ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 12 marzo 2014
ultima lettura venerdì 22 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

100 Giorni

di Truth714. Letto 675 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il sole mi scalda la pelle del viso e delle mani, gli alberi in fiore annunciano la primavera. Il bel tempo è finalmente arrivato. Quanti ricordi …

La borsa da palestra, asciugamani, pigiama, maglie, pantacollant, jeans, calzini, reggiseni, slip ... ehm ... shampoo e balsamo serviranno?? Boh io ce li metto ... AH! Le infradito ... E poi? Oddio non voglio dimenticarmi di nulla di fondamentale ...
-Un maglione o sentirai freddo! - sento una voce alle mie spalle
- Grazie mamma! - Corro all'armadio, prendo la mia felpa azzurra e la metto in borsa. Indosso un maglioncino e mi siedo sul letto ad ascoltare la musica. Ancora ho del tempo prima di partire per i 100 giorni.
- Cazzo sono in ritardo! MAMMA IO VADO!
Esco di corsa da casa, prendo la macchina e mi precipito al parco dove mi devo vedere con alcuni compagni di classe per andare su tutti insieme. Per fortuna ci metto poco ad arrivare e non sono l'ultima.
- Finalmente sei arrivata! Credevamo di dover chiamare un taxi! - Dice Lucia la simpaticona della classe.
-Ora mi paghi la benzina della macchina è ufficiale ... dai salite, avete portato il navigatore vero?
-Sì sì tranquilla.
Il viaggio è stato tranquillo. Abbiamo messo su un CD e abbiamo cantato un po'. Arrivati all'agriturismo un signore alto, magro e pallido ci fa vedere il posto e come funzionano gli elettrodomestici. Quasi m'incute temore questo "individuo" che di umano mi pare che abbia poco.
La sala comune è ghiacciata! Al centro della sala vi sono un grande camino e tutt'attorno finestre decorate ai bordi. Un paio di divani di pelle accanto al camino e un lungo tavolo, un po' di sedie e in un angolo la cucina questo è il solo mobilio all'interno di questa sala.
Esco a prendere della legna per il camino, lo spiritello ha detto che il deposito non è molto distante. Il sole sta tramontando e questo posto è scarsamente illuminato, devo sbrigarmi se non voglio perdermi.
Arrivo al capanno senza porta, entro e prendo un po' di legna.
- Spero basti non riesco a caricarne dell'altra
Un brivido percorre la mia spina dorsale, ho la sensazione di non essere sola nel capanno.
-Posso aiutarti io se vuoi
Mi cade la legna di mano e mi giro di scatto. Un ragazzo alto, biondo, occhi chiari sta appoggiato al muro del capanno e mi osserva con fare da strambo.
-No tranquillo non c'è... - mi si avvicina improvvisamente che manco lo vedo e in una frazione di secondo me lo trovo a pochi centimetri da me.
-Non è un problema ... Mi chiamo Dimitri e sono a tua disposizione
- ...problema - riesco solo a dire.
Prendiamo della legna e ci riavviamo perla sala comune. Fuori è già buio.
Entro in sala, ma nessuno fa molto caso a Dimitri e a me. Posiamo la legna accanto al camino. Stefano si gira e notando l'enorme quantità di legna escalama: - Porco cane come hai fatto a portare tutta questa legna!?
Lo osservo stranita poi mi riprendo e rispondo: - Mi ha aiutata - indico Dimitri e mi volto per guardarlo ma accanto a me non c'è più nessuno - ehm ... cioè - mi rigiro verso Stefano - non è così pesante come sembra sai ...
Stefano mi guarda stranito, fa spallucce e accende il fuoco. Prepariamo la cena, mettiamo su la musica, balliamo, cantiamo, beviamo e ... come da copione ... qualcuno si sente male. A chi tocca fare da infermiera? A me ovvio ... Non mi dispiace occuparmi degli altri però preferisco ballare un po' di più.
Accompagno in camera la ragazza che sta male, la lavo un po' le pettino i capelli così che non si vomiti addosso, le infilo il pigiama e la metto a letto. Dopo un po' arriva Chiara, una dei pochi sobri, mi mette una mano sulla spalla e quasi facendomi prendere uno spavento dice: - Dai torna alla festa ti do il cambio con Jessica.
-Grazie Kiki se hai problemi chiamami pure.
Mi alzo da quella sedia dura e stiracchiandomi sbadiglio mentre guardo fuori dalla finestra e improvvisamente vedo Dimitri che mi fissa con quel suo sguardo affascinante. Sbatto le palpebre e lui non c'è più, sparito. Com'è possibile? Boh sarà la stanchezza.
Esco dall'appartamento e mi dirigo verso la sala comune, sono a pezzi. Opto per prendere il mio borsone e dirigermi verso la mia camera a riposare. So che non è nello spirito dei 100 giorni ma sono distrutta.
Dormo con Veronica. M'infilo sotto le coperte e cerco di prendere sonno, ma non ci riesco. Che giornata strana oggi, l'omino spiritato che ci ha accolto e poi Dimitri ... Dimitri. Mi addormento, rivedo i suoi occhi, la sua pelle leggermente abbronzata, i capelli color oro e il brivido che l'ha annunciato al capanno.
Improvvisamente apro gli occhi e avverto di nuovo il brivido lungo la schiena. Ho di nuovo l'impressione di non essere sola in quella stanza in pietra arredati con mobili classici. Mi siedo sul letto e sento un gelido respiro sulla mia guancia. Accendo l'abatjour in stile libery ma non c'è nulla in camera oltre a me. O per lo meno non vedo nulla. Torno a dormire.
Al mattino seguente mi sveglio presto, sono tra le prime. Veronica sta ancora dormendo. Mi lavo, mi vesto ed esco a fare una passeggiata.
Senza manco accorgermi mi ritrovo al capanno. Decido di entrare. Sento un rametto che si spezza, mi giro e ritrovo Dimitri.
- Ehi chi si rivede ...
- Ti serve ancora della legna??
- Veramente no ... volevo rivederti
Mi faccio coraggio e mi avvicino per osservarlo meglio.
-Che fai mi studi?
Arrossisco - No, no ecco ... scusa ma ero curiosa ...
-Di cosa - Chiede
- Ieri ... mi sono voltata ed eri sparito, poi mi spiavi dalla finestra e ora ...
Me lo trovo sopra che mi stampa un bacio sulle labbra. Come fa a essere così veloce? E ad essere così caldo e appassionato e allo stesso tempo gelido?
Lo separo e gli do uno dei miei schiaffi più potenti. La sua testa si sposta leggermente, la mia mano diventa rossa più del mio viso, lacrime di rabbia mi salgono agli occhi.
-Non. Ti. Devi. Più. Permettere. Hai capito?
- Le chiedo scusa signorina. Peró... - si porta una mano sulla guancia colpita - ...Sei una tipa tosta, era tanto che non mi tenevano testa in questo modo ... troppo tempo, mi piace - Dice sorridendo maliziosamente.
Se prima ero furiosa ora sono completamente spiazzata. Ho sentito bene?
-E non è nulla in confronto a quello che so fare perciò, sempre che tu non ci tenga proprio a morire, non farlo MAI più.
Dimitri alza le mani e fa un passo all'indietro - Chiedo scusa signorina. Vorrei farmi perdonare posso offrirle la colazione? - dice inchinandosi, come si faceva un tempo ... tanto tempo fa.
-Ok, va bene...
Mi offre il braccio e ci avviamo fuori dal capanno.
-Non ricordo come ti chiami ... - mi chiede
- Ana ... anzi per te sono Anastasia!
- La profezia ... - dice diventando rigido come un pezzo di legno
- Cosa?
- No, nulla, scusa devo andare ...
- Ma ... la colazione? Devi farti perdonare, non credere di passarla liscia ...
- Ci vediamo sta sera. È una promessa.
Passo la giornata all'insegna dell'aspettare che cali il sole. Gioco a carte, pulisco il casino della sera prima e appena il sole tramonta esco e aspetto fuori. Aspetto. Aspetto, ma nulla accade. Entro, sono congelata, ceno e mi siedo accanto al fuoco a scaldarmi. Mi offrono shots ma oggi mi rifiuto di bere alcol. Mettono su la musica, ballo un po'. Alle due decido di ritirarmi e vado in camera. Mi dirigo verso il mio appartamento con le chiavi in mano, apro la porta, accendo la luce e me lo trovo davanti.
-Finalmente ci hai messo un po' di tempo ...
- Che cazzo ci fai qui!?
- Ti aspettavo ... ricordi stamattina? La colazione?
- Sì, ma cosa ... come ... quando? Come cazzo sei entrato qui dentro!?
Dimitri si avvicina e chiude gli occhi come se stesse respirando il mio aroma - Mi sei mancata.
-Anche t...cosa?
- hahahaha anch'io? Interessante...
Lo scanso, mi dirigo verso la mia stanza, accendo la luce e trovo Dimitri disteso sul letto. Mi giro a guardare l'entrata e dico: - Ma ... ma tu ... tu eri dietro di me! Come diavolo hai fatto?
-Vuoi davvero saperlo o vuoi raggiungermi?
Voglio raggiungerlo, ma non devo. Mi dirigo verso il terzo letto che nessuno occupa e dove teniamo le sacche da viaggio, prendo asciugamano, shampoo e bagno schiuma mi giro verso Dimitri e gli dico: - No, voglio farmi una doccia e non pensare a nulla.
Sono sotto la doccia, l'acqua calda cade sul mio corpo, mi massaggio le spalle per scaricare un po' di tensione. Mentre mi lavo i capelli sento due mani ardenti che mi stringono i fianchi. Spalanco gli occhi facendo entrare del sapone, mi giro con gli occhi lacrimanti iniettati di sangue e me lo trovo davanti, un bellissimo e perfetto corpo atletico senza vestiti sotto la doccia con me. Dimitri porta una mano al mio viso e mi toglie il sapone dagli occhi. Mi spinge su un angolo della doccia e mi bacia con insistenza come se necessitasse quel bacio. Il mio corpo arde, non solo perché l'acqua è bollente. Dimitri mi accarezza i lunghi capelli rossi insaponati poi passa alle spalle i seni, che si china a baciare, l'addome, le cosce. Non riesco a dire una parola, vorrei spingerlo via e vorrei che restasse, vorrei menarlo fino a star male e vorrei farci l'amore. All'improvviso si stacca, indietreggia di un passo e si ferma a guardarmi sogghignando. La mente mi si schiarisce e capisco che voglio una sola cosa. Lui.
-Mbè? - Chiedo basita
- Cosa? - dice sorridendo. Quel sorriso malizioso
- Che ti salta in mente!?
- Come se non sapessi che lo vuoi anche tu... -dice avvicinandosi
-Non ti az ... - Mi bacia, mi stinge a se. Mi accarezza tutto il corpo. Mi bacia tutto il corpo.
Mi solleva tra le sue forti braccia, mi guarda dritto negli occhi mentre gemo. In quei suoi occhi vitrei vedo celato un animo scuro, maligno, ma non m'importa sento che lui non è così. Così misterioso e affascinante
Mi sveglio intontita a letto col pigiama indosso. Ho la gola molto secca, mi sollevo, mi gira la testa. Sul comodino un bicchiere d'acqua lo bevo. Poi nulla fino al rientro a casa.
Il sole mi scalda la pelle del viso e delle mani, gli alberi in fiore annunciano la primavera. Il bel tempo è finalmente arrivato. Quanti ricordi ...
-Mamma sono pronta andiamo??
-Eccomi
Ed eccomi qua appena quarantadue anni e accompagno mia figlia ai suoi 100 giorni. Spero si diverta e ragioni prima di fare qualsiasi cosa.
Lei mi aspetta in macchina impaziente col suo zaino tra le gambe. Sto per aprire la portiera quando ecco un brivido mi percorre la schiena come non succedeva da tanto tempo. È lui. È Dimitri. Non è cambiato di una virgola. In una frazione di secondo me lo trovo accanto. I miei occhi verdi incrociano i suoi azzurri come il cielo. Non una parola.
Dopo un instante che mi è sembrato durasse un'eternità, lo sento bisbigliare una sola parola prima di scomparire di nuovo: - Profezia...


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: