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lavoro pubblicato sabato 22 marzo 2014
ultima lettura martedì 22 gennaio 2019

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Il segugio bianco

di GianniVadrosi. Letto 381 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Ci sta ancora inseguendo?" chiese Gerard, "ovvio, testone" rispose il suo amico Jonathan, "è inarrestabile, non si fermerà fino a quando non avrà finito il lavoro". "Allora abbiamo un problema.&q...

"Ci sta ancora inseguendo?" chiese Gerard, "ovvio, testone" rispose il suo amico Jonathan, "è inarrestabile, non si fermerà fino a quando non avrà finito il lavoro". "Allora abbiamo un problema." convenne Gerry, come veniva chiamato dai suoi amici, "già, peccato sia un problema irrisolvibile... E letale." gli venne risposto. I due, durante la breve conversazione, non avevano mai smesso di guardarsi attorno, quasi cercando di cogliere qualche traccia invisibile o qualche sagoma evanescente, per capire da dove sarebbe potuta venuta. Ed alla fine arrivò. Un bagliore accecante che venne dal cielo, irradiando tutta la pianura di luce, quasi fosse sorta una seconda alba, come se la notte fosse stata squarciata e dilaniata nella sua essenza. Capelli neri come l'oblio, pelle bianca come la luna, corazza blu come il mare ed occhi azzurro ghiaccio. Era una Dea, o forse la sua incarnazione terrena, o magari semplicemente un'umana benedetta da madre Natura, ma in ogni caso, non vi era nulla in lei che non potesse essere ammirato. Scese su di loro, rapida come un fulmine, squarciando la gola di Gerard con un semplice strappo, neanche fosse fatta di carta, e, successivamente i suoi occhi si piantarono su Jon. Aprì le sue labbra carnose, nere anch'esse come i capelli, e disse: "Come avete osato profanare le mie terre, poveri idioti. Enorme sarà la punizione che vi verrà inflitta, e non crediate che sarà la morte a fermare la mia ira." Alzò la sua mano destra al cielo, e dopo una breve invocazione a qualche forza misteriosa, un altro bagliore, che ridusse gli occhi di Jon a due fessure. Dopo, venne solo il dolore. Riprendendosi da quella luce, tanto potente quanto assurda, vide solo rosso guardandosi attorno, ed una lunghissima lancia d'argento piantata nel suo cuore. "Pietà!" gridò con un filo di voce, mentre dagli occhi scendevano copiosamente lacrime, "Pietà!" ripetè. Ma nessuna parola in risposta, solo un altro affondo nella sua carne, ed ancora dolore. Un dolore che sembrava ripercuotersi dal corpo alla mente di Jon, tanto forte da fargli desiderare di non essere mai nato. Solo all'ultimo, poco prima del suo ultimo respiro, gli venne risposto: "sai, sarebbe stato un peccato se tu non fossi mai nato. Mi sarei privata di questa breve, dolcissima, caccia. Addio, stolto". La notte, infine, reclamò le sue due vittime che vennero ritrovate, il mattino seguente, fredde al tatto, quasi fossero morte... Congelate.


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