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lavoro pubblicato lunedì 3 marzo 2014
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sogno

di Pablito. Letto 499 volte. Dallo scaffale Sogni

Saremo tanto lontani e tanto vicini, ma tu resterai la mia stella, io il tuo sogno. Perché da ogni sogno terreno infranto, nasce una stella celeste, davanti alla quale un altro spererà, prima che una nuova luce illumini il mondo.

Sto per morire.
Sono ciò che lega il cielo alla terra, ciò che rende vivo un uomo.
Ma sto per morire, mentre tu mi fissi, con un volto inespressivo che però trasmette odio e amore senza volerlo...
Mi ammaliasti con la tua luce, pura, dolce e soave e mi affezionai.
Credevo in me stesso quando ti vedevo, pensavo di essere vero.
Mi sorridevi sempre, lucente come il sole, che amavi e adoravi, purtroppo...
Ciò che ci legava era un legame forte, scritto in passato da altri, che però non sapevano come sarebbe finita.
Ricordo ancora quando mi portavi in alto con te, mi facevi sognare, mi abbracciavi, e scintille accompagnate da polvere argentata cadevano sulla terra.
Un giorno ,però , mi mettesti da parte e quel Sole, che tanto adoravi, divenne il tio unico pensiero.
Il filo che ci legava cominciò a diventare sottile sottile.
Avevo paura, e mi chiusi in me stesso, diventando di ghiaccio.
Tu intanto continuavi ad adorare quel Sole, pensando di amarlo.
Mi respingevi, cadevo sulla terra e mi ferivo, ogni volta sempre di più, fino a non sentire più nulla.
Divenni duro. Non sapevo più nulla, le mie certezze sembravano sparire, e con loro, anche tu.
Cambiai, cambiammo.
Il filo intanto era sempre più sottile, e si spezzò.
Ero ormai diventato immune al dolore, ma sentii benissimo il male che mi fece quel filo attaccato al cuore.
Lo sentisti anche tu.
Provammo a riconcilarci, ma ormai io non riuscivo a salire al cielo, mentre tu non ti volevi abbassare alla terra.
Ci perdemmo. Soffrimmo, ma imparammo a fingere bene davanti agli altri.
Il tuo Sole passò, non brillava più per te.
Non ricordo come, non ricordo quando, ma tra noi nacque l'odio.
Un odio senza fine che non dava spazio ad altro.
Imparai ad uscire di giorno, quando le stelle non possono mostrarsi, e di notte tu evitavi di illuminare me.
Stavi male, lo sentivo, eri sola e senza un vero sogno. E io non avevo una stella a cui aggrapparmi.
Iniziai così a morire, diventando invisibile.
La mia luce si spegneva piano piano, e i miei occhi sembravan voler sempre chiudersi.
Mi ricordo ancora quando ascoltavamo insieme il vento dell'Est che cullava la nostra amicizia,o quando per tuo volere andammo a spiare il Sole, tuo amato...
Cercai di trovare un' altra stella, e una mi tenne con sé.
Ma non eri tu e non riuscivo ad ignorare una stella così bella, che mi aveva fatto conoscere la felicità, e che ora era ormai fredda.
Intorno a te vennero altre stelle, e altri sogni. Mentre io sparivo lentamente...
Ora sto per morire, mentre tu mi fissi fredda.
I miei occhi ti guardano per l'ultima volta.
Accenno a un sorriso, e i tuoi occhi sembrano ricambiare.
Con uno sguardo tento di chiederti scusa per ogni cosa, e una lacrima furtivamente solca il tuo viso fermo.
Vedo il buio, che suona e mi culla. Non esisto più. Sono morto, ma la morte non è che un inizio.
In fondo.. da ogni sogno d'uomo, infranto sulla terra, nasce in cielo una stella, davanti alla quale un altro speri, prima che una nuova luce illumini il blu.
Sarò accanto a te. Ti raggiungo ora.
E anche se siamo cambiati, tu sarai sempre la mia stella e io il tuo sogno...


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