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lavoro pubblicato martedì 25 marzo 2014
ultima lettura giovedì 13 giugno 2019

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Ho visto l'inferno nei tuoi occhi...

di Nel. Letto 541 volte. Dallo scaffale Fantasia

L’unica consapevolezza che aveva era la sincerità del suo sguardo, vero tanto quanto il suo odio verso di lei. Ogni volta che Dorian la g...

L’unica consapevolezza che aveva era la sincerità del suo sguardo, vero tanto quanto il suo odio verso di lei. Ogni volta che Dorian la guardava, Meghann si sentiva bruciare, andava a fuoco, un fuoco che la consumava velocemente, come legno secco che arde consumandosi facendo rimanere nell'aria null'altro che un ricordo, un sentore di cenere che leggera vola e si disperde nell'aria. Così era lei, la sua anima era talmente sensibile al tocco del suo sguardo, così profondo e tagliente, che non poteva far a meno di soffrire, soffrire per quell'amore, quella passione impossibile, e più lo guardava più lo amava, più toccava con mano la sua indifferenza verso di lei, più non poteva far a meno di amarlo ancor di più. Eppure Meg non bruciava solo di passione, ma anche di rabbia e odio, il buon senso le impediva di realizzare i suoi desideri carnali, sopiti da tempo, per lasciar spazio a ciò che era giusto, colpevolizzarlo di tutto, era colpevole di svariati omicidi, colpevole di aver fatto soffrire lei, colpevole di essere vivo. Eppure, vivendo quegli istanti, vissuti e rivissuti più volte, ma guardandolo sempre come fosse l'ultima volta, non poteva far a meno di essere incoerente, o meglio, bipolare. Da un lato aveva sempre avuto il desiderio di ucciderlo e lo voleva davvero, anche in quel momento così intimo, perché nessun'altra creatura (oltre Lestat, ma pur sempre vampiro) aveva alimentato in lei così tanto disprezzo da farle quasi dimenticare cosa fosse, e con la sua morte, la riduzione della sua stessa razza; ma dall'altro lato ringraziava Dio che fosse ancora vivo, e con lui la speranza di riaverlo per se ancora una volta, sebbene sapesse che le sue non erano altro che sogni di una bambina. Ma la speranza è l'ultima a morire, o così si diceva, e Meghann era tenace, non avrebbe abbandonato Dorian proprio in quel momento. Il suo carattere faceva si che cambiasse idea continuamente, dopo essersi ripromessa di mantenere viva la speranza di tornare con lui, ripensando al passato, ripensando al presente, ammise con amarezza a se stessa che non poteva far altro che arrendersi, smettere di provar a credere, ad illudersi che potesse tornare tutto come prima. Vero, diceva ciò ogni volta dopo uno dei loro soliti litigi, ma quella volta era diverso, quella volta aveva davanti un uomo con il volto e i ricordi di Dorian, ma non sembrava lui, quasi, non lo riconosceva, era cattivo e maligno come il suo sguardo, e freddo come le sue parole e il suo cuore, se ce l'aveva ancora. Ma come poteva avere il coraggio di fissarlo ancora e abbandonare l'idea di un ultimo bacio? Come poteva anche solo pensare di andarsene ora che l'aveva finalmente trovato? "Non c' è nulla di tuo interesse in questa dimora..., le aveva detto cinque minuti prima, si sbagliava, se pensava che lo avrebbe abbandonato, la colpa era la sua che aveva deciso di entrare in quella stanza e salvarla dalle ire del fratello, la colpa era la sua se Meghann aveva riconquistato un po di speranza. Le aveva detto che poteva pensare ciò che voleva di Lestat, che per lui era un bravo "soldato", ma per quanto a lui potesse stare a cuore quel ragazzo biondo e bellissimo, Meghann aveva promesso a se stessa e a Lestat stesso, che al loro prossimo incontro che uno dei due avrebbe visto il paradiso... o l'inferno. Ma Meghann aveva già visto quel posto terribile, tantissime volte, anche in quel momento, contro lo scaffale, con la sua vicinanza, toccando la sua pelle e respirando la sua aria, lo vedeva. In quegli occhi corvini c'era un vortice di dolore e morte, lussuria e passione, nei suoi occhi vedeva l'inferno, e per un momento, un singolo secondo apparentemente insignificante, desiderò di andare con lui, visitare quel luogo dannato e nonostante tutto uscirne immune, più forte di prima. Solo in quei momenti se ne rendeva conto, quello che provava per Dorian era amore, un amore che cattura l'anima e la fa prigioniera, e per quel che aveva capito, era impossibile uscire da quella gabbia.
Fu dura riprendere il respiro quando il suo corpo gelido si distaccò completamente per andare ad abbracciare quel bocciolo di rosa, che ora aveva introdotto nella stanza un profumo nuovo, dolce e amaro al tempo stesso. La tensione era papabile in quella stanza, Dorian più di tutti era teso, probabilmente neanche lui si era aspettato una tale intrusione. Forse era preoccupato per la bambina, non capendo quale effetto avrebbe fatto su Meghann, aveva notato come i suoi occhi inquieti si spostavano dal corpicino della piccola, al suo. Capì immediatamente che per Dorian, quella bambola rappresentava una specie di tesoro da non toccare, un punto debole. La sua mente si chiuse non riuscendo a trovare altre spiegazioni su chi fosse e sul tipo di legame che c'era tra loro, non potevano che essere padre e figlia...Certo, in un primo momento ci era rimasta male, aveva avuto la pessima idea di spintonarlo e togliere dalle sue vene tutto il sangue in circolo, e torturandolo farsi spiegare chi fosse la donna che si era portato a letto, creando così quell'essere bellissimo eppure... eppure era un bellissimo mostro. Gli occhi dolci che mostrava a Dorian si trasformavano in qualcosa di diverso ogni volta che fissava lei e si sentì male a pensare di dover accettare la figlia dell'uomo che aveva più amato, la figlia di una donna che non era lei, una bambina che non era sua. Ma parlando francamente mai Meghann avrebbe dato alla luce un figlio di Dorian, ne sarebbe nato un essere ibrido tra angelo e vampiro e non poteva sopportare l'idea che suo figlio avesse bisogno di quel liquido denso rossastro per vivere, il suo cuore e la sua anima non avrebbe retto. Sapeva benissimo poi, che anche la sola idea di avere un figlio, non solo Suo, ma in generale, era fuori discussione, un angelo non avrebbe mai dovuto peccare di carnalità ed invece lei ci era caduta spesso... e volentieri. Guardando quella minuta figura le ritornò alla mente quella magica, maledetta notte di odio e amor, in casa di lui, dopo il giro al London Eye. E ricordò la figura del Corvo, ancora impressa nei suoi ricordi. Dorian l'aveva fatta bere, l'aveva usata per deriderla e ricordarla in quella imbarazzante condizione e l'aveva vista cedere. Cedere all'alcool? No... cedere a lui. Quella sera entrambi capirono come Meg potesse scivolare bene sul suo corpo e come si incastrassero perfettamente come tessere di un puzzle, ;a guardando le due creature più belle che avesse mai visto capì che Dorian aveva trovato un altra, e cosa ancora peggiore non aveva alcun obbligo a dirle chi fosse Lei e quando fosse successo. Meghann fece vagare lo sguardo tra le mura di quell'immensa stanza, quasi come se volesse guardare oltre essi, probabilmente la madre di quella dolce bambina si aggirava tra quelle mura e non lo nascose a se stessa, temeva le sarebbe saltata alla gola per la confidenza con Dorian, per generarla, per decidere di avere una figlia doveva amarla davvero più di lei, più di tutte... Fissando quella scena di intimità familiare Meghann si sentì un intrusa, per la prima volta in tutti il tempo che era stata li, capì che davvero, non era il posto dove avrebbe dovuto essere, e voluto.. Come poteva mettersi in mezzo tra un padre e una figlia? Le si strinse il cuore per la tristezza di non esser più ciò che in passato rappresentava per Dorian, ormai era tutto così chiaro, Meghann non era nulla, solo un angelo qualunque da sterminare, solo un ricordo.
-"E saremo per sempre insieme..Mi sei mancato tantissimo, Mio Principe. Promettimi che non andrai più via, e promettimi che mi terrai sempre con te.." Girò il volto di lato per evitare l'ennesima scarica di lacrime, poi aveva deciso di punto in bianco di prendere confidenza con la piccola. La diffidenza con cui la osservava era la stessa con cui la guardava Dorian, a cui rivolse uno sguardo carico di triste consapevolezza prima di piegarsi sui talloni per mettersi in pari altezza con la bambina.
-"-Il mio nome è Claudia. Claudia Morrigan." Rivelò finalmente la sua identità, il nome non le era affatto nuovo, lo aveva sentito mezz'ora prima quando Dorian per levarsi di torno il fratello aveva detto di portare con se una certa Claudia e un altra donna... Margot, che doveva senz'altro essere la madre. Come avrebbe potuto uccidere una creatura dal sorriso e dal viso tanto dolce, non le era possibile, non in quel momento. Era ancora abbracciata a Dorian quando decise di spostarsi da lui congedandosi.
-"Torno presto amore mio." Meghann inarcò un sopracciglio incredula, ma dove credeva di andare ora, che fosse entrata nella stanza solo per seminare il caos nella sua mente? Possibile, se fosse stato un piano di Dorian non si sarebbe nemmeno sorpresa, sapeva che avrebbe fatto di tutto pur di cacciarla di li, anche sbatterle in faccia una verità così pesante. Ma invece di tornare da dove era spuntata, si avvicinò a lei facendola rimanere stupita ancora una volta. Allungò le sue piccole braccia verso di lei, certo che capiì immediatamente, solo che come poteva fidarsi..? Come poteva sapere cosa passava per la mente di quella ragazzina, e se avesse voluto farla fuori, o impadronirsi del suo cervello? Meghann ingoiò un groppo di saliva facendo risalire lo sguardo inevitabilmente sulla figura di Dorian, poi sul suo viso. In risposta lui le annuì, ma era possibile fidarsi anche solo di se stessa in quel luogo di morte e perdizione..? Sorrise alla piccola creatura e timidamente e delicatamente prese la bambina per le ascelle e la sollevò da terra sorreggendola con un braccio, mentre con la mano libera le sistemò i boccoli che le erano caduti davanti al viso perfetto e immacolato. Si sentì stranamente completa, e sapeva che stava compiendo uno sbaglio enorme, ma fin quando non si sarebbe assicurata che quella bambina fosse malvagia, Meghann non le avrebbe torto un solo capello. Fissò gli occhi di Claudia intensamente, come se stesse leggendo dentro di essi, ma era così accecata dalla sua bellezza che non vedeva la morte che albergava nelle profondità dei suoi occhi. Le accarezzò una guancia e le sorrise ancora, sbagliava a sentirsi, una madre..? Probabilmente non avrebbe mai più provato una sensazione simile e così si beava di quegli istanti.
-Posso chiederti Claudia.. cosa sei? Oltre ad essere una piccola principessa, è chiaro..Non ebbero che un minuto di tranquillità che poi accadde il finimondo. Le candele della stanza divennero più pacate e se prima Meghann sorrideva in quell'istante divenne seria e agitata, confusa cercò lo sguardo di Dorian per capire cosa era successo. Sentì chiaramente il Dorian umano lamentarsi e il vampiro lo lasciò fuggire dalla finestra, guardò Claudia sorridendole forzatamente, come poteva dirle che andava tutto bene se nemmeno sapeva cosa stava succedendo? Aveva Claudia ancora in braccio quando sei di quelle orride e maleodoranti creature si avvicinarono a lei, a loro, vederle da lontano era un conto ma constatare la loro vicinanza era tutt'altro, Meghann si spaventò visibilmente, forse nemmeno Claudia avrebbe reagito così, ansimò spalancando gli occhi e guardandosi attorno continuamente mormorando parole incomprensibili persino alla bambina che le era così vicina, erano preghiere in enochiano, la lingua degli angeli. Strinse Claudia a se cercando quanto meno di proteggere lei da quelle creature che senza una ragione valida stavano per scagliarlesi contro. Poi l'urlo di Dorian, un "No" che si propagò per tutta la stanza e probabilmente per buona parte del maniero.
-" Dorian! I Licantropi! Sono tutt'intorno al Maniero" La porta della stanza della biblioteca si spalancò facendo tuonare la voce di Lestat, era ancora fra i piedi. Quando lo sentì Meghann si girò di scatto verso di lui portando inevitabilmente Claudia a fare i suoi stessi movimenti, forse la bambina aveva notato come l'atteggiamento di Meg fosse cambiato in pochi istanti, adesso tremava quasi di rabbia, gli occhi infuocati, la voglia di uccidere quell'insulso essere più forte di prima, non credeva esistesse al mondo creatura più adatta di lei per ucciderlo. Ma doveva calmarsi, aveva sentito che un gruppo di licantropi erano riusciti a raggiungere la casa, e ne era addirittura circondata.-"Dorian che diavolo..?! Cosa ti salta in mente...!" A Lestat bruciava vedere Claudia in braccio a lei? Beh ancora per poco, doveva solo godersi quell'ora di trambusto e di guerra, poi non avrebbe più rivisto la piccola meraviglia che Meghann teneva stretta a se, e come un fulmine a ciel sereno Meg si vide costretta ad arretrare e a tappare almeno una delle orecchie di Claudia per riservarle quel getto di veleno indirizzato come sempre, a lei.-"DIMMELO! DIMMI CHE NON E' UN TUO PIANO MEG! DIMMI CHE NON SONO AMICI TUOI!" Prima di rispondergli rimise delicatamente Claudia a terra facendola prima poggiare con la punta dei piedi e tenendosela accanto a se. Ma come poteva Dorian accusarla di una cosa simile? Neanche aveva saputo che la dimore in cui si trovava era quella dei Morrigan, come poteva aver chiamato quegli animali, e quando soprattutto? -Pensi davvero che sarei così vigliacca da attaccarti adesso? Ma quanto poco devi conoscermi, quanto poco devi sapere di me per pensarmi capace di una cosa simile? Non sono amici miei Dorian, non sono i licantropi che mi hanno seguita per quanto ne so. E perché mai da Los Angeles mi avrebbero addirittura seguita fin qui? E non percepiscono che questa è zona di... vampiri? Disse vampiri con un certo disgusto nella voce, Dorian non era più la sua preoccupazione quanto invece Lestat che la guardava infiammato d'ira e Meghann altrettanto. -"..se non è opera tua allora difendila. Con la tua Luce ma non farle male.. non farle alcun male. Dimostrami che posso fidarmi di te.." Meghann lo guardò sentendo salire le lacrime agli occhi, le stava chiedendo un assurdità, doveva anche proteggere sua figlia, ma dov'era la madre perché non si prendeva cura di lei? Aveva avuto la risposta di tutta una vita, era racchiusa in quella frase "dimostrami che posso fidarmi di te.. lui non si era mai fidato di Meg, e infondo lo aveva sempre saputo, ma le fece male il cuore, non potè credere che l'unico modo per riscattarsi era salvare Claudia, ma doveva farlo, voleva salvare la bambina per meritare la sua fiducia. Lo guardò in quegli abissi neri e dopo aver ripreso Claudia fra le braccia tornò con lo sguardo su Lestat che implorava Dorian pateticamente di non farle tenere Claudia in custodia. Andiamo, Meghann era un angelo, Lestat doveva stare calmo... finché poteva e fare il cagnolino. -". Ringrazia che c'è Dorian! Ringrazia!" Orgogliosa si mise in posizione eretta non dando alcun segno di tradimento, non avrebbe ringraziato la presenza di Dorian nemmeno sotto tortura. Lui piuttosto doveva ringraziare il fatto che la situazione era quel che era e che c'era un caos un frastuono di mormorii agitati, che non permetteva la razionalità assoluta, c'era tempo per ucciderlo. Gli avrebbe sputato ai piedi se non ci fosse stata Claudia tra le sue braccia. -"Claudia.. io tornerò subito.. non ci metterò molto. Porta Meghann nei sotterranei.. va bene? Vi raggiungerò lì tra poco.." Sapeva che la bambina sarebbe stata triste a tali parole, ma Meghann superò se stessa, quando lui la guardò negli occhi lei deviò lo sguardo puntandolo verso il vestito di Claudia, non aveva la forza di guardarlo negli occhi dopo ciò che non le aveva detto. Non l'aveva salutata, a questo punto capì perfettamente cosa passasse per la testa bacata di quell'idiota di Dorian, aveva voglia di prenderlo a schiaffi, a pugni, voglia di svuotarlo di ogni goccia di sangue, rispedire la sua anima all'inferno e buttarvici dentro anche il corvo. A lui non importava un bel niente di Meghann, voleva solo Claudia viva, Meg poteva anche morire, se no perché non l'aveva salutata, perché continuava ad ignorarla in quel modo anche in una situazione di pericolo? Era palese che l'aveva completamente dimenticata.. Meghann annuì guardandolo ferita nell'orgoglio, pensava che dopotutto almeno un po di lei gli importasse ed invece no. -Proteggerò Claudia, non perchè me lo ordini, ma perché voglio farlo. E stai attento che Lestat non muoia, voglio avere io il privilegio... Non continuò la frase per via di Claudia e perché sapeva che Dorian aveva capito sin troppo bene. Lo vide voltarsi e andare verso il portone con Lestat, ma poggiò nuovamente Claudia a terra e gli corse dietro e lo fermò prendendo un lembo della sua giacca, lo fece voltare e poi gli fece scivolare la mano sulla sua, quella in cui teneva stretta la bambola di Claudia, la prese e lo guardò negli occhi, seria, quasi fredda, ma piena di speranza. -A dopo... Dopodichè lo vide scomparire dalla sua vista. Meghann sospirò rumorosamente e si girò verso Claudia avvicinandosi a lei annuendo e porgendole la bambola. -Guidami tu Claudia... Disse solo porgendola la mano affinché lei la prendesse, a meno che non fosse fredda anche lei come il padre.

Lo vuoi veramente? Mi vuoi veramente?
Mi vuoi veramente, vivo o morto, per torturarmi per vivere una menzogna?


Commenti

pubblicato il 25/03/2014 19.21.06
Gelo, ha scritto: io non so perché scrivete così in piccolo ... mah ...

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