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lavoro pubblicato lunedì 24 febbraio 2014
ultima lettura giovedì 20 giugno 2019

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5. Cazzate di un vecchio con oltre duemila anni di età

di Mesky. Letto 334 volte. Dallo scaffale Fantasia

Cominciò dunque –Ah,forse dovrei prima informarvi di cosa si occupava il vecchio in quel periodo,quando avvenne la decisione,molti decenni dopo aver abbandonato la scuola,di intraprendere gli studi per conto suo in base soltanto a quello c.....

Cominciò dunque –Ah,forse dovrei prima informarvi di cosa si occupava il vecchio in quel periodo,quando avvenne la decisione,molti decenni dopo aver abbandonato la scuola,di intraprendere gli studi per conto suo in base soltanto a quello che gli interessava e,la prima cosa che pensò fu che doveva imparare a leggere e scrivere in modo che potesse introdursi nei discorsi della gente e,se serviva,a comunicare i suoi punti di vista,sensazioni,emozioni e tutto quello che fabbricava interiormente. In quel periodo il vecchio non faceva nulla… si alzava presto la mattina,percorreva una strada che di volta in volta imparava a memoria quando questa cambiava,erano le sue scarpe a condurlo. Tuttavia,quando ritornava alla sua abitazione dopo molte ore fuori (difatti usciva che era mattino presto e rincasava di sera presto) sentiva il suo fisico stravolto,senza più un briciolo di energia. Ma non sapeva dove andava ogni giorno e a gli stessi orari per stancarsi a quel modo,quelle ore difatti gli parevano come un buco di vuoto spaziato da intervalli di pranzo,cena e serate-

Iniziò ad acquistare testi di antologia e di grammatica italiana; Cominciò a leggere anche parecchi libri,inutili,perché non li sapeva scegliere. Studiò da solo in quelle pochissime ore dopo quelle mattinate e pomeriggi interi passati non sapendo dove,di cui nel ricordo c’era soltanto il vuoto.

Imparò discretamente bene e molto velocemente. Ora sapeva leggere e comprendere. Alcune volte si imbatté in frasi,interi vagoni di parole,una dietro l’altra,che vibravano dentro di lui e,prima che ne captasse il significato,le vibrazioni raggiungevano per prima il suo sé,è come se lui fosse tamburo e le frasi composte di parole vibranti erano le mani che battevano,le onde sonore si generavano dal suo sé che ogni volta lo percepiva in un punto diverso del corpo,e si propagavano lungo tutte le ossa trasmettendolo poi ai muscoli,alla pelle e al corpo invisibile. Tutto,così come vi era entrato,vi riusciva da lui e chissà dove si perdevano; Si limitavano ad arrampicarsi nell’aria per magari poi andare a infrangersi contro un albero? No…lui credeva che da qualche parte,a un giusto essere sarebbero arrivati,anche se non era di quel pianeta…

Poco dopo scoprì che quelle frasi che lo colpivano a quel modo erano tutte state scritte da scrittori riconosciuti come mostri della letteratura,come maestri,come Déi…



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