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lavoro pubblicato martedì 25 febbraio 2014
ultima lettura venerdì 11 settembre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La pria volta e tutte le altre cap. 60-61-62

di bismar. Letto 2695 volte. Dallo scaffale Eros

Continua.......60Depositammo la sua spesa nel baule della sua auto, sistemammo la nostra nel nostro baule, posteggiammo i carrelli e salimmo in macchina io alla guida Virna e Franca dietro.  Appena partiti e usciti dal parcheggio le due si scatena...

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Depositammo la sua spesa nel baule della sua auto, sistemammo la nostra nel nostro baule, posteggiammo i carrelli e salimmo in macchina io alla guida Virna e Franca dietro. Appena partiti e usciti dal parcheggio le due si scatenarono mani dappertutto e lingua in bocca, Virna era una furia e in poco tempo aveva steso Franca che a gambe larghe già senza mutande si godeva non una lingua ma un vortice. Guidavo al rallentatore, sbirciando nello specchietto piegato a dovizia, cercando con lo sguardo una stradina da imboccare per fermarsi. Alla poca visione, ero supportato invece da un sonoro eccezionale, sospiri, urletti, e complimenti fra le due porcelle, Virna alternava leccate alla figa di Franca con imboccate a tutta lingua e morsi sui capezzoli appuntiti di Franca che si sbatteva come una tarantola cercando di tenerla con la lingua sulla clitoride le teneva la testa con le mani e si aiutava con le cosce, ma se decideva di risalire sgusciava via e leccava i capezzoli ormai duri come sassi. Trovai infine una stradina e imboccandola arrivai ad una piazzola deserta da dove si raggiungevano gli orti che il comune aveva dato in gestione ai pensionati. Girai la macchina spensi il motore e reclinai il seggiolino al mio fianco e mi posizionai in modo da poter toccare Virna e magari leccarla mentre lei leccava Franca. Infatti riusci nell'intento, e sollevando la gonna ebbi una visione mozzafiato, il perizoma era completamente bagnato sul cavallo e dai fianchi ormai ridotti ad un filo in mezzo a due labbra enormi usciva un folto pelo riccio e nero come il carbone salvo guardando bene, qualche pelo bianco neve che spiccava come un faro. Tolsi il perizoma e l'annusai voluttuosamente, l'odore acre di figa eccitata era molto intenso, ma la sorpresa più grande fu che scostando quella massa di pelo e allargandole le labbra sviluppatissime con le dita, fece capolino una clitoride lunga come il mio mignolo e dura come un cazzetto in miniatura, estasiato guardavo e mi leccavo le labbra fu Virna a scuotermi dicendomi dai porco fammi un bocchino. A quella parola anche Franca si scosse e volle vedere la clito iper sviluppata di Virna che si mise supina e alzandosi le gambe ci vece vedere la sua natura un poco selvaggia, due labbra enormi da cui spuntava un piccolo cazzo contornato da un pelo nero foltissimo che forse
non aveva mai visto le forbici. A due lingue iniziammo il lavoro e quando la clito era in bocca di uno l'altro si dedicava alla figa o al culetto che risultava contratto e poco elastico infatti appena provai con un dito Virna si irrigidì e mi disse che lì non voleva le faceva troppo male ed io non
continuai dedicandomi alla sua figa che invece era molto aperta ed elastica infatti il ditale che le stavo praticando mentre Franca le leccava la clito era a quattro dita. La macchina anche se grande e spaziosa era comunque scomoda e con una serie di contorsionismi riuscimmo a posizionarci Virna sotto, Franca sopra a sessantanove e io dietro che cercavo di mettere il mio cazzo duro nella figa di Franca passando per la bocca di Virna che sembrava gradire e si irrigidiva ogni volta che Franca succhiava la clito più forte ed io sfilavo il cazzo bagnato di umori e lo appoggiavo alle sue labbra. Ero ormai al capolinea e le chiesi se gradiva un assaggio diretto o colante dalla figa lo voleva colante e all'ora spinsi fino alla radice il mio cazzo nella figa di Franca che mugolando strinse con le labbra la clito scatenando l'orgasmo clollettivo. Tolsi poi il cazzo da dentro la figa e pregai Franca di spingere aiutandola con le dita, la sbora iniziò a colare sulla lingua di Virna che assaporava ad occhi chiusi, ma non si aspettava che la limonassi appena il flusso si interruppe ma lei aveva la bocca piena e la obbligai quasi ad inghiottire. Ci mettemmo quasi un quarto d'ora a ricomporci, l'incontro era stato elettrizzante, e Virna sembrava radiosa e ci chiese se riuscivamo ad incontrarci a casa loro per il fine settimana, magari anche con il nostro amico. Era sicuramente possibile, ma volevamo coronare l'incontro con una cosa speciale, pettinarle la figa sfoltendo anche un po' il pelo per valorizzare la clitotoride stupenda che aveva, e provare con il suo benestare a farle il culo senza farle provare dolore.... Fu colta di sorpresa, ma disse che era d'accordo per il pelo, ma per il culo ci doveva pensare e avrebbe deciso sul momento. L'invito comunque fu accettato e decidemmo subito di telefonare a Davide, composi il numero e passai il telefono a Virna che senza nemmeno dire chi era, comunque Davide aveva riconosciuto il numero, lo invitò per sabato sera ad una cenetta intima fra amici, passandomi poi il telefono il telefono ridendo e scherzando con Franca.

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Davide era rimasto un po' stranito e non riusciva a capire finchè gli spiegai che avevo appena finito di leccare, insieme a Franca dentro la macchina, la figa di una maialona rimorchiata al supermercato. Davide non ci credeva pensava che fosse un idea di Franca, quindi passai il cellulare a Franca e le dissi di parlare con Davide. Franca salutò Davide e cominciò ad elogiare la figa di Virna che ascoltando rideva divertita e alla fine disse di averla già tutta bagnata al pensiero di sabato sera, allungai la mano ed era vero, la figa che era stata asciugata e profumata con una salvietta, era di nuovo bagnata e al tocco la clitoride stava già diventando dura. Franca continuò a parlare con Davide, mentre tornavamo al parcheggio dove Virna prima di salutarci ci lasciò il cellulare e l'indirizzo dove raggiungerla sabato sera. Naturalmente Davide confermò la sua presenza e ci salutammo.

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Ed arrivammo a sabato sera, io e Franca passammo a prendere Davide ed insieme ci recammo a casa di Virna che abitava in un paese abbastanza vicino, 20 minuti di viaggio. Davide si accomo dò dietro, e appena partito, Franca con un'acrobazia si trasferì al suo fianco e ridendo si alzo'la gonna facendogli vedere che si era completamente depilata a parte un ciuffetto sul monte di venere e che non portava intimo. Davide si chinò e passò la sua lingua sulla natura morbida e delicata strappando un sibilo dalle labbra di Franca che gradiva sempre la lingua sulla figa. Mentre Davide la leccava e masturbava a più dita sia davanti che dietro, Franca mi diceva cosa le stava facendo e come stava per sborargli in bocca, ma si tratteneva voleva essere eccitatissima
per l'incontro con Virna, voleva a tutti costi vederla sverginata nel culo a più di sessant'anni, quindi doveva essere bella carica ed eccitata per riuscire nell'intento. A quel punto Davide si rialzò dal suo pasto e si aprì la patta facendo saltar fuori il suo cazzo che Franca scappellò con la punta delle dita e con la punta della lingua tolse le goccioline che già avevano bagnato la cappella una volta terminato mi chiese se volevo favorire o se poteva mandar giù tutto. Le dissi che poteva mandar giù senza problemi anzi se voleva poteva pulire anche la mia di cappelle che sentivo spingere nei pantaloni. Franca tornò davanti, mi tirò fuori il cazzo, lo leccò e succhiò golosamente, poi si rialzò e mise la lingua in bocca a Davide che apprezzò il gesto. Eravamo a quel punto arrivati davanti a casa di Virna una casa a schiera d'angolo con il giardino, cercammo il posteggio e con una torta alla frutta e due bottiglie di ottimo Cartize ci apprestammo a suonare il campanello. Virna comparve sulla porta illuminata e aprendo il cancello ci fece accomodare facendo gli onori di casa. Era vestita in modo molto informale, con i calzoni di una tuta una maglietta colorata, di due misure più grande, e notai che era scalza, con due piedini molto curati con smalto scuro alle unghie e due anelli per piede alle dita centrali. Franca la baciò sulle guance come saluto, ma notai il guizzo della lingua lambirle le orecchie, lei sorridendo disse che era quasi tutto pronto e facendoci accomodare in salotto disse che Giuseppe sarebbe arrivato subito era uscito per ritirare uno sformato di verdure, nella vicina rosticceria Virna disse che proprio non le riusciva e ci voleva invece proprio quello da abbinare al secondo preparato. Giuseppe arrivò nel giro di pochi minuti, coetaneo di Virna, non molto alto, magro, ma a prima vista ancora tonico e attivo, si presentò cordialmente e ridendo ci disse che, il modo di come avevamo preso all'amo Virna era fantastico e degno di essere celebrato nel
migliore dei modi o almeno con un bel brindisi e prese dal frigo una bottiglia di prosecco ghiacciata al punto giusto. Il brindisi fu naturalmente rivolto al sesso, e fu apprezzato da parte di tutti, avevamo rotto il ghiaccio ed ora eravamo pronti a gustarci la deliziosa cenetta preparata da Virna, una cosa molto semplice e deliziosa che ci portò via pochissimo tempo, è vero, a tavola
non si invecchia, ma noi avevamo altri programmi. Ci trasferimmo quindi in salotto per il caffè e per rompere il ghiaccio, io e Davide con Franca in mezzo ci accomodammo sul divano, Giuseppe su una poltrona di fronte e mentre aspettavamo Virna che arrivasse con il caffè, iniziammo a toccarle le gambe tirando sempre più in alto la gonna e cercando di scoprirle la figa. Quando arrivò Virna, la figa era in bella mostra ,Franca stava limonando con Davide, stringendo con le dita i nostri cazzi da sopra i calzoni ed io chiedevo a Giuseppe se la situazione lo intrigava abbastanza. Virna appoggiò il vassoio con il caffè fumante e si chinò per vedere da vicino la figa di Franca così depilata e rivolgendosi a marito gli chiese "ti piacerebbe così?" enormemente fu la risposta. A quel punto i giochi potevano iniziare, Virna da brava donna di casa aveva già preparato tutto, un telo enorme per coprire il divano e sopra quello un telo di nailon per proteggere da eventuali perdite liquide, aveva già anche preparato, rasoio e schiuma da barba e un catino, per l'acqua calda e le forbici con il pettine. Si tolse i calzoni della tuta e piegandosi a 90 gradi disse al marito di immortalarla con la sua foresta nera che non avevo notato bene la volta precedente in macchina, ma dal monte di venere le arrivava fino al buco del culo e oltre fino ad arrivare dove il culo si staccava dalla schiena. La macchina era comparsa nelle mani di Giuseppe che iniziò a scattare, Virna si accomodò sul divano, io e Davide le allargammo le gambe sostenendole, Franca iniziò la sua opera, non prima di essersi tolta la gonna e chiesto a Virna se così poteva andar bene. Lei accettò dicendo che le sue labbrone e la clito sarebbero state in bella mostra. Franca si posizionò fra le gambe di Virna sedendo sopra uno sgabello e iniziò la sua opera prima con il pettine e le forbici sfoltendo il fitto cespuglio poi passò alla schiuma e al rasoio e piano liberò, iniziando dal taglio delle chiappe il buco del culo e la figa. Fu un lavoro lento, ma alla fine era stupenda, due labbra enormi, morbide e unte dalla cremina che Franca aveva steso in abbondanza anche sul culetto tutto rattrappito, ma con una rosetta libera ora da peli e forse accessibile almeno a vedere il dito di Franca che ogni tanto entrava ed usciva velocemente strappando a Virna urletti e sospiri.

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