebbe uscito, uccidendomi.

- Kiba per l’amor di Dio! Chiama Sasuke...vuole nascere...

- Che cazzo! Mettiti tranquilla....

- Sbrigati...

Credo che stessi piangendo....ma cercai disperatamente di controllarmi quando “mamma, ti prego mamma, fammi uscire...” si amore mio, aspettiamo papà, “non voglio ucciderti, io ti voglio bene” aspettami tesoro, papà arriverà. Ti prego papà cazzo!

Verso le undici del mattino ero in un furgone bianco con intorno tutti i miei amici. Mia madre non c’era, o se c’era, non l’avevo vista.

- Stai calma, adesso andiamo a casa e tu partorirai in una piscina...

- Che diavolo...

- Lo so, stai calma!

Intorno a me il furgone ricordava quelli dei surgelati. Sangue ovunque. Sulle pareti, sulle persone, praticamente ogni metro quadro era ricoperto di sangue.

- Dio mio sembriamo sul set di un film splatter!

- Guarda che è colpa tua!

- In che senso?

- Nel senso che tu stai sputando sangue come un idrante!

- Aiutami scemo

Con degli stracci caldi sulle mie gambe per calmare l’emorragia e una flebo da quasi due litri attaccata al braccio cercavo disperatamente di mantenere il controllo. Dovreste sapere che ho il terrore del sangue, per non parlare dell’odore nauseabondo. Mi veniva da vomitare.

- Senti Kiba, dove cazzo è casa tua?

- Sunsuke, cazzo ma lo chiedi a me??? Ti pare che stia guidando io?

- Ragazzi vi prego, Sakura stai bene?

- Hiny stai calma, non piangere!

- Sakura, parli tu...accidenti stai per partorire un mostro...

- Demone....ma stai calma ho tutto sotto controllo...

Non era vero nulla. Solo che vederla piangere come un’ossessa mi si stingeva il cuore. Mio Dio, lo ammetto, ho una paura matta.

- Siamo arrivati tesorini...allora ho fatto partorire mia cugina in un ascensore quindi chiudi quelle gambe e seguimi...

- Senti Sunsuke sarò anche un po’ oca come dici tu...ma questo non è l’ospedale...

- Lo so mia cara colomba infatti questa è casa mia!

- Wow vivi alla grande...

- Senti Hiny falla scendere...cerca di non farle toccare terra...

- E come mai?

- Per il semplice fatto che è palese che non si regge in piedi...

Aveva ragione Hiny quella casa era pazzesca! Per non parlare di dove ho partorito io! Era una piscina pazzesca sarà stata a dimensioni olimpiche. Appena entrata in acqua mi sentivo leggera come se volassi. Infine, Sunsuke entra dentro l’acqua insieme a Sasuke e mi tengono sollevata probabilmente stavo svenendo, per questo mi sentivo leggera.

- Mamma quanti muscoli Sunsuke!

- Eh sì cara mi alleno...

- Senti la facciamo partorire o no??

- Stai calmo! Sei geloso?

- Non parlarmi in quel modo che ti spacco la faccia...

- Sto tremando tutto...non lo sai vero capelli da rocker? Anch’io sono un licantropo...

- Meraviglioso sono felicissima...ma se non mi fate partorire entro i prossimi tre minuti...vi spedisco all’inferno...

“brava mamma”. Scoppiai in una crisi di pianto...però ricordo perfettamente la scena...

Io ero seduta sulle scalette della piscina, sul penultimo scalino per l’esattezza; ero immersa fino alle spalle nell’acqua che era fredda e fastidiosa...ma credo che in quel momento mi avrebbe dato fastidio tutto. Mi sono girata verso Sasuke che mi teneva la mano e mi sorrideva mentre davanti a me c’era Sunsuke che si teneva pronto con un paio ci cesoie da giardiniere in mano. “mamma vuole tagliarti in mille striscioline?” non lo so amore...forse?

- Dico sei scemo? Tu non mi tocchi con quelle forbici...che fai Edward mani di forbice?

- Stai calma! So quello che faccio...

Dopo la vista di Sunsuke che mi apriva all’altezza dei fianchi non vedo l’ora che nasca. Il mio angioletto. Stavo strillando come una posseduta dal demonio, ero uno straccio e dopo circa dieci minti ero completamente afona. Sunsuke continuava a urlarle di calmarmi e Sasuke cercava di tenermi sveglia. Mio Dio ho perso un sacco di sangue...tutta la piscina era diventata rossa e io mi sentivo male...mi veniva da vomitare. L’odore era insopportabile. Sentivo il piccolino che, con la sua forza, si faceva spazio nella mia pancia e stava andando verso il basso “ci siamo mamma” si amore mio...svenni. credo di essere sprofondata di peso perché non riuscirono a tenermi e infatti inghiottì un po’ di quell’acqua insanguinata. Mi svegliai solo per vomitare, che orrore! Poi rigirandomi mi accorsi che Sunsuke si era improvvisato sarto e mi stava ricucendo il taglio...voglio vederlo. Voglio vedere mio figlio.

- Dov’è?

- Chi?

- Mio figlio! dov’è mio figlio...

- È di là con papà...sul bordo piscina...

- Voglio andare da lui...

- Credo che sia più probabile che lui venga da te...

Sunsuke fa un cenno con la mano a Sasuke che si avvicina a me con un piccolo bambolotto tra le mani.

- Ciao Fenrer...sono la tua mamma...

- Mamma! Come sei bella...mi piacciono i tuoi occhi rossi...

Il mio bambino! Che bello...come sei carino! Ed è tutto mio...

- Mi dai un bacio?

- E come mai Sunsuke?

- Beh...di solito si ringrazia l’ostetrica no?

- Va bene ma sulla guancia...

- Mi accontento uguale...

In quel momento con la coda dell’occhio cercavo Sasuke...era sul bordo piscina con Hinata che non riusciva a smettere di piangere...

- Dai tutti in acqua...stiamole vicino...

- Grazie...

- Stai bene! Sei viva e sei bellissima!!

- Grazie Hinata!

- Hai degli occhi spettacolari...sei splendida...

- Grazie...ora però smetti di piangere...

- Va bene...

Guardai solo per un secondo il riflesso dell’acqua. Quello che vidi mi mise i brividi: ero sempre io, con i miei solito capelli rosa, la pelle bianca ma i miei occhi…rossi! Rossi come il fuoco, aveva ragione Hinata. Ero bellissima. Sasuke mi salta al collo e mi da un bacio fortissimo sulle labbra.

- Come stai amore?

- Bene..benissimo....mi sento liberata di un grosso peso..

- Sei bellissima! Non credo che ce l’avresti fatta...

- Grazie mille...

Stavo con il piccolo in collo e lo guardai negli occhi. Mi saltò all’occhio subito, era evidente e chiaro, il mio piccolino era una chimera. Aveva un occhio azzurro e uno marrone e mi guardava con un’aria dolcissima

- Amore, dai lavati e vestiti che andiamo all’anagrafe...

- Va bene fammi uscire dall’acqua...

Infilai la maglietta che Hiny mi aveva preso da cambio, un paio di jeans di Zoro e mi fiondai in macchina con Sasuke...

- Come stai?

- Bene...una cosa giusta...sono stanca...

- Capisco...dai allora ci spicciamo così poi ti riposi...

- Hai chiamato mia madre?

- Si...ha detto che non vede l’ora di vederti..e di vedere Fenrer..

- Va bene..

Arrivati all’anagrafe abbiamo aspettato circa un’oretta (in cui io ho dormito soavemente appoggiata alla spalla di Sasuke) poi siamo entrati in una saletta dove c’era un grosso registro...ci hanno chiesto i nominativi e poi ci hanno invitato a scrivere il nome e il cognome del nostro bambino. E io scrissi

Fenrer Sullivan 23/06/12. Un angelo nato demone.



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