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lavoro pubblicato giovedì 20 febbraio 2014
ultima lettura lunedì 10 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Canzone Infernale II

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 288 volte. Dallo scaffale Viaggi

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Canzone Infernale

Canzone infernale nell'aria fredda s’ode tra i vicoli oscuri ,voce gentile che giunge ai limiti della metropoli , nell’eco d’un cuore che batte prigioniero in una piccola stanza senza finestre. Le luci della città splendono, palpitano ,ogni cosa si anima, prende vita ,si muove nell'oscurità ,fuggire da se stessi verso qualcosa d'indefinito ,identificabile in una elucubrazione psichica in un corpo bramante calore che scioglie il sangue nelle vene che ivi scorre ,gocciola ,scende come un fiume in piena ai lati dei marciapiedi insieme all'acqua sporca, insieme all'acqua del bucato, insieme all'orroredi questa esistenza . Si stende sulla sua poltrona e prova ad essere qualcosa altro da ciò che rappresenta ogni giorno, un essere diverso, capace di stupire, incantare. Un anonimo peccatore che racconta se stesso seduto sopra una nuvola ,spinto dal vento ,gioca con i gabbiani, ammira il mare le isole, le storte coste. Un dannato perduto nell’ipocrita società nella quotidiana mediocrità nel tendere la mano all'ultima offerta in una farsa condita di versi scritti in fretta così la legge giudica e dichiara ingrato e ignorante chi non rispetta quel senso comune. Tutto ricomincia da capo, tutto diviene così difficile da comprendere da giustificare. Ma domani si spera sia migliore di oggi ,continuano a fare male i ricordi, le cose non fatte, le umiliazioni subite ,il sorriso negato, il male coltivato nel proprio giardino. Ma questo è solo il principio di cosa si poteva diventare, di cosa si poteva evitare ,legati ad un filo sottile ,sorretti da una logica perversa continuare a viaggiare da solo nel cuore della notte in un autobus che corre veloce verso chi sa dove . Forse verso casa con il fiato sospeso gli occhi umidi la paura di non farcela di essere di nuovo punito di rimanere inerme ,sconosciuto, picchiato ,gettato in una fossa comune senza onore e amore. Senza una canzone che rallegri il proprio vivere , la civile convivenza un solo essere, una sola immagine un unico segno che scuote ogni cosa. Una dignità negata ,pagata a caro prezzo ,tu che mi hai rubato il cuore, tu che sei la mia bellezza.



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