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lavoro pubblicato giovedì 6 marzo 2014
ultima lettura lunedì 19 ottobre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Le vacanze di una ragazza per bene – giorno 11 (pomeriggio)

di Handrea. Letto 5035 volte. Dallo scaffale Eros

Ho fatto l'amore!!!!!!!Non riuscivo a pensare ad altro che a questa semplice frase composta da tre, anzi no, quattro paroline..... finalmente ero un...

Ho fatto l'amore!!!!!!!

Non riuscivo a pensare ad altro che a questa semplice frase composta da tre, anzi no, quattro paroline..... finalmente ero una donna completa, finalmente l'avevo fatto, mi ero tolta questo limite: ero stata sverginata!

Non pensavo minimamente al mio ragazzo, ma solo a quanto ero stata bene con Marcello, a come mi aveva preso, a come volevo rifarlo al più presto. Ero a tavola con gli altri, con l'aggiunta di un'altra coppia di amici di Marcello, un tale Federico e sua moglie Claudia, sulla cinquantina. Non badavo a loro, mi bevevo con gli occhi Marcello.... ma alle ondate di desiderio che mi partivano dal sesso facevano da contrasto le fitte di gelosia per la totale mancanza di interesse da parte sua nei miei riguardi, interesse che invece dimostrava ai suoi ospiti e, con mio sommo sgomento, a mia madre!

"Ma guarda il bastardo..." pensavo, "dopo aver scopato la figlia vuole scoparsi anche la madre nello stesso giorno? Ma fa la collezione della mia famiglia? Meno male che non ho una sorella, altrimenti ci scopava tutt'e tre?". Cincischiavo col cibo, guardavo Marcello e rituffavo il viso nel piatto.

A un certo punto Michela, che sedeva alla mia destra, bisbigliò al mio orecchio: "Tutto bene? Non hai fame? Vuoi venire con me in bagno...?".

La guardai un po' imbambolata, poi feci segno di sì col capo e, alzandomi, la seguii nel bagno del ristorante, senz'accorgermi dello sguardo di Marcello che, appena ebbi girato le spalle, mi seguì fino alla porta.

Una volta entrata in bagno Michela mi guardò e mi confessò: "So che hai fatto l'amore con Marcello, me l'ha detto lui dopo averlo fatto quando ci è venuto a prendere. E so che cosa ti sta passando per la testa ora.... Ho visto come lo guardi, come mendichi un suo sguardo in risposta. Non fare così, Manuela, lascialo libero come faccio io. Oggi sarà tua madre a finire nel suo letto, l'ha già deciso, e tu starai con me e con i nostri amici."

Io me ne stavo in silenzio, col capo chino.... Non sapevo che risponderle, sentivo le lacrime spuntare agli angoli dei miei occhi, mi sentivo piccola e indifesa, illusa, e ferita....

Michela mi si avvicinò, passò le dita sul mio viso, raccolse le lacrime e, mormorando "Povera piccola....!", mi attirò a sé e mi baciò.

Rimasi un po' così, tra le sue braccia, scossa da piccoli singhiozzi di frustrazione, mentre la sua bocca e le sue mani placavano la mia sofferenza riaccendendo i miei sensi.

Poi la toccai.... Non so neanche perché lo feci, ma le misi la mano tra le gambe, forse perché sentivo un bruciore tra le mie e pensavo che lo sentisse anche lei, o forse per farle vedere che non ci tenevo a suo marito. Michela mi guardò stupita e, sorridendo, mi baciò nuovamente.

Allora continuai, aggrappandomi a lei, a toccarla tra le gambe, prima da sopra lo slip, poi passando le dita sotto l'elastico fino a toccarle il sesso umido. E continuai così, a masturbarla con la furia dell'adolescenza, così come avrei voluto che facessero a me, chiunque fosse, in quel momento.

Michela fece scivolare la sua mano verso il mio sesso, ma gliela scostai: in quel momento volevo condurre io il gioco.

La feci indietreggiare verso il lavandino e, una volta appoggiata al bordo, continua a muovere le dita fuori e dentro di lei finché non la vidi inarcarsi col fiato ansante e gli occhi semichiusi, per poi venire con un leggero singulto mentre, attaccata a me, trasmetteva alla mia mano bagnata dentro di lei le scosse del suo piacere.

Anche dopo l'orgasmo, continuai ancora per qualche minuto a penetrarla con le dita, come a volerla saccheggiare completamente di tutto il suo umore, finché Michela non la fermo gentilmente, ma fermamente, prendendomi per il polso e dicendo: "Basta così, piccola diavoletta.... Vuoi che mi si pieghino le ginocchia e caschi in terra? Poi sarai costretta a portarmi di peso in sala!".

Ci lavammo le mani, Michela si riaggiustò lo slip e la gonna e ritornammo in sala, dove allegramente Claudia ci chiese dov'eravamo finite, con uno sguardo così malizioso che mi lasciò con strani pensieri in testa.

Finito il pranzo Marcello e Federico andarono fuori a fumare, io rimasi con le signore a chiacchierare del più e del meno, anche se avrei tanto voluto correre all'esterno da Marcello per farmi rassicurare dai suoi occhi e dalle sue mani.

Quando uscimmo, i giochi erano stati fatti. Mia madre e Marcello salirono sull'auto insieme a Federico e Claudia, diretti non so dove, mentre io seguivo Michela, su sua esplicita richiesta, verso casa per prepararci a un pomeriggio di shopping. L'appuntamento per tutti era in serata alla villa di Federico per la cena, insieme a tanti altri invitati.

Seguii Michela un po' triste, anche se in auto fece di tutto per farmi sorridere.

Arrivati a casa Michela mi condusse in bagno, mi lavò come se fossi una bambina e si fece lavare da me come se fossi la sua ancella. Poi finimmo a letto dove l'insaziabile donna, per ore, mi portò a livelli di frenesia sessuale così intensi da farmi dimenticare la scopata mattutina con Marcello.

Utilizzò su di me tutte le sue arti di seduzione, mescolandole a manipolazioni così spinte da farmi gridare più e più volte in preda agli orgasmi. Mai ero stata così a lungo e senza pause di rilassamento stimolata sessualmente, mai ero stata esplorata e sollecitata così a lungo e in profondità in tutti i miei buchini, nemmeno dalle mani o dal pene di Marcello nelle mie precedenti esperienze! Mi fece cose che ancora adesso, ripensandoci, mi fanno arrossire dalla vergogna, ma che al momento subivo con immenso piacere, Usò su di me (o dovrei dire dentro di me?) aggeggini sessuali di tutte le forme e dimensioni, facendomi passare nell'arco di 24 ore da una timida vergine a una troietta pluri sfondata. Non contenta, si fece penetrare da me con tutta la mano, che affondai fino al polso mentre, sconvolta, mi sentivo come un cavallo dall'enorme membro. E poi le sue penetrazioni, sempre più frequenti, sempre più selvagge, sempre più devastanti, sempre più spossanti.

Persi il conto degli orgasmi, delle posizioni che Michela mi fece assumere, delle volte che rimasi a gambe in aria e fica al vento a scuotermi come un giunco mentre Michela penetrava il mio ano con una forza più da uomo che da donna. Ero sfinita, uno straccetto bagnato che Michela si strofinava per tutto il corpo, e che avvolgeva nei suoi umidi abbracci e riempiva di baci e carezze. Quando alla fine si sentì appagata, si distese languida al mio fianco, costringendomi a una postura a quattro zampe e tirandomi i piccoli seni verso il basso, come a volermi mungere come una piccola capretta. Avevo le lacrime agli occhi per i dolore ai capezzoli, che teneva stretti tra indice e pollice, mentre vedevo le mie mammelline allungarsi ben al di là della loro possibilità come se volesse strapparmele dal busto, poi mi fece girare e controllò lo stato dei miei orifizi, constatando soddisfatta che ormai di vergine non avevo più nulla e, anzi, potevo essere paragonata alle pornostar più collaudate.

Quindi mi fece distendere accanto a sé e rimanemmo così, nude e abbracciate come due donne illanguidite dall'amore, io così piccola al suo confronto come una piccola bambola dalla pelle lucente.

"Sai che anche tua madre sta facendo l'amore in questo momento, vero?" mi disse passandomi una mano tra i capelli.

"Sì, penso.... Insomma, non lo so. È così?"

"Sì, Marcello mi ha detto che la portava all'altra casa che abbiamo in paese e che prima delle 19.00 non sarebbero tornati."

"Ma tu non sei gelosa? Non ti importa che tuo marito se la fa con me, con un'altra donna, con chissà quante altre?"

"No, è una cosa che abbiamo accettato e condiviso tanto tempo fa. Del resto anch'io lo tradisco con te...." disse Michela, accarezzandomi con un dito il mio seno sinistro. "E con tanti altri."

"E continuate a volervi bene?"

"Certo.... Perché non dovremmo? Con gli altri e le altre ci limitiamo a scopare, ma noi due ci amiamo e ci ameremo sempre."

"E io per voi cosa sono?"

"Una bellissima ragazzina vergine da educare sulla strada del sesso.... E che ha imparato molto in fretta!" e, detto questo, mi baciò a lungo sulle labbra per poi alzarsi, chinarsi a baciarmi il sesso dischiuso e, strizzandomi l'occhio, invitarmi con lei sotto la doccia.

Finii così, con Michela che, un po' lavandomi, un po' toccandomi, mi fece venire per l'ultima volta sotto lo scroscio rinfrescante dell'acqua che portava via il calore e il sudore della nostra pelle.

Nulla di più successe in quella che ricorderò sempre come la giornata della mia prima volta.



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