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lavoro pubblicato venerdì 7 marzo 2014
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le Notti del Cavaliere Oscuro di MG Capitolo 37

di MarianGalters. Letto 547 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Batman

CAPITOLO 37 DI 40 SEDIA A ROTELLE

Villa Wayne: nelle caverne sotto l'immensa tenuta dello ''scapolo d'oro'' di Gotham, Alfred Pennyworth, Harold Gobbs e lo stesso Bruce Wayne tirano le somme...
«Ancora non ci credo...come può essersi trasfromato in un mostro?!» Chiese Alfred
«Nutre un odio sviscerato per me e per tutti quelli che mi stanno intorno...» Rispose Bruce
«Per quale motivo?» Chiese Alfred
«Ci ritiene responsabili per quello che gli è accaduto dopo la morte dei suoi genitori...sì è sentito abbandonato nel momento del bisogno...secondo il suo punto di vista non dovevamo permettere che lo affidassero a quella sua zia acquisita del Colorado...voleva restare con noi..ci riteneva la sua seconda famiglia...»
«Suo padre voleva chiedere l'affidamento...ricordo bene la faccenda...ma non nè ebbe il tempo...» si interruppe Alfred
«Lo so, di li a poco furono assassinati...» continuò Bruce rammentando il tragico assassinio dei suoi genitori
«Due anime innocenti accomunate dallo stesso tragico destino...» sottolineò Harold
«Due tragici eventi che hanno segnato le nostre vite per sempre...» aggiunse Bruce
«I traumi trasformano sempre le persone...» replicò Harold
«E lei ne è l'esempio vivente...» disse Alfred
«Pare che vivere con sua zia non fu affatto facile. Sevizie e violenze erano all'ordine del giorno... tanto che anche il figlio naturale della zia è stato segnato per sempre dai traumi infantili...
Arthur Cox...alias Killer Croc. E così più gli anni passavano, più in Thomas cresceva l'odio verso di me. Fino al suo ritorno a Gotham non seppe mai dell'assassinio dei miei genitori e quindi non digeriva il fatto che il destino con lui fosse stato così crudele da portargli via entrambi i genitori...si laureò giovanissimo in medicina, e subito dopo la laurea si sposò con una compagna del college indovinate chi era?»
«Di sicuro non con la signorina Madison, dal momento che il matrimonio si celebrò non molto tempo fa a Gotham Church...e fummo addirittura invitati....» sottolineò Alfred
«No infatti, Julie fu solo l'ennesimo torto che Thomas tentò di farmi...seppe che tra noi c'era stata una storia d'amore importante seppur adolescenziale, e così fece di tutto per conoscerla per poi sposarla, credeva che ne fossi ancora innamorato...»
«E allora di chi si tratta?» chiese Harold
«Della dottoresa Pamela Isly meglio conosciuta come Poison Ivy... l'avvelenatrice...» rispose Bruce

Nell'ufficio del sindaco Hart...
«Quindi lo scopo di Thomas Elliot era uccidere Wayne e impossessarsi delle sue
ricchezze?» Chiese delucidazione il Sindaco Hart al Commissario James Gordon che rispose:
«Esatto... ha tentato di strappargli la proprietà delle Industrie Wayne, nascondendosi dietro il nome di Daimon Hush acquisì la maggior parte delle azioni quotate in borsa e ne divenne il maggior azionista per circa due mesi...»
«Dove prese il denaro...immagino che per acquisire le Enterprises non sarebbero bastati milioni e milioni di dollari...» sottolineò giustamente Hart
«A''sonvenzionarlo'' ci pensava il Senatore Stevenson di Metropolis imparentato con una delle famiglie più ricche della città, i Luthor. E poi disponeva dell'immensa fortuna che i suoi genitori gli avevano lasciato in eredità...» rispose il Commissario
«Come riuscì a mettere le mani su quelle azioni ?» Domandò Hart
«Agì dall'interno...» rispose Gordon
«Dall'interno?» chiese Hart
«Dall'interno delle stesse Industrie Wayne...grazie al fratello di James Stevenson. Martin Stevenson che non per caso era uno degli ultimi arrivati tra i membri del consiglio delle Wayne Enterprises...» aggiunse il procuratore Dawes
«Tutto quadra...quello che non capisco è perchè commissionare l'avvelenamento della sua stessa moglie?»
«E' semplice...Elliot assoldò per avvelenare la moglie l'amante, la dottoressa Pamela Isly... che altro non è che la sua prima moglie...» rispose Gordon e Dawes continuò: «I due si sposarono in Colorado...Una volta sposati Elliot rivelò il suo folle piano alla giovane consorte che invece di chiamare due robusti infermieri per farlo internare in manicomio, lo appogiò in toto tanto da chiedere aiuto ad un suo zio senatore...»
«Il Senatore Stevenson di Metropolis...» continuò Gordon
«E' assurda questa storia...» aggiunse Hart
«Tanto assurda quanto vera...» Sottolineò Dawes
«Quindi Elliot voleva liberarsi della sua seconda moglie?» Chiese Hart
«Esattamente, così da poter tornare tranquillamente tra le braccia della Isly...» rispose Gordon
«E perchè sposare la Madison allora?» Replicò Hart
«E' semplice per colpire Wayne...pare infatti che Julie Madison sia stata la prima fidanzata ufficiale di Bruce Wayne...e nonostante la loro storia sentimentale poteva ritenersi chiusa all'epoca in cui Thomas Elliot la prese in moglie, sembra comunque che Bruce Wayne tenesse ancora molto all'ex fiamma...Quindi Elliot pensava di fargli un torto non indifferente...» rispose Dawes
«E la dottoressa Thompkins, perchè la Isly avvelenò anche lei?» Domandò Hart
«Sempre per volere di Elliot, la riteneva responsabile del suo triste destino...Quando i suoi genitori persero la vita in un incidente stradale, Leslie Thompkins responsabile dei servizi sociali per l'infanzia di Gotham, si occupò del suo affidamento alla zia in Colorado...» Rispose Gordon e il procuratore Dawes entrò nel dettaglio: «La dottoressa Thompkins inizialmente non permise ai Wayne, amici di vecchia data degli Elliot, che ne avevano fatto espressamente richiesta, di adottare il piccolo rimasto orfano, fu solo in seguito che acconsentì all'affidamento del orfanello degli Elliot al dottor Wayne e a sua moglie Martha, purtroppo però era troppo tardi: i coniugi Wayne furono assassinati e l'affidamento non andò in porto...Al piccolo Thomas fu detto prima che sarebbe rimasto con i suoi amici Wayne e dopo invece a causa della loro morte, fu mandato in Colorado...quello che fu costretto a subire in Colorado lo sappiamo tutti...»
«Fu li che conobbe suo cugino Arthur Cox conosciuto nell'ambiente criminale con l'alias di Killer Croc» aggiunse Gordon
«La squadra anticrimine di Metropolis ha passato al G.P.D le documentazioni riguardanti la vita criminale della cosiddetta banda dei mostri, che fino a qualche anno fa era uno dei gruppi malavitosi più pericolosi di Metropolis...» disse Dawes e Gordon aggiunse: «Dai fascicoli che ci hanno passato si evince che Hush, Croc e Bane, hanno tenuto nelle loro mani gran parte dei quartieri di Metropolis...»
«Parliamo del colonnello Eric Bane?» Domandò incredulo Hart, credendolo ormai morto da tempo...
«Esattamente....» rispose Gordon e Hart replicò: «Ma allora i due cadaveri trovati a Narrows?»
«Non erano i corpi di chi credevamo...» rispose Gordon
«Il coroner Gabriel Blake, mentì su l'identità di quei cadaveri carbonizzati...» aggiunse Dawes «Perchè costretto da qualcuno...» sottolineò Gordon
«Da chi?» Chiese Hart
«Questo non lo sappiamo...» rispose Dawes e Gordon continuò: «Sappiamo solo che il corpo del coroner fu ritrovato senza vita a Chicago...»
«Il colonnello Bane ora è in stato d'arresto a Black Gate. Assieme ad Artur Cox era il guardaspalle di Daimon Hush alias Thomas Elliot e dei fratelli Stevenson...>> aggiunse Dawes
«E il Joker come è entrato a far parte di questa dannata ''banda di mostri''?» Domandò il sindaco
«Questo è ancora da chiarire, per ora sappiamo che Thomas Elliot ripulì il volto del Joker dopo l'incidente...e che l'evasione del Clown fu pilotata proprio da Elliot e Bane»
«Quale incidente?» Chiese il Sindaco
«Secondo quanto ci ha raccontato Elliot, Joker si ridusse la faccia come oggi la conosciamo dopo un' incidente con dell'acido...e a quanto pare fu lo stesso Elliot ha ripulirgli le ferite...» rispose Gordon e Dawes aggiunse «...le cicatrici che oggi gli fissano la faccia in quell'inquietante ghigno scarlatto, pare provengano proprio dal bisturi di Thomas Elliot...»
«Quindi il Joker non mentiva nel filmato...allora la storia sul tradimento della moglie con l'uomo Pipistrello potrebbe essere ver....» Gordon interruppe bruscamente il Sindaco: «E' falsa... del tutto falsa...quel sociopatico si diverte a confondere fantasia e realtà...» e Dawes aggiunse: «Signor Sindaco so che fidarsi di quel Batman è complicato...ricercato dalla guardia nazionale, sospetto pluriomicida, secondo criminale più pericoloso dello stato dopo il Clown, ma non possiamo dimenticare che fu lui a salvarci nell'attentato al tribunale ed è stato lui a consegnare nelle mani degli artificieri il detonatore della bomba a Gotham Square... mi creda quel tizio con maschera e mantello ci sta solo aiutando...»
«Posso comprendere quello che dice Procuratore, dopotutto io ero con voi quel giorno in tribunale... e so a chi devo la mia vita...ma quell'uomo rimane pur sempre un fuorilegge e se vogliamo davvero cambiare le cose in questa città, quando tutto sarà finito dovrà rispondere dei suoi crimini.» Gordon e Dawes a quelle parole abbassarono lo sguardo e annuirono sconfortati...dopotutto un Procuratore e un Commissario come avrebbero potuto dargli torto...poi Hart continuò: «Ora Procuratore Dawes preoccupiamoci di mettere in piedi un procedimento contro Elliot e la sua banda...»
«Non sarà affatto impresa semplice...dal momento che c'è da attribuire colpe ad un senatore degli stati uniti d'america...ricordiamoci che fino ad oggi il governo piange ancora la morte di James Stevenson....Logan si è gia chiamato fuori...dove lo troviamo un'altro Giudice capace di addossarsi questa responsabilità?» chiese Dawes
«Adam Park è l'uomo giusto... dopo l'ultimo attentato al tribunale mi disse che non vedeva l'ora di incastrare i responsabili di quel massacro...e dal momento che fu Stevenson a reclutare i finti uomini della guardia nazionale so per certo che non esiterà ad infangare la memoria dell'ex Senatore...» rispose Gordon
«Hush e i suoi uomini dovranno rispondere anche del rapimento e della morte del povero Harvey Dent...» sottolineò il Sindaco
«Li faremo marcire in galera questa volta non possiamo più permetterci errori...» disse Gordon
«Per mettere fine a tutto questo una volta per tutte, ci serve il Joker...Dobbiamo prenderlo...» aggiunse Dawes...

TRINITY STREET ore 4.00 am.
Un'auto parcheggia sotto casa di James Gordon, sono appena le quattro del mattino, il Commissario non è rientrato a casa...sta passando la notte in ufficio assieme al Procuratore distrettuale Rachel Dawes. Bisogna passare in rassegna tutte le prove da muovere contro Thomas Elliot alias Hush in tribunale...
Nel suo appartamento dorme inconsapevole di quello che sta per accadere sua figlia Barbara.
Di guardia sotto il suo portone ci sono due poliziotti che il Commissario le ha messo di scorta...
Dall'auto scendono quattro uomini sparano a brucia pelo ai due agenti, hanno dei silenziatori sulle bocche delle loro armi...li colgono di sorpresa, li ammazzano...ritornano verso l'auto, aprono il cofano e caricano dietro i due cadaveri dei poveri poliziotti, richiudono il portabagagli e poi si dispongono ai quattro lati dell'automobile come se stessero per dare il via libera a qualcuno rimasto ancora nell'abitacolo dell'auto...Uno dei quattro uomini fa un cenno col capo...Il quinto uomo ancora a bordo del veicolo finalmente scende, indossa un lungo cappotto nero e un grosso cappello dello stesso colore...
I cinque uomini entrano nel palazzo dove vive il Commissario, impugnano ancora pistole con silenziatori....usano l'ascensore, uno di loro esclama: «Terzo piano!»
Ora sono di fronte la porta dell'appartamento di Jym Gordon...Il tizio con il cappotto e il cappello bussa al campanello...dall'interno nessuna risposta...il tizio insiste...ancora nessuna risposta...il campanello suona e risuona...ecco che Barbara si sveglia, si porta verso l'uscio di casa ancora assonnata...con gli occhi ancora annebbiati chiede: «Chi è?»
Nessuno risponde...ma risuona il campanello
«Chi diavolo è?» Ma nessuno risponde.
In quei brevi istanti nella mente di Barbara si fanno strada vari pensieri: «POTREBBE ESSERE PAPA'??? No, ha le chiavi e seppure le avesse dimenticate mi avrebbe risposto...TOM E HAROLD, I DUE AGENTI DELLA SCORTA? Potrebbero essere loro...forse hanno bisogno di qualcosa...oppure no? E CHI DIAVOLO PUO' ESSERE ALLORA???»
I pensieri di Barbara furono interroti bruscamente da un colpo dato alla porta...questa volta bussano tirando un pugno secco...
La porta non ha la spioncino...Barbara non vuole aprire...ricorda ancora le raccomandazioni di suo padre quando era piccola ''Non aprire mai agli sconosciuti''
Ad un certo punto i tizi fuori l'appartamento caricano l'ingresso sfondando la porta...Barbara riesce a spostarsi un attimo prima che la porta gli finisca addosso...
Dal buio della stanza spunta lui...sull'uscio c'era lui...il JOKER: «Buonanotte Barbarella...!!!»
Poi uno sparo diretto all'addome della povera sventurata...
Barbara rimane immobile sul freddo pavimento che inizia a ricoprirsi di sangue....
«La mia Polaroid...prego?!» esclamo il Joker
I suoi uomini gli passano la macchina fotografica e il Clown comincia a spogliare il corpo di Barbara che giace sul pavimento....Fu facile denudarla dal momento che la poveretta indossava solo la sua camicia da notte...Il Joker si avventa sulla sventurata distesa immobile per terra...
Il proiettile partito dall'arma del Clown le aveva colpito una vertebra della spina dorsale immobilizzandola all'istante...
La pallottola del Joker avrebbe mutilato per sempre Barbara Gordon...
Per minare lo spirito di James Gordon, il Joker si era portato a casa sua, aveva sparato a sua figlia non appena se l'era trovata davanti, storpiandola per sempre.
Mentre giaceva sanguinante sul pavimento, il Joker ne fotografò il corpo paralizzato e si fece fotografare poi da un suo scagnozzo mentre la stuprava...quelle foto furono lasciate accanto al corpo nell'intento di far impazzire il padre dal dolore, un altro brutto colpo per James dopo l'assassinio di Sarah Essen.
Con Barbara però non andò allo stesso modo...il Clown non la uccise. Dopo averle sparato e dopo averla stuprata sparì nel nulla...lasciandola agonizzante sul freddo pavimento...

Ospedale di Gotham City:
«Purtroppo il proiettile ha perforato una vertebra...sua figlia difficlmente tornerà a camminare...dobbiamo comunque ritenerci fortunati, è già un miracolo che non sia morta con tutto il sangue che ha perso...Se l'avesse trovata un minuto più tardi non ce l'avrebbe fatta.» Queste furono le tristi parole del dottor Charles McAvoy.
Il tragico ritrovamento...
Gym Gordon parcheggiò l'auto sotto casa, rientrava da una lunga nottata di lavoro al dipartimento, gli sembrò strano non trovare Hiddleston e Barlow sotto il suo appartamento, il loro turno terminava alle sei ed erano appena le quattro e mezzo del mattino.
Entrò nel palazzo con una certa agitazione, caricò la sua arma e la impugnò...montò nell'ascensore, attese che le porte si aprissero al terzo piano, non appena si aprirono si accorse che la porta del suo appartamento era stata sfondata...
Lo spettacolo che si trovò di fronte fu agghiacciante...nessun padre vorrebbe mai trovarsi a vivere quell'incubo tremendo...sua figlia era distesa nuda sul pavimento, in un lago di sangue...temette il peggio...
Subito la soccorse, immediatamente capì chi era il colpevole, a fianco del corpo c'erano le foto che il Clown aveva scattato, una di queste lo ritraeva in primo piano mentre baciava Barbara priva di sensi...
Poco dopo nella sala d'aspetto del Gotham General Hospital...
«Commissario questo è troppo! Quel tizio ce l'ha con lei...sarebbe meglio se richiedessimo una scorta...» propose il Tenente Montoya...
«Una scorta? E per fare cosa...per farne ammazzare altri...mi ha appena chiamato Roder, hanno trovato i cadaveri di Tom Hiddleston e Harold Barlow...quei due ragazzi li ho scelti personalmente per metterli di scorta a mia figlia ma ignoravo che li stavo condannando a morte...Quel maledetto figlio di puttana ci sta sterminando tutti, si è portato via la donna che amavo e stanotte ha quasi ucciso mia figlia...»
«Ma non ci è riuscito...»
«L'ha condannata ad una vita su una sedia a rotelle... Adesso ne sono sicuro voglio trovare quel bastardo per ammazzarlo con le mie mani. Finirò in prigione a vita ma non passerà giorno in cui non mi riterrò fiero per averlo ucciso...»

BatCaverna
L'uomo pipistrello era appena rientrato, aveva terminato la sua ronda notturna vigilando sull'operato delle squadre speciali della Guardia Nazionale, sguinzagliate per le strade della città dal Presidente in persona...
Bruce appoggìò il cappuccio sul tavolo quando entrò Alfred:
«Signore il Gotham Cable ha appena dato una terribile notizia...il Joker è tornato...Barbara Gordon è...»
Bruce guardò fisso lo sguardo di Alfred come se presagisse la tragedia che pochi secondi dopo il maggiordomo gli riferì...
«Per fortuna non l'ha uccisa! Ma rimmarrà a vita su di una sedia a rotelle!»



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