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lavoro pubblicato giovedì 6 marzo 2014
ultima lettura martedì 10 novembre 2020

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8 marzo = rispetto

di Edmea. Letto 673 volte. Dallo scaffale Pensieri

Ha fatto parlare la curiosa proposta avanzata dalla showgirl Michelle Hunziker di riconoscere uno stipendio minimo alle casalinghe. Impegnata da anni, insieme all’avvocato Giulia Bongiorno, nella tutela dei diritti della donna, contro i soprusi, ...

Ha fatto parlare la curiosa proposta avanzata dalla showgirl Michelle Hunziker di riconoscere uno stipendio minimo alle casalinghe. Impegnata da anni, insieme all’avvocato Giulia Bongiorno, nella tutela dei diritti della donna, contro i soprusi, ritiene che l’indipendenza economica, o un aiuto per il suo raggiungimento possa contribuire contro gli abusi. Le due donne, fondatrici dell’associazione Doppia Difesa, in una intervista rilasciata a corriere.it, hanno sostenuto che la dipendenza economica favorisca gli abusi e le violenze da parte dell’uomo, che reputa la donna inferiore. Pochi giorni prima dell’8 marzo, riconosciuto festa della donna, una riflessione è quasi d’obbligo. Il complesso di inferiorità può favorire di sicuro le vessazioni e i soprusi. La dipendenza eccessiva da qualcuno, uomo o donna che sia, da libero campo a sfruttamenti e violenze. Del resto, l’aumento della violenza sulle donne può dipendere dalla convinzione della loro inferiorità. Ti considero un essere inferiore. Magari hanno ragione Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno. Non sappiamo se il riconoscimento del lavoro domestico possa arginare le violenze rosa, se già a marzo 2014 il bilancio è impressionante. Violenze e femminicidi. Che la società sia malata non sono solo le statistiche a ricordarlo. La crisi economica dilagante, contrariamente al bollettino dei politici, va di pari passo con la crisi dei valori. Le famiglie non riescono più a stare in piedi e il detto fin che morte non ci separi appare solamente un sentito dire. Potrebbe quasi apparire irriverente magari, se pensiamo agli uomini che uccidono le compagne che hanno il coraggio di voltare pagina a una storia insostenibile. Altro che se non prendono alla lettera fin che morte non ci separi. Dove sorgono problemi economici è più facile che nascano situazioni familiari degenerative. Famiglie in apparenza normali, se vogliamo usare questo termine, persone definite normali, che arrivano a causare una strage domestica. La tristezza di tutto questo è che spesso a monte non c’è un disagio sociale, ma a volte gli autori delle tragedie sono persone benestanti, residenti in zone residenziali, con posizioni di tutto rispetto, giusto per smentire la convinzione che la violenza a volte sia consigliata dall’ignoranza. Perdere le proprie certezze può essere destabilizzante e allora l’unica soluzione è trascinare nel baratro senza ritorno le persone a cui in apparenza si vuole bene. Spiegazione incredibile che sa poco di razionale, ma la natura umana quanto è razionale in certi casi? Perdere il proprio status, il posto di rilievo, quel prestigio che per molti corrisponde al riconoscimento sociale tanto ambito, crea scompensi e punti di non ritorno. L’8 marzo a volte sembra quasi deriderci, vuoi per una festa che a volte appare fuori luogo e per la dimenticanza del ruolo commemorativo della stessa. Ai primi del mese fiorisce la mimosa e proprio questo fiore è stato scelto per simbolo dell’8 marzo. Sono state due donne del dopoguerra a scegliere la mimosa come simbolo delle rivendicazioni femminili. Rita Montagnana e Teresa Mattei. Quegli anni ci appaiono così lontani. Le battaglie sostenute, il diritto di voto, l’emancipazione femminile così bistrattata e dimenticata dalle stesse donne, che a tratti hanno quasi umiliato le lotte sostenute da chi ci ha preceduto. Le adolescenti che si prostituiscono per una ricarica telefonica o per un vestito firmato sono lontane anni luce dal simbolo dell’8 marzo, o dalla commemorazione di centinaia di donne morte durante un incendio scoppiato in una fabbrica di camicie, a New York, proprio l’8 marzo del 1908. Prostituirsi per il raggiungimento di una sicurezza economica che decreta la perdita di se stesse è ben lontana dagli anni di lotte e dal messaggio dettato dall’associazione Doppia Difesa. Forse dobbiamo difenderci da noi stesse, da una ambizione malata, che ci consegna a una società incancrenita, dalla perdita di valori, che ci presenta priorità inconcepibili. L’8 marzo non regalare una mimosa alla tua donna. Regalale rispetto. È l’unica cosa che conta. Ricordiamoci però che il primo rispetto ce lo dobbiamo riconoscere noi stesse. Impariamo a rispettarci. Non consideriamoci esseri inferiori, mentre parliamo di emancipazione. Nessun uomo rispetterà una donna che non ha rispetto di se stessa.



Commenti

pubblicato il 06/03/2014 12.59.01
Soleacatinelle, ha scritto: Il rispetto non è un dono, ma una base comune di partenza. Personalmente non credo che un incentivo economico possa fornire gli strumenti per ridurre certi delitti, anche perchè i soldi stessi verrebbero presi anche dagli stessi da cui si dovrebbe proteggere, con il risultato di farli inc... ulteriormente. Ma il rispetto per se stesse, e la forza per non cedere la propria dignità va preservata da forze esterne. Servirebbero leggi severe, ma anche solo rispettare quelle attuali non sarebbe affatto male. Si parla tanto di parità dei sessi. E se la parità non fosse parlare continuamente del sesso debole che deve farsi valere, ma considerarlo come tale sia da chi ascolta sia per chi parla? Non di può parlare di uguaglianza quando la parte lesa strilla di non essere inferiore, meglio comportarsi come tale e fare a pezzi l'arroganza. Gentile riflessione questa tua, su un tema che vige tutto l'anno ma sembra emergere un solo giorno, come Natale o il compleanno ...
pubblicato il 06/03/2014 18.55.26
Edmea, ha scritto: Ti ringrazio per il commento. Ci sarebbe tanto da dire in merito. Penso che se uomini e donne abbandonassero il loro orgoglio si starebbe molto meglio. Quel complesso che affligge gli uomini e gli fa sentire la sindrome di abbandono. Non si sfascerebbero i rapporti se ci si rispettasse, se la donna non fosse considerato un semplice oggetto e non scendesse ai soliti bassi compromessi per avere un uomo.
pubblicato il 06/03/2014 19.48.19
Oldboy, ha scritto: Ricordiamoci però che il primo rispetto ce lo dobbiamo riconoscere noi stesse. Impariamo a rispettarci. Non consideriamoci esseri inferiori, mentre parliamo di emancipazione. Nessun uomo rispetterà una donna che non ha rispetto di se stessa.......Ho estrapolato questa bella e giusta conclusione della tua lucida disamina che è la soluzione del problema, anche della violenza delle donne, le cui leggi di condanna stanno facendo acqua da tutte le parti e si vede dalle statistiche. Fino a quando una donna non avrà rispetto per se stessa, non potrò ricevere rispetto. Sembra un limite, nel senso che la donna, comunque da essere umano va rispettata come ogni altro essere umano, senza bisogna che se la ponga lei la questione. Ad ogni modo hai toccato un tasto importante: è necessario che ogni donna rifiuti innanzitutto il ruolo che le attribuisce il villaggio globale, cioè di donna piacente a tutti i costi, di oggetto del desiderio, di oggetto di mero piacere. La stessa pubblicità indugia nello sfruttare il corpo della donna sotto tutti gli aspetti: questo deve essere rifiutato, se le donne hanno a cuore la loro dignità. Un'auto, un profumo, una vacanza non si devono vendere perché ci sono culi e tette e rappresentarlo. La donna non è assolutamente questo, è tanto e di più: è amica, confidente, consigliera attenta e lungimirante, oltre che madre e compagna. Il suo ruolo nella vita è preponderante e non va assolutamente contaminato. Invece assistiamo puntualmente a scenette dei vari grandi fratelli, ed altre trasmissioni che indugiano a far vedere donne scollacciate. Perché, domando io, vi prestate a questo ruolo? Se fossi stata Belen con la sua farfallina, mi sarei vergognata a nome di tutte le donne. L'8 marzo? E' una mera speculazione economica, un giorno svilito dalle solite trite e ritrite parole, un biocidio di poveri fiori che non hanno nessuna colpa....
pubblicato il 10/03/2014 9.25.13
Edmea, ha scritto: Ringrazio per il commento. Davvero. E' verissimo che ormai lo stereotipo della donna oggetto piacente non viene abbandonato, perchè a molte donne fa comodo così e molte ancora sono convinte di essere emancipate perchè hanno copiato il peggio dell'uomo. Tradire, infilarsi in tutti i letti, per fare dispetto all'uomo, ma a chi farebbero dispetto se non a se stesse?

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