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lavoro pubblicato giovedì 6 marzo 2014
ultima lettura giovedì 2 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Uno strano caso - Capitolo II

di Shaahir. Letto 526 volte. Dallo scaffale Fantasia

  Innanzitutto qui siamo nel 2014 mentre dopo aver fatto un po' di calcoli nel mio mondo siamo al 7369 ciclo che corrisponderebbe all'incirca al vostro 6086.Dunque non ci vuole molto a capire che forse siamo 4000 anni avanti a voi anche se il nost...

Innanzitutto qui siamo nel 2014 mentre dopo aver fatto un po' di calcoli nel mio mondo siamo al 7369 ciclo che corrisponderebbe all'incirca al vostro 6086.

Dunque non ci vuole molto a capire che forse siamo 4000 anni avanti a voi anche se il nostro sviluppo non è stato simile al vostro. Voi tra 4000 anni sarete capaci di teletrasportarvi da una parte all'altra dell'universo, noi invece viaggiamo nello spazio ancora alla vecchia maniera e per arrivare ad esempio sul satellite abitabile che chiamate Europa di quel pianeta che chiamate Giove impieghiamo, quasi 3 ore. Figuriamoci per raggiungere Lastrix, un pianeta abitato che si trova molto oltre il vostro Plutone. Ci vogliono ben 12 giorni. Non riusciamo ancora a raggiungere velocità più elevate, sembra che le leggi che regolano la fisica si fermino li. Capirete che diventa impossibile effettuare viaggi oltre la galassia come fanno in Star Trek, (ora so cos'è). Per fortuna delle trentotto civiltà conosciute nessuno riesce a fare meglio di noi e questo ci porta a stare un po' tranquilli dato che ci mette al loro pari.

Ma i documentari che vedo qui da voi che parlano di piegare lo spazio li trovo quanto mai fantascientifici. Forse da voi è possibile....non lo so.

Tornando a noi, dopo circa 3000 anni trascorsi a farci la guerra, negli ultimi 3000 abbiamo iniziato uno sviluppo impostando la nostra vita e le nostre energie al servizio della società.

Premetto che noi eravamo un popolo bellico, nella preistoria e nella storia abbiamo sempre combattuto guerre contro le altre razze che vivono nel mio mondo. Si perché da noi l'essere umano non è, o meglio non era, l'unica razza intelligente. Oltre agli umani c'erano i vidiani (quelli che voi chiamereste rettiliani) e i delfani (acquatici). Gli umani si sono sviluppati sulla superficie, i Vidiani sotto terra e i Delfani sott'acqua. Forse ci sarà stata qualche altra razza ma si sarà estinta, questo non lo so. Comunque sia ci sono state un'infinità di guerre per il controllo del pianeta. E' stato per merito de Vidiani che alla fine è nata una nuova coscienza. Grazie a Graak , personalità di Culto della civiltà Vidiana che ha introdotto nel mondo un modo nuovo di pensare che ben presto ha contagiato i Delfani e infine gli Umani, i più scettici e violenti. Tutte e tre le razze hanno deciso di vivere tutti insieme senza distinzioni. Non potendosi riprodurre a causa della differente struttura fisica è nato un centro di sperimentazione che è riuscito a creare una razza che racchiudesse il DNA di tutte le tre razze. Io sono il risultato di questa creazione. Io come quei miliardi di fratelli che vivono ora nel mio mondo. L'ultimo elemento di razza è deceduto da 1400 anni circa, era un Delfano ....Fluff all'età di 192 anni. Vivevano un po' meno di noi. Adesso per noi il ciclo di vita ha una durata media, salvo incidenti, di 230-240 anni ma ho saputo che qualcuno ha raggiunto anche i 250, merito della scienza. Capirete il mio stupore quando ho saputo che il corpo che posseggo adesso raggiungerà a fatica gli 80 anni....nemmeno la mezza età. Devo vivermi questa vita nel miglior modo possibile visto che non dura tanto.

Comunque da noi non si nasce più dall'unione di due individui. Si nasce in laboratorio e si cresce per i primi anni in questo enorme asilo accuditi da un gruppo di "nutrici" fino al 20 anno. Io ora ho 64 anni, praticamente nel nostro mondo sono ancora un giovane. Durante la crescita nel centro nascite impariamo a leggere, a scrivere e a contare fin dal primo anno. A partire dal terzo viene stabilito in base alle nostre capacità che incarico potremmo ricoprire all'interno della società. Per me è stato previsto un incarico di trasportatore. Da voi il camionista e il marinaio sono lavori di basso prestigio. Da noi invece si tratta di un incarico di fiducia. La società affida a noi i beni di necessità che devono essere trasportati con cura da una parte all'altra dell'universo conosciuto. Per quanto mi riguarda, odiando profondamente lo spazio, preferisco restare ben saldato al mio pianeta, ho scelto il trasporto marittimo-terrestre. Praticamente ho un mezzo diciamo anfibio che può volare fino a un massimo di 1500 metri di altezza ma può anche galleggiare nell'acqua. In questo mezzo praticamente ci vivo. Ci viviamo in 12. Ognuno di noi ha la sua cuccetta, abbiamo una sala ristoro e un bagno. A turno pilotiamo l'ASP (è così che si chiama) o lavoriamo alla sua manutenzione e giunti a destinazione scarichiamo la merce. Insomma una vita tranquilla senza grosse pretese che a me piace. Ogni giorno sono in un porto diverso, in una città diversa. Da noi non esiste il ricco e il povero. Non usiamo denaro. E' lo "Stato" che pensa a noi in tutto. Ci è stato inculcato fin dalla nascita il senso del dovere. Noi produciamo, lo stato ci fa vivere. Non è ammissibile che uno di noi non voglia lavorare. Non è nella nostra programmazione. Certo abbiamo anche noi le vacanze e possiamo farle quando vogliamo a patto che non interferiscano con il normale svolgimento della nostra mansione. Perciò se io sono in vacanza il lavoro che io svolgo viene momentaneamente affidato a un altro e viceversa. Per questo continuo a chiedermi come sarà riuscito a integrarsi Giacomo. Qui è tutto diverso, lavori per un profitto. Ti valorizzano dandoti ogni mese uno "stipendio". Ma non tutti gli stipendi sono uguali.... Perché chi lavora in un ufficio ha uno stipendio piu alto di chi magari sta dietro il banco di un servizio ristorativo? E perché non si può essere tutti uguali e avere tutti le stesse possibilità? Possibile che qualcuno può ottenere dei servizi e qualcuno no? Siamo indietro di qualche migliaio d'anni rispetto al posto da cui provengo. Le lotte per il potere le facevamo 5.000 anni fa. Ora nel mio mondo tutto è di tutti. Se io voglio un vestito nuovo vado da un fornitore e scelgo quello che più mi piace senza dover firmare niente o lasciare niente in cambio. Se ho fame entro in un'area ristoro e scelgo il cibo di mio gradimento. E' un mio diritto. Ho scoperto che l'istruzione non è alla portata di tutti. Alcuni hanno alle spalle aiuti finanziari che permettono di potersi dedicare allo studio di materie scientifiche o umanistiche o tecniche senza doversi occupare di altro. Altri invece non possono proseguire gli studi perché non hanno questa copertura finanziaria e sono "costretti" ad andare a lavorare per poter avere lo "stipendio". Praticamente senza stipendio non vivi, non ti è permesso niente. Nemmeno studiare.... Ma che società è questa? Si è costretti a lottare giornalmente per poter sopravvivere. Ahh come vorrei tornare a casa....

Chiedo scusa ai lettori se mi dilungo con valutazioni pensieri e ragionamenti ma mi sfugge davvero il senso di questo mondo e di questa società.

Torniamo a noi. Una volta terminata la convalescenza ho finalmente visto che la voro svolge Giacomo nella sua società. Lavora in una banca. Cos'è una banca? Praticamente è quel luogo in cui le persone depositano i proventi e i guadagni del loro lavoro. Inizialmente non capivo il significato di questo deposito, tantomeno il perché devono portare il loro risparmio in una struttura che chiede un riconoscimento in denaro per amministrare, tenere in deposito e far aumentare del denaro a chi lo deposita. E' un controsenso...

Ma cosa c'è di normale in questo mondo? Comunque non potendo fare altro provo ad adattarmi al tipo di lavoro e ....colpo di genio... mi faccio trasferire in filiale. Da quello che sapevo Giacomo lavorava nella direzione finanziaria e si occupava di investimenti in borsa. Col trasferimento sono riuscito a ripartire da zero senza dover dimostrare di conoscere i conti e i prodotti venduti dalla banca.

Il lavoro non era male e anche lo stipendio mi avrebbe permesso una vita serena....se fossi stato generato da questa civiltà in questo universo. Invece, vuoi la mia incapacità nel gestire il mio denaro, vuoi la voglia di viaggiare e di conoscere, ho finito con lo spendere tutto e rimanere presto ...come si dice...... a bolletta!!!

Ho provato in mille modi a risparmiare, ma qui i viaggi costano e dato che odio profondamente volare, per potermi spostare da un Paese a un altro ho dovuto usare l'automobile , che finalmente ho imparato a guidare e con la patente di Giacomo sono in regola, il treno e infine la nave. L'aereo l'ho escluso completamente dalla mia vita. Già nel mio mondo non mi fidavo delle astronavi figuriamoci qui con questi apparecchi antiquati. No no.... Ci tengo alla pelle anche se questa non è la mia.

Il desiderio di viaggiare e conoscere questo mondo è stato sempre grande per me ma il lavoro ha cominciato a creare problemi. Nel mio universo ero programmato per viaggiare ma in Banca devi stare seduto dietro a una scrivania. E' un lavoro troppo statico.

Ho scoperto col tempo che forse qualche difetto la mia fantastica civiltà ce l'ha. Fin da giovani ci inquadrano e ci indottrinano in una mansione facendoci credere che esista solo quel tipo di vita. In pratica non siamo in grado di adattarci ad altro stile. Siamo troppo inquadrati e crescendo la nostra mente esclude totalmente altri modi di vivere. Qui invece ho imparato che per vivere bisogna anche sapersi adattare. Ho visto gente perdere il lavoro di trasportatore o autista e aprire un centro ristoro o come lo chiamate voi Bar. Avete la capacità di sapervi adeguare alle circostanze qualunque esse siano. Vi invidio per questo. Io ho provato, ho provato a vivere in un appartamento, ho provato a fare la vita del cittadino. Ho provato anche a sostituire Giacomo in banca ma...... alla fine per quanto riguarda me è stato come pescare un pesce, allontanarlo dall'acqua e insegnargli a vivere nei prati. Innaturale no?

Io non ho saputo resistere alla mia programmazione a quello per cui nel mio universo ero nato, a ciò che per me è sempre stato naturale fare.

E un bel giorno con le lacrime agli occhi, ho salutato mamma Francesca, mia sorella Leila, Pietro e i loro figli e zaino in spalla, me ne sono andato.

Fine II Capitolo



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