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lavoro pubblicato giovedì 6 marzo 2014
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

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I regni del fuoco

di SaveMe. Letto 576 volte. Dallo scaffale Generico

   CAPITOLO 1- Luce dei Cieli La piazza era in tumulto. Al centro si ergeva un patibolo su cui, sorretto da due guardie, si ergeva un uomo poco più che trentenne.                     &n...

CAPITOLO 1- Luce dei Cieli

La piazza era in tumulto. Al centro si ergeva un patibolo su cui, sorretto da due guardie, si ergeva un uomo poco più che trentenne. Una delle guardie, un uomo alto e magro sulla ventina, lo guardò con disprezzo<Ammetti il tuo crimine, ed avrai la salvezza che tanto desideri!>. Nessuna parola uscì dalle sue labbra, semplicemente incurante del suo destino, come se avesse atteso quel momento da un momento all'altro. Scrutò la folla, sicuro di essere osservato, finchè non notò una figura incappucciata. Chiuse gli occhi a fessura <Abe'lore, de'lanar...>. I due uomini gli sferrarono una ginocchiata al fianco e una alla testa, ma non fermarono la sua preghiera. <Abe'lore, de'lanar, eseyria, makiri endruil...>. La figura incappucciata sollevò lo sguardo e si avvicinl al patibolo d'esecuzione. < Fermatevi>. La guardia più anziana fermò la misteriosa figura. All'aparenza sembrava una donna, alta sul metro e ottanta, dalle labbra leggermente rosate e dalla pelle bianca come l'avorio. I capelli le scendevano fino al seno, morbidi e aggraziati come i suoi movimenti. <Vi ho detto di fermarvi, Sorella...>. La guardia le si parò davanti. <Lasciatemi dare a questo povero uomo la mia benedizione, ve ne prego...>. L'uomo esitò, ma alla fine cedette. Dopotutto, come si potrebbe dire di no ad una suora? No, non avrebbe rischiato di attirare l'ira del Creatore su di lui ne sulla sua famiglia. <Come volete...ma state attenta, non sappiamo di quali stregonerie sia capace.> La giovane lo squadrò dall'alto al basso e gli poggiò la mano al petto. <Grazie per la vostra premura, ma ho già tutta la protezione di cui mi serve.> Si incamminò verso il prigioniero, prima che qualcuno potesse ribattere. In pochi secondi lo raggiunse e si inginocchiò davanti a lui. <Figliolo...>. La giovane guardia sbuffò in segno di derisione, ma una rapida occhiata della ragazza lo zittì. O almeno poteva essere intesa come un'occhiata, l'ampio cappuccio le nascondeva completamente lo sguardo. <...Quali sono i tuoi crimini?>. L'uomo non aveva il coraggio di mentire ad una donna di chiesa, ma la sua risposta fu comunque vaga. Non era colpevole di ciò che lo accusavano, ma aveva le sue colpe. <Abe'lore, de'lanar...>. La ragazza lo zittì. <Ana'aralah belore...>. Le guardie le si avvicinarono minacciose. <Stregoneria?>. La folla urlante si zittì. <STREGA!>. La donna si rialzò con agilità felina e si rivolse alle guardie. <Non potete accusarmi di quello che non ho commesso, come non potete accusare lui di reati che non ha commesso.> La più giovane le si rivolse con la reverenza che si deve ad una madre badessa. <Vostra grazia...Quest'uomo è stato accusato dall'alto inquisitore Mortris. Nessuno ne sa più di lui di magia nera...vi prego di allontarvi, abbiamo un lavoro da eseguire e crediamo che i vostri occhi non meritino di vedere un tale orrore.> Si girò e se ne andò, senza proferire parola. Appena girò l'angolo, dalla folla si udirono salire grida di gioia, a confermare l'esecuzione della sentenza. <Abe'lore, de'lanar...Ashreid, nefersu, ichte ai...Tei, Abe'lore, de'lanar...>.

La litania che continuava a ripetere il prigioniero era un'antica invocazione alla gloria dei cieli, scritta milleni prima dai serafini, che lo usarono come canto di guerra nell'eterna bataglia contro gli inferi. Tradotto nella lingua degli umani, significa "Luce dei cieli, guidaci...Guida la il mio cuore, guida la mia mano, guida la mia anima...oh, Luce dei cieli, guidaci..." Si guardò intorno, sicura di essere osservata, ma non notò nulla di strano. Sbuffò e si diresse verso l'uscita della città, verso i monti innevati del nord, alla ricerca di risposte. Chi era quell'uomo? Come sapeva di quella litania? Nessuna risposta, ma se ce n'era una, allora solo le Colonne della Creazione potevano custodirla.



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