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lavoro pubblicato giovedì 13 marzo 2014
ultima lettura lunedì 16 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

DOUBLE 8 - TRASFERTA DI LAVORO

di rome56. Letto 3016 volte. Dallo scaffale Eros

Ho 50 anni e da più di 25 lavoro nella stessa azienda. Giovane laureato ho dato la scalata alla carriera diventandone, oggi, tra i più alti dirigenti. Ma questo non è sempre un bene! Le grane più antipatiche mi vengono riser...

Ho 50 anni e da più di 25 lavoro nella stessa azienda. Giovane laureato ho dato la scalata alla carriera diventandone, oggi, tra i più alti dirigenti. Ma questo non è sempre un bene! Le grane più antipatiche mi vengono riservate in virtù della pluriennale esperienza e gli incarichi, seppur ben remunerati, fioccano d’improvviso. Il giorno prima ero stato avvisato che mi sarei dovuto spostare presso una nostra filiale per risolvere un problema che richiedeva particolari esperienza e perizia. Solo 24 ore, mi era stato detto, partenza nel pomeriggio, arrivo in serata, l’indomani risoluzione del problema e rientro in sede, pernottamento in hotel. Forse per non farmi protestare tanto, mi avevano prenotato un hotel a 5 stelle completo di SPA. Acconsentii senza tante storie… sapevo che le insistenze e lusinghe avrebbero finito per convincermi e decisi di evitare di perdere tempo.
Eccomi dunque in prima classe su un Freccia Rossa pronto ad affrontare 4 ore di viaggio. Ora prevista di arrivo, le 20.00, un buon libro per ammazzare il tempo e magari conciliare un pisolino, arrivo in hotel, cena, magari preceduta da una sauna e poi a dormire in attesa del lavoro dell’indomani. Tutti sapete come sono i Freccia Rossa, velocissimi, ma senza un minimo di privacy con quelle poltrone sistemate di fianco e di fronte l’un l’altra. Sistemato il modesto bagaglio, sedetti al mio posto ed aprii il libro tuffandomi nella lettura in attesa della partenza. Un “buongiorno” mi distrasse dalla lettura; era il passeggero che aveva prenotato il posto di fronte al mio. Risposi con cortesia al saluto e osservai il nuovo arrivato. Era in divisa di ufficiale superiore dell’esercito, i gradi sulle spalline della giacca lo identificavano come un colonnello e diverse erano le decorazioni che ornavano il petto. Lo osservai un po’ meglio…. sicuramente proveniva dall’accademia visto il grado e la giovane età, non più di 45 anni, ma i nastrini dichiaravano una carriera non comune. Ovviamente non guardai solo questo… carnagione scura, ma di quel bruno dovuto all’esposizione al sole, fisico asciutto in tutti suoi 185 cm, non pesava, ad occhio, più di 78 kg… un bell’uomo, decisamente! Non che io sfiguri…. nonostante i miei 50 anni ed i miei 180 cm, peso 74 kg ed ho appena un filo di pancetta. I suoi movimenti erano agili e scattanti, come di chi ha una discreta preparazione atletica ed è abituato a stare in movimento. Non vi nascondo che mi chiesi come era messo tra le gambe! Le sto dando fastidio? – mi chiese mentre finiva di sistemare il bagaglio, modesto anche il suo. Assolutamente no – risposi sorridendogli. Sistemata la borsa, sedette di fronte, mi sorrise e – anche lei diretto a Roma? – mi chiese; si – risposi – per lavoro. Io sono diretto al mio comando – aggiunse – e sono in attesa di nuova destinazione e nuovi ordini. Questo modo di parlare mi faceva pensare ai film di guerra che si vedono in tv. E’ stato trasferito? – chiesi – No, ho concluso la mia licenza dopo aver fatto parte delle forze di pace in un’altra nazione, mi scusi, ma non sono autorizzato a dire dove; dovrei ripartire nei prossimi giorni per un nuovo incarico dopo aver trascorso quasi due mesi con la mia famiglia. Anche lei sposato? – chiesi – Si, anche lei vedo dalla fede che porta al dito. Si, anch’io – risposi, e aggiunsi – sarà dura ripartire dopo essere stato un po’ di tempo a casa. Ormai ci sono abituato – rispose – e anche mia moglie lo è, e, d’altra parte, ha sempre saputo qual’ è la vita di un militare di carriera. Stranamente il discorso prendeva una piega confidenziale, di quell’intimità strana che può crearsi solo tra due estranei. Più che altro – disse ancora – è il bambino che mi manca; con mia moglie ci sentiamo quasi tutti i giorni, ma lui è troppo piccolo per relazionarsi al telefono. Quanto tempo sta via, in genere? – chiesi, e lui – non meno di sei mesi, ma a volte sono stato fuori anche di più. E….. – mi interruppi. E…? – chiese lui. No, mi scusi – dissi – non intendo essere invadente. Ma no, dica pure – ribattè – non si preoccupi, mi fa piacere intrattenere una conversazione che non sia di piani militari e chissà quando mi ricapiterà ancora. Beh! – dissi – mi chiedevo come fate a stare lontani tanto tempo dalle vostre donne, come provvedete a quelli che per noi uomini diventano dei bisogni fisici. Sorridendo mi rispose – finchè non si è in azione, i soldati trovano sempre qualche puttana con cui sfogarsi, noi ufficiali instauriamo quasi sempre relazioni temporanee con qualche signora del luogo. – E quando siete in azione? – aggiunsi – come ve la cavate? Il suo sguardo si fece più serio ed intenso – buona parte della truppa si masturba - disse – ma chi ha cominciato a vivere in caserma dall’età di 14 anni è abituato a relazionarsi diciamo in maniera diversa, pur senza perdere la propria identità sessuale e, d’altra parte, in ciascuno di noi vi è un lato femminile… in qualcuno magari più sviluppato.Vuole dirmi – chiesi – che avete rapporti sessuali tra voi? Esatto – mi rispose – e non si scandalizzi, la vita in missione è dura e solitaria, e poi anche gli antichi eroi greci avevano i loro giovani amanti. In genere voi militari rappresentate l’essenza della virilità – risposi – certamente non mi scandalizzo e d’ altra parte….. D’altra parte? – chiese lui con uno sguardo che si fece più acuto. Beh! – risposi e mi sentii arrossire – ho avuto anch’io esperienze omosessuali. Lo avevo immaginato – mi disse sorridendo – dal modo in cui mi ha osservato quando sono arrivato e (questa volta mi sembrò arrossisse lui) in lei il lato femminile sembra ben sviluppato. Ha ragione – dissi sorridendo e quasi del tutto disinibito – le mie esperienze mi hanno fatto apprezzare molto questo ruolo. Dove alloggerà prima della partenza – chiesi cambiando discorso – ho il mio alloggio in caserma, mi rispose – con tutti comfort, visto il mio grado, ma comunque un po’ triste; e lei? – Stasera alloggerò al *****, la mia azienda mi ha prenotato lì, cenerò solo e lei? – azzardai – anch’io – rispose – a meno che non si voglia cenare insieme – perché no? – risposi, e, sorridendo, aggiunsi – e chissà…. Sorrise, appoggiò la testa alla poltrona e socchiuse gli occhi. Ripresi a leggere, ma ero distratto da quanto stava succedendo. Il tempo era passato velocemente e mancava ormai poco all’arrivo. Il mio nuovo amico riaprì gli occhi e mi disse – dove ceniamo? – magari in albergo da me – risposi – peraltro è tutto pagato! Rise e mi disse che andava bene. Arrivati a Roma, prendemmo un taxi e ci facemmo portare in albergo. Mi registrai e offrii al bel soldatino di salire per rinfrescarsi anche lui prima di andare a cena. Salimmo, la camera, doppia uso singola, era più che accogliente e veramente molto elegante. Gli chiesi se voleva fare una doccia, accettò. In maniera molto maschia e cameratesca cominciò a spogliarsi mentre io riponevo il mio bagaglio nell’armadio. Una volta nudo, si infilò in bagno ed io ebbi modo di osservarlo nudo…. veramente un bell’uomo! Asciutto, muscoloso, villoso al punto giusto e…. con un bel pisello!!! Dopo alcuni minuti uscì dal bagno in accappatoio – Tocca te – disse – possiamo darci del “tu”, vero? – sicuramente si – risposi e cominciai a spogliarmi con la sua stessa disinibizione. Anche io ho un bel fisico asciutto, ma più morbido. Qualcuno dei miei amanti ha detto che il mio bacino è molto femminile, forse per le anche dalla curva morbida e per le natiche belle piene. Con disinvoltura, nudo, mi avviai verso il bagno sotto il suo sguardo, celando l’eccitazione che mi trasmetteva. Ero da qualche minuto sotto il getto della doccia quando lo sentii entrare in bagno, si avvicinò al box e mi chiese – hai voglia di cenare subito o ti va prima un aperitivo? – Va bene per l’aperitivo – risposi. Dal box vidi che si disfaceva dell’accappatoio, apri l’anta, si intrufolò dentro e disse – allora eccomi! Non mi aveva dato il tempo di realizzare cosa stava succedendo. Devo avvisarti però – mi disse – cosa? – ribattei – in me – aggiunse – è più sviluppato il lato maschile. Non può che farmi piacere – risposi – quando sono con un altro uomo desidero essere trattato come una femmina. Le sue mani cominciarono ad accarezzarmi le spalle per poi scendere quasi subito verso le mie tettine, ricordo di pettorali da sportivo, strizzandomele e stringendomi i capezzoli. Il sapone era stato lavato tutto e la sua bocca si avventò sui capezzoli succhiandomeli voracemente mentre le mani continuavano ad accarezzarmi il torace e le spalle. Allungai la mano verso il suo cazzo che mostrava un’erezione pari alla mia; cominciai a segarlo mentre con l’altra mano gli carezzavo delicatamente le palle di serie dimensioni. Si staccò dai miei capezzoli e mentre lo segavo cominciò a carezzarmi il viso facendo una lieve pressione… capii. Mi inginocchiai e gli presi il cazzo in bocca. Appoggiò le spalle alla parete e protese il bacino in avanti offrendomi tutto il suo meraviglioso bastone di carne. Era bello grosso e mi sforzai di inghiottirne quanto più ne potevo fermandomi solo quando stava per procurarmi un conato di vomito, ma senza mai perdere il ritmo e senza mai fermare la mia lingua che sembrava impazzita su quella cappella turgida e potente. Mi tirò su, mi girò e mi abbracciò da dietro facendomi sentire la potenza del suo cazzo sulle chiappe, si muoveva per trovare il varco tra di esse, ma l’acqua ostacolava i suoi sforzi ed io, per aumentare l’eccitazione non facevo nulla per favorirlo se non muovere il mio culo per continuare a sentire lo strofinio del suo cazzo. Mi accorsi che a stento sfiorava il mio cazzo. Gli chiesi il perché e mi rispose che non amava toccare o succhiare cazzi, che lo aveva toccato poche volte, ma… mai dire mai. Chiuse la doccia, mi prese per mano, prese un accappatoio e mi condusse verso il letto. Prima in piedi, cominciò ad asciugarmi, poi mi fece distendere e completò l’opera. Si stese al mio fianco e cominciò a carezzarmi e baciarmi il collo, le spalle, le tette, mi mordicchiava i capezzoli e finalmente la sua mano si diresse verso il mio culetto che non vedeva l’ora di essere messo al centro dell’attenzione. Mi carezzò le chiappe, me le stringeva e pastrugnava e con il dito mi stimolava il buchetto che rispondeva con il pulsare che ben conoscevo quando ero ansioso di prendere un bel cazzo nel culo. Decisi di prendere in mano la situazione, ma in maniera molto femminile. Mi sollevai e mi chinai sul suo cazzo per cominciare di nuovo a spompinarlo… apprezzò molto l’iniziativa ed io cominciai a succhiarglielo con grande abilità. Dopo qualche minuto mi girai completamente senza lasciare che il suo cazzo mi sfuggisse dalla bocca, ma sistemando il mio culetto sul suo viso. Cominciò a carezzarlo, aprirlo, passare il dito sul buchetto voglioso e pulsante, finchè, finalmente, cominciò a leccarmelo! Chi mi ha già letto, sa che sentire la lingua sul buco mi manda in paradiso. Sotto quella lingua, anch’essa vigorosa come il cazzo che mi stantuffava la bocca, il mio buchetto si distendeva e si dilatava, pulsava e si gonfiava mostrando tutta la voglia di essere posseduto. Se ne accorse anche lui e mi sollevò. Come vuoi essere scopata – mi chiese – come tu preferisci – risposi ansimando e in preda ad un’ eccitazione non comune. Mi sistemò sulla schiena, appoggiò le mie gambe alle sue spalle, mi aprì le chiappe e puntò quella meravigliosa cappella sul mio buco. Spinse con decisione mentre io provavo ad aprirmi e dilatarmi quanto potevo. La cappella superò il varco non senza strapparmi un gridolino di dolore, ma lui non se ne preoccupò! Seppur delicatamente, non si fermò e continuò a farsi strada nel mio culo fino ad infilarmi tutto il suo cazzone. Sentivo questa mazza di carne sconquassarmi le viscere e non trovavo il confine tra il bruciore ed il piacere che mi dava. Dopo pochi attimi fu solo piacere. Ora la strada è fatta – dissi – scopami come una troia, inculami forte. Non se lo fece ripetere, accelerò il movimento del suo trapano, facendo uscire il suo cazzo dal mio culo ed entrando nuovamente a sfondarmelo. Ti sto scopando come una vacca – diceva – prendilo tutto. Singhiozzando dal piacere non potevo che rispondergli – Siii, scopami, inculami, sono la tua puttana, dammene di più, sfondami tutta. Uscì dal mio culo, si distese e mi disse – ora cavalcami tu. Salii su di lui, presi il suo cazzo, lo puntai sul mio buco e scesi su di lui impalandomi. Dopo averlo assaporato qualche secondo cominciai a muovermi su e giù mentre le sue mani stringevano ora le mie tette, ora le mie cosce, ora le chiappe e solo sfiorando di tanto in tanto il mio cazzo che menavo con lo stesso ritmo di quello con il quale mi stavo inculando quello splendido cazzone. Girati – mi disse – ti voglio di spalle. Strinsi forte il buco e senza perdere la presa su quel bastone mi girai e ricominciai a cavalcarlo; ora sentivo le sue mani sul mio culo, aprivano le chiappe, le stringevo, lo vedevo guardare il suo cazzo che affondava nel mio culo e poi di nuovo fuori e poi ancora a deliziarmi le visceri. Si tirò fuori, mi sistemò alla pecorina, venne dietro di me e mi inculò ancora. Questa è la posizione che mi fa sentire più femmina, sottomessa e presa. Il cazzo nel culo, le mani che stringono i fianchi e le chiappe mi danno il senso di essere davvero posseduta. Cominciò ad incularmi sempre più velocemente, mi stringeva le chiappe e mi diceva che lo facevo impazzire e che ero la sua troia. Scopami forte – risposi – fottimi come la femmina che sono. Accellerò, allungò la sua mano verso il mio cazzo e cominciò a menarmelo. Voglio sentirti venire mentre ti sborro nel culo – mi disse. Il suo cazzo e la sua mano cominciarono a muoversi più freneticamente e disordinatamente quando esplosi il mio orgasmo nella sua mano mentre mi inondava il culo della sua sborra. Ci accasciammo sul letto. Dopo qualche minuto ritornammo in bagno, ci lavammo e scendemmo a cena. Gli proposi di rimanere a dormire da me in hotel. Accettò.

Se volete inviare commenti,saranno graditi e se volete contattarmi,fatelo a
romeo26856@hotmail.com



Commenti

pubblicato il 20/03/2014 15.40.29
Grunda, ha scritto: Bel racconto!

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