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lavoro pubblicato martedì 4 marzo 2014
ultima lettura mercoledì 10 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le Notti del cavaliere Oscuro di MG capitolo 22

di MarianGalters. Letto 630 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Batman

Capitolo 22 di 40 ARKHAM ASYLUM

Carcere della Contea Black Gate...
Nell'ufficio del direttore Stan Lewis sono in riunione il Sindaco Hart, il Commissario Gordon e il Tenente Sarah Essen...
«Li abbiamo presi tutti?»
«Signor Sindaco mancano soltanto il dottor.Crane e la ladra che si veste da gatta...» rispose Gordon
«Signori volevo informarvi riguardo ai piani di detenzione...a BlackGate tratterrò Cobblepot ma non posso fare altrettanto con il Clown...il suo avvocato dice che è più adatto per l'Arkham...credo che vogliano giocarsi la carta dell'infermità mentale...quindi sarà trasferito al manicomio criminale...» disse il direttore Lewis
«Il suo avvocato??? Quel tizio ha anche un avvocato e chi gliel' ha procurato?» domandò il Tenente Essen
«Non lo sappiamo, si è presentata due ore dopo il suo arresto, avvocato Janis Porter.»
«Chi presiederà al Processo?» Chiese Gordon
«Un Giudice di Washington inviatoci direttamente dal Governatore» rispose Hart
«E chi sarà il nuovo Procuratore Distrettuale?» domandò il Tenente
«Rachel Dawes. Sempre nominata da Richardson. E' un avvocato in gamba ha mandato dietro le sbarre tutti i burocrati corrotti di San Francisco.»
«Signori c'è un altro prigioniero che non posso trattenere qui...Il suo avvocato ha chiesto una struttura che possa assicurare al suo assistito tutte le cure mediche che necessitano le ferite al volto...ovviamente sto parlando di 2facce...» aggiunse il direttore Lewis
«E chi sarebbe il suo avvocato?» Chiese Gordon
«Harvey Dent stesso!» Rispose Lewis.

Wayne Manor. Ore 7.30 am.
Bruce Wayne era nella vecchia camera da letto dei suoi genitori e si accingeva ad indossare il suo tre bottoni di Valentino quando Alfred arrivò: «Già sveglio signore?»
«In realtà non ho proprio dormito...»
«L'ho immaginavo...Ho sentito l'edizione straordinaria del GothamCableNews delle 6.00...quel Joker e 2 facce sono stati arrestati...»
«Assieme a Oswald Cobblepot...quel farabutto finalmente resterà in galera.»
«Beh allora devo farle i miei complimenti...Gliel' avevo detto che Batman avrebbe trionfato.»
«In realtà dobbiamo tutto al povero Harvey Dent. Certo l'incidente l'ha cambiato ma qualcosa del solerte procuratore distrettuale c'è ancora in lui...Ci ha consegnato quei criminali su un piatto d'argento...Anche se adesso verrà processato per gli omicidi che ha commesso. Purtroppo tra le sue vittime ci sono due agenti di polizia...»
«Che Dio gliela mandi buona...»
«Alf puoi farmi il nodo alla cravatta per favore, il consiglio mi aspetta...»
«Certo signore, ma mi permetta di dire che è alquanto imbarazzante, lei è il potente Batman: può mettere fuori combattimento dieci uomini a mani nude e poi trova difficoltà ad annodarsi la cravatta?!...»
«Tutti hanno i propri limiti, me lo hai insegnato tu...»
Bruce Wayne salì a bordo della sua Ferrari Dino Testa Rossa e si diresse verso CenterTower, dove alle 10.00, nella Wayne Tower si sarebbe tenuta la riunione del consiglio di amministrazione delle Wayne Enterprises.

Wayne Tower
Ore 10.20 am. (Riuniti al grosso tavolo ovale c'erano tutti i membri del consiglio generale di amministrazione delle Industrie Wayne...A capotavola da un lato, siedeva Lucius Fox dall'altro c'era la poltrona ancora vuota di Bruce Wayne... in ritardo di quasi mezz'ora)
«Buon giorno signori, scusate il ritardo ma il traffico sulla fifth avenue non da scampo!» Si scusò così Bruce
«Finalmente signor Wayne...il consiglio chiedeva questa riunione da settimane...» sottolineò Stevenson, uno dei membri del consiglio.
«D'accordo ora sono qui, quali sono i problemi...?»
«Allora il primo è un inventario perdite a nove cifre...soprattutto nel settore ricerca e sviluppo...ha ricevuto il promemoria?» Chiese Lucius Fox
«Gli ho dato un occhiata...» rispose Bruce
«Beh allora si sarà reso conto che la responsabilità dell'intero settore è nelle mani di Harold Gobbs. I membri del consiglio chiedono il suo licenziamento in tronco per in adeguatezza nelle mansioni che gli competono, e alcuni come il signor Stevenson, hanno proposto di denunciare Gobbs per indebita appropriazione di prototipi militari non in produzione, del valore di oltre 75 milioni di dollari...di proprietà delle Wayne Industries» aggiunse Fox
«Conosco bene Harold Gobbs, credo che non c'entri nulla con le perdite subite...Quindi non permetterò che venga accusato e punito ingiustamente. E tanto meno che perda il suo lavoro...» Detto questo Bruce si accorse che da un lato del tavolo si era alzato in piedi, prendendo la parola, proprio Stevenson...
«Signor Wayne so che Harold Gobbs era un vecchio amico di suo padre, ma so anche che le perdite maggiori riguardano soltanto il suo settore...Quindi credo farebbe meglio ad accettare la realtà...Anche perchè se è pur vero che lei è il proprietario delle Enterprises e sempre vero che siamo soprattutto noi membri del consiglio a spendere soldi per la sua società...E poi spero che il signor Fox l'abbia messa al corrente dell'operazione che il signor Hush sta promuovendo...» sottolineò Stevenson
«Non ancora, informerò Bruce Wayne dei progetti del signor Hush a tempo debito...» ribattè Fox
«Chi sarebbe questo Hush?» chiese Bruce Wayne guardando Lucius Fox
«Daimon Hush è l'uomo che rappresenta il signor Stevenson. Negli anni in cui a Gotham la davamo per morto, il signor Hush per fronteggiare la crisi economica che colpì anche le Enterprises, divenne il maggior azionista delle Industrie. E ora sta tentando di eseguire una serie di manovre tecniche che porterebbero le Wayne Industries a trasformarsi in una Public Company. Se questo dovesse accadere, io e lei non avremo più nessun tipo di potere decisionale...»
«Vede signor Wayne, lei è sempre molto impegnato e quando questa azienda ha avuto bisogno di un punto di riferimento ha sempre trovato il signor Hush negli ultimi dieci anni. E nessuno può negarlo in questo consiglio nemmeno tu... Lucius!» Sottolineò Stevenson mettendo con le spalle al muro lo stesso Fox che tentò di dare delle spiegazioni: «Lei era sparito signor Wayne, ed io non me la sentivo di attingere dal suo fondo personale e così mi sono rivolto a Daimon Hush tramite il signor Stevenson»
«Le Industrie Wayne appartengono alla mia famiglia...» replicò Bruce
«Dice bene signor Wayne, sono ''nate''grazie alla sua famiglia, suo padre è stato un ottimo proprietario e Lucius dopo di lui un eccellente amministratore delegato, ma quando le industrie sono state investite dalla crisi e di lei non c'era traccia, il signor Fox come ha appena ammesso, ha dovuto attingere dalle casse del signor Hush...Daimon Hush in questi dieci anni ha speso più soldi per questa azienda di quanti lei ne abbia potuti spendere da quando è ricomparso a Gotham. E adesso veniamo al punto Lucius... mi dispiace dovertelo dire così... ma non ho altra scelta, dopo tutto l'hai detto tu ''a tempo debito'' bene! Questo è il tempo debito: Stamani alle 9.30, esattamente un ora e trenta minuti fa, queste industrie sono diventate una public company inseguito all'acquisto da parte del Signor Hush degli ultimi pacchetti azionari rimasti sul mercato...Di conseguenza lei signor Fox, per ordine di questo consiglio e del nuovo amministratore delegato che sarei io, è sollevato dal suo incarico con effetto immediato. E lei signor Wayne per ordine del nuovo presidente delle Enterprises Daimon Hush, è fuori dall'amministrazione. Non preoccupatevi però, magnanimamente il signor Hush concederà una cospicua liquidazione ad entrambi...» disse Stevenson accennando un beffardo sorriso...
«Questo è assurdo...e il resto del consiglio cosa pensa di tutto questo?» Urlò Fox rivolgendosi agli altri membri del consiglio che abbassarono la testa senza pronunciare una sola parola a riguardo...
«Adesso è il signor Hush che li paga, si sono dovuti adeguare...» sottolineo Stevenson
Nella sala entrarono cinque guardie della sicurezza...Stevenson continuò: «Ora se volete accomodarvi fuori...gli uomini della sicurezza vi scorteranno fino all'uscita...noi abbiamo un assemblea da portare avanti...»
«Stevenson esigo un documento ufficiale nel quale si afferma quanto hai appena detto...» In quel esatto momento il fax sulla scrivania emise un suono, un foglio cominciò a stamparsi e a fuoriuscire dall'apparecchio...Stevenson si diresse verso la scrivania e lo afferrò, poi lo consegnò nelle mani di Fox: «Hai ragione Lucius, questo è il documento datato e appena firmato dal notaio e dal signor Hush...»
«Non capisco...per acquistare gli ultimi pacchetti azionari ci sarebbero voluti più di 200milioni di dollari...» disse Fox incredulo, constatando l'autenticità di quel documento
«235 per l'esattezza...si, credo proprio che sia il miglior investimento che il signor Hush abbia mai fatto! Non si preoccupi signor Wayne il futuro della sua...ops! Volevo dire della sua ex compagnia è assicurato!»
«Andiamo via Lucius....» disse a denti stretti Bruce Wayne, guardando con disprezzo tutto il consiglio e lo stesso Stevenson...
«Ah quasi deimenticavo sareste così gentili da informare il signor Gobbs del suo licenziamento...e tranquillizzatelo pure, contrariamente a quanto avrei voluto fare io, il signor Hush ha deciso di non denunciarlo. Voi non potete nemmeno immaginare quanto sia magnanimo Daimon Hush. »
All'uscita della Wayne Tower. Ore 11.00 am.
«Mi creda Bruce non avrei mai pensato che potesse accadere una cosa simile, controllavo i costi di quei pacchetti ogni giorno, credevo avessero un costo elevato per la maggior parte degli azionisti...non immaginavo che questo Hush potesse spendere più di 300 milioni di dollari in un giorno solo...»
«Non preoccuparti Lucius, ci riprenderemo l'azienda di mio padre, tu però devi farmi un favore...devi convincerti di una cosa...»
«Ma certo di che si tratta...» domandò Lucius
«Non chiedermi perchè, ma io so con certezza che Harold Gobbs non c'entra niente con le perdite nel settore ricerca e sviluppo» Rispose Bruce
«Crede che i responsabili siano Stevenson e Hush?»
«Per ora non lo so...ma sono certo che Harold è innocente, devi fidarti di me!»
«D'accordo Bruce dopotutto è lei il capo.»
«Vedrai che presto faremo pronunciare questa frase anche a Stevenson. Ora dimmi, questo Daimon Hush l'hai mai visto di persona..?» Chiese Bruce Wayne
«No mai. Ha sempre parlato e trattato Stevenson al suo posto, anche se Hush figura da più di dieci anni nel registro dei membri del consiglio...» rispose Lucius Fox «Questa storia non mi convince...esistono poche persone capaci di poter spendere più di 200 milioni di dollari in contanti in modo onesto...fai delle ricerche...dobbiamo scoprire cosa c'è dietro!» Replicò Bruce prima di risalire sulla sua Ferrari per far ritorno a Wayne Manor...

Arkham Asylum ore 12.00 pm.
Neil Hart teneva una riunione con il personale del manicomio criminale di massima sicurezza...
«Vista la tragica morte del povero Amadeus Arkham, abbiamo deciso di accettare l' auto-candidatura del dottor. Thomas Elliot a direttore dell'istituto. Quindi da oggi l'ex vice-primario del Gotham General Hospital, nonchè uno tra i migliori chirurghi del paese...assumerà il ruolo di nuovo direttore delll'Arkham Asylum. Oltre ad essere specializzato in chirurgia lo è anche in psicologia e psichiatria. Sono convinto che abbiamo scelto l'uomo giusto. Per quanto riguarda invece, il responsabile della sicurezza è stato scelto l'ex colonnello dei Marines Eric Bane, uomo di fiducia del Senatore Stevenson, che per anni è stato il capo della sua scorta personale.
Il nuovo servizio d'ordine e sicurezza dell'Arkham, sotto la direzione e il comando del colonello Bane, si assicurerà che evasioni come quelle di Zsaz e Martin Hawkins e piani folli come quello del criminale noto come Enigmista non si verifichino più...»
Eric Bane era nato a Santa Prisca, un' isolotto dei Caraibi...si Arruolò nei Marines giovanissimo. Fu il padre a spingerlo nel mondo militare.
Secondo suo padre grazie al possente aspetto fisico, il figlio sarebbe divenuto un corazziere di prim'ordine.
Eric a soli quindici anni era alto un metro e novanta centimetri. A ventuno anni raggiunse i due metri e venti. L'altezza si aggiungeva ad una massa muscolare notevolissima ed impensabile per qualsiasi uomo che non faccia uso di steroidi. Con l'esercizio fisico Bane raggiunse livelli impressionanti. Le sue grandi braccia erano capaci di sollevare quintali di peso, le spalle enormi lo facevano sembrare una montagna in carne ed ossa, le sue gambe avevano la stessa consistenza del marmo.
Durante le sue tante missioni di guerra era riuscito ad ammazzare più di un nemico schiacciandogli il cranio a mani nude o spezzandogli la schiena, stritolandolo tra le sue forzute braccia...Per queste ragioni Eric Bane fu soprannominato lo spezza uomini.
Arkham Asylum ore 9.30 pm.
«Dottor Elliot, stanno effettuando il trasferimento di quel Joker da Black Gate...»
«Bene dottoressa Quinzel, avverta il colonello Bane è lui che ha studiato il piano di sicurezza... il detenuto verrà sistemato nella stanza 001...isolamento totale e sedute di psicanalisi...lo sottoporremo a due sedute giornaliere.»
Il dottor Elliot e la dottoressa Harley Quinzel si accordavano sul trattamento che da quel momento in poi, sarebbe stato riservato al criminale pluriomicida conosciuto con il soprannome di Joker, il Clown del Crimine.

''Wayne Manor'' Di sotto, nelle caverne...
«Sta uscendo...signore?»
«Si Alfred, stanno trasferendo il Joker dal carcere della contea all'Arkham, sarà meglio che Batman supervisioni le operazioni...Gordon e il Tenente Essen potrebbero aver bisogno di una mano...»
«Spero che riescano a cavarsela da soli...Così potrà tornarsene a casa per cercare di riposare un pò...con questa sono altre due le notti che passa in bianco.»
«Alf a proposito: domattina prepara la stanza degli ospiti...Harold Gobbs verrà a stare da noi. Senza il suo lavoro non può più pagare l'attico a Gotham Centre...Gli avevo proposto un prestito ma non ha accettato...alla fine l'ho convinto a trasferirsi da noi fino a quando non avrò sistemato la faccenda delle Enterprises»
«Sarà fatto signor Wayne...Riguardo le informazioni che mi ha chiesto su quel Daimon Hush...ho passato in rassegna tutti i database possibili, sembra che non ci sia niente di illegale nel suo operato...»
«Voglio il rapporto completo di tutto quello che lo riguarda, devo trovare il modo di riprendermi le Enterprises...e trovami una fato di questo tizio, voglio vedere la sua faccia.»
«Per il momento di foto non nè ho trovate. In compenso so che il signor Fox ha gia cominciato a comprare le azioni che lei gli ha indicato...»
«Perfetto. Domattina digli di spendere altri 100milioni...Lui sa per cosa...»
Bruce Wayne aveva già messo in atto il piano per riappropiarsi della sua azienda e Batman a quel punto era pronto per entrare in azione, Bruce indossò il suo cappuccio e si diresse verso la Batmobile...
«Signor Wayne...vuole portarsi un sandwich?»
«No grazie Alf, mangerò strada facendo...»
«Certo come no?!»

Arkham Asylum, ore11.00 pm
Appostato su di un gargoyle dell'ala di nord est del manicomio criminale c'era lui, l'uomo pipistrello...un salto e si accovacciò sul marmo con il mantello che sventolava nel buio...
All'improvviso ecco arrivare il blindato che trasportava il Clown del Crimine, con a seguito la scorta di volanti che aveva voluto il Commissario Gordon.
Le auto si fermarono tutte attorno al blindato... Le porte dell'Arkham Asylum si spalancarono, ed ecco apparire il colonnello Bane e i cinquanta uomini della sicurezza, tutti pesantemente armati. Dietro di loro il Dottor. Thomas Elliot e la dottoressa Harley Quinzel.
Batman subito riconobbe Thomas il suo vecchio amico d'infanzia, cominciò a chiedersi cosa ci facesse all' Arkham. Afferrò il suo Walkie talkie miniaturizzato e si mise in contatto con la caverna...
«Qui Alfred...dica pure signore...»
«Controlla cosa c'entra Thomas Elliot con l'Arkham...»
Dopo qualche minuto...
«Il Sindaco Hart l'ha nominato nuovo direttore della struttura...pare si sia proposto lui stesso..»
«Grazie Alf. passo e chiudo!»
Gordon scese dall'auto assieme al detective Montoya, da un'altra berlina scesero il Tenente Essen e il detective Kitch...Si diressero verso il blindato, aprirono il portellone posteriore e tirarono fuori il Joker...Era legato su una specie di lettino d'alluminio tenuto in modo verticale, con cinghie in lega d'acciaio che gli immobilizzavano arti, collo e testa. Joker tentò di guardarsi intorno e si accorse dell'enorme numero di persone che stavano effettuando l'operazione...e soprattutto vide l'enorme Bane. Così esclamò: «Tutta questa gente è qui per me?! Sono DIVENTATO FAMOSO?! HA! Ha! HA! Ha! HA»
«Zitto rifiuto umano!» urlò Bane
«E tu chi diavolo sei...l'incredibile Hulk...ma non eri verde?! Ha! HA! Ha! HA! Ha! HA!»
«Non gli dia ascolto colonnello, portiamolo di sopra!» disse il direttore Elliot...Poi il Joker si accorse della dottoressa Quinzel: «Oooh...E tu da dove salti fuori? Ti prego dimmi che sarai la mia infermiera, che occhioni azzurri che hai...e che belle tettone sode che ti ritrovi...scommetto che muori dalla voglia di fartele toccare...Ha! HA! Ha! HA! Ha! HA!»
La dottoressa Quinzel, imbarazzata abbassò lo sguardo e rallentò il passo. Aveva guardato il Joker dritto negli occhi e aveva provato una stranissima sensazione.
Harley Quinzel aveva da poco ripreso il suo lavoro all'Arkham. Tornava infatti da un lungo master in Giappone. Aveva scrutato nello sguardo di altri matti prima di quella notte, ma non le era mai capitato di provare uno sgomento simile a quello che provò quando fissò lo sguardo di quel folle... Harley trovava insolito il fatto che il suo sguardo, anzicchè soffermarsi su quelle tremende cicatrici che riempivano il volto del Clown, si fosse focalizzato soltanto sui suoi occhi verdi come il più lucente degli smeraldi nonostante fossero inniettati di sangue...aveva come la sensazione che dopo aver fissato lo sguardo di quell'omicida qualcosa in lei fosse cambiato per sempre...Si sentiva come si sente un bambino che spinto dalla curiosità vuole toccare le fiamme colorate che spuntano sul fornello giu nel tinello, ma che avverte il bruciore ancor prima di sfiorarle e quindi ritrae d'istinto la mano...HARLEY AVEVA GUARDATO JOKER NEGLI OCCHI E ANCOR PRIMA DI BRUCIARSI AVEVA TIRATO VIA LA MANO...O ALMENO COSI'CREDEVA...



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