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lavoro pubblicato martedì 4 marzo 2014
ultima lettura lunedì 15 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le Notti del cavaliere Oscuro di MG capitolo 18

di MarianGalters. Letto 486 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le notti del Cavaliere Oscuro è la storia mai raccontata delle origini dell'Uomo Pipistrello, dei suoi alleati e degli spietati e famigerati villains. Strizzando l'occhio ad anni ed anni di albi a fumetti e ai film campioni d'incassi dedicati a Batman

Capitolo 18 di 40 Huntress-Vendetta

Helena Bertinelli era stata invitata a pranzo dalla sua migliore amica, il Tenente Sarah Essen, che nonostante fosse ancora in servizio si era concessa una pausa pranzo...
Caffè Restaurant da''Gimmy'' fifty avenue.
«Finalmente hai trovato l'amore?!» Esclamò Helena
«Credo di essermi innamorata... Lui invece ancora non si sbilancia...Ma lo capisco, il nostro lavoro ci sta annientando. E ho come l'impressione che dopo la fine del suo matrimonio, non voglia credere più nell'amore...Ma io provo qualcosa d'importante per Jymbo e lo aspetterò...» rispose Sarah
«Al dipartimento sanno della tua storia con il Commissario?»
«Con i problemi che abbiamo al Dipartimento in questi giorni, il gossip è l'ultima cosa che mi preoccupa.»
Tra Sarah Essen e James Gordon ardeva una bruciante passione e iniziava a maturare un sincero sentimento d'amore. Ciò che legava i due era il fatto che entrambi ''amavano'' il distintivo più di ogni altra cosa, e per la prima volta James poteva amare qualcuno senza il timore di deluderlo per il troppo tempo che dedicava al lavoro. Solo una donna dedita al lavoro come Sarah, avrebbe potuto comprendere James, sostenerlo e soprattutto amarlo...i due si completavano a vicenda...
«Ora devo proprio andare...Grazie per il pranzo...e ricorda ti voglio bene e te ne vorrò sempre... comunque andranno le cose...» disse Anna prima di lasciare il ristorante. Sarah rimase stranita da quell'ultima frase dell'amica...ed era molto preoccupata per il suo stato di salute soprattuto mentale. Dopo l'aggressione subita all' Arkham Asylum, temeva che in lei potessero riemergere ''vecchi fantasmi'' che con immane fatica nel corso degli anni, la donna era riuscita ad annegare nei meandri della sua mente.
Helena non ebbe affatto una vita semplice. Suo padre era Tommaso Pannessa, socio in affari del Boss di Cosa Nostra Santo Cassamento. Quando quest'ultimo decise di terminare il suo rapporto di ''collaborazione''con la famiglia Latasso, ordinò ai suoi uomini di ''eliminarli'' tutti, compresi i membri più giovani. E cosi accadde, i Cassamento operarono lo sterminio dei Pannessa uccidendoli tutti. Helena riuscì a scampare alla strage grazie a sua madre Maria.
Maria Bertinelli stanca dei loschi affari del marito fuggì via da Gotham City assieme alla sua piccola, il giorno in cui Anna compì dieci anni. Giunsero così in Italia terra d'origine di Maria, e qui la donna cambiò il cognome alla piccola dandole il suo, per evitare che il marchio della mafia, apposto sopra al cognome '' Pannessa '', potesse un giorno ritornare a infangare le loro vite... Ma Helena non riuscì mai a dimenticare suo padre, che nonostante il suo losco lavoro le aveva sempre riservato un immenso affetto. Per Tommaso, la piccola Helena era tutto: ''La sua amata Principessa,'' e negli anni che precedettero la fuga non le fece mai mancare nulla, dallo smisurato bene che le voleva ai milioni di dollari spesi per farle dei regali di ogni genere.... Helena trascorse ogni giorno vissuto in Italia pensando al padre, tormentandosi per la dura verità che lo riguardava, quella verità che ben presto la madre fu costretta a rivelarle. Lei nonostante tutto non riuscì mai ad odiarlo e in fondo sognava di rincontrarlo...
Poi la madre si ammalò di cancro, Helena le dedicò tutto il suo tempo fino all'ultimo istante... A Roma dove avevano trovato casa, si specializzò in Scienze infermieristiche, proprio per prendersi cura al meglio della malattia della povera madre. Purtroppo la terribile malattia non le diede scampo...quando Maria morì, Helena decise di far ritorno nella sua città natale. Così in compagnia della sua amica Sarah, anche lei di origini Americane, fece ritorno a Gotham City. Qui, grazie ad un amico dirigente nel settore sanitario, fu assunta all'Arkham Asylum. Mentre l'amica Sarah laureatasi in criminologia, entrò a far parte del corpo di polizia della città. Al suo ritorno a casa però, Helena, seppe dell'atroce destino al quale erano andati incontro suo padre e il resto della sua famiglia. L'odio verso il loro carnefice, Santo Cassamento, cominciò ad aumentare a dismisurA.
Helena riuscì comunque a domare sia l'odio che la sete di vendetta, sperando che un giorno la giustizia avrebbe punito i Cassamento. Non nascose la sua felicità il giorno in cui spararono alla testa di Santo Cassamento, ma il fatto che quest'ultimo non era morto sul colpo, finendo invece in coma irreversibile, suscitò in lei qualcosa di inaspettato. Così un giorno decise di far visita proprio a Santo Cassamento, ricoverato nel reparto di rianimazione del General Hospital di Gotham.
«Lei è?» Le chiese un' infermiera...
«Rosa Huntress. Sono la nuova infermiera personale del signor Cassamento...»
«Cassamento non ha mai avuto un'infermiera personale...la polizia gli fa da scorta non permettono a nessuno di avvicinarsi...» rispose l'infermiera
«Beh da oggi le cose cambieranno questa è la mia autorizzazione...viene direttamente dall'ufficio sanitario...» replicò Helena.
Grazie a quella autorizzazione procuratagli dal suo amico ex dirigente sanitario, Helena assunse una falsa identità e divenne l'infermiera personale del Boss mafioso finito in coma. Per ben due settimane svolse tutti i compiti che competono ad una vera infermiera. Fino al giorno in cui decise che era giunto il momento di farsi giustizia prendendosi la sua vendetta. Nelle flebo di Santo inserì della candeggina, di li a poco il cuore del Boss cessò di battere. Dopodichè svestito il cadavere gli incise sul petto con un bisturi, il nome del padre ''Tommaso Pannessa.''
I macchinari che monitoravano il Boss fecero scattare l'allarme ''arresto cardiaco''. Helena sapeva che presto quella stanza sarebbe stata invasa dai medici e subito dopo dai poliziotti, forse sarebbe arrivata anche la sua amica Sarah...si avvicinò alla finestra, in un attimo le passò davanti agli occhi tutta la sua vita, le passeggiate con il padre quando era piccolissima, quelle con la madre sul LungoTevere, le vacanze a Capri in compagnia dell'amica Sarah, poi il ricordo della fuga dalla città, della malattia della madre, dello stupro, la sua mente a quel punto si annebbiò, udì per l'ultima volta l'allarme del macchinario collegato al Boss e poi... si gettò dalla finestra...cadde dal quinto piano dell'ala sud del General Hospital...la caduta non le diede scampo, morì sul colpo.
Poco dopo... James Gordon arrivò all'ospedale
«Cos'abbiamo?» Chiese il Commissario all'agente Foley
«Cassamento è morto. Sembra che la sua infermiera personale abbia manomesso la macchina che lo teneva in vita...Una certa Rosa Huntress...dopo di chè si è buttata di sotto...» rispose l'agente
«Andiamo a dare un occhiata al corpo...» disse Gordon affaciandosi dalla finestra dalla quale si era buttata l'omicida-suicida.
Mentre scendavano di sotto, Foley spiegò al Commissario il perchè dell'incisione del nome di Tommaso Pannessa sul petto del Boss. Infatti all'epoca della strage dei Pannessa ad opera dei Cassamento, James Gordon era ben lontano da Gotham City... ne aveva gia sentito parlare dal compianto Commissario Loeb ma sulla vicenda necessitava di qualche approfondimento:
«E così Cassamento ordinò lo sterminio dell'intera famiglia, l'assassina suicida avrà sicuramente un qualche legame con i Pannessa...scommetto il distintivo che presto scopriremo che questa Rosa Huntress ha qualcosa a che fare con i Pannessa...» Appena James vide il corpo sull'asfalto riconobbe immediatamente quella donna...l'aveva vista spesso in compagnia del Tenente Essen.
«Puoi tenerti ben stretto il distintivo...maledizione!! Il vero nome di questa donna non è Rosa Huntress. Questa è Helena Bertinelli. E il movente è da ricercare nel cognome fasullo che si era data...''Huntress uguale vendetta!''».
Nel frattempo anche la Detective Ramirez raggiunse il Commissario: «Signore come dobbiamo procedere?»
«Dobbiamo assolutamente evitare che il Tenente Farrown assista a questo spettacolo...questa donna era la sua più cara amica..».
«Commissario in realtà il Tenente è gia qui, di sopra nella stanza del Cassamento...»
«Allora fai di tutto per evitare che scenda di sotto, dille che abbiamo gia fatto tutti i rilevamenti... io provvederò a far portare via il cadavere...la informerò dell'accaduto con le dovute cautele»

Ore 1.30 am, Casa del Tenente Sarah Essen.
James e Sarah erano appena rientrati a casa, e il Tenente continuava a parlare dell'omicidio Cassamento...
«Cosa fai?» Chiese James quando vide Sarah afferrare la cornetta del telefono...
«Chiamo Anna, non credi che debba sapere....Quell'uomo le ha sterminato la famiglia, ha sperato per anni che un giorno qualcuno gliel'avrebbe fatta pagare...»
«Ma che diavolo ci sta facendo questa maledetta città?! Come fai a parlare così?! Allora ringraziamo anche il Joker e lasciamo che Dent ammazzi tutti i delinquenti e i corrotti di Gotham...Esiste la giustizia per certe cose... noi siamo poliziotti, non dovremmo contemplare la vendetta!»
«Guarda cosa ha fatto la giustizia Jym... guarda cosa ha fatto per Harvey Dent, per Loeb, per Akins, per Bock, per Allen, dobbiamo guardare in faccia la realtà, ormai non esiste più nessuna giustizia, siamo allo sbando...la città è nel baratro e gli innocenti ne pagano le conseguenze. Helena è stata stuprata e i colpevoli fino a qualche settimana fa se ne andavano in giro liberi...e la giustizia cosa faceva? Noi cosa facevamo? Se qualcuno non avesse ucciso Zzsas e Hawkins quei maledetti l'avrebbero fatta franca...E poi vieni a farmi la predica?...Proprio tu che permetti ad una specie di vigilante mascherato sospettato di due omicidi, di mettere il naso nelle nostre indagini... »
«Quel tizio con la maschera è il male necessario di cui oggi necessità Gotham oggi, ed è dopo di te, l'unica persona di cui mi fido in questa città...»
«Sarà Jymbo?! Ma resta pur sempre sospettato di un duplice omicidio...Ora se vuoi scusarmi, devo avvertire Helena...ha il diritto di sapere... e poi potrebbe dirci se ha mai sentito parlare di questa Rosa Huntress...» A quel punto James le disse come stavano veramente le cose...
«Non puoì chiamare Helena...non più...»
«Come sarebbe?»
«Rosa Huntress e Helena sono la stessa persona...è stata lei ad ammazzare Cassamento...»
«Perchè non me l'hai detto prima...?» Gli occhi di Sarah cominciarono a riempirsi di lacrime...il tenente faceva uno sforzo immane per non farle cadere...
«Beh...credevo che...» James fu bruscamente interrotto «Non devi credere niente James, devi solo lasciarmi fare il mio lavoro...Io sono il Tenente del G.P.D, capo di una squadra operativa e tu mi nascondi una cosa del genere...»
«Ma io»
«Non mi hai permesso nemmeno di darle l'ultimo saluto... »
«Io...»
«Fuori da casa mia!»
«Ma...»
«Nessun ''ma'' Commissario»
«Io volevo soltanto preservarti...»
«Non sono una bambina, non sei mio padre...non devi preservarmi...ora vai via!»
Dopo aver abbandonato l'appartamento di Sarah, James si ritrovò solo sulla sua terrazza....quella notte non avrebbe azionato il Bat Segnale, accese soltanto la sua pipa...Ma quella notte stranamente, lui arrivò lo stesso...
«Il fumo uccide!»
«Non ho acceso il segnale...»
«Lo so...»
«E allora che ci fai qui?»
«Sono stato al General Hospital... so chi è la donna che ha ucciso Cassamento...»
«Helena Bertinelli, si è spacciata per una certa Rosa Huntress, il cognome fasullo spiega il movente, l'ha ucciso e poi si è tolta la vita gettandosi dalla finestra...Come vedi questa volta ho risolto il caso senza il tuo aiuto... In realtà è stato tutto maledettamente facile anche se alla fine ho rovinato tutto»
«Che vuoi dire?»
«Helena Bertinelli era una cara amica del Tenente Essen, credendo di evitarle il dispiacere le ho nascosto la vera identità dell'assassina suicida senza contare che l'ho tenuta fuori da un caso di sua competenza, e lei ora mi odia...sta andando tutto a rotoli... e ogni giorno che passa tutto diventa più nero della notte...sono stanco di lottare ogni santo giorno della mia vita e per che cosa poi?!»
«Il peggio prima o poi deve cedere il passo al netto miglioramento...»
«Tu cosa diavolo ne sai?! E perchè diamine dico queste cose a te?! Te ne vai in giro credendoti un super eroe, salti su e giu dai palazzi, ti nascondi dietro una maschera, indossi un mantello, sbuchi dal nulla e poi svanisci nell'ombra...io non ti conosco, non so nemmeno perchè non ti arresto... non devi starci tanto con la testa considerando come ti vesti e soprattutto sei un omicida?!...» Dopo queste parole di Gordon, Batman sembrò voler andar via...
«Ora scommetto che ti tufferai di sotto e sparirai come al solito...» Batman si voltò di scatto verso il commissario: «Hai trovato una donna che ti vuole al suo fianco, che vorrà invecchierà con te e nessuno vi impedisce di avere dei figli...hai passione per il tuo lavoro, hai molto per cui vale la pena lottare...Io non ho niente...soltanto la mia missione...e sono destinato ad un'altra fine...ma non ho mai pensato di smettere di lottare... Se riusciremo a ripulire questa città, ha riportare la giustiza a Gotham City un giorno i tuoi figli potranno cominciare a vivere in un mondo diverso da quello cha ha trasformato me in quello che sono oggi e l'amica del Tennente Essen nell'omicida suicida...noi abbiamo la possibilità di rendere questa città un posto sicuro per le generazioni che verranno...non vale la pena di lottare per questo??? » Detto questo il Pipistrello si voltò verso il parapetto, questa volta pronto per saltare giu...Gordon si affacciò di sotto, cercando invano di capire dove fosse finito... e poi sussurrò «Chiunque tu sia, Grazie!»...Spense la pipa e se ne andò a letto...



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