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lavoro pubblicato giovedì 27 febbraio 2014
ultima lettura mercoledì 20 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL POPOLO DELL'INVISIBILITA'

di MarziaNellaTerraDiMezzo. Letto 818 volte. Dallo scaffale Fiabe

Il popolo dell’invisibilità                                   &n...

Il popolo dell’invisibilità

C'era una volta un villaggio. Carino! Molto carino! silenzioso, pacifico ed era situato esattamente ai margini di un bosco. C’era solo un modo per arrivarci ed era attraverso una stretta via difficile da trovare perchè bisognava guardare bene, e stare attenti ai segnali lungo la via, poiché non vi erano indicazioni comuni. C’erano ad esempio indicazioni che dicevano: terza Quercia a destra, girato il rovo di biancospino a sinistra. Ovvio che non lo poteva trovare il viaggiatore distratto, ma nemmeno quello più attento se almeno una volta con la sua fantasia non aveva visto e conosciuto una creatura del bosco. Così capitava che spesso i viaggiatori si addentrassero nel Bosco. Gruppi e gruppi di persone in cerca del Villaggio che entravano dritti e fieri con la voglia e la curiosità di vivere una nuova avventura. I viaggiatori erano sempre intenti a parlottare, a camminare, a camminare e parlottare, ma tralasciavano l’unica cosa essenziale da fare: Osservare.

Nessuno Osservava

E Così com’erano entrati nel Bosco, da quello stesso Bosco uscivano.

Qualcuno invece ce la faceva.

Il villaggio appariva come un piccolo cumulo di case basse e un po' sparse. I tetti spioventi delle case ricoprivano mura spesse di sabbia finissima. Poteva sembrare che al primo soffio di vento volassero via, ma non era così. Il Vento soffiava certo, ma giusto per rimettere in sesto e al suo posto qualche granello di sabbia finito in terra. Al cuore del Villaggio si arrivava tramite una stradina di ciottoli color dell’oro, accompagnati ai lati da Rose di ogni colore. Proprio alla fine della strada, dove le Rose si univano a formare un grande arco sospeso nel Cielo, c’era una Fontana di acqua zampillante. C’era da restare stupiti e a bocca aperta a guardare il meraviglioso gioco che l’acqua faceva con l’aria, poiché quando l’acqua saliva verso il cielo e poi scendeva verso giù verso la terra sembrava formare uno splendido arcobaleno. Gli abitanti del Villaggio erano persone cordiali e pacifiche ma incutevano, per qualche strana ragione, un senso di rispetto e di timore.

Avevano tutti uno speciale dono, uno strano potere.

Si dice, infatti, che questo piccolo popolo avesse il dono dell'invisibilità.

Davvero!

Dell’invisibilità.

Si dice inoltre che avevano talmente tanta fiducia nel loro Cuore che sapevano perfettamente ascoltarlo quando questo sussurrava “ Aaaattttenzioneeeee! TU TUTUM TUM TU !” La cosa bellissima è che i bambini quando sentivano questo rumore non si spaventavano affatto, anzi!, correvano a più non posso verso la fontana e si mettevano a ballare insieme al ritmo di quel battito. Quando all'orizzonte apparivano dei viandanti, tutto il popolo si riuniva intorno alla fontana e si metteva a osservare. Se lo straniero all'orizzonte era una persona poco cordiale, o un malintenzionato improvvisamente loro. PUFF! Sparivano. Il viandante allora arrivava al villaggio, e tutto quello che poteva vedere, erano piccole case graziosamente decorate e nulla più.

- Strano, pensava il viandante di turno, eppure c'è fumo che esce dai comignoli, e c'è un buon profumo di cucinato com’è possibile che non ci sia nessuno, che fine hanno fatto tutti!

Che grandi risate il Popolo invisibile si faceva! Perché loro c’erano, e vedevano tutto, ma coperti e protetti dalla loro invisibilità. Il viandante sempre più sconcertato iniziava ad avvicinarsi alle case, bussava alle porte ma nulla, nessuno rispondeva. Si affacciava alle finestre e vedeva l'interno di queste splendide casette con i loro camini ... Spenti.

- Come spenti? pensava il viandante di turno, eppure c'è del fumo che esce dai comignoli, come può non esserci il fuoco?!.

Ora immaginate le risate di questo piccolo popolo!

Così, comunque, il viaggiatore poco cordiale prendeva e andava via allontanandosi dal villaggio che poco a poco invece riprendeva la sua allegria. La sera poi al calar del Sole, quando tutto il mondo si addormentava, il piccolo popolo si riuniva intorno alla fontana, ed era lì che ai bambini venivano raccontate le avventure vissute e le facce dei poveri malcapitati che niente avevano potuto vedere della loro città. I bambini ridevano, ridevano quando i nonni imitavano le facce sbigottite dei poveri viandanti, ridevano mentre ascoltavano le storie buffe appena successe. I bambini ridevano e ridevano tanto, ed erano proprio quelle risate che si andavano ad aggiungere all’acqua della fontana. Anche i nonni ridevano e ridevano tanto, perché sapevano che da quelle risa, il giorno dopo, sarebbe nato un nuovo colore nell’arcobaleno.

Diversamente però accadeva quando all'orizzonte il popolo intravedeva viaggiatori umili e di buon cuore. Allora lì si preparavano tavole riccamente imbandite, musica a volontà e accoglienza piena di amore. I buoni viaggiatori dopo tanta festa, e dopo aver riempito il loro cuore, e le loro pance con buon cibo e buona Umanità riprendevano il cammino portando con loro l'esperienza vissuta. A volte accadeva che lungo la strada del ritorno i Viaggiatori che avevano Visto si incontrassero con quelli che invece Non avevano Visto. Lungo la strada, e camminando insieme, era bello e piacevole raccontarsi e condividere le proprie esperienze.

- C'era una fontana che creava un arcobaleno! Dovete crederci!

Dicevano i Primi

- C'era una fontana, sì, ma senza acqua figuriamoci un arcobaleno!

Ribadivano gli altri

- C'erano cibo a volontà e odore di legna nei camini

- C'erano tavoli, sì, e fumo dai comignoli ma niente fuoco ne cibo

- Bene, allora venite con noi e vedrete

- Verremo con voi certo! e vedrete voi

Nel frattempo, lungo il cammino verso il Villaggio, un piccolo dubbio nella mente dei buoni viaggiatori si faceva strada.

- E se ci fossimo sbagliati?

- Se per la troppa stanchezza avessimo preso un abbaglio?

- Magari come quei miraggi nel deserto!

- E se non trovassimo più la strada?

- Che figura ci faremmo?

- Cosa penserebbero di noi

Ecco quello che sto per raccontarvi è ciò che accadeva quando i due gruppi arrivavano al piccolo villaggio: NULLA

- Eppure prima c'era

Dicevano i Primi

- Non c'era

Dicevano i Secondi

- Non c'è acqua com’è possibile, e il Fuoco? Guardate non c'è fuoco! non è possibile. Perché prima lo vedevamo e ora no?

E sempre rispondeva una Voce dall’invisibilità " perché prima di ora non hai avuto dubbi e non erano i tuoi occhi a vedere. Ora hai chiuso le palpebre"

Un’ultima cosa:

Il buon viaggiatore Dubbioso era così intento a pensare ai suoi perché che non solo non Vide ma nemmeno alle sue orecchie permise di sentire. Quindi se vi dovesse capitare di scorgere un piccolo villaggio con una fontana e un arcobaleno, mi raccomando: NON ABBIATE DUBBI.

FINE



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